CORRERE DOPO INTERVENTO AL CROCIATO ANTERIORE
Riabilitazione ginocchio: la ripresa della corsa dopo operazione LCA. Come e quando.

di | 03/09/2019

Scopri in questo articolo come e quando riprendere a correre dopo intervento chirurgico al legamento crociato anteriore di ginocchio…

CORRERE DOPO INTERVENTO AL CROCIATO ANTERIORE

Come e quando correre dopo intervento al crociato anteriore?

Quali sono le tempistiche da rispettare e i passaggi da seguire per riprendere nel modo più sicuro ed efficace la corsa post intervento?

come e quando correre dopo intervento al crociato anteriore

Come e quando correre dopo intervento al crociato anteriore

Un intervento chirurgico già di per sé stesso non è una condizione che si affronta a cuor leggero. Se poi si tratta del ginocchio di una persona che ama fare sport e che magari si è procurato una lesione al ginocchio proprio per la pratica della sua attività, allora la domanda su come e quando correre dopo intervento al crociato anteriore si pone con ancora maggiore intensità emotiva.

La lesione del legamento crociato del ginocchio è una condizione infatti che si verifica con una certa frequenza nello sportivo. Può anche riguardare coloro che non praticano abitualmente un’attività sportiva e che non hanno la velleità di correre o praticare dello sport ad alto livello, ma certamente per chi ha la passione del movimento e della forma fisica un infortunio ha un peso diverso.

La domanda però sulla qualità e i tempi di ripresa dopo un intervento chirurgico è comunque sempre presente e viva in chiunque.

Ad oggi, la chirurgia ortopedica nel campo del ginocchio ha fatto dei passi estremamente grandi; la qualità dell’intervento è molto sofisticata e i suoi esiti assicurano delle prestazioni funzionali molto elevate.

Per questo è necessario far seguire un iter fisioterapico protocollato ed eseguito da personale specializzato con macchinari all’avanguardia che possano garantire una ripresa ottimale di tutti della mobilità.

Sia per gli sportivi di livello, sia per le persona comuni che necessitano di proseguire una vita quotidiana facendo le normali attività di sempre.

Il dibattito sulla riabilitazione sul come e quando correre dopo intervento al crociato è vivo ed è all’attenzione della comunità scientifica da molto tempo. Vediamo meglio quali sono le procedure da seguire per la riabilitazione per poi cercare di rispondere alla domanda su come e quando correre dopo intervento dal crociato successivamente, avendo elementi di maggiore conoscenza.

In ogni caso la questione della riabilitazione al ginocchio è un aspetto molto specifico e specialistico, nel quale sono impegnate figure sanitarie diverse che si interfacciano in modo continuo per dare al paziente le risposte più adeguate e di maggiore efficacia. La figura prioritaria in questo settore è il fisioterapista.

Ogni persona è un caso sé stante e la fisioterapia, pur mantenendo gli obiettivi generali, adotta tecniche, tempi e modalità differenti a seconda del paziente, delle sue risorse, della capacità di attenersi al piano terapeutico, della possibilità di svolgere a vari livelli attività fisica agonistica.

Le fasi della riabilitazione del crociato

Ci sono degli elementi della mobilità articolare e della forza muscolare che vanno considerati attentamente dal punto di vista fisioterapico, qualora si debba procedere a un intervento chirurgico al legamento crociato anteriore del ginocchio e accedere alla fase della riabilitazione successiva.

Non sempre si può programmare il momento del’intervento, ma nel caso in cui sia possibile la fase precedente alla chirurgia ha importanza nell’individuare e trattare alcune condizioni che sono correlate alla successiva ripresa dell’attività sportiva e della corsa.

Per questo aspetto, prendiamo in considerazione anche il momento precedente all’intervento. Quando si può accedere alla fisioterapia prima della chirurgia, è necessario valutare e trattare alcuni parametri che condizionano l’esito della riabilitazione successiva.

Vediamoli

La riabilitazione del crociato pre-operatoria

Purtroppo spesso non è prescritta dal medico ortopedico, ma per la fisioterapia è importante in alcuni casi nella fase precedente all’intervento chirurgico. Ci sono condizioni di limitazione di movimento della gamba che è stato visto essere fonte di complicazioni post operatorie di tipo funzionale qualora siano presenti.

