FISIOTERAPIA PER DOLORE ALL’ANCA
La fisioterapia per dolore all'anca è efficace e può servirsi di vari strumenti operativi

di | 03/05/2019

FISIOTERAPIA PER DOLORE ALL’ANCA

La fisioterapia per dolore all’anca dispone di molti strumenti operativi per far fronte a questo disagio. La prima cosa da individuare però è la causa che provoca i sintomi.

 

Posiziona antalgica per dolore all’anca

Infatti, di per sé, un dolore all’anca è un sintomo poco specifico rispetto a quello che può essere il motivo della insorgenza della sintomatologia. In base alle cause che lo provocano, la fisioterapia per dolore all’anca si differenzia in modo sostanziale.

Le cause del dolore: la diagnosi

È di fondamentale importanza porre una diagnosi precisa per poter proporre una riabilitazione mirata al vero problema esistente.

La collaborazione con il medico, che è sempre l’aspetto più importante per la riuscita di un intervento sanitario, in questo caso risulta indispensabile.

Infatti le cause della presenza di un dolore a questo livello vanno indagate specificamente perché possono essere molto diverse.

Pur non essendo un argomento specifico della fisioterapia per dolore all’anca, abbiamo bisogno di capire un po’ di più quali possono essere le ragioni della sintomatologia.

La diagnosi la porrà il medico attraverso gli strumenti che ritiene maggiormente idonei al singolo caso in base alla valutazione clinica e strumentale.

Si possono dunque riconoscere diverse condizioni riferibili  a un dolore all’anca:

  • artrosi
  • artrite
  • spondilite anchilosante
  • contratture muscolari
  • infiammazioni
  • borsite trocanterica
  • disturbi posturali
  • tendinite

Anche malattie più importanti possono dare come manifestazione un dolore all’anca

  • artrite reumatoide
  • morbo di Paget
  • osteo necrosi
  • osteo condrosi
  • displasia congenita dell’anca
  • spondilite anchilosante
  • patologie tumorali

L’elenco è incompleto e non spetta a noi considerarlo così dettagliatamente. Rende però l’idea di quali varietà di condizioni funzionali e di patologie possano portare a un dolore riferito a livello dell’anca.

Inoltre esistono molte altre patologie, estremamente più complesse, che hanno come sintomatologia accessoria anche un dolore riferito a questo livello. Ci occupiamo quindi solo di una parte ridotta e circoscritta di tutte le condizioni che possono interessare questa articolazione.

Sicuramente la fisioterapia per dolore all’anca non può prescindere da una diagnosi medica e da un progetto terapeutico concordato con lo specialista che prenda in considerazione tutti gli aspetti necessari e individui le priorità d’intervento.

Cerchiamo di capire un po’ di più della composizione di questa articolazione per approfondire quali siano gli elementi da considerare nell’ambito della fisioterapia per dolore all’anca.

Facciamo quindi un breve cenno sulla anatomia e la fisiologia del movimento. La finalità è capire meglio come funziona e come il terapista possa intervenire in modo mirato a seconda delle indicazioni mediche, la valutazione funzionale e la patologia riscontrata.

Come è fatta l’anca?

L’articolazione dell’anca permette di eseguire movimenti in tutte le direzioni.

A differenza di un ginocchio, ad esempio, che permette solo movimenti di flessione e di estensione, l’anca ha una articolarità estremamente ampia.

Articolazione dell’anca e le sue componenti

Si muove in flessione estensione, ma anche lateralmente (movimenti che sono definiti di abduzione e adduzione a seconda che la gamba si posizioni lontano dal centro del corpo o vicino) e in rotazione, sia interna che esterna.

Questa libertà di movimento permette all’anca di assecondare tutte le posizioni del corpo e adattarle alle esigenze della vita quotidiana e del gesto sportivo. In termini specifici è definita una enartrosi.

La fisioterapia per dolore all’anca adotta dei test valutativi che segmentano i movimenti articolari eseguendoli in modi specifici al fine di determinare limitazioni di movimento specifiche e individuare quindi quali siano gli elementi interessati in modo diretto.

Ognuno di noi ha una condizione di elasticità personale che può variare molto da un soggetto all’altro, pur rimanendo nell’ambito della normalità. L’esame motorio quindi spetta a un tecnico specializzato per non incorrere in errori di valutazione.

L’articolazione dell’anca è formata dall’unione della testa del femore e della cavità acetabolare del bacino. La sua forma ricorda una sfera poggiata su una superficie rotonda concava.

