CHE COS’È LA PROPRIOCEZIONE?
Approfondiamo il tema della propriocezione e dell'equilibrio con consigli pratici!

di | 23/06/2018

 

 

Approfondiamo il tema della propriocezione e dell’equilibrio con consigli pratici!

CHE COS’È LA PROPRIOCEZIONE?

equilibrio a piedi nudi

L’immagine rappresenta la corsa eseguita a piedi nudi, un mezzo per migliorare la propriocezione 

La propriocezione è la capacità di percepire la posizione del proprio corpo nello spazio, anche senza la vista, sia durante il movimento sia in stasi

La propriocezione assume pertanto un’importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo dell’equilibrio. Le alterazioni della propriocezione determinano l’atassia, cioè un disordine nella coordinazione del movimento, sia nel mantenimento della postura (atassia statica), sia nella marcia (atassia dinamica).

La postura è la capacità di mantenere una posizione del corpo e degli arti e il loro orientamento nello spazio. Per eseguire un movimento sono necessari continui aggiustamenti posturali.

La propriocettività è un termine introdotto da Sherrington per descrivere gli ingressi sensoriali che originano, nel caso dei movimenti, da particolari strutture: i propriocettori.

La loro funzione è di segnalare quali sono i movimenti che l’organismo sta compiendo. I propriocettori hanno un ruolo importante nel controllo della contrazione dei muscoli. Tale controllo è realizzato per mezzo di due recettori:

1. FUSI NEUROMUSCOLARI, distribuiti nel ventre del muscolo;
2. ORGANI TENDINEI DEL GOLGI, posti nei tendini.

I fusi neuromuscolari controllano il riflesso da stiramento: se un muscolo è improvvisamente allungato, il fuso invia immediatamente il segnale al midollo spinale. Pertanto l’improvviso stiramento del muscolo determina una contrazione riflessa che si oppone automaticamente allo stiramento. Questa funzione serve a “smorzare” le variazioni di lunghezza del muscolo, cioè a impedire che la lunghezza cambi troppo rapidamente preservandola da possibili lesioni.

Gli organi tendinei del Golgi sovraintendono il riflesso tendineo che rileva l’entità della sua tensione e invia tale informazione al midollo spinale e da esso al cervello. L’informazione a sua volta è utilizzata nei centri nervosi per aggiustare con precisione la tensione muscolare in rapporto alle necessità.

L’EQUILIBRIO

L’equilibrio mantenuto nella postura eretta è un tipico e importante esempio di come tutti i meccanismi propriocettivi sono coinvolti.

Esso si mantiene con lo spostamento ripetuto dei segmenti corporei originati da continue azioni involontarie e coordinate di contrazione e rilassamento della muscolatura, in modo da correggere continuamente la posizione del baricentro.

Per imparare a riconoscere come agiscono i meccanismi propriocettivi, è necessario “ascoltare” quello che è trasmesso, sensorialmente, dal piede, che è la regione del nostro corpo in grado di fornire il maggior numero d’informazioni propriocettive, derivanti dai recettori situati nella parte anteriore del tallone, sotto la testa dei metatarsi, sotto l’alluce e nei muscoli lombricali del piede.

Il piede è un complesso sistema in equilibrio, la sua struttura ad archi conferisce al sistema stesso un continuo stato di “allarme” che può essere percepito prestando attenzione a quello che trasmette il piede in appoggio.

Possiamo così sentire i continui cambiamenti di pressione in diversi punti della pianta del piede, accompagnati da oscillazioni dell’arto in appoggio e da tutto il resto del corpo. Queste oscillazioni sono determinate, inconsciamente, dalla contrazione e dal rilassamento muscolare, che mettono in movimento le masse corporee.

IL CONTROLLO PROPRIOCETTIVO

È importante ricordare che il controllo propriocettivo è fondamentale non solo per le attività nelle quali è richiesto l’equilibrio, come ad esempio il ginnasta che mantiene la propria verticalità stando in appoggio sulle mani a testa in giù, ma anche per il soggetto anziano che in una situazione clinica di patologie concomitanti presenta il deficit d’equilibrio.

Dopo aver considerato quanto sopra, possiamo analizzare i motivi per i quali le esercitazioni propriocettive possono essere impiegate nei vari campi dell’attività motoria e in particolare nella rieducazione del cammino e nella prevenzione del rischio cadute.

Tutte le esercitazioni hanno come “base” il piede e devono essere proposte evitando di INDOSSARE LE SCARPE, ciò affinché le sensazioni propriocettive non siano “distorte” dalla calzatura. Per intensificare ulteriormente l’effetto allenante potrebbe essere consigliabile proporre l’esecuzione a occhi chiusi.

Non va, infatti, dimenticato che l’equilibrio è controllato anche dagli ESTEROCETTORI (es. vista), che ricevono le informazioni dal mondo esterno e insieme alle informazioni propriocettive, danno il quadro esatto del rapporto esistente tra corpo e ambiente. Tale accorgimento è utilizzato per “disturbare” i sistemi d’informazione dell’equilibrio, costringendo così il soggetto ad essere più sensibile ai canali d’informazione rimasti operativi (PROPRIOCETTORI).

Per i soggetti anziani con rischio di caduta la sensibilità propriocettiva è una caratteristica essenziale. L’equilibrio non è rappresentato da una situazione definitiva ma deriva da un continuo adattamento tonico-posturale-coordinativo.

Quando questo è carente, con una risposta tardiva e/o inesatta, si determina un errore nel gesto da eseguire, che in genere si traduce in una caduta.

DIFFERENZE TRA SENSIBILITÀ PROPRIOCETTIVA ED ESTEROCETTIVA

La sensibilità esterocettiva è quella che ci permette di percepire l’ambiente esterno: riguarda la sensibilità tattile, termica e dolorifica, tutte possibili in virtù di apposite strutture sensoriali più o meno complesse situate nella cute e nel sottocutaneo.

Le afferenze esterocettive, raggiungono diffusamente la corteccia (e quindi la coscienza), momento per momento, in maniera normalmente precisa e localizzata.

La sensibilità propriocettiva riguarda la percezione delle strutture corporee adibite al movimento:
– I muscoli (attraverso i FUSI NEUROMUSCOLARI e gli ORGANI TENDINEI DI GOLGI);
– Le articolazioni (attraverso i CORPUSCOLI DI PACINI nelle capsule articolari);
– La posizione della testa nello spazio (attraverso i canali semicircolari, il sacculo e l’utricolo, che nel complesso formano il cosiddetto “apparato vestibolare”).

Il movimento è il corretto equilibrio tra la completa integrazione dei canali di percezione: qualcuno percepisce il mondo principalmente tramite la vista. Altri (ipovedenti) attraverso l’udito o il tatto. La realtà di solito è percepita dal canale predominante, che, nella cultura occidentale, è la vista seguita dall’udito.

– CANALE VISIVO: vedere
– UDITIVO: sentire
– PROPRIOCETTIVO: toccare/percepire il corpo.

Si può concludere che per migliorare l’equilibrio, di qualsiasi patologia ne dia inefficacia, la riabilitazione più idonea deve essere fatta a piedi nudi e su diversi tipi di superfici (ceramica, legno, sabbia, superfici instabili come cuscini e sassi e altro) e meglio ancora se ad occhi chiusi.

Camminare indossando normali calzature riduce notevolmente la naturale sensibilità della pianta dei piedi, mentre andare a piedi nudi su qualsiasi superficie, stimola il miglioramento della sensibilità propriocettiva e dell’equilibrio.

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COME SI ALLENA LA PROPRIOCEZIONE
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Dott. Fabio Marino

 

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