FISIOTERAPIA DOPO INTERVENTO DI RIZOARTROSI
La fisioterapia dopo intervento di rizoartrosi è di fondamentale importanza

di | 09/04/2019

FISIOTERAPIA DOPO INTERVENTO DI RIZOARTROSI

FISIOTERAPIA DOPO INTERVENTO DI RIZOARTROSI

La fisioterapia è di fondamentale importanza e va iniziata subito dopo l’operazione seguendo le indicazioni che vengono date dal medico chirurgo ortopedico.

mano con rizoartrosi

La zona trapezio metacarpale colpita dalla rizoartrosi su cui viene fatto l’intervento chirurgico.

La fisioterapia dopo intervento di rizoartrosi ha una durata di alcuni mesi. Gli esiti sono legati alla precedente compromissione dell’articolazione. Sono in relazione al tipo di intervento chirurgico che viene effettuato e alla collaborazione tra medico chirurgo, fisioterapista e paziente.

Andiamo con ordine e vediamo di chiarire alcune cose.

La rizoartrosi è una patologia degenerativa che colpisce l’articolazione trapezio metacarpale.

Questa è l’articolazione che coinvolge il primo dito nella sua attaccatura con la mano. Quando è interessata da un processo artrosico provoca dolore, proprio alla radice del pollice.

Come abbiamo detto in un precedente articolo, l’articolazione trapezio metacarpale lavora in compressione in qualsiasi movimento che facciamo.

Non è dunque necessario avere svolto lavori pesanti per anni per essere affetti da una degenerazione di questa articolazione. In alcuni casi è sufficiente avere svolto per molto tempo movimenti fini e ripetitivi con le dita.

Qualunque sia stata la causa che ha determinato la rizartrosi, si può giungere a una condizione tale per cui diventa indispensabile pensare a un intervento chirurgico perché tutte le terapie conservative e farmacologiche messe in atto precedentemente non hanno ottenuto i risultati di benessere aspettati.

Non riusciamo più a utilizzare la mano nella vita quotidiana a causa del dolore  e della mancanza di mobilità e di forza.

In che condizioni si è arrivati all’intervento?

La motivazione che spinge una persona a farsi operare è il DOLORE al dito. La valutazione del chirurgo  determina quello che sarà il tipo di intervento ottimale. In base alla diagnosi clinica e alla documentazione medico radiografica avviene la scelta dell’intervento chirurgico.

Il tipo di operazione a cui si è sottoposti cambia anche gli esiti della fisioterapia dopo intervento di rizartrosi.

Non entriamo nello specifico di un campo specialistico che non ci compete. Diciamo solo  che i tipi di  chirurgica a cui si può essere sottoposti sono molti.

Da quelli meno invasivi, nei quali il paziente giunge al consulto ortopedico in una condizione degenerativa poco evidente, a quei casi in cui la situazione mostra condizioni degenerative tali da rendere necessario il blocco dell’articolazione.

Appare chiaro, dunque, come anche gli obiettivi riabilitativi della fisioterapia dopo intervento di rizoartrosi possano essere molto differenti e devono essere visti e calibrati su ciascun caso specifico con l’aiuto del chirurgo ortopedico.

L’intero processo di guarigione e la ripresa dell’uso della mano comprende un periodo che si aggira intorno a tre mesi, fino ad arrivare a sei mesi. La fisioterapia dopo intervento di rizoartrosi, in linea di massima, deve essere effettuata con cadenza di 1-2 volte alla settimana, per poi gradatamente diminuire.

Sebbene non ci sia un univoco modo di operare a seguito di una operazione, cerchiamo di identificare le fasi principali del processo riabilitativo da affrontare.

Fase immediatamente post chirurgica

Appena eseguito l’intervento è prevista una fase di immobilizzazione del segmento interessato la cui durata è di circa 2 o 3 settimane. In questo momento avviene la stabilizzazione dell’intervento chirurgico.

Il ruolo più importante e la figura principale di  riferimento in questo momento è il medico.

In questo primo momento è comunque importante iniziare l’approccio riabilitativo. Ha come obiettivo la riduzione dell’edema e la mobilizzazione delle dita lunghe.

La ripresa della mobilità della mano una volta tolta la contenzione sarà molto più agevole .

Oltre alla mobilizzazione delle  articolazioni e delle dita non immobilizzate, al fisioterapia può avvalersi dell’utilizzo del kinesiotape che offre un’ulteriore possibilità d’intervento. La sua applicazione può permettere che il trattamento prosegua anche quando il terapista non è presente fisicamente.

Infatti l’applicazione del kinesiotaping consente al paziente di trarre giovamento e di proseguire la terapia, attraverso i soli movimenti spontanei che il persona normalmente esegue.

Che cos’è il kinesiotaping?

Il kinesiotaping è una tecnica fisioterapica da non molto introdotta nel panorama della fisioterapia.

Fisioterapia per la mano

Applicazione di kinesio taping: drenaggio della mano.

Ha trovato largo utilizzo nella cura e riabilitazione di un gran numero delle patologie che di norma giungono in uno studio fisioterapico.

Si tratta di cerotti il cui effetto curativo è determinato dal loro posizionamento sul corpo.

Al loro interno non hanno dei prodotti medicamentosi, come ad esempio i cerotti transdermici che si possono trovare in farmacia i quali rilasciano dei farmaci che agiscono in modo specifico sulla zona di applicazione.

Il loro posizionamento deve essere effettuato in un modo da trasmettere la sua azione  meccanica di drenaggio e con questa, il miglioramento del circolo sottostante.

