FISIOTERAPIA PER COXARTROSI
La fisioterapia per coxartrosi è la terapia di mantenimento migliore nel caso di artrosi all'anca

di | 01/07/2019

FISIOTERAPIA PER COXARTROSI

Il dolore all’anca è il sintomo principale di chi si rivolge al un centro riabilitativo di fisioterapia per coxartrosi.

fisioterapia per coxartrosi

Fisioterapia per coxartrosi. A volte il dolore dell’anca è tale da non riuscire più a camminare.

 

INTRODUZIONE

L’artrosi all’anca è una patologia che si presenta con frequenza sopra i 60 anni.

Colpisce più frequentemente le persone di una certa età perché è una malattia infiammatoria di tipo degenerativo. Si tratta di una condizione di degenerazione progressiva dell’articolazione e delle sue componenti peri articolari. 

Per addentrarci nella fisioterapia per coxartrosi facciamo prima una introduzione per capire l’anatomia di questa articolazione, i suoi rapporti con i muscoli e capire qual è la funzione che svolge. Vedremo poi quali possono essere le cause d’insorgenza, di che entità può essere la gravità della condizione articolare, e quali sono i possibili rimedi, sia di tipo conservativo, come la rieducazione motoria, sia di tipo medico chirurgico.

Ad oggi le terapie che si possono proporre sono molto specifiche e gli esiti di questa condizione non sono più così invalidanti come potevano invece esserlo un tempo.

ANATOMIA DELL’ANCA

Prima di addentrarci nel vivo del discorso, allora, facciamo un breve richiamo sull’anatomia dell’anca.

É definita una articolazione di tipo enartrosico.

Ha la caratteristica di avere dei gradi di libertà di movimento estremamente ampi potendo esercitarli in tutte le direzioni. Come la spalla, infatti, può muoversi in flesso estensione, in lateralità e in rotazione. La combinazione di tutti queste possibilità di movimento permette di poter camminare in terreni anche accidentati, come di potere fare una partita a pallone o di ballare.

L’articolazione in sè è fatta all’incirca come una sfera posta sotto una conca, dentro la quale è libera di girare in tutte le direzioni. La sfera è la testa del femore, l’osso più lungo della gamba, e la concavità che la contiene si chiama cavità acetabolare, o semplicemente acetabolo.

Quest’ultimo è l’osso del bacino che fa parte dell’ileo.

Tra queste due porzioni ossee è presente la cartilagine articolare che ha la funzione di nutrimento e mantenimento di una distanza tale da consentire l’esecuzione di movimenti senza che ci siano degli attriti.

Inoltre, come tutte le articolazioni, è presente un apparato legamentoso di rinforzo e contenimento.

Ci sono dei muscoli particolarmente potenti che si inseriscono sull’osso dell’anca: principalmente sono i muscoli glutei e il muscolo piriforme. Se da un lato trovano la loro inserzione distale all’anca, dall’altro si inseriscono su tutto il complesso del sacro e delle ossa iliache.

 CAUSE DELLA COXARTROSI

La cause che possono determinare l’insorgenza di una coxartrosi sono varie:

  • Degenerative
  • Traumatiche
  • Congenite
  • Metaboliche

La caratteristica comune è comunque la degenerazione della cartilagine articolare e la deformazione dei capi ossei contigui. É una situazione che si instaura in modo progressivo e tende a peggiorare con il tempo, determinando una condizione di dolore e limitazione funzionale sempre maggiore.

FATTORI DI RISCHIO

L’artrosi dell’anca è un evento di tipo degenerativo.

Ci sono dei fattori che la aggravano o tendono ad aumentare la possibilità della sua manifestazione. Sono:  

  • Età
  • Sovrappeso
  • Diabete
  • Artrite
  • Gotta
  • Fattori genetici e ormonali di vario tipo
  • Sedentarietà

Non su tutti possiamo avere una influenza con il nostro stile di vita.

Per quanto è nelle nostre possibilità, per alcuni di essi invece possiamo agire in modo estremamente puntuale mantenendo una buona dieta, facendo della moderata attività fisica e mantenendo un sistema articolare adeguatamente mobile attraverso delle attività motorie.

Cerchiamo di limitare le condizioni che possono poi nel tempo portare a conseguenze più importanti. Possiamo farlo già da subito ai primi segnali di disagio.

Facciamoci consigliare dal nostro fisioterapista di fiducia e parliamone con il medico referente di nostra conoscenza.

STADI DELL’ARTROSI

Dal punto di vista della sintomatologia si possono definire degli stadi differenti, a loro volta correlati alla degenerazione artrosica.

