FISIOTERAPIA PER IL MALLEOLO
Descrizione della fisioterapia per il malleolo in caso di frattura e spiegazione di che cos'è il malleolo

di | 09/05/2019

Fisioterapia per il malleolo

Che cos’è il malleolo?

Ogni gamba è sostenuta da due ossa, la tibia sul lato interno (mediale) e il perone sul lato esterno (laterale). Il malleolo mediale o tibiale è la prominenza sul lato interno della caviglia, formato dall’estremità inferiore della tibia. Il malleolo laterale o peroneale è la prominenza sul lato esterno della caviglia, formato dall’estremità inferiore del perone.

Fisioterapia per malleolo: caviglia

Fisioterapia per malleolo

 

 

Il malleolo è un osso fortemente esposto a traumi

Le fratture malleolari sono lesioni che si verificano di frequente sia nei giovani che negli anziani. Nella maggior parte dei casi, gli episodi di frattura del malleolo sono la conseguenza di una rotazione eccessiva della caviglia, una caduta accidentale oppure un incidente stradale. Naturalmente è possibile la frattura di entrambi i malleoli, ma molto meno frequente e con un tempo di recupero più lungo e una terapia più complessa. La diagnosi di una frattura del genere si effettua tramite test ortopedici, quali il Test di Tinel. Se positivo,conseguente la radiografia che consente non solo di verificare una frattura, ma anche di vedere come sono allineati i frammenti ossei.

La frattura del malleolo può essere composta o scomposta. Nel caso di frattura composta il trattamento è conservativo ed è seguito da una buona fisioterapia per il malleolo. Nel caso di frattura scomposta il trattamento sarà di tipo chirurgico, con conseguente fisioterapia.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi dopo una frattura al malleolo sono principalmente dolore, nella zona in cui si trova il malleolo fratturato, gonfiore e tumefazione dell’articolazione della caviglia e conseguente zoppia.

Cosa fare in caso di sospetta frattura al malleolo?

E’ fondamentale consultare il proprio medico che possa confermare o escludere ogni dubbio di frattura con una buona anamnesi e una prescrizione per radiografia.

Nel caso in cui la radiografia evidenziasse una frattura è bene rivolgersi ad un medico ortopedico, il quale in base al tipo di frattura possa consigliare la soluzione più adatta al caso.

Sia nel caso di trattamento conservativo sia nel caso si intervenisse in modo chirurgico, sicuramente una buona abitudine sarebbe applicare del ghiaccio sulla zona colpita 3 volte al giorno.

E’ molto importante inoltre l’utilizzo delle stampelle per mantenere l’arto in scarico fino a quando tramite la fisioterapia per il malleolo non si recupera la mobilità, la forza e l’equilibrio nella gamba.

Fisioterapia per il malleolo

Una volta rimosso il gesso o successivamente all’intervento, in realtà il processo di guarigione non è terminato, e anzi prosegue per parecchi mesi dopo il trauma. L’osso stesso, anche avendo riconquistato la sua integrità, continua ad essere rimaneggiato. I tessuti molli, avendo subito anch’essi un trauma seguito da una forzata immobilità, avranno perso la loro elasticità e la caviglia potrà apparire ancora gonfia, rigida e dolorante.

L’infiammazione e il dolore trarranno giovamento da sedute di tecar terapia e laser terapia. In seguito si eseguiranno esercizi di mobilizzazione passiva e attiva. Gli esercizi mirano al ripristino della mobilità articolare e della forza muscolare. Sono molto importanti anche gli esercizi che stimolano il recupero propriocettivo, da cui dipende l’equilibrio del corpo. Infine nel caso in cui il paziente è un atleta, professionista o dilettante, l’ultima fase del processo di guarigione riguarda il ritorno all’attività. Quest’ultima dovrà avvenire in maniera molto graduale per non stressare eccessivamente l’articolazione interessata e non rischiare nuovi incidenti.

 

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Se vorrai mandarmi una mail con i tuoi referti sarò ben lieto di risponderti cercando di darti preziosi consigli. Tieni conto che ogni frattura, per quanto possa essere classificata in modo simile ad un’altra, ha sempre bisogno di un attenta valutazione. Non basarti solo sulle informazioni che trovi sul web. Il rischio è di ritrovarti dopo un anno con la caviglia ancora gonfia. E purtroppo questo quadretto infelice ci capita spesso di vederlo.

Dott. Fabio Marino

Autrice: Cristina Faccin.

 

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