La fisioterapia dopo esiti di rizoartrosi si può avvalere di un tecnico specializzato per l’applicazione del kinesiotaping.

I cerotti, posti in modo da formare delle grinze in base alla posizione della mano, consentono ai tessuti sottostanti di avere una continua azione curativa; anche durante i movimenti normali della vita quotidiana.

Si conclude la fase infiammatoria

La fase successiva all’immobilizzazione con una stecca è l’adozione di un tutore  in materiale termoplastico, confezionato su misura per ogni paziente.

Questo passo ulteriore, permette al pollice di iniziare la mobilizzazione anche delle articolazioni vicine: la metacarpo falangea del pollice – l’articolazione immediatamente successiva a quella operata.

Questo permette di iniziare a utilizzare il pollice durante semplici movimenti, tenendo comunque bloccata la parte operata.

Si tratta di una fase che dura circa per tre settimane a seguito della quale si passa al confezionamento di un tutore removibile.

A questo punto, la fisioterapia dopo esiti di rizoartrosi  può diventare più specifica.

Si può iniziare a togliere per effettuare la fisioterapia e gli esercizi di riabilitazione. Il fisioterapista effettuerà delle mobilizzazioni in tutte le direzioni consentite dall’articolazione trapezio metacarpale nel rispetto del dolore e della condizione del paziente.

Si potranno iniziare esercizi di mobilizzazione attiva assistita e lavorare sulla sensibilità e sulla propriocetività. Il paziente diventa sempre più sicuro e acquista fiducia negli esiti della operazione.

lo svezzamento dal tutore

Con il passare delle settimane il tutore viene gradatamente tolto, e si arriva circa alla sesta o settima settimana in cui, a seconda del parere e delle indicazioni dell’ortopedico, può essere definitivamente abbandonato.

Durante questa fase diventa sempre più importante il trattamento della cicatrice.

Può essere che la zona dove è statapraticata l’incisione chirurgica tenda a diventare rigida. Al tatto si percepisce la presenza di un tessuto più denso e alla palpazione si avverte una limitazione dello scorrimento dei tessuti sottostanti fra di loro.

Può anche succedere di avere una sensazione dolorosa, a volte molto viva e irritante, allo sfregamento o al pinzamento, sebbene all’apparenza la cicatrice risulti pulita, asciutta e non presenti gonfiore.

Queste sono indicazioni che depongono per la necessitò di fare un trattamento specifico anche a questa parte. Non ci devono essere limitazioni e interferenza dei tessuti sulla mobilità generale del dito.

Anche in questo caso la fisioterapia dopo intervento di rizoartrosi ha più sistemi di trattamento a disposizione. Ci sono delle manovre specifiche che possono essere adottate direttamente sulla ferita, oppure si possono usare delle strisce di kinesiotaping a effetto decompressivo, per consentire lo scollamento dei tessuti e favorire il drenaggio.

La fisioterapia dopo intervento di rizoartrosi ora ha l’obiettivo di ridare la maggiore mobilità possibile al segmento operato e di aumentare il tono muscolare in modo che la persona possa tornare a svolgere la propria attività lavorativa e riprendere le attività hobbistiche.

Nella fase conclusiva della terapia ci si può sempre più avvalere di strumenti e ausili esterni per potenziare l’intervento manuale e consentire al paziente di proseguire gli esercizi a domicilio.

Sarà cura del fisioterapista fornire le appropriate indicazioni per il proseguimento delle terapie e per consigliare i giusti attrezzi da utilizzare a domicilio.

…e se c’è ancora dolore cosa si può fare?

A seguito di un intervento chirurgico ci si può aspettare che in alcuni momenti il dolore si renda maggiormente presente. La terapia medica di supporto è indispensabile.

La fisioterapia dopo intervento di rizoartrosi può avvalersi però di mezzi fisici per aiutare anche nelle condizione dolorose.

Fisioterapia per la mano

Utilizzo della laser terapia sulla zona trapezio metacarpale.

I principali strumenti utilizzati sono:

  • gli ultrasuoni
  • la laserterapia
  • la TENS (Stimolazione Elettrica trans Cutanea)
  • la tecarterapia 

Gli ultrasuoni si avvalgono di una stimolazione tramite vibrazioni ad alta frequenza con un forte effeto antidolorifico e possono essere utilizzate con successo anche nel trattamento delle cicatrici.

La Laserterapia agisce attraverso un’emissione di onde elettromagnetiche che hanno un’azione antinfiammatoria, antidolorifica e antiedemigena. Si tratta di una applicazione indolore e non invasiva, che può risultare molto utile a coadiuvare la terapia.

La TENS è una elettroterapia in grado di influire sulla soglia del dolore  sia nelle fasi acute sia in quelle croniche.

Agisce tramite la stimolazione di alcune fibre nervose inducendo una frequenza di stimolazione che va da 2 Hz a 150 Hz.

Se programmata in modo efficacie, si adatta alle varie condizioni dolorose dando un beneficio immediato che perdura anche a lungo termine .

La  tecarterapia è un innovativo sistema di cura in grado di stimolare i normali processi di guarigione dell’organismo. Agisce dall’interno  rendendo il trattamento efficace e duraturo.  Inoltre offre la possibilità di modulare il trattamento in base ai tessuti che maggiormente hanno bisogno di essere trattati.

Rende la fisioterapia dopo intervento di rizoartrosi molto personalizzata.

Il fisioterapista addetto a seguire il vostro caso saprà gestire la giusta stimolazione tra quelle disponibili e adattarla alla situazione.

 

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Dott. Fabio Marino

 

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