FISIOTERAPIA PER LA BPCO: Approccio terapeutico
CAUSE AMBIENTALI E COMPORTAMENTALI PER MALATTIE RESPIRATORIE. CASI DI RISCHIO MODERATO

di | 08/04/2019

FISIOTERAPIA PER BPCO

Fisioterapia per BPCO

Il termine BPCO indica l’insieme delle bronco-pneumatie croniche ostruttive, ossia delle alterazioni respiratorie patologiche che rendono problematico il corretto funzionamento delle vie aeree. 

Queste gravi condizioni tendono a progredire con il tempo, cosi che verranno compromesse:

-le vie aeree superiori ed inferiori (naso, faringe, laringe, trachea, bronchi, polmoni)

BPCO: Qui si notano la trachea,  i polmoni e l'albero bronchiale

Qui si notano la trachea,  i polmoni e l’albero bronchiale

-la ventilazione polmonare( volume d’aria spostato dentro e fuori i polmoni)

-l’espirazione( fuoriuscita dell’aria dalla bocca o dal naso)

La respirazione infatti è costituita dalle due fasi di inspirazione ed espirazione, in cui viene introdotto l’ossigeno dal naso ed eliminata l’anidride carbonica dalla bocca.

 

 

 

Le bronco-pneumatie croniche ostruttive sono malattie che possono presentarsi nella vecchiaia, perché le cartilagini costali e le articolazioni della gabbia toracica diventano meno flessibili e i polmoni hanno meno tessuto elastico. Il volume d’aria inalata ad ogni respiro e la quantità massima di aria che una persona può inspirare diminuiscono. Tuttavia, esistono abitudini preventive nei confronti dei processi degenerativi legati alla respirazione.

La fisioterapia per BPCO ha lo scopo di migliorare la qualità di vita, allungandone le aspettative.

Fattori di rischio modificabili:

Fumo di sigaretta( nicotina e monossido di carbonio), agenti inalanti, sostanze tossiche nell’aria, inquinamento, fattori ossidanti ROS.

Fattori di rischio non modificabili: fattori genetici.

Le BPCO più importanti sono: enfisema polmonare e bronchite cronica.

L’enfisema polmonare è un caso patologico in cui si assiste ad una degenerazione della superficie alveolare. Sono compromessi gli scambi gassosi.

La bronchite cronica è caratterizzata dalla presenza di muco denso, accompagnata da infiammazione bronchiale.

Sintomi: tosse, affanno a riposo, escreato (catarro)

Diagnosi: avviene attraverso la spirometria.

Trattamento: di tipo farmacologico tramite ossigenoterapia, corticoidi, broncodilatatori

 

SMETTERE DI FUMARE, nella maggior parte delle persone, è la decisione più benefica e proficua  per ridurre il rischio di sviluppare la BPCO e bloccarne tutti i fattori degenerativi.

Qualsiasi BPCO può evolvere in una delle malattie cardiovascolari come lo scompenso cardiaco, poichè non dimentichiamoci che i polmoni sono  a stretto contatto con il cuore.

BPCO…Come danneggia il fumo la trachea?

Sappiamo bene come il fumo danneggi i polmoni. In dettaglio, l’aria prima di arrivare ai polmoni passa per la trachea. Il rivestimento interno della trachea è costituito da cellule mucosecernenti e da cellule ciliate. ll muco intrappola le particelle inalate, e il movimento delle ciglia le allontana verso l’alto, la faringe. Questo meccanismo è protettivo nei confronti dell’area bronchiale. Il fumo però, tramite le sue sostanze nocive, “brucia” quelle che sono le cellule ciliate. Il muco quindi tende a diffondersi fra le vie respiratorie. Di lì a poco si instaura la tipica tosse da fumatore.

cellule ciliate

Nella foto è evidente la conformazione delle cellule ciliate

Laddove un giorno si decida di smettere di fumare, il ripristino della funzionalità delle cellule cigliate è del tutto reversibile, entro un anno.

Proseguendo nel dettaglio, ecco illustrati i 

Muscoli che intervengono nel processo respiratorio:

Nella  ventilazione polmonare collaborano meccanicamente i muscoli scheletrici del tronco, del diaframma e i muscoli intercostali. Esistono anche muscoli accessori della respirazione quali sternocleidomastoideo, scaleni, retto dell’addome, obliquo estero dell’addome. 

I muscoli intercostali rivestono la superficie della gabbia toracica.La contrazione dei muscoli intercostali e degli scaleni muove le coste verso l’alto e l’esterno. Il diaframma invece quando contratto aumenta il volume toracico.

Da notare i movimenti del diaframma, e i muscoli respiratori sopracitati

LA FISIOTERAPIA PER LA BPCO…

…post terapia, mira al rafforzamento dei muscoli respiratori e all’educazione della respirazione, con l’aiuto di un chinesiologo.

Si consigliano comunque delle attività aerobiche di bassa intensità, per il recupero cardio-circolatorio. Camminata, cyclette a bassa intensità, step molto molto leggero. Sempre meglio con la supervisione di un professionista.

 

Il diaframma è un muscolo a forma di cupola che separa la parte toracica da quella addominale. Durante una respirazione profonda, il diaframma si contrae e si appiattisce. La cavità toracica si espande e si crea un flusso importante d’aria.

Di seguito verranno illustrati alcuni esercizi in merito.

1) Educare il diaframma alla respirazione:

Posizione supina a terra, mani sulla pancia, si compiono delle inspirazioni portando l’ombelico verso l’interno. Compiere successivamente espirazioni lentamente , 10 secondi ciascuna, con la sensazione di voler gonfiare la pancia. Il movimento toracico si annulla.

Stesso esercizio, ma con modalità differente , si può compiere un’inspirazione di tipo toracica, per cui si avrà la percezione di gonfiare il petto. Nell’espirazione si butta fuori l’aria e si torna in posizione neutra. 

2) Stimolare il muscolo diaframma con respirazioni forzate.  

Dalla posizione supina, si andrà a sollevare delicatamente il busto, a distendere le braccia all’altezza delle spalle, lungo le gambe, e ad espirare aria forzatamente.

 

 

 

 

 

3) Per migliorare il tono dei muscoli intercostali e dei pettorali, è utile servirsi di elastici , per compiere delle aperture semicircolari o delle elevazioni in alto-avanti delle braccia.

BPCO: Muscoli intercostali

BPCO: Muscoli intercostali

4) Sono utili gli esercizi di Pullo-over con una palla medica , su un piano rigido, per sensibilizzare la muscolatura del pettorale e del dentato anteriore con una respirazione adattata.

 

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Dott.Fabio Marino

Autrice: Laura Santomieri

 

Bibliografia: Kenneth S.Saladin, Anatomia Umana, Piccin

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