La fisioterapia per coxartrosi varia a seconda dello stadio.

STADIO 1

Il primo stadio è caratterizzato dalla presenza di dolore occasionale.

È per lo più legato ad alcuni movimenti, oppure si accentua quando si effettuano della attività motorie continuative che impegnano l’anca. Il dolore tende a passare con il riposo e lo scarico funzionale. È limitato e poco invalidante e, nella maggior parte dei casi, non necessita di ulteriori attenzioni e terapie.

 Il dolore è per lo più localizzato e non si estende al di là della porzione diretta dell’anca.

STADIO 2

Lo stadio successivo si presenta con dolore all’anca maggiore rispetto a quello precedente. Inizia ad estendersi alla porzione del bacino, anteriormente all’inguine e può raggiungere anche il pube.

É legato a movimenti specifici e insorge in modo più frequente senza essere necessariamente legato a condizioni di lavoro intenso e di grosso impegno funzionale.

La mobilità dell’anca inizia ad essere limitata e la remissione del dolore è legata al mantenimento di alcune posizioni, al riposo funzionale prolungato e all’assunzione secondo necessità di farmaci antidolorifici, così come il medico prescrive.

Il dolore può manifestarsi anche con sensazione di bruciore e senso di compressione dell’articolazione. Può iniziare ad essere presente anche a riposo.

STADIO 3

É lo stadio che, dal punto di vista sintomatologico, risulta essere il più importante.

La sensazione dolorosa è costante cosi come la rigidità articolare.

L’esecuzione di movimenti del bacino, o il semplice mantenimento della posizione eretta o seduta, provoca dolore e necessità la ricerca di una posizione antalgica.

La situazione è tale per cui le attività quotidiane sono fortemente limitate e anche il semplice stare in piedi può essere fortemente limitato dal dolore e dalla impossibilità di mantenere una posizione confortevole.

DIAGNOSI

La diagnosi di coxartrosi è affidata al medico specialista in fisiatria oppure in ortopedia. Viene posta tramite l’anamnesi e l’esecuzione di esami radiografici. 

SINTOMATOLOGIA DELLA COXARTROSI

I sintomi riportati dal paziente sono in relazione alla evoluzione della degenerazione artrosica, ma si identificano con la presenza di:

  • Dolore
  • Rigidità articolare
  • Limitazione funzionale

 Variano in base all’avanzamento della artrosi, quindi possiamo trovare casi che hanno solo disturbi sfumati, che si presentano in modo occasionale, ed altri invece in cui la limitazione è tale da compromettere in modo severo la conduzione di una vita serena e funzionale.

FISIOTERAPIA PER COXARTROSI NELLE VARIE FASI

Tra gli strumenti operativi della fisioterapia per coxartrosi ci sono delle manovre manuali, degli esercizi di ginnastica e della terapia strumentale. L’obiettivo principale della riabilitazione è:

  • La riduzione del dolore
  • L‘aumento o il mantenimento della articolarità
  • Mantenimento della forza muscolare
  • Mantenimento delle funzioni motorie

Vediamoli meglio.

Riduzione del dolore

Per la riduzione del dolore la fisioterapia per coxartrosi si avvale dei seguenti mezzi:

    • Terapia fisica
    • Taping neuromuscolare
    • Massoterapia
    • Mobilizzazione
    • Trattamento fasciale
    • Trattamento dei trigger point
    • Rieducazione posturale

Terapia fisica

La terapia fisica consiste nell’adozione di mezzi esterni con la finalità di incentivare processi biologici all’interno del corpo. Si avvale di erogazioni esterne di correnti che possono essere elettriche o magnetiche, oppure adotta delle stimolazioni luminose o sonore.

Nella fisioterapia per coxartrosi la terapia fisica ha un ruolo importante. Può essere proposta al paziente in tutti gli stadi della patologia e i suoi effetti sono la riduzione del dolore e la promozione dei processi di guarigione articolari.

La conseguenza delle applicazioni quindi è una riduzione dello stato infiammatorio locale.

Quali terapie si possono utilizzare?

    • TENS
    • Tecarterapia
    • Laserterapia
    • Magnetoterapia
    • Ultrasuoni

La TENS si avvale dell’erogazione di diversi tipi di corrente elettrica a bassa soglia. Il loro effetto è quello di stimolare le terminazioni nervose presenti nella zona in modo da innalzare la soglia del dolore e fornire al paziente un immediato e duraturo effetto antalgico, o quantomeno di riduzione del dolore.

