ESERCIZI PER LA GONARTROSI: Come preservare le articolazioni
Indicazioni per velocizzare i tempi di recupero motorio.

di | 12/06/2019

Esercizi per Gonartrosi?

Esercizi per la gonartrosi

Con il termine artrosi si fa riferimento alla degenerazione della cartilagine articolare, e del tessuto osseo nell’insieme. 

Ma cos’è la cartilagine articolare? La cartilagine è un tessuto, costituito da un insieme di cellule, che ricopre la superficie articolare di un osso. Tuttavia,quella di tipo articolare è necessaria per ridurre l’attrito e facilitare il movimento articolare. È costituita da sottili fasci di collagene.

I fattori scatenanti la gonartosi sono:

-Età

-Predisposizione artro-reumatica

-Fattori di rischio quali obesità e colesterolemia

-Alterazioni metaboliche del calcio

-Clima ambientale

-Fattori di sollecitazione meccanica

-Infiammazione

Vi è da sottolineare il fatto che i legamenti e i tendini hanno uno scarso apporto sanguigno e la cartilagine è avascolarizzata.

Procedendo per ordine, l’età è una fra le cause di artrosi. Con l’avanzare dell’età, il valore fisiologico del liquido sinoviale cambia. Questo rappresenta un problema al liquido stesso, il quale ha il compito di  lubrificare bene le articolazioni. Inoltre il quadro ormonale varia molto, e la produzione di estrogeni  e testosterone, calano bruscamente. Gli estrogeni sono ormoni femminili che controllano anche la produzione delle cellule del tessuto osseo.

Una predisposizione genetica alle patologie artrosiche non è modificabile.

L’obesità è una sindrome che interessa i vari strati di tessuto adiposo. L’accumulo di depositi adiposi, sottocutaneo profondo e superficiale, crea una sofferenza all’intero organismo. Per cui i vari tessuti ed organi sono sovvertiti dal punto di vista meccanico e metabolico. 

Il calcio è un minerale presente all’interno delle ossa. Il calcio svolge varie funzioni nell’organismo. Il suo metabolismo infatti viene regolato da alcuni ormoni quali la calcitonina, che andrebbe a contrastare la rottura del tessuto osseo. In età evoluta, il processo di distruzione delle cellule “buone” del tessuto osseo, domina sul riassorbimento della matrice ossea. 

Comunque per una questione climatica, l’esposizione ai raggi solari può garantire una determinata quantità di vitamina D sintetizzabile dalla pelle umana. A tal proposito, l’assorbimento di calcio dipende dalla disponibilità dell’organismo di vitamina D. 

Nondimeno, se le sollecitazioni meccaniche sull’osso, non avessero vettori di forza adeguati, si creerebbero ulteriori problemi al sostenimento di un carico. Nel caso della gonartrosi, quando la cartilagine si esaurisce, si instaurano dei sistemi compensativi meccanici. Si creano delle spine tibiali intercondiloidee ispessite e appuntite. La sintomatologia sarà sempre più grave.

gonartrosi

Nella gonartrosi andranno a formarsi delle spine ossee per compensazione del carico da distribuire

La qualità della vita dipende molto dalla tipologia di movimento intrapreso.

L’artrosi è generalmente:

-Primaria

-Secondaria, legata ad una specifica causa

Nelle fasi iniziali di artrosi si notano zone di erosione della cartilagine definite osteosclerosi. L’osso risulta quindi più compatto all’esterno. In realtà esso è molto più fragile. Nelle fasi avanzate si giunge ad un artrosi deformante.

I sintomi sono locali, in base all’articolazione colpita. La limitazione funzionale è costante.

Il trattamento è di tipo medico, chirurgico, fisioterapico, chinesiologico.

L’artrosi in genere colpisce determinate zone quali colonna vertebrale, ginocchio, anca.

Eppure, l’artrosi al ginocchio è spesso considerata secondaria, in seguito a situazioni di varismo o valgismo dello stesso.

Sintomi gonartrosi:

  • Atteggiamento con ginocchio in lieve flessione
  • Ipertrofia dei tessuti periarticolari
  • Ipotrofia del quadricipite. 

Di conseguenza, i tessuti fra la capsula articolare e la sinovia si ispessiscono per una motivazione prettamente meccanica. L’ipotrofia del muscolo quadricipite deriva  dalla scarsa densità ossea, dal ridotto carico esterno e dalla scarsa propriocezione. Gli esercizi per la gonartrosi mirano a contrastare tutti quei fattori legati all’ipotonicità legamentosa e muscolare.

Esame obiettivo prima di passare agli esercizi

La manifestazione clinica più evidente è la zoppia di fuga”. Dunque questo atteggiamento non dà la sensazione di scaricare il peso sull’arto coinvolto, evitando così l’estensione del ginocchio. Viene dunque diminuita la fase d’appoggio a terra.

Insomma, il ginocchio è un’articolazione definita a ginglimo angolare.  Ciò significa che l’osso, cioè il femore, si inserisce in una depressione concava sull’altro osso, come la tibia. I menischi fungono da ammortizzatori. Con l’artrosi alle ginocchia le articolazioni colpite sono quelle femoro-tibiale e femoro-rotulea.

La cartilagine articolare non ha apporto sanguigno. Quando  la cartilagine articolare viene compressa durante l’esercizio, i rifiuti metabolici e il liquido sinoviale vengono espulsi fuori di essa. Senza esercizio fisico, la cartilagine del ginocchio si deteriora per mancato nutrimento e mancata rimozione dei prodotti di scarto.

Sicuramente il concetto chiave, è che gli esercizi per la gonartrosi stimolano i muscoli che stabilizzano ulteriormente l’articolazione del ginocchio.

 

ESERCIZI PER LA GONARTROSI: OBIETTIVI
Rinforzo del quadricipite femorale,bicipite femorale, degli adduttori e degli abduttori.
  1. Leg extension.
    leg extension

    Questo esercizio è utile al lavoro del quadricipite femorale

     

 

 

 

 

Un esercizio che solitamente viene, troppo spesso, inserito in un’allenamento ai fini di ipertrofia del quadricipite. E’ un esercizio ottimale per mantenere fermo il ginocchio, durante il movimento di estensione della coscia.

   2. Esercizi in piscina. Contro un galleggiante al di sotto del piede in acqua, vengono eseguite delle pressioni.  Il ginocchio è flesso a 90°. La contrazione prodotta dal quadricipite sarà isometrica, ossia senza variazione di lunghezza. 

3. Esercizi ai cavi : cavigliera ben adesa, vengono svolte delle flessioni del ginocchio a 90° e delle estensioni della gamba indietro.

4. Leg curl, sdraiato a terra. Con degli elastici attaccati ad una spalliera, si inseriscono i piedi all’interno dell’area del cerchio creatosi. Si flettono le cosce avvicinando le caviglie benchè i piedi non tocchino terra. I muscoli adduttori e bicipite femorale sono coinvolti. Le ginocchia rimangono ben salde.

Infine ciò che dovrà essere valutata dal fisioterapista è la postura corretta.

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Dott. Fabio Marino

Autrice: Santomieri Laura

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