FISIOTERAPIA PER ATM
cosa fare nel caso di disturbi dell'atm?

di | 28/02/2019

Quali sono le problematiche che interessano l’ATM e come vanno trattate?

Le patologie a carico dell’ ATM o articolazione tempro-mandibolare, vengono racchiuse sotto il termine “Disturbi cranio Mandibolari”, termine che include problematiche legate all’articolazione stessa, ai muscoli o ad entrambi.

ANATOMIA

L’ ATM è un’articolazione bilaterale formata dall’osso temporale (fossa glenoidea) e dalla mandibola (condilo mandibolare). Su di essa agiscono moliti muscoli tra cui il temporale, il massetere, gli pterigoidei e lo sterno-cleido-mastoideo.

I movimenti dell’ATM sono coinvolti sia nei processi di fonazione che in quelli di masticazione. Compie movimenti di apertura e chiusura, protrusione e retrusione ed infine movimenti in lateralità.

"anatomia

LA FISIOTERAPIA

Il fisioterapista vi sottoporrà ad esame clinico che comprende sia la raccolta dei dati anamnestici che includono la “storia clinica” del vostro problema, che una valutazione dei movimenti mandibolari, delle ATM stesse e dei muscoli masticatori.

Le patologie che intaccano questa articolazione cranio mandibolare vengono distinte in forme articolari, muscolari e miste in base alle strutture coinvolte e presentano a loro volta caratteristiche differenti. (Per approfondire leggi DISORDINI CRANIO MANDIBOLARI …DI COSA STIAMO PARLANDO?)

Entrambe le forme sono caratterizzate dalla presenza di dolore, di rumore (in apertura e chiusura) e dalla limitazione del movimento. Per questo motivo gli obiettivi del trattamento fisioterapico sono la riduzione del dolore in primis ed il ripristino dell’arco completo di movimento dell’ ATM.

IL TRATTAMENTO

Prima di fornire qualche spunto per il trattamento fisioterapico è doveroso sottolineare l’importanza dell’auto trattamento a domicilio. Il fisioterapista deve fornire al paziente tutte le informazioni necessarie riguardanti la corretta igiene posturale e riguardo il trattamento vero e proprio. Nella maggior parte dei casi sono infatti abitudini scorrette come serrare o digrignare i denti, masticare chewing-gum, penne e matite, succhiare labbra o guance a scatenare le disfunzioni mandibolari. L’autocontrollo di alcuni di queste abitudini, riduce in modo significativo la presenza del dolore.

Per quanto riguarda l’auto trattamento, si addestra il paziente ad eseguire in autonomia alcune delle manovre di rinforzo, trazione o allungamento che il fisioterapista esegue a sua volta durante le sedute.

In alcuni casi di disturbi cranio mandibolari è indicato l’utilizzo di terapia farmacologica o di bite.

Di seguito alcuni esempi…

ESERCIZI ISOMETRICI CONTRO RESISTENZA

Il paziente utilizza la mano per porre una resistenza al movimento di lateralità destro, sinistro, di protrusione, di apertura e di chiusura: si applica una forza continua contro resistenza per 5 secondi in tutte le direzioni per 10 volte, rispettando per ogni ciclo una pausa di riposo. Si deve prestare molta attenzione nell’istruire il paziente a svolgere correttamente l’esercizio; la modalità è isometrica per cui non deve esserci movimento.

RILASSAMENTO RIFLESSO

Si tratta di un esercizio contro-resistenza, si invita il paziente a porre la mano sotto il mento ed applicare una contro-resistenza all’apertura della bocca. Questo provoca un’attività isometrica dei muscoli abbassatori della mandibola (capo inferiore dello pterigoideo esterno e muscoli sovraioidei)
che così si affaticano ottenendo come risposta riflessa il rilassamento dei loro antagonisti, ovvero gli elevatori, la cui diminuzione del tono è il nostro obiettivo. Si procede con mantenendo la contro resistenza per 10 secondi per 10 ripetizioni intervallando pause di riposo, di circa 20 secondi, tra una contrazione e l’altra. Tutta la sequenza dovrebbe essere ripetuta almeno tre volte al giorno.

Per saperne di più leggi anche: disordini cranio mandibolari e fisioterapia

 

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Dott. Fabio Marino

Autore: Dott.ssa Marta Brusati

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