come aprire uno studio professionale fisioterapico

Come aprire un Centro Fisioterapico o studio professionale

di | Marzo 16, 2022

Come si fa ad aprire un Centro fisioterapico?

Questa è una domanda che mi viene spesso posta da fisioterapisti o imprenditori che vogliono investire nel settore della salute e del benessere.

Sono il Dott.Fabio Marino, fondatore dei Centri medico-fisioterapici e Personal Trainer Kinesis Sport. Laureato in Scienze Motorie, specializzato in Posturologia e massoterapia e Laureato in Economia della Start-up specializzato in amministrazione finanziaria.

Fino al 2015 operatore all’interno del primo Centro Kinesis Sport e dal 2015 imprenditore di settore e consulente per professionisti della sfera sanitaria e parasanitaria.

Tornando alla domanda come fare per aprire centro fisioterapico, dobbiamo iniziare col fare subito una distinzione ben precisa. Ci sono due modi per aprire un Centro fisioterapico:

-Si può aprire uno studio professionale fisioterapico

-In alternativa si può aprire un ambulatorio medico-fisioterapico.

In questo articolo partiamo dalla base ovvero da come fare per aprire uno studio professionale fisioterapico. E parleremo anche dei pro e dei contro.

Dopo aver letto questo articolo ti consiglio di leggere anche l’articolo relativo a come fare per aprire un ambulatorio o poliambulatorio medico-fisioterapico. Troverai il link al termine dell’articolo.

Requisiti per aprire uno Studio fisioterapico

Il primo requisito necessario è aver conseguito almeno la laurea triennale in fisioterapia in una qualsiasi delle Università Italiane. (In caso di conseguimento del titolo in un ateneo estero può essere necessario richiedere l’equipollenza).

Senza il titolo di Dottore in fisioterapia, nessuno può aprire uno “STUDIO DI FISIOTERAPIA”.

Il medico apre lo studio medico, il massoterapista apre il gabinetto massoterapico e il fisioterapista o titolo equipollente (per esempio i massofisioterapisti con titolo acquisito prima del 1996) apre lo studio fisioterapico.

Il secondo requisito è l’iscrizione del fisioterapista all’AIFI l’associazione italiana di categoria dei fisioterapisti. E successivamente è necessario effettuare una assicurazione RC che copra in caso di problemi quali eventuali errori fatti sul lavoro, denunce o richieste di risarcimento.

Regime fiscale per aprire lo studio fisioterapico

Il regime fiscale necessario per aprire lo studio fisioterapico è quello relativo ad una partita iva professionale ovvero da lavoratore autonomo.

Sia la partita iva a regime forfettario o sia essa una partita iva da ditta individuale sono le due modalità consentite dalla legge per aprire lo studio professionale fisioterapico.

All’interno del proprio studio di fisioterapia potranno operare anche altri fisioterapisti o figure strettamente connesse all’attività sanitaria svolta. L’importante è che queste persone operino in regime autonomo e pertanto, questa modalità di lavoro prende il nome di studio fisioterapico associato.

Studio associato di fisioterapia

Fondamentalmente nello studio associato di fisioterapia, ciascun fisioterapista opera in regime autonomo, non societario. Ciascuno gestisce liberamente i suoi pazienti e il vero vantaggio sta nella possibilità di creare una sorta di piccolo polo sanitario che deve sottostare alle leggi previste per gli studi professionali (non alle leggi previste per gli ambulatori e poliambulatori), che risultano essere meno “restrittive” e più semplici da soddisfare.

Il secondo grande vantaggio dello studio fisioterapico in regime associato è la possibilità di ridurre le spese quali: spese condominiali, utente, materiale di consumo, ed eventualmente anche una segretaria.

Perché non aprire uno studio professionale fisioterapico individuale o associato

L’aspetto negativo sta nell’impossibilità di creare un proprio Brand (come per i miei Centri il Brand Kinesis Sport) che possa aumentare di valore nel tempo. Per questo obiettivo servirebbe una visione aziendale e una pianificazione finanziaria che trovare nello studio professionale fisioterapico solo i primi passi di un lungo percorso che deve portare verso la duplicazione del personale, aumento della tipologia di professionisti da inserire nella propria equipe di lavoro, necessità di investire in strumentazione ecc. (Ne parliamo nell’articolo relativo al come aprire un poliambulatorio medico). Pertanto deve portare all’apertura di un ambulatorio medico-fisioterapico.

Un secondo aspetto negativo che non si può sottovalutare qualora il fisioterapista fosse in possesso di una partita iva forfettaria è relativa alla deducibilità dei costi.

Ci sono alcuni costi sostenuti che non possono essere dedotti al 100 % in questo regime forfettario. E mi riferisco per esempio ai costi relativi ai corsi di formazione e aggiornamento o ancora all’acquisto di elettromedicali e altri strumenti da utilizzare in studio.

Se è vero che una partita iva in regime forfettario ha dei vantaggi fiscali come una bassa tassazione, il rovescio della medaglio è l’impossibilità di creare una pianificazione finanziaria strategica che lecitamente consenta l’abbattimento di una grande quantità di costi.

Non è questa la sede per calcolare il peso fiscale reale perché questo si differenzia da professionista a professionista e il calcolo necessita di analizzare specificatamente caso per caso.

Altri requisiti necessari per aprire lo studio fisioterapico

E qui dobbiamo necessariamente parlare degli altri vantaggi di cui gode chi decide di aprire uno studio fisioterapico rispetto all’ambulatorio medico-fisioterapico.

