FISIOTERAPIA PER EMIPARESI
Un passaggio fondamentale per il massimo recupero delle abilità residue

di | 01/10/2019

L’approccio della fisioterapia per emiparesi…

FISIOTERAPIA PER EMIPARESI

Prima di trattare il complesso argomento della riabilitazione e della fisioterapia per l’emiparesi, è bene chiarire cosa s’intenda con il termine emiparesi. E’ una parola composta utilizzata in ambito medico per indicare la presenza di una paresi di metà del corpo (emi-paresi), in particolare di quella destra o sinistra, ma non di quella superiore o inferiore. Il temine paresi deriva dal più generico “paralisi”. 

Paralisi, Paresi, Plegia…

Un po’ di chiarezza

“Paralisi” è un termine generico per indicare la perdita di attività motoria e sensoriale in un soggetto. Essa comprende due termini più specifici: paresi e plegia. Rispettivamente se si tratta di una paralisi parziale si tratta di paresi, se è totale è una plegia. Si parla di emiparesi, quindi, quando la perdita parziale dell’attività motoria e sensoriale riguarda solo la metà del corpo destra o sinistra. Si indica invece con paraplegia o paraparesi la paralisi degli arti inferiori e di tetraparesi o tetraplegia se coinvolge tutti e quattro gli arti.

Le cause dell’emiparesi

fisioterapia per emiparesi

Emiparesi: può essere causata da patologie cerebrali

L’emiparesi può essersi manifestata a seguito di un trauma cranico, ma possono provocare lo stesso sintomo:

  • Lesioni della via piramidale, 
  • Patologie cerebrali, 
  • Patologie a livello vascolare, come aneurisma, arteriosclerosi malformazione arterovenosa
  • Tumori come meningioma o glioblastoma, 
  • Paralisi cerebrali perinatali o neonatali chiamate paralisi infantili
  • Ictus ischemico o emorragico, dove l’infarto cerebrale è determinato dall’arresto o dallo stravaso del flusso del sangue
  • Attacco ischemico transitorio (TIA), un ictus sfumato con sintomi reversibili

L’emiparesi non è una patologia sempre uguale, in alcuni casi può essere considerata reversibile a seconda delle cause che l’hanno provocata, dell’entità del danno e della tempestività delle cure.

I sintomi dell’emiparesi

La sintomatologia dell’emiparesi può comprendere:

  • Alterazione motoria su un emilato del corpo
  • Alterazione della sensibilità su un emilato del corpo
  • Dal punto di vista del linguaggio, si può avere afasia di produzione o di comprensione chiamate di Broca e di Wernicke, ovvero l’alterazione della capacità di articolare il linguaggio o di comprenderlo 
  • Il medico può valutare la presenza del segno di Babinski, risposta anomala al riflesso cutaneo plantare, in cui si vede uno sventagliamento delle dita. Indica una lesione del tratto cerebrale piramidale

Le caratteristiche della cura e del trattamento dell’emiparesi

Il trattamento per l’emiparesi dipende da tanti fattori. In primis, si deve curare il problema sottostante, che ha scatenato un problema. In ogni caso, sarà comunque necessario affrontare un percorso terapeutico di riabilitazione del linguaggio e neuromotoria personalizzato: siccome gli esiti dell’emiparesi non sono uguali per tutti, il percorso  riabilitativo non sarà sempre lo stesso, ma dipenderà dall’entità del danno e dalla gravità della situazione.

La fisioterapia per l’emiparesi è un passaggio fondamentale della riabilitazione per la ripresa della vita e delle attività quotidiane.

Non esiste una durata precisa e definita del percorso di fisioterapia, ma certamente si intraprende immediatamente in ospedale e dovrà essere proseguita finché si otterranno miglioramenti e finché la situazione non si sarà stabilizzata. Per un buon recupero, fondamentale sarà inoltre una corretta preparazione degli operatori e anche l’impegno da parte della famiglia, degli assistenti, dei caregivers e soprattutto del malato. L’emiparesi può essere reversibile in base all’entità del danno, pertanto per alcuni pazienti si otterrà una completa guarigione, per altri solo parziale, avendo come obiettivo comunque quello di riuscire a recuperare la maggior parte delle attività di vita quotidiana.

La tempestività dell’intervento sanitario al momento dell’evento scatenante è fondamentale, perché meno tempo il flusso sanguigno verso le aree cerebrali sarà bloccato, meno cellule nervose moriranno per mancanza di ossigeno e nutrimento.

Il tessuto nervoso, infatti, è perenne e non si rigenera se non in minima parte. Le cellule nervose solo danneggiate, invece, una volta ridotto l’edema infiammatorio, potranno parzialmente riprendere la propria funzione. Esiste anche un meccanismo di sprouting nervoso, per cui si creano delle vie collaterali a livello cerrbrale che vicariano la funzione delle cellule nervose morte. Grazie a tali meccanismi è possibile ottenere risultati non solo nel breve termine nella riabilitazione e nella fisioterapia per l’emiparesi. 

