DOLORE ALLE OSSA

di | 04/03/2020

In questo articolo trattiamo un problema molto diffuso: il dolore alle ossa

DOLORE ALLE OSSA

Il dolore alle ossa è un’affezione comune a diverse condizioni patologiche e può verificarsi in forma generalizzata oppure localizzata in alcune ossa. Può essere di due tipi: acuto o cronico.

Per dolore alle ossa acuto si intende un sintomo che compare improvvisamente, causato solitamente da un trauma, che potrebbe aver portato ad una contusione oppure avere interessato le ossa in modo più importante, ad esempio causando una frattura.

Il dolore alle ossa cronico è un sintomo che invece si presenta in maniera costante da molto tempo ed è solitamente correlato a patologie croniche. Il dolore alle ossa può anche dipendere dalla mancanza di principi nutritivi, dovuta ad una dieta squilibrata.

Fattori di rischio

Esistono dei fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di soffrire di questi dolori. Ad esempio, l’aver avuto precedentemente un altro trauma nella stessa zona di dolore, oppure aver subito un intervento chirurgico per un pregresso trauma o problema osseo. Inoltre, una struttura anatomica che presenta delle alterazioni, a volte anche su base genetica, può portare a dei dolori ossei, correlati a dolori articolari. Anche il sovrappeso e soprattutto l’obesità possono essere dei fattori di rischio perché le ossa, così come le articolazioni, sono sottoposte ad un sovraccarico e un’eccessiva pressione.

Diagnosi e trattamento del dolore alle ossa

La terapia per il dolore alle ossa dipende ovviamente dalla causa scatenante. E’ fondamentale avere una diagnosi dalla fonte del problema, in modo da non effettuare un trattamento solo sintomatico, ovvero che possa alleviare il dolore senza però modificarne la causa.

L’assunzione di antidolorifici generici possono alleviare il sintomo ma, una volta interrotti, non avendo risolto la causa, la sintomatologia si ripresenterà. E’ bene rivolgersi al medico se il dolore persiste per giorni. E’ fondamentale farlo a maggior ragione se, oltre al dolore alle ossa sono presenti disturbi associati come affaticamento, perdita di peso, riduzione di appetito.

Ovviamente, in caso di evento traumatico è consigliabile rivolgersi immediatamente in pronto soccorso per verificare l’eventuale presenza di fratture.

E’ importante sapere che, in caso di osteoporosi, anche l’assenza di un trauma può portare a fratture. La patologia, infatti, indebolendo le ossa, può provocare delle fratture spontanee. Pertanto, in caso in caso di forti dolori anche in assenza di traumi in pazienti con osteoporosi conclamata o anziani in generale, è bene recarsi in pronto soccorso per le eventuali radiografie. (Da qui puoi leggere l’articolo: ESERCIZI PER OSTEOPOROSI).

A seconda del caso, per il dolore alle ossa può essere effettuata una terapia piuttosto che un intervento chirurgico.

In caso di malattia infettiva, ad esempio, potrebbe essere utilizzato un antibiotico. In caso di dolore dovuto a un trauma o ad un tumore, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico o, nel secondo caso, alla chemioterapia e/o alla radioterapia. Se è presente debolezza ossea da osteoporosi, può essere utile l’integrazione con terapie di calcio e vitamina D.

Se i dolori alle ossa sono causati da alterazioni posturali, la fisioterapia è il trattamento più efficace. Esso comprende anche l’educazione del paziente a cercare di effettuare dei cambiamenti nella propria postazione di lavoro o nel meccanismo lavorativo.

Cause di dolore alle ossa

Il dolore alle ossa può derivare da problemi del sistema scheletrico, dell’apparato muscolare o articolare.

Può però comparire sia durante il movimento e le attività fisiche, sia anche quando non viene effettuata alcuna azione, in situazione di riposo. Spesso è dovuto ad alterazioni posturali, correlate ad esempio ad attività lavorative troppo sedentarie o, viceversa, che comportino eccessivi movimenti ripetuti. I punti dolenti nelle ossa in alcuni casi possono essere percepiti anche alla palpazione, oppure possono essere correlati a rigidità nella zona.

In altri casi, il dolore alle ossa è correlato ad alcune malattie, oppure a seguito di eventi traumatici che causano un’alterazione strutturale e funzionale delle ossa.