Se vengono individuate e trattate preventivamente, la fase riabilitativa successiva offre tempi più rapidi di ripresa, performance migliori e permanenza dei risultati nel tempo.

Quali sono?

  • Estensione completa
  • Riduzione della forza del 20% al muscolo quadricipite

Una mancanza di ESTENSIONE COMPLETA prima dell’intervento è una condizione che influisce pesantemente sulla successiva riabilitazione. Nel caso in cui sia possibile preventivamente, è necessario cercare di migliorare la mobilità per consentire al paziente di avere maggiori possibilità di ripresa in termini di rapidità e stabilità, senza incorrere in condizioni dolorose successive.

Infatti vale la pena ricordare che la stazione eretta è mantenuta senza alcuno sforzo grazie alla possibilità di estensione completa del ginocchio.

Provate a stare in piedi per pochi minuti con le gambe leggermente flesse e vi renderete conto che il dispendio di energia che è richiesto è talmente elevato da ricercare la posizione  estesa delle ginocchia.

Infatti, in alcuni sport e pratiche marziali viene proposto come esercizio di rinforzo per il quadricipite

Dobbiamo pensare che la MANCANZA DI FORZA MUSCOLARE A LIVELLO DEGLI ESTENSORI si può protrarre per i successivi due anni dopo l’intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore, anche in condizioni iniziali di adeguata forza muscolare pre-intervento. Questo rende la riabilitazione più lenta e maggiormente bisognosa di attenzioni sia da pare del paziente che dell’operatore.

Alcuni autori pongono di porre attenzione anche sulla forza dei muscoli posteriori della gamba attribuendole importanza per il recupero post operatorio.

Quindi se abbiamo la necessità di sottoporci a un intervento chirurgico, prendiamo in considerazione anche questi aspetti e facciamoli valutare da un fisioterapista in grado di poter predisporre una serie di interventi specifici per fronteggiare, già da subito, delle condizioni che sicuramente sono influenti sugli ESITI FUNZIONALI post chirurgici.

La riabilitazione post operatoria

In questa fase la collaborazione tra il medico chirurgo ortopedico e il fisioterapista riveste molta importanza.

Il medico che ha effettuato l’intervento è a conoscenza della specificità della condizione patologica, della complessità dell’intervento e delle caratteristiche del paziente. Il tipo di chirurgia varia e può avere delle diversità che influiscono sul processo riabilitativo in modo anche sostanziale.

È solo attraverso la collaborazione e il lavoro d’equipe che si può rispondere in maniera adeguata a un paziente rispetto alla domanda su come e quando correre dopo intervento al crociato anteriore. Alla riabilitazione sta il compito di portare il paziente a raggiungere la performance migliore rispetto ai tempi dettati dalla chirurgia e alle capacità del soggetto.

Come e quando correre dopo intervento al crociato anteriore?

Dopo quanti giorni si può riprendere la corsa?

corsa post intervento chirurgico al legamento crociato anteriore

“Dopo quanti giorni dall’intervento chirurgico al legamento crociato anteriore potrò ricominciare a correre?”

Domanda che, giustamente, tutti coloro che si sottopongono all’intervento, si faranno. Date le premesse che abbiamo fatto in precedenza, sappiamo che la risposta non può che essere soggettiva ma indicativamente

DOPO 100-120 GIORNI DALL’INTERVENTO SARÀ POSSIBILE RIPRENDERE LA CORSA

In ogni caso non sono solo i tempi a dettare la possibilità di riprendere la corsa o l’attività sportiva, ma sono anche i test di riabilitazione specifici sulla forza, l’articolarità e il salto che determinano la sicurezza e la capacità dell’organismo di fare fronte alle esigenze funzionali dell’attività da svolgere.

Un fisioterapista saprà anche orientarvi sulla sicurezza e possibilità nell’effettuare vari tipi di sport a diverso impatto. Vediamo comunque quali sono le modalità della riabilitazione per permettere la ripresa della funzionalità del ginocchio.

La riabilitazione del ginocchio dopo intervento al legamento crociato

Le caratteristiche della riabilitazione dopo un intervento di ricostruzione del crociato anteriore hanno riempito libri di fisioterapia e di riabilitazione ortopedica.

Quindi non è un argomento facile, ne può essere considerata esaustiva una lettura come questa per poter orientare le scelte terapeutiche. 

