DOLORE AL QUADRATO DEI LOMBI?
Di che muscolo si tratta e per quale motivo può creare dolore...

di | 07/01/2020

Dolore al quadrato dei lombi? Scopriamo insieme consigli utili su cause e rimedi!

DOLORE AL QUADRATO DEI LOMBI

Brevi Cenni di Anatomia

Il muscolo Quadrato dei lombi si trova nella parete addominale posteriore tra la cresta iliaca e la dodicesima costa. Esso è  formato da due strati muscolari separati tra loro in maniera incompleta.

  • Lo strato anteriore origina dall’apice dei processi costiformi di L2-L5 e si inserisce al margine inferiore della 12° costa;
  • Lo strato inferiore origina dal labbro interno della cresta iliaca e dal margine superiore del legamento ileo-lombare per poi inserirsi sul margine inferiore della dodicesima costa e all’apice dei processi costiformi di L1,L2,L3 ed L4.

È rivestito anteriormente da una fascia che lo separa dal muscolo grande psoas, dal rene e dal colon ascendente e discendente.

fisioterapia mal di schiena e dolore al quadrato dei lombi

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Azione del Quadrato dei lombi

Il quadrato dei lombi, contraendosi svolge diverse azioni:

  • Abbassa la dodicesima costa (muscolo espiratorio);
  • Inclina lateralmente la colonna vertebrale e le pelvi;
  • Estende il tratto lombare della colonna vertebrale, tramite una contrazione bilaterale;
  • Contribuisce, assieme allo Psoas, a stabilizzare la colonna lombare;
  • Permette alle esalazioni forzate come per esempio nel caso della tosse e degli starnuti.

E’ innervato dal nervo intercostale (T12) e dai rami interni dei nervi lombari (L1-L3).

Dolore al quadrato dei lombi: sintomatologia

La sintomatologia dolorosa a livello del muscolo quadrato dei lombi varia in base alla problematica che scatena il dolore.

Analizzando il caso di una discopatia a livello lombare sicuramente il soggetto riferirà dolore nella zona della schiena in cui decorre il quadrato dei lombi, ma anche nel caso di semplici contratture o Trigger Point (punti muscolari iperdolenti), il muscolo in questione risulterà indolenzito e dolente. Proprio per il motivo sopra  elencato è fondamentale eseguire una attenta anamnesi ed eventualmente degli esami strumentali per capire il motivo esatto che provoca algia. Ad oggi la Risonanza Magnetica (RMN)  è uno degli esami più approfonditi e specifici che si possano eseguire su un tratto di colonna vertebrale, per valutare parte ossea e dei tessuti molli.

Fra i sintomi maggiormente caratteristici si riconosce la lombalgia in stazione eretta o durante l’azione di girarsi nel letto. Un altro sintomo caratteristico può essere il dolore durante la deambulazione. I suoi punti trigger possono attivarsi durante un piegamento fatto per prendere e spostare un peso che si trova di fianco al soggetto (movimento di flessione abbinato alla torsione) oppure dopo un trauma o un incidente stradale. Il dolore causato da punti trigger attivi del quadrato dei lombi può costringere il soggetto a deambulare a carponi, per l’impossibilità di raddrizzarsi. A seconda dei punti trigger coinvolti il dolore può essere proiettato verso la cresta iliaca e al grande trocantere del femore, fino all’inguine o al quadrato inferiore dell’addome (punti trigger superficiali), o ancora verso la regione glutea vicino all’articolazione sacro-iliaca, oppure verso la regione infero esterna del gluteo (punti trigger più profondi).

Un elemento importante per valutare il coinvolgimento del quadrato dei lombi è la ridotta rotazione dal rachide dorso-lombare, oltre all’impossibilità di flettere anteriormente lo stesso.

Ulteriori problematiche che possono colpire il muscolo quadrato dei lombi e causare dolore sono le lesioni muscolari. Queste possono avvenire a causa di movimenti eseguiti velocemente con la muscolatura ancora “fredda” e non pronta al gesto oppure per l’innalzamento di carichi eccessivi.

Cosa sono le lesioni muscolari?

Attualmente si preferisce classificarle in base ai livelli anatomo-patologici di gravità:

  • Lesione di  I grado: rottura di poche fibre muscolari;
  • Di II grado: rottura di un discreto quantitativo di fibre muscolari;
  • Lesione di  III grado: interruzione quasi totale o totale del ventre muscolare.

In entrambe le lesioni da trauma diretto e indiretto, si descrivono più fattori predisponenti intrinseci ed estrinseci.

Fattori intrinseci:

  • Carenza di allenamento;
  • Affaticamento muscolare;
  • Squilibrio tra muscoli agonisti ed antagonisti.

Fattori estrinseci:

  • Situazioni climatiche sfavorevoli (freddo);
  • Situazioni ambientali (terreno di gioco inidoneo).

