ESERCIZI PROPRIOCETTIVI: 7 CRITERI GUIDA
ESERCIZI PROPRIOCETTIVI CON SQUILIBRIO AUTOPROVOCATO

di | 16/03/2018

Gli esercizi propriocettivi vanno impostato con criteri ben precisi e non “a caso” come spesso si vede fare nelle palestre.

Nel video che trovi qui sotto vediamo alcuni esercizi di propriocezione che rispondono al criterio dello “SQUILIBRIO AUTO-PROVOCATO”.

Le 2 domande  da porsi prima di passare ad un esercizio di propriocettività più complesso sono:

  1. Sono capace di eseguire bene l’esercizio attuale senza perdere l’equilibrio?
  2. Con che criterio posso impostare il prossimo esercizio per renderlo leggermente più complesso?

Bene, rispondere alla prima domanda è molto semplice. Basta vedere come viene eseguito l’esercizio. Se la persona non riesce a “stare in piedi” non cambiare esercizio.

La risposta alla seconda domande la fornisce la Scuola di Lione. Hanno identificato 7 CRITERI GUIDA per l’impostazione di esercizi propriocettivi. Vediamoli. Esercizi propriocettivi

7 CRITERI GUIDA PER ESERCIZI PROPRIOCETTIVI

  • 1 Da appoggio bi-podale a mono-podale:

Quindi inizia da questo criterio di base. Passa dall’avere due piedi in appoggio al terreno, ad averne solo uno.

  • 2 Da suolo stabile a suolo instabile:

Successivamente inserisci, tra il piede e il terreno, un attrezzo / elemento di disturbo come può essere una tavoletta propriocettiva, un bolla gonfiata ad aria, un cuscinetto morbido ecc.  Qualcosa che favorisca la perdita dell’equilibrio. Tornare quindi ad appoggiare entrambe i piedi su questo suolo instabile e poi provare a staccarne uno.

  • 3 Da squilibrio auto provocato a provocato da agenti esterni:

Gli squilibri auto-provocati sono quelli che vedi in questo video. Significa muovere una o più parti del proprio corpo. L’obiettivo è sempre quello di favorire una perdita dell’equilibrio. Lo squilibrio provocato da agenti esterni è caratterizzato dal fatto che una persona esterna cerca di farci perdere l’equilibrio spingendoci o tirandoci con un elastico legato in vita. (Nei limiti. Non deve buttarci a terra ad ogni costo).

  • 4 Da piede in appoggio fisso ad appoggio mobile in avanzamento:

Semplicemente significa che dovrai passare dallo stare fermo sul posto, al muoverti eseguendo un compito motorio come per esempio saltellare all’indietro mantenendo sempre la punta del piede su una linea. Oppure saltare, ruotare di 90 gradi con il corpo e atterrare all’interno di cerchio.

  • 5 Da unica finalità a più finalità (svolgere altri compiti contemporaneamente):

Quindi dal porre la tua concentrazione esclusivamente al tuo corpo, al cercare di mantenere sempre l’equilibrio, ma eseguendo altri esercizi come palleggiare a terra con un pallone o passare la palla a chi hai davanti.

  • 6 Da esercizio statico a dinamico:

Quindi da esercizio statico, fermo sul posto, ad esercizi più complessi come possono essere le andature propriocettive, effettuate alla scaletta propriocettiva (speed ladder), in cui si mixano i criteri precedentemente esposti. Per esempio, mentre fai la scaletta in skip sulle punte, una persona cerca di farti perdere l’equilibrio.

  • 7 Da esercizio con bio-feedback a es. senza bio-feedback:

Concetto regina, passare dall’avere gli occhi aperti, al fare gli esercizi ad occhi chiusi. Ora capite perché passare subito a chiudere gli occhi può rappresentare uno step troppo complesso da eseguire in prima battuta.

Eliminare la vista significa ricercare l’equilibrio esclusivamente grazie alle informazioni che arrivano dal proprio corpo (muscoli e articolazioni). E questo può essere troppo complesso per chi non ha un buon back ground motorio o si è allenato poco dal punto di vista propriocettivo.

Ricordati che l’allenamento propriocettivo aiuta ad incrementare anche le capacità condizionali: forza – resistenza – rapidità. Se ti sei perso l’articolo in cui lo spiego ACCEDI DA QUI.

QUI SOTTO PUOI VEDERE IL VIDEO DI QUELLO CHE HAI TROVATO SCRITTO NELL’ARTICOLO:

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Dott. Fabio Marino

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