Dal punto di vista generale informativo però è utile sapere quali siano, in linea di massima, le fasi e le modalità per la cura del paziente affetto da un esito di intervento di ginocchio come questo.

Come prima cosa diciamo che la fisioterapia va praticata per almeno 9-12 settimane.

Quindi i tempi non sono brevi e necessitano di costanza nella pratica e di attenzione ai tempi e alle modalità di guarigione. Certamente i tempi di ripresa sono personali.

Sono in relazione alla preparazione del paziente, alla sua attitudine o meno all’aderenza al piano riabilitativo, alle indicazioni del medico e alla condizione di base  pre operatoria. Possono quindi variare, ma indicativamente i tempi che intercorrono prima di potere sapere come e quando correre dopo intervento al crociato sono questi.

Quindi sono tempi lunghi. Bisogna assecondare i processi di guarigione dei tessuti. È importante non forzare e non anticipare i tempi con la pretesa di potere fare tutto e subito, perché i rischi sono molto superiori ai possibili benefici.

Quindi mettiamoci il cuore in pace, dedichiamo del tempo e delle risorse alla riabilitazione e seguiamo i consigli dell’equipe riabilitativa, formata dal medico e dal fisioterapista  e permettiamo al ginocchio di guarire completamente.

Se la condizione lo permette la ripresa delle attività precedenti subisce poche variazioni rispetto alla situazione precedente. Nono perdiamo questa possibilità per la fretta di arrivare a risultati  immediati.

Come si inizia la fisioterapia? In che cosa consiste?

Gli obiettivi della fisioterapia sono la riduzione del dolore, l’incremento della mobilità, la riduzione dell’edema, il trattamento della cicatrice chirurgica, la ripresa delle attività funzionali normali e la riatletizzazione nel caso in cui ci si occupi di uno sportivo.

Gli strumenti che vengono utilizzati quindi sono molti e vanno dalla riabilitazione della mobilità con mobilizzazione articolari, alla ripresa della forza con esercizi specifici e con macchinari specifici, come ad esempio l’isocinetica.

Grande importanza ha la riabilitazione propriocettiva e la possibilità di riduzione dell’edema conseguente alla chirurgia attraverso delle manovre specifiche o con l’applicazione di taping neuromuscolare. 

Come ulteriore presidio terapeutico, nella prima settimana, si può utilizzare la crioterpia. È praticata per la diminuzione del dolore, se il medico lo ritiene necessario, e può facilitare il periodo immediatamente post intervento, come ausilio alla terapia farmacologica.

Il rinforzo muscolare avviene in un primo momento attraverso esercizi di contrazione isometria per quadricipite. Possono essere proposti già da partire dal primo giorno se non provocano dolore.

Con il passare del tempo variano le condizioni di esercizio, il tipo di contrazione e il range articolare di coinvolgimento. Sono parametri che si valutano con il proseguire della riabilitazione e vengono proposti in base alle condizioni del paziente.

Si aggiungono in modo progressivo esercizi concentrici e eccentrici, in catena cinetica chiusa e aperta in range di movimento prestabiliti.

La ginnastica propriocettiva per il ginocchio

Consiste nella ripresa della forza abbinata alla percezione del movimento e alla consapevolezza del controllo.

La differenza nella contrazione muscolare dove si fa esclusivo uso della forza rispetto a una contrazione più controllata la possiamo vedere, ad esempio, nella diversità della muscolatura che esiste tra un culturista e un atleta di ginnastica artistica.

La differenza tra il rinforzo e la propriocettività sta nel controllo del movimento

Se l’obiettivo del primo è sollevare quanto più peso possibile, nel secondo caso è di mantenersi fermo in equilibrio sugli anelli e da lì eseguire delle evoluzioni.

Sebbene la muscolatura sia netta e definita in tutti e due i casi, la proprietà del controllo dell’atleta è nettamente maggiore.

Questo è il senso della ginnastica propriocettiva fatta per una articolazione di carico quale il ginocchio, che deve essere in grado di fare fronte alle diverse condizioni di cammino di tutti i giorni e deve garantire l’esecuzione del gesto sportivo atletico tipico della disciplina, in tutta sicurezza.

L’elettroterapia è un altro presidio fisioterapico che può essere utilizzato in caso di postumi di intervento chirurgico. Può essere utilizzata per la prima settimana, per facilitare il reclutamento muscolare. Successivamente può essere abbandonata se non implica miglioramenti sostanziali.

