Fisioterapia per epicondilite

Che cos’è l’epicondilite?

L’epicondilite, anche conosciuta come gomito del tennista, è una tendinopatia inserzionale che provoca dolore sul lato esterno del gomito. Questa è data dunque da un infiammazione a carico dei muscoli e dei tendini che si inseriscono nell’epicondilo laterale e che sono responsabili dell’estensione del polso e delle dita della mano. Nel caso in cui non venisse curata l’epicondilite può provocare perdite di forza nel braccio e incapacità nel movimento di quest’ultimo.

 

Immagine che rappresenta un'epicondilite

Epicondilite o gomito del tennista

 

Chi sono i soggetti più colpiti da epicondilite e quali sono i loro sintomi?

L’epicondilite è detta anche gomito del tennista proprio perchè spesso i giocatori di tennis, essendo sottoposti a forti tensioni nella struttura muscolo-scheletrica colpita da questo disturbo, ne soffrono molto. MA a causa dei lavori manuali, il tennis non resta l’unica causa di epicondilite. Infatti l’epicondilite è causata principalmente da un sovraccarico funzionale, cioè da un uso eccessivo e continuato di gomito e avambraccio. L’epicondilite è tipica dei soggetti che, a causa di particolari attività sportive o professionali sono costretti a ripetere alcuni movimenti.

I sintomi spesso ricorrenti sono:

  • Dolore localizzato nulla parte esterna dell’avambraccio superiore, appena sotto la curvatura del gomito.
  • Tensione dei muscoli estensori di polso e dita.
  • Dolore nell’estendere il braccio.
  • Difficoltà nell’afferrare oggetti o nel fare forza, anche non eccessiva.
  • Dolore nei movimenti di torsione dell’avambraccio.

 

Quali sono le cure per l’epicondilite?

E’ fondamentale, per i soggetti che hanno epicondilite il RIPOSO e l’allontanamento dalla causa del dolore. Infatti meno si ripetono i movimenti quotidiani che hanno provocato questa forte infiammazione, più la guarigione sarà facile e veloce.

 

Tutore per epicondilite

Tutore epicondilite

Per agevolare il riposo sono spesso consigliati tutori, che applicati sotto la zona dolente, migliorano il sovraccarico che grava sull’epicondilo e danno grande beneficio. Un ulteriore agevolazione per chi soffre di epicondilite è il ghiaccio, da applicare almeno 3 volte al giorno per 15 minuti (da evitare un tempo più lungo).

 

Come ultima cosa ma non meno importante, anche lo stretching dei muscoli estensori sarebbe da effettuare su un caso di epicondilite. Lo stretching prevede un allungamento selettivo dei muscoli coinvolti, che in modo graduale devono essere allungati e, una volta arrivati al punto di tensione (NON DOLORE), va mantenuta la posizione, senza rilasciare in modo veloce. Gli allungamenti devono essere almeno di 15 secondi e il rilascio deve essere lento e graduale. Nella foto in basso ne è riportato un esempio.

 

Stretching per epicondilite

Esercizio di stretching degli estensori

 

Oltre a questi rimedi da poter effettuare a casa, è molto importante il parere di un medico o di un fisioterapista, soprattutto se con i rimedi sopra citati la condizione di dolore non migliora.

Il trattamento d’eccellenza di fisioterapia per epicondilite sono le onde d’urto. Esse permettono di colpire in modo selettivo muscolo e strutture tendinee dolenti. Le onde d’urto sono molto efficaci e in poche sedute (3/5) permettono di risolvere il problema.

Da associare alle onde d’urto ci sono anche altre terapie, quali:

  • Il massaggio dei ventri muscolari colpiti con mobilizzazione di polso e gomito, per sciogliere la muscolatura più contratta e tesa.
  • Tecarterapia per apportare sangue ossigenato e permettere l’espulsione di cataboliti, in modo da espellere l’infiammazione.
  • Laserterapia ad alta potenza ha effetti metabolici-biostimolanti, analgesici e antiflogistici.
  • Kinesio Taping utili a ridurre edema e congestione.
  • Esercizi di stretching e rinforzo mirati che vanno eseguiti quando il livello di infiammazione è ridotto.

Per ulteriori informazioni e consigli di fisioterapia per epicondilite puoi contattarci

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Dott. Fabio Marino

Autrice: Cristina Faccin