DOLORE AL QUADRICIPITE
Dolore al quadricipite: possibili cause e consigli utili

di | 06/12/2019

Come intervenire in caso di dolore al quadricipite?

DOLORE AL QUADRICIPITE

Come analizzarlo e gestirlo?

Il quadricipite femorale è un grosso muscolo presente nel comparto anteriore della coscia; viene definito “la massa muscolare più voluminosa del corpo”.

Esso è formato da quattro capi: Retto Femorale; Vasto MedialeLateraleIntermedio.

Immagine del quadricipite

Muscolo quadricipite femorale

Ogni ventre muscolare si unisce nel tratto finale, andando a formare un unico tendine comune che però è formato dalla sovrapposizione di tre lamine, inserito sulla rotula (patella). Questo tendine, scendendo più in basso e inserendosi sulla tuberosità tibiale, va a formare il legamento patellare, che rinforza la capsula articolare del ginocchio.

Questo grande muscolo è uno dei più importanti per il mantenimento della stazione eretta e per la deambulazione. Il retto femorale è un muscolo biarticolare poiché permette il movimento di due articolazioni, la coxofemorale e il ginocchio.

AZIONE DEL MUSCOLO QUADRICIPITE

La sua azione principale è quella di estendere il ginocchio; il retto femorale partecipa anche alla flessione della coscia. Viste le sue azioni possiamo dedurre facilmente che il muscolo quadricipite sia veramente importante per:

  • Mantenere la stazione eretta;
  • La deambulazione;
  • La corsa;
  • Compiere il gesto atletico in svariati sport (come il calcio, l’atletica, il basket ecc..).

Un importante ruolo del muscolo quadricipite è quello rappresentato dalla sua funzione  nella deambulazione, sia nelle sue fasi attive che in quelle non dinamiche (statiche).

Nello specifico, questo muscolo entra in azione ogni volta che la gamba viene estesa, oppure durante la fase di sostegno e di appoggio, in cui si contrae isometricamente insieme ai muscoli posteriori della coscia.

Inoltre dopo la fase di appoggio del piede, corrispondente alla ripresa di un nuovo ciclo del passo vede l’azione contemporanea di quadricipite, ischio crurali e grande gluteo per stabilizzare l’articolazione dell’anca e ridurre i traumi causati dall’impatto del tallone sul terreno.

Proprio a causa della sua azione e del fatto che è attivo nella maggior parte della giornata, per permetterci di camminare/correre, il quadricipite può subire eccessivi carichi o andare incontro a traumi/infortuni.

Dolore al quadricipite da “infortunio muscolare”

Quali sono i sintomi?

Con il termine “infortunio muscolare” s’intende una condizione caratterizzata da un’alterazione del tono delle fibre muscolari, nei casi meno gravi, o da una lesione delle fibre muscolari, nei casi più severi.
Esistono 3 tipologie di infortunio muscolare:

  • Contrattura: che è il tipo di infortunio muscolare meno preoccupante e facilmente trattabile;
  • Stiramento: che è il tipo di infortunio muscolare di gravità intermedia;
  • Strappo: che è il tipo di infortunio più serio.

Gli infortuni ai muscoli della coscia sono sofferenze muscolari, che scaturiscono da sforzi fisici che superano abbondantemente le capacità di contrazione delle fibre muscolari coinvolte.

In caso di contrattura muscolare il dolore è associato a:

  • Sensazione di pesantezza della gamba;
  • Indolenzimento alla coscia, soprattutto a livello del quadricipite.

Il trattamento fisioterapico in presenza di una contrattura muscolare è semplicemente quello del massaggio decontratturante e defaticante, abbinato a del riposo, per non sovraccaricare ulteriormente il muscolo.

Dolore da stiramento muscolare associato a:

  • Pesantezza generale della gamba;
  • Dolore localizzato in un punto, che aumenta se il punto viene schiacciato;
  • Presenza di ematoma che solitamente compare alcune ore successivamente al trauma
  • Dolore durante l’attivazione del muscolo quadricipite.

In presenza di strappo muscolare è fondamentale il riposo e il protocollo P.R.I.C.E (protection-rest-ice-compression-elevation). E’ inoltre fondamentale la fisioterapia per il recupero muscolare completo, per evitare ricadute.

I trattamenti fisioterapici in fase iniziale solitamente si basano su utilizzo di elettromedicali quali Tecarterapia e Laserterapia antiedemigena, per riassorbire l’ematoma e migliorare il processo di guarigione muscolare. Successivamente al periodo iniziale, il fisioterapista inizierà con il paziente un protocollo riabilitativo con esercizi di rinforzo, propriocettivi e di stretching, mirati al tipo di stiramento e alla sua entità.

Se si è in presenza di uno strappo muscolare il dolore è associato a:

  • Senso di indolenzimento alla coscia;
  • Spasmi muscolari a livello del muscolo quadricipite;
  • Difficoltà a muovere l’arto inferiore colpito o, in aggiunta a questo, nei casi più severi, vera e propria zoppia;
  • Formazione di un ematoma in corrispondenza della zona dolorosa.

