FISIOTERAPIA PER CAVIGLIA SLOGATA
CAVIGLIA SLOGATA?Il corretto percorso per tornare al completo recupero funzionale, senza cadere in recidive.

di | 06/05/2019

FISIOTERAPIA PER CAVIGLIA SLOGATA

Caviglia slogata: di cosa si parla?

Distorsione di caviglia

Nell’immagine viene illustrato uno dei meccanismi che dà origine alla slogatura della caviglia.

La “slogatura”, o meglio detta distorsione.

La caviglia slogata è una condizione prodotta da una distorsione, cioè un danneggiamento a carico dell’articolazione. Ciò è provocato dalla perdita momentanea della continuità articolare dell’articolazione, determinata da un trauma o da una contusione. Questi meccanismi possono danneggiare diversi tessuti: legamenti, tendini, muscoli e capsula articolare; obbligando il soggetto a della fisioterapia per caviglia slogata.

La distorsione, o slogatura, non è da confondersi con la lussazione, la quale si tratta di una perdita totale della continuità articolare.

Per capire al meglio cosa succede nella distorsione, serve un breve ripasso anatomico. La slogatura avviene a livello dell’articolazione tibio-tarsica, coinvolgendo quattro principali ossa: la tibia, il perone, l’astragalo e il calcagno. Queste ossa sono articolate grazie ad un complesso legamentoso che fornisce stabilità alla caviglia, composto da: 

  • Compartimento laterale: legamento peroneo-astragalico anteriore, legamento fibuloastragaleo posteriore e legamento fibulocalcaneale.
  • Compartimento mediale: legamento deltoideo (composto da 4 fasci)

Questo complesso garantisce stabilità alla caviglia, evitando movimenti eccessivi e rinforzandola.

Proprio perché il complesso legamentoso è diviso in due compartimenti, esistono diversi tipi di slogatura, che portano alla fisioterapia per caviglia slogata, e tipicamente sono:

  • Distorsione del compartimento laterale: è la più diffusa, dato che la parte laterale dell’articolazione è la più fragile e la meno resistente. Il trauma viene prodotto tipicamente da un movimento in supinazione dell’articolazione, che porta al danneggiamento dei tessuti laterali. Il danno può essere parziale (stiramento e danneggiamento dei tessuti) o completo (rottura tissutale).
  • Distorsione del compartimento mediale: è la meno diffusa e viene prodotta da un movimento in pronazione dell’articolazione. Anche in questo caso la lesione può risultare parziale o completa.

Quali sintomi si presentano?

  1. Dolore (esso si scatena sia a riposo che con il movimento)
  2. Limitazione dei movimenti (dovuti al dolore percepito)
  3. Gonfiore e rossore, segni tipici dell’infiammazione
  4. Sensazione di instabilità
  5. Ematoma che si presenta con livido

Quando è consigliata una visita medica?

Esistono dei segni, che possono guidare ad una visita medica:

  • Incapacità nel camminare o produrre movimenti con la caviglia
  • Dolore ingravescente
  • Segni d’infiammazione
  • Sintomi nervosi legati alla sensibilità (alterazione di sensibilità o di percezione cutanea)

Quali esami strumentali?

  • Radiografia (per escludere eventuali danni ossei)
  • Ecografia
  • Risonanza magnetica (RMN) 

Esistono fattori, o attività che predispongono il soggetto a una maggiore possibilità di procurarsi una distorsione di caviglia. Per esempio, alcuni sport predispongono gi atleti ad una maggior possibilità di procurarsi una distorsione di caviglia: pallavolo e basket (55%), calcio (50%) e corsa (40%). Oltre a ciò esistono fattori predisponenti alla lesione, come:

  1. Lassità caspulo-legamentose
  2. Ipotonia muscolare
  3. Sovrappeso
  4. Calzature non idonee
  5. Appoggio podalico (del piede) errato 

Come curare una distorsione di caviglia?

 Premessa: le lesioni riportate in una distorsione di caviglia possono essere classificate in tre gradi: primo grado (lesione parziale di un legamento, con tumefazione), secondo grado (lesione parziale di più legamenti con tumefazione ed instabilità) e terzo grado (lesione totale di più legamenti con tumefazione e instabilità).

