Fisioterapia per edema osseo
Fisioterapia per edema osseo: che cos'è l'edema osseo? come si cura?

di | 06/04/2019

Fisioterapia per edema osseo

Che cos’è l’edema osseo? Quali sono le sue cause? Come intervenire?

L’edema osseo, o spongioso, insorge quando un osso spugnoso, di solito molto innervato (come quello del ginocchio, della caviglia o dell’anca), perde il suo contenuto di calcio, diventa più fragile e inizia così a fare male per la presenza di liquido che si forma all’interno.  Questa sofferenza può dipendere da diversi fattori:

  • età,
  • farmaci, 
  • malattie concomitanti,
  • nella maggior parte dei casi è post traumatica, per traumi sia diretti che indiretti che colpiscono il segmento scheletrico interessato.

L’edema è una reazione del corpo simile a quella che hanno anche tutti gli altri tessuti corporei se sono soggetti a traumi: infatti se prendi una botta sulla coscia, molto probabilmente si formerà un livido, che rappresenta lo stravaso di sangue locale, nella zona in cui hai subito il colpo. L’edema osseo può essere asintomatico o sintomatico. Nel secondo caso, il sintomo più comune è il dolore a livello dell’osso interessato.

Oggi, grazie alla risonanza magnetica, siamo in grado di riconoscere l’edema dell’osso. La risonanza, infatti, evidenzia quelle aree di osso vicine all’articolazione che assumono un aspetto diverso, ossia più “sfumato” (grigio chiaro), rispetto alla circostante area di osso che appare di colore più definito (grigio scuro tendente al nero). L’area grigio-chiara precedentemente descritta corrisponde proprio alla sede dell’edema osseo e nella maggior parte dei casi al punto di dolore.

Edema osseo del ginocchio

Edema osseo o spongioso

 

Se riconosciuto in tempo e trattato, nell’80% dei casi l’edema osseo può regredire nel giro di qualche mese (in base anche alla sua entità), restituendo una qualità di vita normale, come quella precedente alla comparsa del sintomo.

 

Cosa fare in caso di edema osseo?

In caso di risonanza magnetica che riscontra un edema osseo è fondamentale un consulto medico. In base all’entità dell’edema infatti si potrà seguire un percorso fisioterapico e farmaceutico o, nei casi più gravi, un percorso chirurgico.

Le terapie tradizionali per la cura dell’edema spongioso si basano sulla riabilitazione tramite fisioterapia, sul riposo e sull’applicazione di ghiaccio locale. Quest’ultimo è fondamentale per non gravare sull’articolazione interessata e per evitare che la situazione si protragga nel tempo.

 

I trattamenti fisioterapici utilizzati per un’edema spongioso sono principalmente:

  • Magnetoterapia: essa ripolarizza le cellule e ristabilisce l’equilibrio biologico nella zona interessata, aumentando il processo di guarigione di quest’ultima. L’efficacia terapeutica è contro l’infiammazione e il dolore.
  • Tecarterapia:  per la capacità di ridurre significativamente i tempi di riabilitazione e recupero. Essa  sollecita fortemente i meccanismi cellulari e incrementa l’attivazione dei naturali processi riparativi e antinfiammatori, agendo anche sugli strati più profondi.
  • Idrokinesiterapia in piscina, lavoro in scarico su cyclette, rinforzo muscolare isometrico ed elettrostimolazione, che il paziente dovrà effettuare seguito da un fisioterapista per mantenere il tono-trofismo del muscolo.

La terapia farmacologica è spesso basata sull’utilizzo di corticosteroidi o di farmaci già utilizzati per l’osteoporosi (neridronati), da somministrare ad alti dosaggi per via endovenosa.

 

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Dott: Fabio Marino

Autrice: Faccin Cristina

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