In caso di strappo muscolare il protocollo riabilitativo è sicuramente più lento, ma sempre basato sul protocollo P.R.I.C.E e sulla fisioterapia con elettromedicali e recupero di forza ed elasticità del muscolo quadricipite.

Il protocollo P.R.I.C.E nel dettaglio:

Il protocollo PRICE (protection-rest-ice-compression-elevation) è efficace per calmare in prima battuta la maggior parte degli infortuni sportivi. Esso prevede cinque fasi:

  • Protezione: immobilizzare provvisoriamente la zona interessata dall’infortunio con l’utilizzo di tutori o ortesi in base al grado di protezione che si vuole ottenere;
  • Riposo: astenersi dalle attività che hanno causato il danno per un certo periodo di tempo almeno sin quando non sarete guariti. Il medico può raccomandare l’uso di stampelle per evitare di mettere sotto carico l’articolazione del ginocchio;
  • Ghiaccio: utilizzare impacchi di ghiaccio per 20 minuti alla volta, più volte al giorno specialmente nelle prime ore del trauma. Il ghiaccio non va applicato direttamente sulla pelle per evitare ustioni da freddo; meglio utilizzare il COM-FOUR
  • Compressione: comprimere l’area interessata nelle 24-48 ore successive all’infortunio per ridurre ulteriormente gonfiore o eventualmente perdita di sangue e indossare un bendaggio compressivo elastico;
  • Elevazione: almeno i primi giorni, per ridurre il gonfiore, tenere il più possibile l’arto più in alto rispetto al cuore in modo da favorire il ritorno venoso.

Nella maggior parte dei casi il protocollo PRICE è risolutivo ma se la lesione riportata è grave o il dolore e l’infiammazione non diminuiscono entro le successive 24-48 dall’infortunio, si consiglia di consultare il medico.

Come distinguere uno strappo da uno stiramento?

La distinzione tra strappo muscolare e stiramento può essere distinta per l’entità del dolore e dell’ematoma, ma è sicuramente la cosa migliore sottoporsi a una visita medica e quindi ad un esame ecografico per capire l’entità del danno e trattarlo nel miglior modo possibile.

Dolore neurologico al quadricipite:

Il dolore neurologico al quadricipite è spesso associato a problematiche provenienti dalla colonna vertebrale. La lombocruralgia è frequentemente il risultato di una irritazione radicolare causata da un’ernia del disco tra L3 e L4.

Il dolore dalla regione lombare si irradia alla regione inguinale, al ginocchio e lungo la faccia antero-interna della coscia (territorio di distribuzione del n. crurale); negli stessi territori è presente ipoestesia e parestesie.

È presente ipotrofia del quadricipite femorale (evidenziabile all’elettromiografia), anche se il riflesso rotuleo è solo in parte compromesso (essendo poliradicolare: L2-L4).

Nelle varie fasi della problematica discale si possono avere aspetti caratteristici del dolore:

  • Dolore improvviso ed intenso ad irradiazione crurale dovuto all’improvvisa fuoriuscita di materiale discale, spesso è accompagnato da contrattura dei muscoli paravertebrali;
  • Dolore lombare o sacrale senza irradiazione: dolore intermittente ed irregolare;
  • Claudicatio neurogena: dolore diffuso ad entrambi gli arti inferiori con parestesie e disestesie diffuse, causato da irritazione della “cauda equina” (la parte terminale del cono di radici lombare). In questo caso la deambulazione prolungata è impedita dal dolore;
  • Sindrome della cauda equina: in rapporto a grosse ernie lombari mediane, caratterizzata da dolore perianale, difficoltà ad urinare, ritenzione urinaria improvvisa, disturbi della deambulazione, dolore alla faccia posteriore di entrambi gli arti.

Fisioterapia in caso di dolore neurologico al quadricipite:

In caso di dolore neurologico al quadricipite è fondamentale una valutazione obbiettiva eseguita da un medico e un conseguente esame diagnostico (Radiografia o Risonanza Magnetica).

Molto utile appare uno studio complementare elettromiografico. L’EMG, tecnica di registrazione dell’attività elettrica del muscolo ovvero del potenziale d’azione muscolare, mentre può essere d’ausilio soltanto qualora la sintomatologia persista da almeno 3 settimane, dato che prima di tale termine non vi sono alterazioni neurogene rilevabili. È importante esaminare i muscoli indicatori delle singole radici nervose, il gruppo degli adduttori per la radice L3, il muscolo quadricipite femorale e il muscolo tibiale anteriore per L4, il muscolo estensore lungo dell’alluce per L5, i muscoli peronei e il muscolo tricipite della sura per S1.

Una volta riscontrata la problematica, il medico potrà prescrivere la terapia che, nella maggior parte dei casi è composta da trattamenti fisioterapici abbinati ad una cura farmacologica per eliminare l’infiammazione.

La fisioterapia in caso di dolore neurologico al quadricipite causato da ernie o protrusioni, è basata sulla ginnastica posturale studiata dal fisioterapista, in base al caso clinico.

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Dott. Fabio Marino

Co-autrice: Cristina Faccin

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