Fase acuta

Nella fase iniziale, in cui non è ancora pensabile di iniziare la fisioterapia per caviglia slogata, il primo approccio alla distorsione è definito dal protocollo PRICE (Protection, Rest, Ice, Compression, Elevation). Questo protocollo è di utilità primaria appena avvenuto l’incidente, infatti ci permette di controllare e operare in maniera immediata sulla distorsione.

  • Protezione: evitare le attività che generano il dolore
  • Riposo: lasciare a riposo la caviglia, senza lasciarla completamente immobile
  • Ice: applicare impacchi di ghiaccio, massaggiando anche la zona interessata con lo stesso
  • Compressione: comprimere la zona interessata con una benda
  • Elevazione: quando possibile, elevare la gamba per  favorire il ritorno venoso e ridurre il gonfiore

Questa fase primaria ha l’obiettivo di ridurre i sintomi dolorosi e il processo infiammatorio (gonfiore ed edema). Difatti è molto importante favorire l’immobilizzazione dell’articolazione tramite tutori o bendaggi.

Il bendaggio garantisce l’immobilizzazione della caviglia ed evita che vengano stirati nuovamente i tessuti già danneggiati.

Terapie strumentali come la Tecarterapia e Laserterapia sono molto utili nell’accelerare il processo di guarigione in questa fase.

Fase post acuta

Superata la fase acuta, con il riassorbimento dell’edema e la riduzione dell’infiammazione si può progedire con la fisioterapia per caviglia slogata, che si focalizza in prima parte sul recupero dell’articolarità, e successivamente sul recupero del trofismo muscolare e della stabilità della caviglia.

Gli esercizi saranno quindi suddivisi in due fasi, la prima dedicata al recupero articolare, e la seconda al recupero trofico e funzionale.

  1. Recupero articolare: nel recupero dell’articolarità sono eseguibili esercizi sia passivi che attivi, i quali permettono la mobilizzazione della caviglia su tutti i piani di movimento, in modo tale da recuperare il ROM (Range of Motion) su tutti i piani. Alcuni esercizi possono essere:
  • Flessione dorsale e plantare: l’esercizio permette di recuperare il ROM lungo il piano di movimento sagittale.
Dorsiflessione e plantiflessione di caviglia

Nell’immagine si possono vedere i due movimenti da effettuare. Il movimento dev’essere sempre controllato senza raggiungere il dolore.

Il soggetto si trova supino, a pancia in su, con il piede leggermente rialzato, appoggiato su un asciugamano. A questo punto il soggetto flette dorsalmente, verso la testa, e successivamente plantarmente, verso il basso, la caviglia, lentamente e senza scatenare il dolore. Eseguire il movimento dodici volte, per cinque serie.

L’esercizio può essere eseguito passivamente dal fisioterapista, se si ha appena superato la fase acuta.

  • Eversione ed inversione: ulteriore esercizio che promuove l’aumento dell’articolarità generale della caviglia. In questo caso lungo il piano frontale.
Eversione ed inversione di caviglia

Nell’immagine è illustrato l’esercizio. I due movimenti da effettuare, anche in questo caso, non devono scatenare il dolore.

La posizione del paziente è la stessa dell’esercizio precedente. L’esercizio vede la caviglia muoversi, prima, in eversione, cioè portando il piede verso l’esterno e successivamente in inversione, cioè muovendo il piede verso l’interno. Eseguire il movimento dodici volte, per cinque serie.

 

L’esercizio può essere eseguito passivamente dal fisioterapista, se si ha appena superato la fase acuta.

  • Movimenti di caviglia: anche questo esercizio ha l’obbiettivo di andare a recuperare l’articolarità generale della caviglia. 

Il soggetto si trova seduto su una sedia o su un lettino, con il piede interessato che sfiora il terreno e non lo tocca completamente. Sul pavimento sotto al piede, viene incollato dello scotch casalingo (di carta è meglio, visto che è più visibile), in modo da disegnare delle lettere  (A, E, S, D per esempio) o semplicemente un cerchio. Successivamente l’esercizio ha inizio con il soggetto che muove la punta del piede e la caviglia in modo da seguire le linee descritte sul pavimento con lo scotch. Eseguire l’esercizio per almeno un minuto, per quattro volte.

L’esercizio dev’essere sempre eseguito in modo tale da non scatenare sintomi dolorosi. 