Lo stesso obiettivo può essere raggiunto tramite l’applicazione della tecarterapia. In base alle caratteristiche offerte dal macchinario, è possibile raggiungere delle porzioni articolari più o meno profonde, stimolando al loro interno dei processi antinfiammatori.

É una terapia particolarmente indicata nella fisioterapia per coxartrosi per i suoi effetti di riduzione del dolore e mantenimento della elasticità articolare.

Anche l’applicazione della magnetoterapia ha effetti di questo tipo così come gli ultrasuoni.

La prescrizione della idonea terapia è in relazione alla valutazione del medico e alla rilevazione dei punti e delle sedi maggiormente implicate dal processo degenerativo.

La laserterapia utilizza uno stimolo luminoso. In base alla programmazione dello stimolo e alla associazione con altre terapie può essere anch’essa di aiuto nei casi di artrosi.

Taping neuromuscolare

Questa terapia adotta l’applicazione di un particolare cerotto cutaneo.

A differenza delle applicazioni di cerotti medicati, al cui interno si trovano dei principi attivi che vengono progressivamente rilasciati localmente, il Taping Neuro Muscolare adotta dei cerotti composti solo di cotone. Hanno un effetto di rilassamento muscolare e agiscono in modo da formare delle grinze cutanee che sollevano in modo lieve la pelle.

L’effetto è la riduzione delle contratture e l’aumento della circolazione locale. Di conseguenza vi è una riduzione della sintomatologia dolorosa e dello stato infiammatorio e tensivo dei muscoli.

Sono applicazioni che non hanno controindicazioni se non in rari casi una lieve intolleranza alla colla presente. In questo caso si avverte un leggero fastidio irritativo nella sede di applicazione. É necessario toglierli e detergere con acqua fredda per pochi minuti.

Massoterapia

I muscoli dell’anca e in particolare i glutei e il pisiforme vanno in contrazione antalgica in modo frequente e doloroso. 

Esistono dei particolari tipi di massoterapia che si adattano perfettamente alla decontrazione dei muscoli della anche e che offrono beneficio immediato e duraturo al paziente; anche se nel momento della applicazione non sono sempre gradevoli da ricevere, anzi sono dolorosi hanno un grosso effetto sulla mobilità e sul dolore.

Mobilizzazione articolare

In base alla condizione dell’anca e alla gravità della situazione artrosica, la fisioterapia per coxartrosi si avvale della mobilizzazione articolare per consentire il mantenimento della maggiore mobilità possibile. Solitamente viene praticata in posizione supina o prona, facendo in modo di andare a stimolare la maggiore mobilità possibile senza indurre delle reazioni infiammatorie.

É possibile contestualmente utilizzare la forza del paziente o delle tecniche respiratorie per facilitare la esecuzione della massima escursione articolare. Sarà compito del terapista individuare la tecnica migliore da proporre in base alle caratteristiche del paziente.

Trattamento fasciale

Il trattamento fasciale è un altro tipo di tecnica di possibile utilizzo nella fisioterapia per coxartrosi.

Si tratta di manovre delicate condotte dall’operatore che accompagna il distretto corporeo da trattare e in una posizione attraverso la quale si induce il rilassamento delle tensioni muscolari e dei tessuti di sostegno.

É un valido ausilio nel momento in cui altre tecniche non diano il risultato sperato.

Trattamento manuale dei trigger point

Spesso sono presenti punti estremamente dolorosi alla palpazione che irradiano il dolore al di là della zona di contatto e valutazione del terapista.

Sono i punti grilletto (in inglese trigger point appunto). Si tratta di zone particolarmente irritabili all’interno dei muscoli che determinano una sintomatologia anche molto intensa a livello distale rispetto al punto di palpazione. Vengono individuati dal terapista perché spontaneamente non sono sintomatici.

La loro presenza implica un adattamento continuo delle posizioni e dei movimenti da parte del paziente.

Rieducazione posturale

La rieducazione posturale prende in considerazione anche aspetti della persona che possono, in un primo momento non essere considerati come direttamente correlati al dolore all’anca.

Il dolore e la mancanza di mobilità, però, portano inevitabilmente il paziente ad adottare delle posizioni antalgiche. Se a volte sono necessarie e funzionali al benessere della persona, qualora siano protratte nel tempo e diventino un’abitudine scorretta, assumono invece un connotato di potenziale aggravamento del quadro disfunzionale.