Lo spazio interposto tra i due capi articolari è delimitato da una capsula articolare. All’interno di questa cavità è presente un liquido che ha funzione di permettere un movimento fluido e senza attriti.

Esiste un apparato legamentoso molto potente e differenziato che ha la funzione di stabilizzare l’anca e fornire un ulteriore rafforzamento della capsula articolare. Per favorire lo scorrimento tra la porzione legamentosa e i muscoli è presente una borsa sierosa.

Sono molti i muscolari che permettono il movimento dell’anca in tutte le direzioni. Si inseriscono a livello della schiena, del bacino e della gamba. Quindi anche condizioni di tensione non proprie di questa articolazione, ma derivanti da distretti vicini, possono manifestarsi con una sintomatologia a livello dell’anca.

Questo breve accenno ci fa capire in modo più preciso quali siano le possibili componenti interessate da un processo patologico e quanto si possano differenziare le azioni terapeutiche all’interno della fisioterapia per dolore all’anca.

Infatti ognuna di queste parti anatomiche può andare incontro a un’infiammazione e quindi a un dolore riferito.

Il trattamento per ognuna di queste condizioni sarà differenziato e necessiterà di accortezze e strumenti terapeutici diversi.

Per questo motivo è importante valutare con correttezza la zona interessata e individuare quale componente sia da trattare in modo diretto.

Sintomi e localizzazione del dolore

Il dolore all’anca, o in termini più medici coxalgia, come abbiamo potuto iniziare a comprendere, può avere diverse localizzazioni e manifestarsi con varie modalità.

Ogni localizzazione dolorosa, abbinata a segni e sintomi specifici, porterà il fisioterapista a impostare il trattamento verso la zona e la struttura in sofferenza.

Il dolore può essere maggiormente presente nella regione laterale e acuirsi durante la pressione diretta o l’esecuzione di certi tipi di movimento.

Può essere maggiormente interessata la zona anteriore, con dolore localizzato precisamente o presentarsi in modo più esteso, comprendendo parte della coscia o del bacino.

Su può manifestare al mattino quando ci si alza dal letto, oppure a fine giornata. Può essere spontaneo oppure legato a certi tipi di movimento o attività.

Le condizioni che accentuano il dolore e che lo attenuano possono essere legate al carico, oppure presenti anche a riposo.

La risposta a certe terapie mediche o fisioterapiche è una indicazione sulla modalità di approccio alla sintomatologia.

Tutti questi elementi sono valutati dal tecnico che si occupa di fisioterapia per dolore all’anca per determinare in modo preciso le componenti da trattare, la sequenza con cui farlo e le modalità più opportune per curare la persona.

Come si può capire, l’individuazione delle manifestazioni cliniche soggettive va integrata con una valutazione che fa uso di test funzionali specifici, dopo avere posto una diagnosi da parte di un medico specialista.

La variabilità dei segni, sintomi e patologie è ampia.

Obiettivi della fisioterapia per dolore all’anca

Gli obiettivi principali di lavoro sono:

  • la riduzione dolore
  • l’aumento forza muscolare
  • l’incremento della elasticità dei tessuti
  • l’aumento della articolarità
  • il mantenimento delle autonomie

Su quali componenti possiamo intervenire con la fisioterapia?

Fatta questa piccola introduzione dobbiamo capire su quali componenti la fisioterapia per dolore all’anca può essere influente e quali strumenti ha a disposizione per affrontare le varie situazioni.

Tutte le componenti anatomiche di cui abbiamo parlato hanno delle modalità diverse e specifiche per essere curate.

La fisioterapia per dolore all’anca può intervenire in modo specifico

  • sui muscoli
  • sui tendini
  • sulla capsula articolare
  • sui legamenti
  • sulla borsa sierosa
  • sulla componente articolare del bacino

Il fisioterapista che segue il caso sarà in grado di localizzare in modo preciso la zona da trattare.

Il dolore all’anca è solo pertinenza della fisioterapia?

La risposta a questa domanda è “no”.

Chiaramente ci sono delle condizioni in cui la fisioterapia per dolore all’anca è risolutiva e altre in cui è un una terapia di accompagnamento.

Se pensiamo ad esempio a una condizioni di contrattura muscolare o una tendinite da sovraccarico, oppure a una borsite acuta, la fisioterapia con i suoi mezzi terapeutici è la soluzione che permette di risolvere il problema e d restituire al paziente una condizione di benessere completa.