I maggiori risultati della fisioterapia per l’emiparesi sono visibili entro i primi tre mesi dall’evento, anche dal punto di vista del linguaggio. I miglioramenti successivi alla fase post-acuta sono più lenti e avvengono soprattutto grazie ai compensi dovuti allo sprouting nervoso.

Oltre a tutti gli interventi effettuati da medici, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, è fondamentale anche un intervento psicologico per imparare a convivere con gli esiti dell’ictus e con l’eventuale disabilità. E’ comunque compito anche del fisioterapista oltre che dello psicologo cercare di spronare il paziente e imporgli degli obiettivi concreti e gradualmente raggiungibili. In caso di approccio negativo, infatti, sarà compromesso anche il percorso riabilitativo.

La fisioterapia per l’emiparesi comprende una fase iniziale di ricovero ospedaliero, a cui può seguire un ciclo di riabilitazione ambulatoriale oppure, altrimenti, in casi più gravi, in un centro di riabilitazione specializzato di lungodegenza. 

Il termine della fisioterapia per l’emiparesi coincide con la presa di coscienza che i miglioramenti sono ormai terminati e che quindi si è raggiunto il limite di quello che si poteva raggiungere.

Fisioterapia per l’emiparesi:

Esercizi e Trattamento riabilitativo

Gli esercizi che vengono proposti nella fisioterapia non sono da intendersi come classici esercizi di rinforzo “da palestra”.

Bisogna intendere l’esercizio di fisioterapia come qualsiasi movimento che serve a migliorare una funzione.

Pertanto, si attua una parte di rinforzo muscolare, ma gran parte degli esercizi proposti serviranno per il recupero delle attività di vita di tutti i giorni. 

Esercizi di rinforzo

Gli esercizi proposti sono spesso anaerobici e hanno lo scopo di aumentare la potenza muscolare, a differenza degli esercizi aerobici che invece aumentano la resistenza. 

Esercizi per il controllo nervoso

Per quanto riguarda invece gli esercizi che servono per aumentare la capacità di controllo nervoso, sono fondamentali per il recupero funzionale delle capacità del paziente.

Ovviamente, i due tipi di esercizi sono da effettuarsi entrambi, perché la potenza dei muscoli serve come base per poter effettuare esercizi per il recupero delle attività di vita quotidiana, sfruttando i meccanismi di cui abbiamo parlato, come la possibilità del nostro cervello di adattarsi alle nuove situazioni e alla rigenerazione neuronale. Queste capacità vengono indicate con il termine di neuroplasticità neuronale. 

Concetti e tecniche di fisioterapia per l’emiparesi

Esistono diverse tecniche di riabilitazione neurologica che fanno parte della fisioterapia per l’emiparesi.

Ci sono le cosiddette “tecniche neuromotorie”, sviluppatesi a partire dagli anni Trenta del Novecento, tra cui si ricordano principalmente Bobath e Kabat. Si basano sull’analisi dei riflessi neuromuscolari per migliorare il movimento sia volontario che automatico e renderlo più preciso.
Esistono altre tecniche dette “di recupero adattativo”, che invece si occupano maggiormente di rinforzare i singoli muscoli associando tali esercizi allo stretching. Prevedono l’utilizzo di alcuni ausili, come le stampelle, i deambulatori o la carrozzina.
La “riabilitazione neurocognitiva” come quella intrapresa dal metodo Perfetti è un tipo di fisioterapia per l’emiparesi che si basa sul coinvolgimento di corpo e mente in modo unitario e integrato. I terapisti perfettiani inseriscono nel trattamento anche molti esercizi di discriminazione sensoriale per il recupero delle diverse sensazioni al tatto.

Tra le altre proposte terapeutiche si ricorda anche la mirror therapy, ovvero la terapia dello specchio. Si pone la mano dell’arto superiore affetto all’interno di una scatola, all’esterno della quale vi è uno specchio, nel quale il paziente è invitato a guardare. Essa riflette l’arto sano. Il paziente deve effettuare dei movimenti con l’arto sano e, guardando allo specchio, ci sarà una stimolazione dei cosiddetti neuroni specchio, che porteranno al recupero di tali movimenti nell’arto affetto da emiparesi. 

Ecco un elenco dei possibili interventi riabilitativi di fisioterapia per pazienti con ictus

  • Mobilizzazione passiva e attivo assistita nelle prime fasi dopo l’evento acuto, per il recupero dell’articolarità ed il mantenimento della libertà di movimento, contrastando l’eventuale rigidità e spasticità
  • Esercizi attivi compiuti dal paziente su indicazione e guida fisioterapica per il rinforzo muscolare
  • Apprendimento dei passaggi posturali, partendo dai rotolamenti nel letto per raggiungere la stazione seduta ed il passaggio in posizione in piedi
  • Deambulazione assistita dal fisioterapista
  • Training del passo per l’apprendimento del cammino autonomo, eventualmente con ausili come deambulatori, bastoni, stampelle o all’interno delle parallele

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