La fisioterapia per coxartrosi quindi ha il compito d’individuare se ci siano degli atteggiamenti posturali che possono essere corretti per permettere che non vadano a influire sulla sintomatologia dell’anca e sull’ulteriore aggravio del carico a livello dell’articolazione.

Aumento o il mantenimento della articolarità

La fisioterapia per coxartrosi ha a disposizione due strumenti elettivi:

    • Mobilizzazione attiva e passiva
    • Ginnastica propriocettiva

Più la fase della coxartrosi è avanzata maggiore è la limitazione della mobilità, e minore è la possibilità da parte del terapista di avere una influenza sull’incremento del range di movimento.

Lo strumento della mobilizzazione passiva e attiva è di grande aiuto per migliorare la mobilità residua. Va proposto individuando le possibilità di movimento possibili in tutte le direzioni e cercando di migliorare o mantenere la maggiore escursione articolare possibile, sia in rotazione sia in lateralità, come in flessione e estensione. 

La ginnastica propriocettiva si utilizza come terapia sia per il rinforzo muscolare sia per il miglioramento della capacità di controllo del movimento.

Abbiamo già detto più volte di come la mobilità non possa essere svincolata dalla percezione del movimento e dalla consapevolezza di come viene eseguito. Gli esercizi propriocettivi sono in grado di stimolare entrambe queste competenze e allenarle n modo da rendere più sicure le attività della vita quotidiana.

Infatti, i pazienti che giungono in studio per fare fisioterapia per coxartrosi spesso hanno delle difficoltà non solo per quanto riguarda l’aspetto motorio e sintomatologico, ma si sentono insicuri nel movimento e nel mantenimento delle posizioni.

Questo è un elemento di fragilità che ancora maggiormente va a influire in modo negativo sulle prestazioni motorie dei pazienti e sulla loro sedentarietà.

 Mantenimento della forza muscolare

Il rinforzo muscolare è parte integrante del protocollo terapeutico della fisioterapia per coxartrosi. Si avvale di:

    • Rinforzo muscolare selettivo
    • Isocinetica

Il rinforzo selettivo della muscolatura va effettuato in modo da considerare l’aspetto relativo alla mobilità possibile e quello del dolore nel mantenimento e raggiungimento di certe posizioni. Può essere proposto in molti modi che tengono conto di svariati aspetti.

Possono essere proposti esercizi che stimolano la mobilità all’interno di un range di movimento sicuro e non doloroso oppure, qualora sia necessario, impostare un esercizio in un range di mobilità utile al paziente, seppur doloroso.

La variazione dei tempi e dei carichi, della forza sviluppata, della resistenza richiesta sono in relazione alla valutazione effettuata per ciascuno dal fisioterapista.

Il macchinario isocinetico è un aiuto veramente importante nei casi in cui una riabilitazione muscolo scheletrica debba essere impostata. Si tratta di un macchinario in grado di fornire una contrazione controllata con la standardizzazione di tutti i parametri necessarii. É un macchinario complesso e molto costoso, ma il suo raggio d’azione a livello riabilitativo è estremamente versatile e rende la fisioterapia per coxartrosi molto più efficace.

É possibile programmare in modo personalizzato qualsiasi esercizio per le gambe.

Si monitorano i gradi di movimento, l’intensità della forza, la resistenza da sviluppare, il tipo di contrazione, la velocità di esecuzione.

Inoltre, si possono anche determinare in modo oggettivo i miglioramenti e le zone in cui è maggiormente necessario andare a lavorare. L’isocinetica infatti restituisce un grafico di tutti i parametri muscolari e articolari richiesti.

L’impostazione di un esercizio personalizzato e altamente finalizzato al miglioramento dei parametri deficitari del paziente diventa estremamente efficace per l’impotazione del programma terapeutico.

Mantenimento delle funzioni motorie

L’atrtrosi dell’anca, se presente da molto tempo, rende il paziente estremamente limitato nella vita di tutti i giorni. La soluzione allora diventa medico chirurgica.

Nel caso in cui i tempi dell’intervento si prolunghino, oppure non ci siano le condizioni per accedere a un intervento, allora il fisioterapista deve consigliare attività sostitutive che possano vicariare delle funzioni che il paziente non riesce a svolgere con efficacia.

Può essere il caso di consigliare l’uso di alcuni ausili per la deambulazione, oppure delle ortesi da utilizzare in modo temporaneo o in modo più continuativo.

Facciamoci consigliare dal terapista di riferimento che abbiamo per avere le migliori indicazioni che si possano adattare nella maniera migliore al nostro caso specifico.

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Dott. Fabio Marino

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