Le patologie che possono causarlo sono numerose e generano un dolore misto nocicettivo che viene quindi percepito a livello della periferia e trasmesso a livello centrale nel sistema nervoso.

Dolore alle ossa e osteoporosi

Una delle possibili cause di dolore alle ossa è l’osteoporosi, patologia cronica del sistema scheletrico caratterizzata dalla diminuzione della densità ossea e alla rarefazione delle sue trabecole, spesso correlata all’invecchiamento. La densità ossea si riduce così come la massa muscolare: ciò predispone ad un indebolimento delle ossa. Inoltre, con l’anzianità spesso aumenta anche la sedentarietà e l’accentuazione di alterazioni posturali, magari già precedentemente presenti. In più, sul tessuto osseo agisce anche l’effetto degli ormoni, in particolare nel periodo post menopausale della donna: le alterazioni ormonali causano anch’esse un indebolimento della densità ossea.

In realtà, il dolore alle ossa è dovuto più ad un problema articolare che alla rarefazione ossea.

Purtroppo, infatti, se si è affetti da osteoporosi, la sintomatologia è correlata solo alla frattura. Infatti, è quando l’osso si rompe che si prova un intenso dolore.

Il dolore osseo può essere associato ad altre malattie del sistema osseo oltre all’osteoporosi:

  • Osteomalacia: patologia metabolica delle ossa, caratterizzata da demineralizzazione e presenza di tessuto non calcificato superiore alla norma. Sebbene sia rilevabile già dai primi esami effettuati, spesso nelle prime fasi è asintomatica. Successivamente causa dolore alle ossa e indebolimento muscolare. Si tratta con un’integrazione di vitamina D e, se necessario, di fosforo e calcio. Spesso è correlata ad altre patologie, in tal caso la cura comprende il trattamento delle malattie sottostanti.

  • Rachitismo: patologia dell’età pediatrica in cui si ha un difetto di ossificazione del nuovo tessuto. Comporta una deformazione dello scheletro. La terapia comprende l’integrazione di vitamina D e la sottoposizione a raggi ultravioletti ed elioterapia.

  • Morbo di Paget: è una malattia ossea dell’adulto chiamata anche osteite deformante, spesso su base genetica. E’ una patologia cronica in cui il turnover osseo è accelerato e c’è quindi un ricambio delle cellule ossee troppo rapido. Ciò causa un indebolimento e una rarefazione dell’osso stesso. Può essere priva di sintomi, oppure può causare dolore osseo e deformità. Si diagnostica tramite una radiografia. Il trattamento comprende la cura dei sintomi tramite i farmaci contro il dolore e per sopprimere l’attività degli osteoclasti, le cellule che creano il turnover rapido delle ossa. La cura si effettua spesso con i bifosfonati.

  • Osteogenesi imperfetta: malattia genetica che manifesta fragilità ossea. Non vi è una cura specifica, ma la somministrazione di bifosfonati porta spesso all’attenuazione dei sintomi come il dolore e l’incidenza delle fratture.

Dolore alle ossa correlato a problemi articolari

Il dolore alle ossa, come detto, è spesso correlato a problemi articolari. Le articolazioni, infatti, altro non sono che la giunzione tra due capi ossei.

L’artrosi è una malattia degenerativa cronica delle articolazioni che, oltre al dolore, causa anche rigidità nei movimenti e può portare ad una deformazione articolare.

Non esiste una vera e propria cura per l’artrosi, il trattamento è prettamente sintomatico.

Può prevedere una fase infiammatoria iniziale, che può ripresentarsi, in cui le articolazioni si presentano calde e gonfie. In questa fase è previsto il riposo, mentre normalmente, nella fase cronica, il trattamento prevede sia della fisioterapia e attività motoria costante, che l’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei, ed eventualmente delle infiltrazioni di acido ialuronico o corticosteroidi. Il dolore in caso di artrosi si percepisce alla ripresa del movimento dopo un periodo di immobilità, oppure se si effettua troppa attività fisica. Quindi, in caso di artrosi il movimento fa bene se effettuato in qualità e quantità moderata.

L’artrite, invece, è un’infiammazione cronica di origine autoimmune, per cui è il nostro sistema immunitario che erroneamente attacca il nostro corpo.

