MENTAL COACH: L’ALLENATORE DELLA FORZA MENTALE
QUALE E' IL VALORE AGGIUNTO DEL MENTAL COACH NEL PERCORSO SPORTIVO ?

di | 27/06/2018

Mental Coach : il suo lavoro nel miglioramento delle performance sportive è ancora sottovalutato da molti atleti e allenatori .

 L’allenamento della “forza mentale” è parte del più ampio campo della scienza dello sport, che studia il comportamento umano.

Mental Coach

Allenare la mente è il primo passo verso la ” vittoria “.

Allenare la forza mentale significa migliorare le prestazioni sportive.

L’obiettivo dell’allenamento della forza mentale è aiutare gli atleti e le squadre a dare il massimo, migliorando la proprie competenze per eccellere nello sport.

Il mental coaching è la branca della psicologia dello sport che analizza i metodi per superare le barriere mentali che impediscono agli atleti di esprimere tutto il proprio potenziale.

Lo scopo di questa disciplina è aiutare gli atleti a sviluppare la forza mentale necessaria per raggiungere il successo nello sport e nella vita.

 Mental Coach e Concentrazione

Mantenere alta la concentrazione e tenere fuori, dal nostro “io”, distrazioni e stressor.

  • Il suo primo obiettivo è insegnare agli atleti come ricercare una maggiore sicurezza personale per raggiungere alti livelli di concentrazione e per mantenerla in situazioni di forte pressione, così da essere più efficienti in ogni circostanza.

È del tutto errato infatti pensare che gli aspetti mentali e quelli fisici dello sport siano separati.

Alcuni atleti ritengono erroneamente che sia necessario padroneggiare in maniera “perfetta” la tecnica prima di poter lavorare sull’atteggiamento, sulla mentalità.

In realtà, quando il Mental Coach fa un’analisi delle prestazioni di uno sportivo, non può scindere le sue qualità e le sue abilità fisiche da quelle mentali.

Le decisioni, i pensieri, le immagini e le sensazioni guidano il motore del comportamento, l’allenamento della forza mentale aiuta gli atleti a sviluppare la fiducia e la messa a fuoco delle proprie competenze in concomitanza con la padronanza degli aspetti tecnici dello sport.

Mental Coach e Domande

Il viaggio con il Mental Coach parte da qui.
Porsi delle domande in modo da trovare il punto debole che non ci permette di performare al meglio.

Per fare ciò, l’atleta deve innanzitutto cominciare a porsi alcune domande.

  • Sono consapevole del fatto che mi preoccupo di ciò che gli altri pensano della mia performance?
  • Ho la mente sufficientemente libera prima della competizione?
  • Temo il fallimento e questo influisce sulle mie prestazioni di gara?
  • Mi distraggo facilmente?
  • Mi sento frustrato quando le cose non vanno secondo i piani?

 

In quali casi è necessario il training della mente?

Un lavoro con il Mental Coach è consigliabile  ogni volta che si presentano chiari segnali  di incapacità di raggiungere il massimo delle proprie prestazioni, non strettamente dipendenti da fattori fisici.

Qualche esempio:

  • L’atleta mostra performance nettamente migliori durante l’allenamento rispetto alla competizione.

I tuoi risultati sono sempre impeccabili, ma durante la competizione le tue prestazioni non si  rivelano all’ altezza delle prformance ottenute durante l’allenamento?

Ti senti sicuro e sciolto durante le ore di preparazione alla gara, ma in competizione sei afflitto da dubbi  e indecisioni?

Senti che qualcosa cambia tra la pratica e la competizione?

Mental Coach e Fallimento

La paura di fallire , un limite alla performance.

La paura di fallire o la tensione sono le cause più frequenti che portano l’atleta a mostrare performance di scarso livello sotto lo stress di una competizione ufficiale piuttosto che in allenamento.

  • L’atleta ricerca ossessivamente la perfezione.

Molti atleti ritengono che il successo di una prestazione stia nella ricerca della perfezione della tecnica sportiva.

La ricerca della perfezione può essere in alcuni casi spinta da una positiva motivazione o da un forte orientamento al risultato.

Tuttavia, molto spesso, questa si può trasformare in una ossessione che al contrario allontana l’atleta dal successo, caricandolo di una eccessiva e poco produttiva autocritica e di una severità di giudizio che ha come conseguenza solo la frustrazione e quindi il progressivo allontanamento dai proprio obiettivi.

  • L’atleta non ha buone performance quando si sente osservato.