In altre condizioni, come ad esempio una artrosi dell’anca conclamata, una artrite, un esito di una frattura o la presenza di una patologia neoplastica, l’intervento fisioterapico può essere di aiuto  nel contenimento del dolore e nel mantenimento della mobilità articolare il più a lungo possibile.

Alcune situazioni necessiteranno un intervento chirurgico o di un supporto costante di una terapia farmacologica. In questo caso la fisioterapia sarà sicuramente un elemento importante, ma non prioritario.

Strumenti della terapia riabilitativa

In base alle caratteristiche della sintomatologia e alla fase acuta o cronica della patologia, la fisioterapia per dolore all’anca individua strumenti diversi di lavoro.

Mobilizzazione

Lo strumento della mobilizzazione è molo efficace all’interno del programma riabilitativo.

Abbiamo visto che le caratteristiche di mobilità di un’articolazione enartrosica come quella dell’anca sono molto ampie.

Quindi la direzione, l’intensità, la velocità e l’escursione del movimento devono venire programmate e previste in modo da essere funzionali al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La mobilizzazione passiva, ossia quella eseguita solamente dall’operatore, prevede l’accompagnamento dell’arto al fine di portarlo nelle posizioni di massima escursione.

Nei casi di ARTROSI e di limitazione della mobilità per modificazione delle superfici articolari, è una tecnica che va usata con estrema attenzione, al fine di preservare l’articolarità residua senza incorrere in manovre che tendano ad accentuare o provocare infiammazione.

La mobilizzazione può essere leggermente forzata per incrementare il raggio di movimento e stirare delle strutture di sostegno.

Si può gradatamente passare alla mobilizzazione che coinvolge più il soggetto in modo attivo, così da aumentare il controllo del movimento, la sequenza del reclutamento muscolare, la sensazione di posizione e la sensibilità.

Isocinetica

In base agli obiettivi prestabiliti, la fisioterapia per dolore all’anca si avvale anche del macchinario isocinetico.

È un macchinario per la cura e la riabilitazione delle patologie del movimento. Ha delle caratteristiche tali da renderlo unico ed estremamente performante.

È adattabile a tutte le condizioni del paziente.

È possibile proporre una mobilizzazione passiva continuativa con l’impostazione di parametri di miglioramento articolare progressivi e controllabili.

Offre anche la possibilità di un potenziamento muscolare selettivo e mirato.

Nei casi in cui restrizioni di movimento articolare non permettessero il rinforzo muscolare adeguato a causa della presenza di dolore, l’isocinetica è in grado d’impostare il potenziamento in un arco non doloroso. In questo range di movimento stimola il reclutamento di tutte le fibre muscolari in egual modo.

Si possono dunque ottenere risultati eccellenti anche in condizioni di lavoro che limitano altre possibilità riabilitative.

Stretching

Nel caso in cui la limitazione della mobilita fosse causata da retrazioni o accorciamenti muscolari, la fisioterapia per dolore all’anca ha uno strumento manuale di grande efficacia per risolvere il problema.

Lo stretching si può effettuare in molti modi con diverse modalità a seconda che si voglia incentrare lo stiramento sulla parte muscolare o sulla porzione tendinea.

Ogni angolo e direzione sono di pertinenza di un certo distretto anatomico. La differenziazione della tecnica e delle direzioni del movimento riesce ad agire selettivamente sulle strutture che il fisioterapista individua come principali.

Kinesiotaping

Si tratta di una tecnica che prevede l’applicazione di un cerotto non transdermico, cioè che non rilascia principi attivi.

La modalità di applicazione determina l’efficacia  terapeutica.

kinesiotaping applicato al bacino in alcuni casi di fisioterapia per dolore all’anca

Agisce in modo da stimolare la circolazione venosa e linfatica e riduce le contratture muscolari.

Può venire posizionato su tutti i muscoli interessati, offrendo un duraturo e continuativo effetto curativo sulla zona di applicazione.

Sono dei cerotti la cui applicazione va fatta da personale esperto.

La durata dell’applicazione è di norma di 4 o 5 giorni dopo i quali tendono a staccarsi da soli. È possibile fare diverse applicazioni a distanza.

Dato che l’effetto terapeutico si attiva con i normali movimenti della giornata, è come se continuassimo il trattamento fatto in palestra anche a casa.

Ginnastica propriocettiva

Un altro strumento a disposizione della fisioterapia per dolore all’anca è la ginnastica propriocettiva.

Si tratta della esecuzione di esercizi specifici che hanno diverse funzioni. Abbinano la mobilità e il rinforzo con la consapevolezza del movimento e la percezione della posizione degli arti.

