DOLORE AL NERVO ULNARE?
Sintomi, cause e trattamento del dolore al nervo ulnare

di | 10/01/2020

Scopriamo insieme tutto ciò che riguarda il dolore al nervo ulnare

DOLORE AL NERVO ULNARE

dolore al nervo ulnare

Il dolore al nervo ulnare può derivare da un suo stiramento o da una sua compressione lungo il decorso del nervo: dalla cervicale, passando per il gomito, fino al polso e le dita

Il dolore al nervo ulnare può derivare da un’irritazione dello stesso a causa di una compressione, uno stiramento o un’infiammazione lungo il decorso del nervo.

In particolare, sono state descritte alcune sindromi che racchiudono un insieme di sintomi al nervo ulnare.

Il nervo ulnare

Insieme al nervo mediano e al radiale, il nervo ulnare fa parte dei principali nervi dell’arto superiore. E’ importante sia per la sua funzione motoria, che per quella sensitiva. Con la sua componente motoria, innerva muscoli dell’avambraccio e della mano, la cui contrazione permette anche il movimento delle dita, in particolare il flessore ulnare del carpo, il flessore profondo delle dita e la muscolatura ipotenar e del mignolo. Innerva anche alcuni dei muscoli delle dita come gli interossei, e alcuni del pollice tra cui il flessore breve. Con la sua componente sensitiva, il nervo ulnare innerva parte della  cute del mignolo e dell’anulare.

E’ il più grande nervo non protetto nel corpo umano, perché scorre in alcuni tunnel senza rivestimento protettivo, pertanto è molto vulnerabile.

Ha origine dalla zona cervicale della colonna vertebrale, dalle radici C8 e T1. Si stacca dal plesso brachiale inferiormente alla spalla, passa nella cavità ascellare e poi decorre nella parte anteriore del braccio fino al suo inserimento nel muscolo coracobrachiale, dopodichè si porta posteriore e attraversa il tunnel cubitale del gomito. Transita nell’avambraccio, dove si porta nella parte interna e anteriore e si colloca molto vicino all’ulna. Penetra nella parte anteriore dell’avambraccio, all’altezza del polso attraversa il canale di Guyon e entra nel palmo della mano passando lateralmente all’osso pisiforme, che si trova nel carpo dal lato delle ultime dita. Nel passaggio nel canale di Guyon, il nervo ulnare passa sopra al legamento trasverso del carpo, al di sotto del quale transita invece il nervo mediano nel cosiddetto tunnel carpale.

Sindrome del nervo ulnare o del canale cubitale

La sindrome del nervo ulnare o del canale cubitale è una neuropatia dovuta ad una una compressione dello stesso. E’ molto comune ed è la seconda più frequente dopo la sindrome del tunnel carpale, che interessa invece il nervo mediano. E’ caratterizzata dall’intrappolamento del nervo ulnare all’altezza del gomito, in un particolare punto in cui il nervo è esposto: il canale cubitale. Seppure l’ulnare possa subire una compressione in diversi punti del suo decorso, la parte più vulnerabile è proprio nel canale che si trova nel gomito, nella zona compresa tra due sporgenze ossee dell’omero e dell’ulna, l’epitroclea e l’olecrano.

Epidemiologia ed eziologia della sindrome del nervo ulnare

La sindrome del nervo ulnare interessa soprattutto gli uomini rispetto alle donne e la popolazione oltre ai 55 anni. Nella metà dei casi, è una sindrome idiopatica, ovvero non ne si conosce la causa. Possono essere presenti dei fattori scatenanti come un trauma o dei microtraumi ripetuti dovuti solitamente a lavori svolti prevalentemente con il gomito piegato. Altre possibili cause comprendono malformazioni o tumori.

Infatti, la compressione che avviene all’interno del canale è dovuta alla modificazione del tunnel stesso, a causa ad esempio di una massa che ne restringe lo spazio, come il tumore, oppure per un’alterazione ossea a causa di patologie degenerative come l’artrosi, o traumatiche come le fratture.

La qualità dei sintomi è simile per tutte le patologie neurogeniche.

Oltre al dolore al nervo ulnare, quindi, può essere presente formicolio, sensazione di debolezza e intorpidimento, alterata percezione della temperatura (percezione del freddo), riduzione di sensibilità e forza lungo il decorso del nervo fino alle ultime due dita della mano, il mignolo e l’anulare.

Può esserci dolore o sensazione di scossa elettrica e bruciore sul lato mediale del gomito, dell’avambraccio e della mano dal lato del quinto dito. In casi gravi, può anche essere presente atrofia muscolare con una paralisi dei muscoli innervati.

