DOLORE ALLA CAVIGLIA?
Vediamo le possibili cause e rimedi

di | 26/11/2019

Cause e rimedi per il dolore alla caviglia…

DOLORE ALLA CAVIGLIA

Dolore alla caviglia: possibili cause

L’articolazione tibio-tarsica della caviglia è un’articolazione parecchio sollecitata nella vita di tutti i giorni. Infatti, sia per motivi lavorativi che per motivi relativi allo sport questa articolazione subisce sovraccarichi eccessivi o traumi.

Inoltre, nella società occidentale odierna, i problemi alla caviglia o all’articolazione tibio-tarsica si manifestano con maggiore frequenza soprattutto in età avanzata. Da una parte, più l’individuo aumenta di peso, più cresce la pressione sulle articolazioni, dall’altra parte la cartilagine, per via dell’aspettativa di vita in costante aumento, viene caricata più a lungo rispetto a 50 anni fa.

Bisogna ricordare che, per la maggiore parte del tempo l’uomo civilizzato tende a spostarsi su suoli piani e duri e gran parte dei produttori di scarpe segue la filosofia secondo cui una scarpa supporta e guida il piede, dovendo quindi avere un tacco basso. Tuttavia, i nostri piedi non sono fatti per questo tipo di sollecitazioni, e vengono quindi caricati erroneamente e in modo massiccio, consumandosi molto più velocemente.

Dolore alla caviglia

Questa immagine rappresenta l’articolazione della caviglia

L’artrosi dell’articolazione tibio-tarsica o altre affezioni a livello di caviglia sono le conseguenze di anni di carico sbilanciato.

Tanto maggiore è il colpo durante la camminata e impreciso il movimento, quanto più rapida sarà l’erosione della cartilagine. La causa principale di un carico sbilanciato sull’articolazione del piede, è l’elevata percentuale, del tutto non naturale, di sedentarietà quotidiana nei paesi occidentali industrializzati. Stare seduti per ore comporta infatti il continuo accorciamento dei flessori delle anche. Ne risulta che la persona non è più in grado di camminare in modo fisiologicamente corretto, ovvero con busto eretto. A sua volta, questo causa il sovraccarico della muscolatura della cervicale e della schiena nonché il posizionamento errato del piede, delle ginocchia e delle anche nonché quindi un’aumentata usura della cartilagine.

A chi rivolgersi in caso di dolore alla caviglia?

In caso di dolore alla caviglia è bene rivolgersi ad una figura medica specialistica, in modo che sappia consigliarci e prescriverci i migliori trattamenti fisioterapici per il caso soggettivo. Dobbiamo ricordare che ogni caso è a sé e proprio per questo è fondamentale confrontarsi con una figura altamente qualificata.

Esami diagnostici in caso di dolore alla caviglia

Gli esami diagnostici solitamente prescritti e consigliati in caso di dolore alla caviglia sono:

  • Radiografia (RX): esame diagnostico solitamente consigliato dolo un evento traumatico. La radiografia infatti valuta esclusivamente la componente ossea dell’articolazione in oggetto.
  • Ecografia: esame diagnostico consigliato sia dopo un trauma articolare che non. Questo esame valuta la componente tendinea e legamentosa e evidenzia la presenza di un’eventuale flogosi.
  • Risonanza Magnetica (RMN): esame diagnostico molto preciso e focalizzato che valuta sia la componente ossea che tendineo/legamentosa, in causa di trauma o dolore da sovraccarico.
Fisioterapia per caviglia: dolore alla caviglia (malleolo)

Dolore alla caviglia: Frattura Malleolo esterno. Esame diagnostico radiografico

Patologie e traumi alla caviglia

Le patologie più comuni nelle quali può incorrere la caviglia sono, come per le altre articolazioni, di tipo degenerativo, legate all’usura e all’età, ad es. l’artrosi, e di tipo traumatico, come le distorsione o le fratture.

Distorsione di caviglia

La distorsione di caviglia è una delle patologie più comuni, può essere lieve o più grave a seconda delle strutture coinvolte nel trauma.

Piccole distorsioni ripetute possono, se non trattate adeguatamente, portare a dolori cronici o instabilità. Le distorsioni di media entità sono molto spesso sottovalutate perché non considerate un vero e proprio trauma. In generale, dopo una distorsione la caviglia si può gonfiare, la presenza o meno dell’ematoma e l’interessamento dei legamenti dipendono dalla gravità del trauma, spesso accompagnati c’è dolore e impossibilità di muovere adeguatamente l’articolazione.

Quando il trauma è molto importante i legamenti si possono stirare, lacerare in parte o del tutto. Inoltre anche i tendini che partecipano al movimento della caviglia possono infiammarsi.

Dopo una distorsione di medio-grave entità le fasi per la riabilitazione ottimale della caviglia sono 3:

  • Periodo di immobilizzazione (R.I.C.E) più o meno lungo in accordo con lo specialista, fisioterapia per la diminuzione del gonfiore e del dolore;
  • Fisioterapia, recupero graduale del movimento e del cammino, esercizi per la sensibilità del piede, propriocezione;
  • Rieducazione funzionale, prevalente lavoro per il recupero della stabilità per ridurre il rischio incorrere nuovamente nel trauma.