In entrambe le lesioni da trauma diretto e indiretto, essendo il tessuto muscolare molto vascolarizzato, si forma un ematoma che può essere di due tipi:

– Intramuscolare: l’ematoma è delimitato da una fascia muscolare intatta e clinicamente si manifesta con dolore ed impotenza funzionale.

– Intermuscolare: l’ematoma si espande negli spazi interfasciali ed interstiziali se la fascia muscolare è lacerata ed in tal caso non si verifica un aumento di pressione all’interno del muscolo.

In caso di lesione muscolare al quadrato dei lombi, come per qualsiasi altro muscolo, è molto importante effettuare un’ecografia per valutare il grado della lesione e trattare il paziente in modo idoneo.

Come varia il trattamento in base alla causa del dolore al quadrato dei lombi?

In base alla causa scatenante del dolore al quadrato dei lombi il lavoro impostato dal fisioterapista, o dalla figura professionale che vi seguirà, sarà differente. Infatti, un caso di dolore al quadrato dei lombi causato da contratture e trigger point andrà trattato completamente in modo diverso rispetto ad un caso di lesione muscolare. Ecco perché è importante una buona anamnesi per non commettere errori nei trattamenti.

Analizziamo ora i possibili casi…

1. Contrattura muscolare e Trigger Point

In questo caso è molto efficace il trattamento manuale basato sul massaggio miofasciale e sullo scarico dei punti di Trigger Point, i quali non sono altro che punti in cui si accumula maggior tensione.

Gli obiettivi del Trattamento dei Trigger Point sono:

  • Migliorare la circolazione sanguigna nell’area del Trigger;
  • Distendere la bandelletta tesa;
  • Rilassare la fascia circostante.

Una volta decontratta la muscolatura è bene eseguire degli esercizi di stretching abitualmente.

Primo esercizio: supini mani sulle creste iliache, far scivolare il gluteo destro verso l’alto facendolo risalire verso la spalla sinistra (il gluteo deve scivolare sul pavimento). La gamba destra cosi risulterà accorciata come il fianco destro e il lato sinistro subirà un allungamento indiretto della colonna lombare. Eseguire lo stesso movimento dall’altro lato.

Secondo esercizio: seduti su uno sgabello braccia incrociate davanti al petto, eseguire una flessione laterale del tronco, senza sforzo, a destra e a sinistra. Notare da quale lato la flessione è più naturale e più ampia, dopo continuare sullo stesso lato per 15 ripetizioni, molto lentamente (iniziare sempre dal lato più facile, quel lato sarà quello più accorciato), espirando durante la discesa. Ripetere dal lato opposto.

2. Lesione muscolare

In questo caso, come detto precedentemente, è molto importante il riposo e l’esecuzione del protocollo P.R.I.C.E (protection, rest, ice, compression, elevation).

Successivamente ai primi giorni di riposo da attività fisica e sforzi abbinati all’applicazione di ghiaccio è bene eseguire della fisioterapia per aumentare il processo di guarigione muscolare e rieducare il muscolo lesionato. Spesso in caso di lesione muscolare sono prescritte Tecarterapia e Laser Terapia, con lo scopo di ridurre l’edema e aumentare il processo di guarigione del muscolo coinvolto.

3. Discopatia

La discopatia è una particolare patologia della colonna vertebrale che consiste in un’alterazione del disco intervertebrale che è posizionato fra le vertebre e serve a rendere più flessibili ed elastici i movimenti della schiena. Si manifesta con un dolore alla schiena dovuto ad uno o più dischi schiacciati. In caso di discopatia che causa dolore al muscolo quadrato dei lombi, il trattamento spesso è più lungo ed elaborato. Infatti in questo caso è bene consultare una figura medica che possa prescriverci un percorso riabilitativo, che ci aiuti a mantenere la situazione stabile. Proprio a questo scopo il trattamento osteopatico è molto efficace.

L’efficacia del trattamento osteopatico è determinata dalla peculiarità di questa disciplina manuale che, come noto, non si occupa mai solo del problema specifico o del sintomo ma prende in carico la necessità di trattare tutta la persona. L’osteopata dispone di differenti modalità di approccio e riesce in alcune sedute a ripristinare al meglio ciò che la colonna ha perso incappando nel problema che abbiamo descritto. Il trattamento osteopatico già dalle prime fasi concorre a dare un contributo alla gestione del dolore, attraverso piccole manovre sui tessuti molli (fasce e muscoli) estremamente efficaci e per nulla dolorose.

In queste primissime fasi il trattamento favorisce un vero e proprio drenaggio linfatico, migliorando il micro circolo e favorendo i processi antinfiammatori propri del nostro corpo. Inoltre, se il medico ha suggerito l’utilizzo di farmaci in questa fase, il trattamento concorre ad aumentarne l’efficacia permettendo al principio attivo di raggiungere meglio e più in profondità tessuti e muscoli dolorosi.

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Dott. Fabio Marino

Co-autrice: Faccin Cristina.

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