FISIOTERAPIA PER BORSITE TROCANTERICA
Come riconoscerla e che tipo di programma seguire per debellare il dolore !

di | 17/06/2019

 

FISIOTERAPIA PER BORSITE TROCANTERICA

FISIOTERAPIA PER BORSITE TROCANTERICA.

La borsite trocantrerica è uno stato infiammatorio di una o più borse del femore.

La fisioterapia per la borsite trocanterica è un ottimo rimedio da utilizzare.: essendo una patologia di tipo  infiammatorio che colpisce una o più borse sinoviali appena sotto la testa del femore.

Le cause  sono prevalentemente di tipo meccanico (funzionali o traumatiche).

Per evitare peggioramenti o che diventi cronica, è importante farsi prescrivere una terapia farmacologica e della fisioterapia per borsite trocanterica.

In generale la prognosi è di circa sei settimane e l’ intervento chirurgico non è praticamente mai preso in considerazione.

Per evitare delle recidivanti sarà importante compensare, se presenti, i difetti funzionali dell’ arto e delle articolazioni.

Il trocantere

FISIOTERAPIA PER BORSITE TROCANTERICA.

Grande e piccolo trocantere sono due sporgenze osseo che si trovano sul femore.

Il grande e il piccolo trocantere sono due sporgenze ossee che si trovano sulla parte del femore più vicina all’ anca.

Il grande trocantere si trova sulla faccia laterale, mentre il piccolo trocantere è posizionato verso il centro del corpo e più in basso.

La loro funzione è quella di migliorare l’inserzione dei tendini dei muscoli che muovono l’anca e la coscia.

Sul grande trocantere si inseriscono muscoli come: l’ otturatore esterno, il piccolo gluteo, il medio gluteo, l’ otturatore interno, i gemelli e il piriforme; mentre sul piccolo trocantere si inserisco i muscoli: grande psoas e iliaco, meglio conosciuti come ileo-psoas.

Borsite trocanterica

La borsite trocanterica è la più comune della zona coxofemorale;

con il termine “borsite trocanterica” si intende l’infiammazione di una o più borse sinoviali poste  sopra e sotto il grande trocantere.

Le borse trocanteriche sono fondamentali per aumentare lo scorrimento dei tendini e per svolgere la funzione di ammortizzatore in caso di urti, proteggendo i tessuti più deboli.

La più facile ad infiammarsi è la borsa superficiale  quella che si trova tra il gran trocantere e la fascia lata, generalmente è una borsite trocanterica non troppo grave; se ad infiammarsi invece sono le borse più profonde quindi, quelle tra il tendine del grande gluteo e l’osso o all’interno del tendine del piccolo gluteo, la situazione si complica.

Cause

Come abbiamo detto in precedenza la borsite trocanterica è un processo infiammatorio che è dovuto all’azione meccanica di muscoli o tendini, che sfregano sulla borsa o la spingono contro il femore; in realtà si scatena con più frequenza a causa di una contusione dovuto ad un trauma da caduta o da contatto come  in certi sport: per esempio il rugby.
La borsite trocanterica può anche essere imputata a condizioni croniche quali:

  • Scoliosi
  • Differenza di lunghezza delle gambe
  • Debolezza dei muscoli dell’anca
  • Osteoartrosi
  • Calcificazioni sui tendini del muscolo grande gluteo
  • Artrite reumatoide.

Sintomi della borsite trocanterica

Il sintomo principe della borsite trocanterica è il dolore:
flebile o intenso,continuo o limitato a certi movimenti o posture; nei casi più gravi si possono presentare anche rossore e gonfiore sul fianco.

Il dolore può presentarsi  in diversi modi:

Dolore e gonfiore localizzati sul lato del fianco interessato

Algia che percorre il lato esterno della coscia e che continua fino al ginocchio

Dolore durante il sonno

Algia mentre ci si alza dopo essere stati seduti per molte ore

(ad esempio nel lavoro alla scrivania o alla guida),

 ed in particolare se l’articolazione coxo-femorale è chiusa ( sgabello basso )

Dolenza nel salire le scale

Dolore a stare seduti a gambe incrociate

Aumento del dolore durante il cammino.

Complicazioni

Le complicanze della borsite trocanterica possono essere:

  • Peggioramento della qualità della vita
  • Difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane
  • Compromissione del sonno
  • Dolenza nell’ appoggio dell’ arto quando ci si sdraia sul fianco infiammato
  • Sovraccarico dell’arto sano
  • Impossibilità nell’ esecuzione di alcuni movimenti della coscia e dell’anca
  • Assottigliamento e indebolimento muscolare
  • Tendenza alla cronicizzazione dell’infiammazione.

