Capire quando un osso è rotto e cosa fare
Sai riconoscere una frattura?

di | 20/12/2018

Come capire quando un osso è rotto?

segnali che indicano una frattura ossea

In questo articolo cercheremo di capire quando un osso è rotto, elencando i segnali ed i sintomi.

Cos’è una frattura ossea?

La frattura ossea è una condizione caratterizzata (come dice il nome stesso) dalla rottura di ossa. Solitamente è dovuta a intensi traumi ma può verificarsi anche a causa alcune patologie.

Esistono diverse tipologie di fratture:

Le fratture sono basate sull’eziologia, sul meccanismo lesivo e sull’entità del danno.
Rispetto all’eziologia si distinguono in fratture:

  • Traumatiche. Quando un trauma  causa l’interruzione di un segmento scheletrico sano.
  • Patologiche. Quando un trauma di lieve entità, che normalmente non sarebbe sufficiente a causare l’interruzione di un osso, agisce su di un segmento scheletrico già minato da un processo patologico in atto o pregresso.
  • Da fatica (fratture da stress). Quando più microtraumi agiscono nel tempo su di un osso sano. Sono ben esemplificate dalle fratture delle ossa metatarsali nei maratoneti.

In base al meccanismo lesivo riconosciamo quattro tipi di fratture:

  • flessione: il trauma provoca una variazione della normale curvatura dell’osso fino alla rottura.
  • torsione.
  • compressione: sono tipiche del rachide ed il tessuto spugnoso durante il trauma viene schiacciato tra diafisi e cavo articolare.
  • strappamento: la trazione brusca sullo scheletro di un legamento o di un tendine provoca questo tipo di frattura.

In base all’eventuale spostamento riconosciamo due tipi di fratture:

  • composta. Quando non vi è migrazione dei monconi o di frammenti.
  • Scomposta. Quando i monconi o eventuali frammenti migrano.

Le fratture esposte si verificano quando l’osso viene a contatto con l’esterno.

Sintomi

Adesso esamineremo i sintomi che ci fanno capire quando un osso è rotto:

  • DoloreCapire quando un osso è rotto
  • Ridotta motilità
  • Impotenza funzionale (i muscoli non riescono più ad agire sull’osso fratturato)
  • Ematoma
  • Gonfiore

 

Cosa fare

Se il soggetto è pallido e suda freddo lasciarlo sdraiato con le gambe sollevate rispetto al cuore per favorire il ritorno venoso; mantenerlo al caldo e tranquillo fino all’arrivo dei soccorsi.

In ospedale si procederà a:

  • Somministrare antidolorifici per ridurre il dolore.
  • Effettuare una radiografia per una diagnosi esatta.
  • Se l’osso è in posizione sarà sufficiente ingessare la gamba,
  • diversamente sarà necessario ridurre la frattura manualmente o chirurgicamente.
  • Nei casi più gravi durante l’intervento verrà anche fatto ricorso a piastre, viti o altri supporti.

Il recupero avviene in genere in 6-8 settimane nel caso di fratture minori, mentre fratture più importanti possono richiedere fino a 3-6 mesi e più; sarà probabilmente necessario il ricorso a carrozzella o stampelle.

Potrebbe essere necessario sottoporsi a sedute di fisioterapia e si raccomanda di non provare ad accelerare i tempi di guarigione, prendendosi il tempo di riposo suggerito dal medico.

 

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Dott. Fabio Marino

 

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