Capita spesso che un atleta subisca il peso degli sguardi di chi gli sta intorno (genitori, compagni, fan, allenatori…).
Spesso il pensiero di essere giudicati e di non essere all’ altezza delle aspettative degli altri può essere la causa di un fallimento: quella che possiamo definire come “paura da palcoscenico”.

La causa di questa paura è da ricercare in una mancanza di sicurezza che si concretizza non nel  timore per la competizione in sé, ma nella paura del giudizio che gli altri possano avere su di noi.

  • L’atleta ha dubbi sullo sport scelto prima o durante l’esibizione.

La tensione per una competizione, nonostante una perfetta competenza tecnica, può inconsciamente far  nascere nella mente dell’atleta dubbi e insicurezze sullo sport scelto.

Questi dubbi caricano l’atleta di un peso mentale crescente che agisce negativamente sull’ esito delle sue performance.

  • L’atleta prova ansia quando gareggia in competizione.
Mental Coach e Ansia

L’ ansia da prestazione è uno degli stressor che il Mental Coach può aiutarci a sconfiggere.

La causa più comune di sconfitta o scarse performance resta comunque l’ansia, associata alla “paura di non farcela”.

Una eccessiva e ossessiva ricerca del risultato migliore può infatti essere la principale causa di un fallimento.

  • L’atleta limita inconsciamente la propria performance mirando ad aspettative troppo alte.

Alimentare eccessivamente le aspettative in atleti, che non sono in grado di gestire lo stress e la pressione di una competizione , può rivelarsi controproducente e indurre ad un eccessivo aumento della tensione e alla conseguente incapacità di raggiungere gli obbiettivi prefissati.        

  • L’atleta lega la stima di se stesso alla capacità di eccellere nello sport.

Alcuni atleti sono spinti a competere solo dalle ricompense associate all’idea di successo:

         la fama, i riconoscimenti, il rispetto.

Sebbene questi possano rappresentare degli ottimi premi a fronte di eccellenti risultati, non sono da considerarsi le migliori motivazioni da cui partire per ottenere performance di successo.

         Legare la stima di sé solo ed esclusivamente alla buona riuscita di una gara può rivelarsi un’arma a doppio taglio.

Alla mancanza di successo rischia di legarsi inevitabilmente una caduta della stima nelle proprie capacità e una irrefrenabile perdita delle giuste motivazioni, che portano un atleta al raggiungimento delle performance migliori.

  • L’atleta perde la messa a fuoco durante i momenti decisivi.

 La pressione esercitata dalla paura del giudizio

di allenatore,

compagni o genitori,

l’ansia di  non  essere all’altezza,

 lo stress fisico legato ad una competizione,

possono essere la causa di una  mancata attenzione nei momenti decisivi di una performance.
          

  • Dopo un infortunio e relativo recupero al 100 %, l’atleta non è in grado di comportarsi come prima.
Mental Coach e Infortunio

La ripresa mentale dopo un infortunio è più difficile della ripresa fisica.

Molti atleti che hanno subito un grave infortunio sportivo hanno difficoltà nel riconquistare la fiducia in se stessi. Anche dopo un parere positivo del medico, le cicatrici mentali faticano a guarire.

La paura di ricadere nell’ infortunio, la mancanza di fiducia nelle proprie capacità portano spesso gli atleti a mettere in atto dei meccanismi inconsci di difesa.            

Il lavoro con un Mental Coach è consigliato anche a tutti quegli atleti che, pur non mostrando nessuno dei sintomi descritti, vogliono semplicemente indagare più a fondo i meccanismi che regolano il successo di una performance per ottenere risultati migliori di quelli raggiunti con il solo training fisico.

La maggior parte degli atleti si affida però al mental coach solo dopo particolari crolli o diminuzioni delle proprie prestazioni. Spesso il l’allenamento mentale è ancora l’ultima “risorsa” a cui attingere per migliorare o recuperare le proprie prestazioni.

Purtroppo c’è ancora troppa diffidenza nei confronti di tecniche alternative che sembrano aver poco a che fare con il lato meramente fisico dello sport.

L’obiettivo del Mental Coach è:

quello di far ottenere all’atleta il massimo dalle proprie capacità, passando  attraverso un allenamento dei processi mentali e non con un mero traning fisico.

Lo scopo ultimo del Mental Coach ?

aiutare un team o  singoli atleti ad identificare gli ostacoli al lavoro e migliorare le prestazioni sia personali che di gruppo.

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Dott. Fabio Marino

AUTORE: Dott.sa Sabrina Giola

 

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