È un mezzo che consente alla muscolatura di lavorare in sinergia e permettere un controllo fine del movimento in tutte le attività che svolgiamo abitualmente.

Il controllo del reclutamento muscolare consapevole permette di migliorare la sintomatologia anche durante le semplici attività quotidiane.

Massoterapia decontratturante

Nei casi in cui la mobilità dell’anca fosse limitata dalla presenza, per esempio, di una degenerazione artrosica della testa del femore, la massoterapia offre un sollievo immediato a quei distretti muscolari che sono sempre in attività.

La contrazione continua dei muscoli, infatti, porta a un loro irrigidimento e alla predisposizione verso contratture che, nel tempo, diventano dolorose e sono esse stesse causa di ulteriore dolore e limitazione di movimento.

È importante trattarle perché la situazione non peggiori e si riesca a mantenere una condizione di maggior benessere possibile.

Nei casi in cui la contrattura invece fosse dovuta a condizioni temporanee, il massaggio, sia superficiale che profondo, risolve la situazione in breve tempo.

Terapia strumentale fisica

Nell’ambito della fisioterapia, il continuo rinnovamento delle tecnologie permette di disporre di una serie di mezzi fisici adatti alla cura della coxalgia.

Per “terapia fisica” si intende l’applicazione di una energia esterna per stimolare un processo di guarigione all’interno del corpo.

L’energia utilizzata può essere scelta tra vari tipi, in relazione agli effetti terapeutici che è in grado di stimolare e alla condizione di base da trattare.

Tecarterapia

La fisioterapia per dolore all’anca può utilizzare la tecarterapia come supporto al trattamento delle fasi dolorose e degenerative dell’anca.

Questa macchina è in grado di stimolare delle reazioni di guarigione interne al corpo e andare a una profondità che consente il raggiungimento di strutture anatomiche precise.

Nei casi dolorosi e degenerativi dell’articolazione dell’anca, è una terapia molto efficace se abbinata all’approccio manuale.

Ultrasuoni

L’uso di onde sonore applicate al corpo è la caratteristica degli ultrasuoni.

La modalità di applicazione è indolore. È in grado di stimolare i tessuti in profondità aumentando la circolazione e il metabolismo.

Ogni terapia ha le proprie peculiarità e controindicazioni. Non in tutti i casi è applicabile una forma di terapia fisica.

Dobbiamo fare riferimento al personale sanitario di cui abbiamo fiducia per farci indicare la soluzione migliore per il nostro caso.

Magnetoterapia

La terapia con magnetoterapia utilizza i campi magnetici applicati al corpo per stimolare dei processi di guarigione.

Ha degli effetti molto importanti sulle infiammazioni e sul dolore. È particolarmente utilizzata nei casi di frattura perché in grado di stimolare meccanismi interni che favoriscono l’accelerazione di processi biologici di guarigione.

Laserterapia

Il laser utilizza delle frequenze luminose in grado di penetrare a diverse profondità all’interno del corpo e guarire condizioni d’infiammazione e dolore. ANCHE QUESTA È UNA APPLICAZIONE NON DOLOROSA che va eseguita però con accortezze importanti per non provocare dei problemi.

TENS

L’uso della TENS in presenza di contratture dolorose è particolarmente efficace e la si può applicare anche in condizioni di dolore cronico che resiste all’applicazione di altre terapie.

È un presidio che si può utilizzare anche a domicilio.

Tutte le terapie fisiche possono influire su condizioni dolorose e infiammatorie tipiche del dolore dell’anca, ma ognuna ha le proprie caratteristiche e campi di applicabilità. Vanno valutate specificamente con il personale sanitario di riferimento.

Esercizi di mantenimento a casa

Come ultima indicazione vanno dati dei consigli su esercizi da eseguire a domicilio.

Non in tutti i casi la fisioterapia per dolore all’anca ha una efficacia immediata. Inoltre non tutte le condizioni patologiche dolorose possono essere risolte in breve tempo.

È utile quindi avere una serie di esercizi da eseguire a domicilio che siano strutturati e progettati in modo personalizzato in base alla patologia e alle caratteristiche della persona.

Il fisioterapista deve essere in grado di proporre esercizi per ogni persona in base agli obiettivi e la patologia del singolo.

Non ci sono degli esercizi uguali per tutti perché, come abbiamo visto, le condizioni di base su cui il fisioterapista si trova a operare, possono essere estremamente differenti.

Il nostro consiglio quindi è di fare riferimento al personale che direttamente si occupa della fisioterapia per dolore all’anca.

 

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Dott. Fabio Marino

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