Questi esercizi sono solo alcuni di quelli eseguibili, infatti in questa fase di recupero articolare, qualsiasi movimento che favorisce il movimento della caviglia, senza scatenare dolore, è di grande importanza. Propio per questo, se il dolore lo permette e si riesce  caricare sulla gamba interessata, anche il cammino è molto utile. Camminare sulle punte o incrociare i passi può essere un idea. Il carico applicato sulla caviglia dev’essere naturalmente graduale.

  1. Recupero trofismo muscolare e propriocettivo: in questa fase (fondamentale nella fisioterapia per caviglia slogata) l’obiettivo principale è quella del recupero del trofismo muscolare, che garantisce maggior stabilità alla caviglia ed evita possibili recidive. Oltre a ciò anche l’esercizio propriocettivo è molto utile, perché favorisce il rinforzo di tutti i tessuti molli (come legamenti e tendini) e l’allenamento del controllo neuromuscolare (fondamentale in questa articolazione).
  • Movimenti con elastico: gli stessi movimenti che vengono eseguiti durante il recupero articolare, possono essere eseguiti in questo esercizio. La presenza di un elastico ancorato al piede favorisce un maggior lavoro da parte dei muscoli che si inseriscono sulla caviglia, garantendone il rinforzo.

 

Eversione ed inversione di caviglia

Nell’immagine si può vedere degli esempi di movimenti da eseguire con l’elastico.

Il soggetto si trova in posizione supina, e ancora un elastico (un elastico di materiale plastico, acquistabile nei negozi sportivi) a livello dell’avampiede (alla base delle dita). A questo punto, dopo aver ancorato l’altra estremità dell’elastico, può eseguire i movimenti di flessione plantare, flessione dorsale, eversione ed inversione (stessi movimenti eseguiti nel recupero articolare) in modo tale che l’elastico crei resistenza e favorisca il rinforzo muscolare.

  • Camminata laterale con elastico: questo esercizio ha anch’esso l’obbiettivo di rinforzare la muscolatura e i tessuti molli che garantiscono la stabilità della caviglia. In particolare vengono coinvolti i muscoli peronieri.

Il soggetto si posiziona in piedi con un elastico legato tra i piedi, il quale va da un piede all’altro. L’elastico dev’essere posto sull’avampiede, cioè alla base delle dita, sia su un piede che sull’altro. A questo punto il paziente allarga la base di appoggio, distanziando i piedi uno dall’altro, fino a quando l’elastico entra in tensione. 

Se l’elastico è molto lungo si possono fare due giri attorno ai piedi.

Successivamente l’esercizio inizia con il soggetto che da questa posizione inizia a camminare lateralmente (come i granchi), avvicinando il primo piede al secondo per poi ridistanziare il secondo dal primo, camminando in questo modo.  

L’elastico cercherà di portare il piede in inversione, e il soggetto cercando di vincere la forza dell’elastico in eversione, attiverà i muscoli peronieri. La resistenza dell’elastico non dev’essere né troppo leggera né esagerata. 

Eseguire la camminata per almeno un minuto, per 5 serie. 

  • Esercizio propriocettivo della stella: o anche detto SEBT (Star Execution Balance Test), questo esercizio oltre a favorire il lavoro da parte di tutti i muscoli coinvolti durante il movimento di caviglia, offre un buon allenamento della propriocezione, aspetto molto importante da recuperare durante la fisioterapia per caviglia slogata.
SEBT

Nell’immagine si può osservare l’esecuzione dell’esercizio, con la caviglia interessata posta al centro.

Prima di dare inizio all’esercizio, devono essere poste sul pavimento delle strisce di scotch (di carta meglio, sono più visibili) a forma di stella a otto punte, praticamente basta comporre un asterisco (*). Dopodiché il soggetto si posiziona al centro dell’asterisco su un piede solo (la caviglia lesionata), con l’altro piede cerca di toccare, una alla volta e più in là possibile, tutte le otto punte dell’asterisco. Eseguire l’esercizio per 2 minuti per 4 serie.

La difficoltà sta nel riuscire a restare in equilibrio durante tutto lo svolgimento dell’esercizio, specialmente quando si devono toccare le punte dell’asterisco dello stesso lato della caviglia appoggiata.

Questi sono solo alcuni degli esercizi che possono essere proposti, ma sono comunque un buon punto di partenza per una buona fisioterapia per caviglia slogata.

Se hai trovato interessante questi esercizi, troverai ulteriori informazioni utili QUI.

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Dott. Fabio Marino

Autore: Villa Federico

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