FISIOTERAPIA PER PAZIENTI ONCOLOGICI
Evidenze scientifiche per contrastare il fenomeno di cachessia oncologica con il movimento. Necessità di un approccio multidisciplinare

di | 29/04/2019

Fisioterapia per pazienti oncologici

L’oncologia è la branca della medicina che si occupa di tumori.

Il termine tumore, significa TUMEFAZIONE, deriva dal fatto che il suo aspetto ricorda un’addensamento di cellule a formare una massa.

La parola cancro, identifica quel gruppo di cellule di “nuova formazione” che come un granchio, circondano le normali cellule e le distruggono. Questa espressione assume un connotato più generale, che oramai indica tutte le forme neoplastiche.

Le differenze morfologiche tra una cellula normale e una cellula tumorale quali sarebbero?

oncologia

Nella foto è evidente un’alterata forma della cellula di tipo oncologica

Una cellula è l’unità vivente più piccola in grado di svolgere numerosi funzioni, per produrre energia, attuare reazioni chimiche…

Una cellula cancerogena è atipica: è capace di crescere in maniera incontrollata e di “nascondere” la sua aggressività d’azione. Riesce a nutrirsi e a ricevere l’apporto sanguigno, poichè disattiva quelli che sono i normali meccanismi di regolazione dell’organismo. 

 

Sintomatologia pazienti oncologici:

ASSENTE, Nel periodo di latenza, che solitamente è molto lungo

FORTE, In fase post-diagnostica, con l’avvenuta formazione di una massa neoplastica , costituita da cellule tumorali che aumentano il loro volume

 

Cause dei tumori:

Esterne all’organismo: agenti chimici, radiazioni, agenti biologici come virus

Interne all’organismo: mutazioni nel DNA, squilibri ormonali, specie dell’ossigeno reattive

-Rischio oncogeno professionale

-Alimentazione: alimenti contaminati, o da grassi di origine animale

-Sostanze voluttuarie

Le indagini epidemiologiche hanno dimostrato che l’80% dei tumori è causato da fattori ambientali, il 20% da fattori endogeni e che di questi solo il 5% ha un substrato ereditario. Inoltre la loro distribuzione è diversa in base alle aree geografiche nel mondo.
Diagnosi strumentale:
  • Radiografia
  • Risonanza magnetica
  • Mammografia
  • Ecografia
  • Indagine istopatologica
  • Esame citologico.

Talvolta le cellule tumorali sfuggono al sistema immunitario. Il fenomeno di formazione cancerogena è dinamico per cui esistono varie fasi tra cui:

  1. Iniziazione: le mutazioni indicate poc’anzi, inducono a delle trasformazioni di una normale cellula in una cellula neoplastica latente
  2. Promozione: le cellula alterate cominciano a moltiplicarsi
  3. Progressione: le modificazioni a carico delle cellule tumorali proseguono, fino a formare subcellule in grado di assumere caratteristiche specifiche di tipo invasivo o metastatico.

Sulla base delle caratteristiche morfologiche, i tumori sono di due tipi:

benigni               maligni

In entrambi i casi, i meccanismi di regolazione interna al nostro corpo, perdono il controllo.

La spiegazioni dei tumori benigni è  che essi si moltiplicano lentamente e non tendono ad invadere i tessuti confinanti. Il loro sviluppo è comunque sia di tipo espansivo, ossia esiste una contiguità non una invasione cellulare. Inoltre l’aspetto positivo è che generalmente essi una volta asportati non recidivano, ossia non tendono a ricomparire.

Quelli maligni presentano atipia morfologica, ossia i costituenti della cellula cambiano aspetto, forma.  il loro accrescimento è costante. Tendono ad essere invasivi, attraversando più strati del tessuto dell’organo in riferimento. La gravità in questi casi è l’interessamento dei circoli sanguigno e linfatico, dando inizio al processo di metastatizzazione. Vi è inoltre la possibilità di recidiva, anche se rimosso precedentemente.

Tuttavia, la diffusione delle cellule tumorali nei vasi linfatici e sanguigni è molto complessa, ed essenzialmente deriva l’interno delle loro pareti è debole. Le cellule di rivestimento delle vene, delle arterie, perdono il loro tono e la loro funzione e diventano facilmente aggredibili.

angiogenesi tumorale

Qui si nota come le cellule tumorali aderiscono alle cellule dei vasi sanguigni

Una conseguenza in questi casi viene definita cachessia neoplastica, in cui l’organismo va incontro a una notevole perdita di peso e di stabilità dell’umore.

Peraltro, all’interno della fisioterapia per pazienti oncologici, servono programmi riabilitativi

oro obiettivo è quello di contrastare la stanchezza, la perdita di peso e la compromissione delle circolazioni venosa e linfatica.

Le raccomandazioni dell’American College of Sports Medicine(ACSM) per i sopravvissuti al cancro sono quelle di svolgere 150 min a settimana di attività fisica medio-intensa. Gli allenamenti di forza e resistenza devono essere effettuati almeno 2 volte a settimana coinvolgendo otto gruppi muscolari più importanti[1].

L’esercizio durante e dopo il trattamento è stato associato a riduzioni della recidiva del cancro e tassi di mortalità specifici per malattia dal 30% al 60% nei tumori della mammella e del colon-retto [2].

