Dry Needling in Fisioterapia: cos’è?
La pratica del Dry Needling nel trattamento dei Trigger Points: prevenire gli effetti collaterali

di | 04/06/2018

Cos’è il Dry Needling?

Il Dry Needling è una tecnica (invasiva) usata in Medicina Riabilitativa per la gestione e il trattamento del dolore neuro-muscolo-scheletrico e per le disfunzioni di movimento. Si tratta di un intervento specialistico, durante il quale vengono utilizzati sottili aghi filiformi per penetrare la cute e stimolare un Trigger Point Miofasciale, oltre al tessuto connettivo e muscolare circostante ad esso.

Physical Therapists & The Performance of Dry Needling. An Educational Resource Paper. (APTA 2012)

Agopuntura e Dry Needling: sono la stessa cosa?

No. Hanno in comune soltanto l’ago.

L’agopuntura è una disciplina che fonda le sue radici nella Medicina Orientale, mentre il Dry Needling è una tecnica specifica per il trattamento dei Trigger Points Miofasciali.

Vuoi saperne di più sui Trigger Points?
Leggi l’articolo sui Trigger Points e le Sindromi Miofasciali.

Dry Needling

Esecuzione della tecnica di Dry Needling

É l’unico modo per trattare il dolore da Trigger Points Miofasciali?

Ovviamente no, esistono numerose tecniche non invasive per trattare con uguale efficacia il dolore riferito da Trigger Point.

Se vuoi conoscere altri approcci terapeutici al dolore da Sindrome Miofasciale, puoi approfondire cliccando QUI.

A cosa serve il Dry Needling?

Il fisioterapista utilizza, negli Stati in cui è permesso dalla legge, il Dry Needling* con l’obiettivo di rilasciare/inattivare il Trigger Point. Alcune ricerche scientifiche supportano l’uso della tecnica di Dry Needling per:

  • migliorare il controllo del dolore;
  • ridurre la tensione muscolare;
  • normalizzare le disfunzioni biochimiche ed elettriche delle placche neuro-motorie
  • facilitare ed accelerare il ritorno alla riabilitazione attiva

*non è raccomandato per bambini più giovani dei 12 anni di età; il trattamento del bambino, deve essere eseguito sempre in presenza del genitore ed esclusivamente con il consenso del ragazzo.

Come funziona il Dry Needling?

In merito all’azione terapeutica indotta dal Dry Needling, sono essenzialmente due i meccanismi teorici proposti dalla letteratura medico-scientifica:

  1. Possibile riduzione della percezione del dolore tramite elicitazione della Local Twitch Response (Hong &Torigoe 1994, Hong 1994, Chen et al. 2001);
  2. Riduzione della concentrazione di numerose sostanze chimiche nell’ambiente metabolico del Trigger Point Miofasciale, per esempio CGRP, sostanza P, serotonina, interleuchine. (Shah et al. 2003, Shah & Gilliams 2008, Shah et al. 2008)
Agopuntura e Dry Needling

Ago con tubo guida (insertion tube) per agopuntura o Dry Needling.

 

 

 

Effetti collaterali: prevenzione

Trattandosi di una procedura invasiva, il professionista sanitario dovrà sempre bilanciare il rapporto rischi-benefici della tecnica.

MA

NIENTE PAURA!
Gli effetti collaterali gravi sono veramente rari o poco comuni.
Quelli più comuni, invece, si possono prevenire con alcune semplici misure di precauzione.
Vediamo questi ultimi nel dettaglio…Aghi Dry Needling

Effetti collaterali molto comuni (1 soggetto su 10) e comuni (1 su 100)

  1. Sanguinamento ed ecchimosi
    É possibile prevenire il sanguinamento prendendo le precauzioni necessarie in pazienti con deficit della coagulazione (es. uso di farmaci anti-coagulanti o trombocitopenia); evitare di praticare il Dry Needling in prossimità di vene varicose; favorire l’emostasi, premendo sull’area trattata con un batuffolo di cotone; localmente potrà essere utilizzato  del ghiaccio, al fine di minimizzare l’ecchimosi.
  2. Dolore da penetrazione dell’ago
    Prestare attenzione alle comunicazioni fornite dal paziente, incluso il linguaggio non verbale; evitare tagli o lievi ustioni dovute all’estrazione dell’ago.
  3. Dolenzia post-trattamento
    Può permanere una sensazione di indolenzimento nei muscoli trattati, la cui durata varia da 1 ora ai 2 giorni successivi al trattamento (occasionalmente, fino a 4 giorni); l’induzione dell’emostasi con compressione locale è indicata come tecnica preventiva, anche in questo caso; inoltre, può essere praticato stretching combinato con l’applicazione di freddo per minimizzare il rischio di questa complicanza; ultimo -ma non per importanza- il trattamento deve tenere conto dello stile di vita e delle abitudini sociali e lavorative della persona.

 

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Se vuoi sapere come applicare il kinesio tape su un trigger point clicca qui

Dott. Fabio Marino

 

Autore: Matteo Mazzoni

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