I sintomi peggiorano di notte o sono presenti solo durante le ore notturne. Possono peggiorare in determinate posizioni a gomito flesso, di notte se si dorme proni con le braccia piegate in alto.

Lesioni e traumi del nervo ulnare

Il nervo ulnare può subire delle lesioni o delle compressioni le cui conseguenze dipendono anche dalla gravità del dell’episodio.

La frattura delle epicondilo mediale, ad esempio, può provocare un trauma anche sul nervo ulnare. Può dare sintomi simili alla sindrome del tunnel cubitale: perdita della capacità di flessione del mignolo e dell’anulare, debolezza, deformità della mano come “mano ad artiglio”, disturbi della sensibilità (parestesie) a livello del polso.

Anche il polso può subire un trauma che interessi il nervo ulnare, o potrebbe essere presente una cisti nel canale di Guyon. Anche in questo caso, i sintomi riportati sono gli stessi.

Un altro problema correlato a dolore al nervo ulnare può essere l’instabilità dello stesso nervo. In tal caso, il nervo ulnare è più mobile del normale e non rimane fisso nel canale.

Sindrome del canale di Guyon o canale ulnare del polso

Il nervo ulnare talvolta può subire una compressione anche in un’area più distale rispetto al canale cubitale, rappresentata dal canale di Guyon, che si trova nel polso.

Il dolore al nervo ulnare può essere provocato dalla sindrome del canale di Guyon. Tale tunnel si trova all’altezza del polso ed è delimitato da due ossa del carpo: il pisiforme e l’uncinato. In questo spazio, insieme all’arteria ulnare decorre il nervo ulnare, che potrebbe subire una compressione. Il restringimento del canale di Guyon può essere dovuto sia alla presenza di neoformazioni all’interno o all’esterno nel tunnel stesso, sia ad un’alterazione strutturale, degenerativa o traumatica.

Anche in questo caso, come per la sindrome del canale cubitale, i sintomi riscontrati sono prevalentemente notturni.

Sono percepiti nella zona del canale e possono riguardare l’eminenza ipotenar, il quarto e il quinto dito, sia dal punto di vista motorio che sensitivo.

A differenza di un problema al nervo ulnare più prossimale rispetto al polso, come al canale cubitale, in questo caso alcune aree innervate dall’ulnare non vengono colpite: sono risparmiati il ramo dorsale sensitivo e i tendini dei muscoli flessori profondi.

Valutazione del paziente e diagnosi

Nella valutazione del paziente si deve sempre tenere conto anche dell’associazione con altre patologie che possono riguardare la zona cervicale o toracica. Ad esempio, bisogna verificare la presenza della sindrome dello stretto toracico o di radicolopatie a livello cervicale o brachiale, la compresenza anche della sindrome del tunnel carpale. Il medico può effettuare una diagnosi dopo aver fatto un’anamnesi e un esame fisico, utilizzando una serie di test provocativi e se necessario richiedendo degli esami strumentali.

Tra i test più significativi per verificare un interessamento del nervo ulnare sono il segno di Tinel, una percussione nel decorso del nervo, ed il test di flessione del gomito se interessato il canale cubitale.

Sono positivi se tramite essi sono evocati i sintomi di dolore e formicolio.

Lo specialista deve valutare anche l’eventuale instabilità del nervo, ovvero la sua tendenza a spostarsi e non rimanere nel canale.

All’esame obiettivo si può osservare anche una anche un’atrofia dell’ipotenar. E’ opportuno eseguire anche dei test di forza muscolare, valutando gli abduttori, gli adduttori della mano e i flessori del mignolo e dell’anulare. Potrebbe essere osservata debolezza muscolare.

Può essere effettuata una radiografia dell’arto superiore per valutare traumi ossei o patologie degenerative, un’elettromiografia per osservare la conducibilità dell’impulso elettrico, un’ecografia, una risonanza oppure una TAC per valutare meglio i tessuti molli.

Terapia e trattamento

Il trattamento è principalmente di tipo conservativo. Comprende il riposo, un’immobilizzazione per breve tempo e l’utilizzo di tutori, la somministrazione di farmaci antinfiammatori e la fisioterapia.

Il trattamento riabilitativo si basa sulla correzione di atteggiamenti posturali o movimenti errati che possono irritare la zona dolente e può essere utile anche per evitare una recidiva.

Nei casi più gravi, può essere indicato un trattamento chirurgico. Può essere effettuata una decompressione chirurgica del nervo tramite neurolisi o, in caso di instabilità, una trasposizione dello stesso. In alcuni casi di marcata atrofia, anche un intervento chirurgico potrebbe non restituire del tutto la forza muscolare, perché il nervo risulta essere troppo danneggiato.

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Dott. Fabio Marino

Co-autrice: Dott.ssa Ft Dalila De Blasio

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