Innanzitutto, ma questo vale per tutti, a meno che non stiate subentrando in una attività già esiste, per tutte le nuove aperture, devono essere rispettate le normative in vigore al momento dell’apertura.

Requisiti strutturali

Partiamo con i requisiti strutturali di base che sono necessari in ogni Regione, ma comunque consiglio di visionare il sito dell’ATS competente sul territorio nel quale si vuole aprire il proprio studio fisioterapico. Non mi prendo la responsabilità con questo articolo di eventuali divergenze.

Innanzitutto è necessario avere una sala d’attesa di capienza non precisamente definita in termini di metri quadrati. La direttiva Asl è che la sala d’attesa deve essere adeguata al flusso di utenze che si pensa di avere. Per esempio, se lo studio fisioterapico ha una sola cabina per fare terapia, verosimilmente 3 sedie possono essere sufficienti. Per tanto saranno sufficienti pochi metri quadrati per la sala d’attesa.

Se lo studio fisioterapico ha 4 cabine da massaggio, con 4 fisioterapisti che potenzialmente lavorano contemporaneamente, saranno necessarie almeno 5 sedie; e ne consiglio di più per evitare di avere problemi il giorno del sopralluogo da parte delle autorità territoriali.

Naturalmente la sala d’attesa deve rispettare i rapporti aero-illuminanti (come tutti gli altri locali), e deve garantire l’abbattimento delle barriere architettoniche per garantire il passaggio alla carrozzina.

Pertanto non serve solo stipare la sala d’attesa di sedie per fare accomandare i pazienti, ma è necessario che ci sia spazio per garantire almeno il passaggio e la rotazione di una carrozzina che all’incirca richiede un diametro rotazionale di 150 centimetri.

La cabina da massaggio e terapie

La prima dovrà essere di almeno 10 metri quadrati che è una misura tale da consentire il posizionamento di un lettino, una zona con paravento per far cambiare il paziente, ed una scrivania per svolgere le prime fasi di una visita fisioterapica.

Detto questo le altre sale terapiche possono essere anche più piccole, ma non inferiori ai 7,5 metri quadrati.

Tutte le pareti delle sale in cui si svolgono le terapie, della sala d’attesa e dei bagni devono essere pareti lavabili almeno fino a 180 centimetri d’altezza partendo da terra.

Dentro ogni cabina da massaggio è poi necessario un lavandino possibilmente con fotocellula o pedalina per l’erogazione dell’acqua.

I bagni dello studio professionale di fisioterapia?

Se parliamo di piccoli studi fisioterapici può essere sufficiente un solo bagno per tutte le utenze, utilizzabile anche dagli stessi fisioterapisti. L’obbligo rigoroso da rispettare è che sia a norma per utenti disabili: deve quindi garantire come sempre la rotazione della carrozzina, un gabinetto alto, un lavandino adeguato che possa accogliere sotto le gambe di una persona in carrozzina, maniglioni d’appoggio e doccino.

Altre cose da sapere prima di aprire uno studio fisioterapico

Questo articolo non può considerarsi una guida esaustiva contente tutte li informazioni necessarie che c’è da sapere prima di aprire il proprio studio fisioterapico.

Il consiglio che mi rimane da darvi è di affidarvi ad un tecnico esperto, che abbia già aperto in precedente altre strutture sanitarie. Affidarsi ad un tecnico competenze che si occupi di aprire Centri fisioterapici, e strutture sanitarie, può velocizzare di molto i tempi che intercorrono tra la scelta dell’immobile e il giorno dell’apertura.

Lo studio che si andrà ad aprire deve infatti essere conforme ai singoli regolamenti comunali relativi al piano edilizio e alle norme igienico-sanitarie che possono anche in parte differire da Comune a Comune. Può essere una buona idea fissare un appuntamento col il responsabile dell’ufficio tecnico comunale per una consulenza preliminare, portando con se la planimetria dei locali che si intende trasformare a studio professionale.

Una volta pronti per l’apertura sarà necessaria la SCIA Comunale come dichiarazione di inizio attività fisioterapica.

Qualora avessi bisogno di gestire l’intera pratica ricordo che uno dei miei servizi è gestire, insieme ai miei tecnici di fiducia, l’intero iter che può andare dalla selezione dell’immobile al giorno dell’apertura. Di tutto quello che c’è in mezzo possiamo occuparcene noi. Per maggiori informazioni o per prenotare una call gratuita conoscitiva puoi contattarmi da qui.

Se ti interessa sapere come fare per aprire un ambulatorio e poliambulatorio medico-fisioterapico puoi leggere l’articolo da qui.

Ricordo che per chi fosse intenzionato ad un progetto chiavi in mano o a valutare l’apertura di un Centro Kinesis Sport in franchising può sempre scrivermi da qui per un primo confronto gratuito.

Da qui puoi scaricare la brochure informativa per aprire il tuo studio professionale o Centro medico – fisioterapico in franchising Kinesis Sport:

Dott.Fabio Marino

Founder Centri Kinesis Sport

Consulente per Aziende Sanitarie

Laureato in Economia della Start-up con master in amministrazione e finanza.

Laureato in Scienze motorie con master in posturologia.

Imprenditore e coach di professionisti e Centri Fitness-PT sui temi: pianificazione aziendale e contabile, creazione di un Dream Team.

Autore dei libri “REALIZZA IL TUO SOGNO” e “IL VIAGGIO: DA PROFESSIONISTA AD IMPRENDITORE IL SUCCESSO SI PIANIFICA ALLA SCRIVANIA”. fabio.marino@kinesisport.com