Elettrostimolazione per addominali: quando è utile?

di | Aprile 13, 2021

L’elettrostimolazione per addominali funziona davvero? Si possono ottenere dei risultati? La risposta a questa domanda è più complessa di quello che può sembrare.

Innanzitutto bisogna chiarire che gli elettrostimolatori sono degli strumenti ideati con lo scopo di essere da supporto da una terapia riabilitativa. Sono stati progettati per impedire che un muscolo si atrofizzi in situazioni in cui un paziente a seguito di un trauma o una operazione chirurgica non abbia la possibilità si muoversi.

L’elettrostimolazione per addominali in riabilitazione

L’addome è una zona anatomica spesso soggetta ad operazioni chirurgiche, perché utilizzato come punto di accesso per tutti gli interventi invasivi di fegato, intestino, pancreas, stomaco. Questi interventi, se non curati con una adeguata fisioterapia, possono provocare parecchi disturbi.

Ad esempio un operazione alla parte alta dell’adddome può portare ad una problematica respiratoria, mentre un’operazione alla parte bassa del ventre può provocare mal funzionamenti al pavimento pelvico.

Se, infatti, nel postoperatorio si limitano eccessivamente i movimenti per favorire la guarigione delle ferite, si influisce negativamente sulla propriocezione e quindi sulla funzionalità muscolare.

Grazie all’elettrostimolazione, il paziente può tenere allenati i muscoli addominali per essere più preparato ad affrontare la fisioterapia attiva per la riabilitazione.

Esercizi riabilitativi per addominali

Qui di seguito mostriamo in breve alcuni esempi:

  • Esercizio per il retto addominale. Sollevamento del bacino: posizione supina, braccia lungo il corpo, contrarre la parte inferiore del grande retto (sotto l’ombelico) per sollevare il bacino e i glutei dal tappetino. Ritornare alla posizione iniziale.
  • Esercizio per gli obliqui. Sollevamento del busto con torsione: posizione supina, gambe piegate e mani dietro la testa a sostegno della nuca per sollevare il capo e una scapola, ritornare alla posizione iniziale.
  • Esercizio per i lombari. Con l’aiuto di una panca per lombari orizzontale o inclinata, contrarre i muscoli della parte bassa della schiena con un’estensione del tronco.

Elettrostimolazione per gli addominali in ambito sportivo

L’elettrostimolatore per gli addominali funziona anche in ambito sportivo? L’elettrostimolatore non può essere considerato come un sostituto dell’attività fisica ma può rivelarsi utile sotto due aspetti:

  • Può aiutarci a migliorare le performance di resistenza e forza in gara.
  • È efficacie a fine allenamento per defaticare rilassare la muscolatura, così da permettere un recupero più veloce prima di un nuovo allenamento.

Complici diverse pubblicità che negli anni hanno dato popolarità a questo genere di prodotti, ci si è convinti che l’elettrostimolatore sia in grado di far dimagrire. Purtroppo non è così. L’elettrostimolatore può aiutarci a rendere i tessuti più sodi e tonici ma sempre e solo se uniamo il suo utilizzo ad una regolare attività fisica e una corretta alimentazione.

Elettrostimolatore a fascia

Durante la ricerca di un elettrostimolatore per gli addominali ci si potrebbe affacciare ad un modello a fascia, utilissimo in ambito fitness ma sconsigliato invece a coloro che hanno bisogno di fare terapie specifiche o desiderano alleviare i dolori articolari e muscolari.

Inoltre l’elettrostimolatore a fascia, lavora solo sugli addominali e sulla pancia.

Elettrostimolatore: quanto si deve usare?

Si può avere la tentazione di adoperare un elettrostimolatore più del dovuto, ma ci sono tempistiche da rispettare per non rendere controproducente l’utilizzo di questo macchinario.

La durata media di una seduta di elettrostimolazione è varia dai 20 ai 30 minuti. È necessario tenere sempre presente che la durata dell’uso di un elettrostimolatore dipende chiaramente soprattutto dal tipo di funzione che si sta eseguendo.

Molti prodotti in commercio hanno una comodissima funzione che si occupa appunto di monitorare il tempo di impiego e addirittura di fermare automaticamente l’elettrostimolatore quando si è completata la giusta durata del trattamento.

Controindicazioni per l’elettrostimolazione degli addominali

Va prima di tutto precisato che l’elettrostimolatore va utilizzato solo ed esclusivamente se si ha una buona conoscenza anatomica. Gli elettrodi, infatti, vanno posizionati in maniera accurata su particolari zone del muscolo. Sarebbe comunque consigliabile farsi spiegare in maniera accurata da un esperto come posizionare gli elettrodi.

Inoltre, i muscoli sono dotati di fibre muscolari differenti a seconda del loro funzionamento e posizionamento. Va quindi utilizzata una frequenza ottimale a seconda del tipo di fibra: sbagliare infatti frequenza potrebbe portare al danneggiamento di alcune fibre muscolari.

Va anche detto che se da un lato è vero che si può allenare anche solo un muscolo per volta, dall’altro il corpo umano è dotato di fasce muscolari: i muscoli devono poter lavorare in sinergia l’uno con l’altro.

Applicando gli elettrodi solo in qualche zona si rischia di non rendere efficiente la catena muscolare e di non far lavorare i muscoli antagonisti. Il risultato è quello di essere costretti a far lavorare a parte altri gruppi muscolari. Infine, l’elettrostimolatore non modifica la secrezione ormonale e la propriocezione neuromuscolare.

Per ulteriori informazioni riguardanti l’elettrostimolatore per addominali o per prenotare una valutazione fisioterapica in un Centro Kinesis Sport puoi scrivermi da QUI

Dott. Fabio Marino

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