Se non si segue un corretto programma riabilitativo la caviglia può diventare instabile, cioè senza la tensione di base posseduta dai legamenti. Sono molto frequenti i casi di riacutizzazione dei sintomi per caviglia instabile, la sensazione è quella di un cedimento, come se la caviglia non riuscisse a controllare ed attutire il movimento, ed il peso del corpo fosse troppo pesante.

Tendinopatie

Come per le altre articolazioni, quando si verifica un sovraccarico funzionale i tendini, spesso, si possono infiammare e generare dolore, con un processo che può diventare cronico se non adeguatamente preso in considerazione. I sovraccarichi , spesso si presentano, dopo utilizzo di calzature non adeguate, movimenti ripetuti, quando si cammina e, ad esempio a motivo di dolori in altre articolazioni, si appoggiano in modo scorretto i piedi.

Parlando della caviglia e di tendinopatie non si può non citare il tendine d’Achille, questo tendine si inserisce posteriormente al calcagno e prende origine dai muscoli posteriori della gamba (tricipite della sura). E’ costantemente sollecitato nel cammino, nella corsa e nel salto, ed ha una grande funzione nel sostenere il peso del corpo, per questi motivi è frequentemente coinvolto nelle problematiche della caviglia.

Il percorso riabilitativo prevede una prima fase di riposo articolare (R.I.C.E) con somministrazione di antiinfiammatori, fisioterapia anche attraverso apparecchiature elettromedicali e, successivamente, recupero funzionale atto a tornare alla corretta funzionalità motoria, curando soprattutto l’aspetto propriocettivo, giusta presa del carico durante la camminata e spinta da parte dell’avampiede.

Fenomeni di tendinopatie si possono inoltre verificare in altre logge muscolari, come per esempio nei tendini che permettono i movimenti della caviglia(m.tibiale posteriore e anteriore, m.peroniero lungo, m.flessore lungo dell’alluce,…). In questo caso le cause dell’infiammazione sono simili a quelle relative al tendine d’Achille, e la riabilitazione prevede le stesse fasi.

Fascite plantare

Per fascite plantare si intende l’infiammazione dell’aponeurosi plantare, cioè una “rete” fibrosa posta sotto il piede.

Quest’irritazione normalmente è dovuta al sovraccarico funzionale ed associata a fenomeni artrosici che comportano il crearsi dello Sperone o Spina Calcaneare, cioè una formazione sotto il calcagno a forma di spina. Il dolore compare quando si flettono le dita, nella fase iniziale, ma può anche diventare cronico e portare alla difficoltà nella deambulazione.

Come terapia, nelle fasi iniziali è previsto il riposo (R.I.C.E) successivamente l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali e riabilitazione funzionale come propriocezione, graduale presa del carico e esercizi di spinta in flessione dorsale per una corretta deambulazione.

Elettromedicali in caso di dolore alla caviglia

In caso di dolore alla caviglia sono spesso prescritti e consigliati trattamenti fisioterapici con l’utilizzo di elettromedicali.

Ma cosa sono gli elettromedicali e quali sono i più consigliati in questo caso?

Gli apparecchi elettromedicali sono “dispositivi medici” che vengono utilizzati in fisioterapia per lavorare sulle algie e sulle infiammazioni. In caso di dolore alla caviglia sono spesso prescritte e consigliate la Tecarterapia e la Laserterapia.

Tecarterapia

La tecarterapia  alla caviglia è molto utile in caso di infiammazione tendinea, traumi distorsivi o nella riabilitazione post operatoria.

La tecarterapia alla caviglia viene eseguita in modo differente in base alla patologia.

Vengono usate potenze basse in caso di infiammazione acuta, tendinite acuta, distorsione di caviglia, frattura.

Le potenze medio/alte vengono usate solo sulle strutture muscolari per avere un effetto rilassante e decontratturante.

La tecarterapia caviglia prevede due modalità di trattamento: la prima modalità chiamata capacitiva viene utilizzata per trattare i muscoli e il sistema linfatico. La seconda modalità chiamata resistiva è indicata per il trattamento dei tendini, dei muscoli profondi, dei legamenti e dell’ articolazione. Durante la modalità capacitiva il terapeuta eseguire tecniche di massaggio drenante o decontratturante in base alla problematica, mentre nella fase resistiva saranno applicate tecniche riabilitative che tendono a migliorare la mobilità articolare e l’elasticità muscolo tendinea.

Laserterapia

Un aiuto valido in caso di dolore alla caviglia arriva dalla laserterapia , una procedura che permette di alleviare in modo veloce il dolore dato da patologie di piede, caviglia e tallone.
A farne un’efficace terapia di recupero sono le sue caratteristiche intrinseche: l’impulso  stimola infatti le reazioni biochimiche e la vasodilatazione, incrementando l’apporto di ossigeno e nutrienti in modo da facilitare la risoluzione del processo infiammatorio e il riassorbimento dell’edema.
Non ultimo, grazie al suo effetto analgesico, antinfiammatorio e antiedemigeno, la terapia di laser favorisce i processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti.

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Dott. Fabio Marino

Co-autrice: Cristina Faccin

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