Di solito viene utilizzata solo nelle prime fasi della fisioterapia, ma in alcuni casi è utile proseguire con l’elettro stimolazione per facilitare la ripresa della forza e resistenza muscolare, sia a livello del quadricipite che di altri muscoli. Il giudizio in merito alla continuazione delle terapie è appannaggio del medico e del fisioterapista.

In ogni caso, per il ritorno alla attività sportiva e alla corsa ci sono dei test specifici che devono essere effettuati in certe condizioni di performance e di assenza di dolore. Sono questi che determinano la possibilità di ripresa sicura della attività di corsa.

Il fisioterapista che segue il vostro caso sarà il garante della fase di ripresa in merito ai tempi e alle modalità di ripresa dell’attività sportiva.

Come e quando correre dopo intervento al crociato? Alcuni consigli aggiuntivi.

Diamo ora dei consigli su alcune linee guida per la ripresa della corsa.

Il consiglio che diamo per rispondere alla domanda su come e quando correre dopo intervento al crociato è comunque quello di considerarle con curiosità, ma non come sostituti di un approccio riabilitativo professionale.

I dettagli, le modalità, i tempi, le variabili di applicazione di qualsiasi esercizio fanno la differenza sia nei risultati immediati sia sulla sicurezza nel tempo. Non utilizziamo il fai da te nelle cosa importanti, che vanno valutate in modo approfondito da personale sanitario competente in continuo rapporto con il medico referente.

Non smetteremo mai di dirlo: la salute non è un aspetto di cui ci si deve occupare in modo approssimativo e non è un aspetto di cui si debbano occupare delle figure diverse da quelle riconosciute dal sistema sanitario.

Come e quando correre dopo intervento al crociato anteriore non è quindi un aspetto di cui ci possiamo occupare nel merito a seguito della semplice lettura di un articolo divulgativo. Questo scritto è fatto per rendere piuttosto l’idea di quanti aspetti il professionista debba occuparsi per assicurare certezza di una buona e adeguata cura.

Vediamo oggi alcuni utili consigli su come riprendere la corsa post intervento al legamento crociato anteriore.

GLI ESERCIZI E LE ANDATURE PROPEDEUTICHE ALLA RIPRESA DELLA CORSA POST INTERVENTO AL CROCIATO ANTERIORE

Molti atleti e amatori sottoposti all’intervento al crociato anteriore dubitano di poter ritornare alla corsa in modo efficace e senza complicazioni secondarie o rischi di recidive.

In realtà, rispettando le giuste tempistiche e seguendo un percorso graduale e controllato, la ripresa alla corsa può avvenire in modo sicuro e ottimale.

PROGRESSIONE DELLE FASI:

  1. MARCIA
  2. CORSA SKIPPATA (non ha la fase di volo)
  3. CORSA LENTA

Come correre?

Correre stando bassi con il baricentro, per non sovraccaricare l’apparato osteo-articolare-tendineo.

come e quando correre dopo intervento crociato al ginocchio (lca)

Come e quando correre dopo intervento al crociato. Uso del tapis roulant

L’atleta potrà tornare a correre liberamente solo se, nei giorni successivi alle andature precedenti, non avrà accusato alcun fastidio!

Quando inizia a correre senza problemi, verranno inserite corse su traiettorie oblique o su un percorso “a 8”. Si inizia con cerchi larghi e poi cerchi più piccoli, per ridurre la lunghezza del passo.

Infine parliamo del ricondizionamento cardiocircolatorio…

Per mantenere allenato l’apparato cardiocircolatorio (quando ancora non può correre o fare sforzi eccessivi) è possibile impostare più sedute settimanali di attività cardio.

Per esempio con gli arti superiori: cicloergometro, vogatore, palleggi al muro con palla medica con pause ridotte e molte ripetizioni. In tal modo si cerca di mantenere e recuperare il condizionamento vascolare che si perde fisiologicamente durante la degenza.

Questo è l’iter da seguire per riportare l’atleta a correre in modo sicuro, senza rischio di recidive e in modo graduale e controllato. Se seguito, non vi saranno problemi nella ripresa alla corsa.

VEDI IL VIDEO QUI SOTTO:

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Dott.Fabio Marino

LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE

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Rieducazione funzionale post-fisioterapica

Correre senza infortunarsi

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