La cachessia è provocata dalla produzione e liberazione di alcune sostanze da parte delle cellule tumorali come il TNF, il fattore tumorale. Per quanto riguarda i meccanismi coinvolti negli effetti dei programmi di allenamento, sembra molto chiaro che uno stato anti-infiammatorio si ottiene con diminuzioni delle citochine pro-infiammatorie – come il TNF – e aumenti di IL-10.  La diminuzione dello stato infiammatorio è accompagnata da una riduzione dello stress ossidativo.[3] Anche gli aumenti di IGF-1  nei muscoli scheletrici sono stati associati agli effetti benefici dell’esercizio sul cancro[4].

L’igf-1 è un fattore importante di crescita , per cui un suo riscontro è positivo per l’aumento di volume delle cellule muscolari scheletriche le quali garantiscono tono muscolare e conseguente densità ossea.

Il trattamento del cancro provoca una debilitazione profonda che porta a una riduzione della funzione fisica e compromette la qualità della vita. Sequele negative sono state osservate in una serie di tipi di trattamento: dalla chirurgia, alle radiazioni, al trattamento ormonale e terapie mirate[5]

L’obiettivo è quello di adattare i regimi di esercizio mentre ancora aiuta il superstite a ottenere i maggiori benefici possibili dall’esercizio. Ad esempio, la presenza di linfedema non preclude l’esercizio, ma le precauzioni per l’esercizio, come indossare indumenti compressivi e iniziare un programma di esercizi con pesi molto leggeri (ad es. 1 kg), devono essere osservati per evitare una riacutizzazione mentre si aumenta ancora il muscolo forza e raggio di movimento[4].

Che aiuto possono dare gli esercizi fisici?

La terapia fisica o un programma di esercizi basati sulla comunità dovrebbero concentrarsi sulla forza dei muscoli del nucleo e della cintura pelvica. Un semplice esercizio che può essere eseguito a casa è di stare in equilibrio su un piede mentre si tiene su un oggetto stabile (ad es. Sedia o tavolo) nelle vicinanze. Migliorare l’equilibrio non solo riduce il rischio di cadute e fratture ossee, ma aumenta anche la fiducia in se stessi per quanto riguarda il movimento[4].

-Dalla posizione seduta, si può esercitare l’equilibrio, invitando il paziente a risalire in stazione eretta con una gamba alla volta. L’esperto potrà svolgere assistenza, mantenendo salde le mani del paziente e aiutarlo nella risalita in piedi.

L’osteoporosi e le malattie cardiovascolari [6,7,8] sono due esempi comuni di effetti tardivi della chemioterapia e della terapia ormonale.

Upper limbs pedal exerciser / seated

Pedalatore per braccia e gambe per il sistema linfatico e vascolare, utile per pazienti oncologici

Infine, nel quadro della fisioterapia per pazienti oncologici, il movimento ciclico che deriva dall’utilizzo del pedalatore per braccia e gambe aiuta la resistenza muscolare di questi distretti anatomici. Ne trae beneficio la circolazione sanguigna a scorrere ed eliminare prodotti di scarto come le tossine. Le tossine o le sostanze reattive sono un grave pericolo per le cellule procancerogene in quanto contribuiscono all’instabilità cellulare e alla sua anomalia strutturale.

 

 

 

 

 

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Dott. Fabio Marino

Autrice: Laura Santomieri

 

 

ARTICOLO: Fisioterapia per pazienti oncologici

Bibliografia:

1Josep M. Argilés , Francisco Javier López-Soriano, Britta Stemmler, Sílvia Busquets.Therapeutic strategies against cancer cachexia. Eur J Transl Myol 29 (1): 4-13, 2019

2.Irwin ML, McTiernan A, Manson JE, et al. Physical activity and survival in postmenopausal women with breast cancer: results from the Women’s Health Initiative. Cancer Prev Res (Phila). 2011;4:522-9.

3.Lira FS, Antunes Bde M, Seelaender M, Rosa Neto JC. The therapeutic potential of exercise to treat cachexia. Curr Opin Support Palliat Care 2015;9:317–324.

4.Anna L. Schwartz, PhD, FNP, Hendrik Dirk de Heer, PhD, MPH, Jennifer W. Bea, PhD. Initiating Exercise Interventions to Promote Wellness in Cancer Patients and Survivors. October 15, 2017 .Oncology (Williston Park). 31(10):711–717.

5. Schmitz KH, Courneya KS, Matthews C, et al. American College of Sports Medicine roundtable on exercise guidelines for cancer survivors. Med Sci Sports Exerc. 2010;42:1409-26.

6.Winters-Stone KM, Schwartz AL, Hayes SC, et al. A prospective model of care for breast cancer rehabilitation: bone health and arthralgias. Cancer. 2012;118:2288-99.

7. Carver JR, Shapiro CL, Ng A, et al. American Society of Clinical Oncology clinical evidence review on the ongoing care of adult cancer survivors: cardiac and pulmonary late effects. J Clin Oncol. 2007;25:3991-4008.

8.Toriola AT, Liu J, Ganz PA, et al. Effect of weight loss on bone health in overweight/obese postmenopausal breast cancer survivors. Breast Cancer Res Treat. 2015;152:637-43.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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