Ne esistono diversi tipi, ma la più comune è l’artrite reumatoide. Colpisce spesso le mani causandone delle deformazioni e dolore osseo. Anche in questo caso si possono utilizzare dei farmaci antinfiammatori non steroidei o cortisonici in base all’aggravarsi della situazione. La fisioterapia è utile per aumentare la mobilità, ridurre la rigidità articolare e anche per apprendere delle nuove strategie di movimento, nonostante le limitazioni funzionali.

Dolore alle ossa e patologie infettive

Un’altra patologia che potrebbe essere alla base di un dolore osseo è l’influenza, o altre patologie infettive. In tal caso, è la malattia stessa che indebolisce l’organismo causando tali dolori generalizzati a livello osseo.

Dolore alle ossa e patologie tumorali

Anche una patologia tumorale può essere alla base di un dolore alle ossa, sia in caso di tumore primario osseo, sia di cancro metastatico. Altre patologie come il cancro alla prostata o il mieloma, pur non colpendo il sistema scheletrico, possono provocare dolore osseo. Il mieloma multiplo è un tumore che colpisce le plasmacellule che sono deputate alla produzione di anticorpi in risposta alle infezioni. Il tumore causa la proliferazione delle cellule in maniera incontrollata accumulandosi nel midollo osseo.

La leucemia è una patologia tumorale che colpisce le cellule del midollo osseo, le quali sono deputate alla produzione di globuli bianchi, rossi e delle piastrine. Tra i sintomi della leucemia vi è il dolore osseo.

In caso di dolore alle ossa causato da tumore, il sintomo compare sia sotto sforzo che a riposo, anche di notte. Può essere associato ad altri sintomi tipici del cancro, quali perdita di peso importante in breve tempo, nausea, carenza di appetito. Il trattamento comprende chemioterapia e radioterapia.

Dolore alle ossa e altre patologie

Altre patologie che possono essere associate al dolore alle ossa possono essere la malattia reumatica, l’iperparatiroidismo, la malattia da graffio di gatto, la sifilide.

La malattia o febbre reumatica è un’infiammazione dovuta ad un’infezione batterica della faringe a opera dello streptococco di tipo A.

Se l’infezione non viene curata, si può contrarre la malattia reumatica. Il nostro sistema immunitario, producendo gli anticorpi contro la malattia, genera anche un processo flogistico che interessa le articolazioni, ma può anche ledere altri tessuti tra i quali il muscolo cardiaco. Infatti, può causare soffio al cuore. La malattia può causare una forme di artrite e quindi dolore alle ossa e alle articolazioni. E’ necessario un trattamento antibiotico, cortisonico e antinfiammatorio.

L’iperparatiroidismo è l’eccessiva produzione del paratormone, ormone che regola il metabolismo del calcio che è presente nelle ossa.

Se vi è una concentrazione eccessiva di calcio, potrebbe essere dovuta a tumori delle ghiandole paratiroidee. L’iperparatiroidismo può causare la condrocalcinosi, dovuta all’accumulo di calcio, che dà come sintomo il dolore osseo localizzato all’articolazione affetta.

La malattia del graffio di gatto è dovuta all’infezione batterica da Bartonella Henselae.

Si contrae tramite il graffio di gatti o per la presenza di pulci. Nell’arco di dieci giorni a seguito del graffio, si sviluppa una papula eritematosa circolare associata a gonfiore linfonodale di collo e ascelle. Si associa a febbre, cefalea, stanchezza e anche a dolori articolari e alle ossa. Se non compaiono complicanze, è una patologia benigna che si risolve spontaneamente, ma è comunque consigliabile l’utilizzo di analgesici ed, in casi più severi, di antibiotici.

La sifilide è una malattia che si trasmette solitamente per via sessuale. E’ dovuta al batterio Treponema Pallidum, che penetra nel corpo attraverso le mucose o la cute raggiungendo i linfonodi e diffondendosi in tutto l’organismo.

Si concentra in particolar modo a livello delle lesioni che esso provoca, soprattutto a livello della cute genitale. La sintomatologia comprende anche dolore alle ossa e sintomi simil influenzali come febbre e cefalea. In una fase più avanzata, può portare anche a danni permanenti alle ossa e agli altri organi. Deve essere effettuata una terapia antibiotica anche nei primissimi stadi.

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Dott. Fabio Marino

Co-autrice: Dott.ssa Ft Dalila De Blasio

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