Diagnosi

Per diagnosticare una borsite trocanterica è necessario che il medico esegua un esame obbiettivo sul paziente; diciamo che il segno più caratteristico di questa patologia è la morbidità della borsa alla palpazione.

In caso di incertezza il medico potrà prescrivere degli accertamenti strumentali quali l’ecografia o la risonanza magnetica.

Una volta in possesso di tutti gli esami richiesti il medico sarà in grado di stabilire se la causa della borsite trocanterica è da imputare ad una complicazione anatomica o posturale.

Terapia

Abbiamo giù anticipato che la borsite trocanterica è una patologia infiammatoria e può essere perciò combattuta utilizzando dei FANS; nel caso ce ne fosse necessità il cortisone tramite iniezione, è una buona soluzione.

In alcuni casi  il medico potrà decidere di iniettare direttamente in loco del cortisone con l’ aggiunta di un anestetico; questa pratica verrà eseguita in modalità ecoguidata.

Fisioterapia

Dopo un attenta anamnesi e ad una valutazione dell’ articolazione dell’ anca, del bacino e della schiena, il terapista stilerà un programma di fisioterapia per borsite trocanterica che il paziente dovrà seguire alla lettera.

In linea di massima la fisioterapia per borsite trocanterica non si concentrerà sul far regredire lo stato infiammatorio.

Lo scopo principale sarà quello di utilizzare la massoterapia, l’ elettroterapia e degli esercizi di scarico per migliorare la funzionalità meccanica dell’ arto.  

Insieme al medico il terapista stabilirà se ci sarà bisogno dell’ utilizzo di un tutore per la deambulazione, per evitare un peggioramento dell’ infiammazione.

La fisioterapia per borsite trocanterica in una prima fase si prefiggerà di:

ripristinare il movimento articolare,

ripristinare la lunghezza muscolare e detensionare il muscolo a riposo,

recuperare la forza e la resistenza,

lavorare sulla propriocezione  sull’equilibrio e sulla deambulazione.

Nell’ultima fase di fisioterapia per borsite trocanterica si farà un percorso volto alla prevenzione di recidive.

Si deciderà, a seconda di come sarà andato il recupero fino a questo momento e a seconda della causa che ha scatenato questa patologia se:

se andare a potenziare certi muscoli rieducando o modificando del tutto la postura e la capacità di muoversi, in un determinato modo, oppure se utilizzare un plantare, nel caso fossimo in presenza di un arto più corto.

Intervento chirurgico

In genere per questa patologia l’ intervento chirurgico non si utilizza di frequente.

E’ solo nei casi più gravi che si può optare per la rimozione di una o più borse tramite artroscopia.

Consigli

Essendo una patologia infiammatoria, l’ applicazione del protocollo RICE è di grande aiuto per combattere il dolore e il gonfiore.

R = Rest ovvero riposo
I= Ice ovvero ghiaccio 
C= Compression ovvero compressione
E= Elevation ovvero elevazione dell’ arto.

Prognosi

La prognosi della borsite trocanterica non è sempre uguale e varia da soggetto a soggetto a seconda delle cause che l’ hanno scatenato, al tipo di borsite e alla sua gravità.

Alcuni rispondono molto bene al trattamento con i farmaci  e  alla fisioterapia per la borsite trocanterica e quindi in poche settimane sono completamente guariti.

Purtroppo in alcune persone  ci sono dei casi cronici in cui si sviluppa una tendinite glutea che potrebbe richiedere molti mesi per guarire del tutto.

Generalmente la borsite trocanterica ha un tempo di guarigione di circa 6 settimane, grazie alla terapia farmacologica e alla fisioterapia per borsite trocanterica.

In questo periodo è fondamentale non interrompere la fisioterapia per borsite trocanterica, neanche se si riduce la sintomatologia dolorosa.

Prevenzione

Le cause principali della borsite trocanterica sono la debolezza muscolare, l’affaticamento eccessivo e l’applicazione scorretta del carico, quindi, dobbiamo cercare di apportare degli accorgimenti quotidiani che ci permetteranno di evitare il presentarsi delle recidive.

Facciamo qualche esempio:

  • Mantenere il trofismo muscolare, la postura e degli schemi motori corretti.
  • Indossare calzature adeguate.
  • Gestire il peso, mantenendo il normopeso.
  • Esecuzione impeccabile della tecnica nel gesto sportivo.

Concludendo: se vi viene prescritto un piano fisioterapico per la borsite trocanterica seguitelo fino a fine ciclo, anche se il dolore diminuisce; il ghiaccio è un ottimo alleato per ridurre il dolore e il gonfiore, infine dimenticatevi dell’ attività fisica fino a che non siete guariti del tutto.

 

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Dott. Fabio Marino

Autrice: Sabrina Giola

 

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