FISIOTERAPIA PER ERNIA DEL DISCO LOMBARE
Come riconoscere e trattare l'ernia del disco lombare con la fisioterapia

di | 26/09/2019

La fisioterapia per l’ernia del disco lombare…

FISIOTERAPIA PER ERNIA DEL DISCO LOMBARE

Che ruolo ha la colonna vertebrale nel corpo umano?

La colonna vertebrale, costituita da strutture ossee e fibro-legamentose, ha lo scopo di accogliere e proteggere il midollo spinale, fornire sostegno al corpo e consentire i movimenti del tronco.

Le vertebre lombari sono le 5 vertebre che compongono il segmento lombare della colonna vertebrale, interponendosi tra le 12 vertebre toraciche e le 5 vertebre sacrali.

Le vertebre del tratto lombare della colonna vertebrale sono le più larghe e  forti della colonna e hanno l’importante compito di supportare la maggior parte del peso corporeo che grava sulla schiena. Identificate dalla lettera maiuscola “L” e un numero da 1 a 5 a seconda del posizionamento cranio-caudale, le vertebre lombari rappresentano il tratto di colonna vertebrale a livello del quale termina il midollo spinale (tra la prima e la seconda vertebra lombare) e inizia invece la cauda equina.
Le vertebre lombari possono essere oggetto di varie condizioni mediche, tra cui la sciatica dovuta a radicolopatia L4 o L5, la spondilolisi lombare e la spondilolistesi lombare.

Fisioterapia per una frattura di L1 e ernia del disco lombare

Fisioterapia per una frattura di L1: L1 è la prima vertebra del tratto lombare

Cos’è importante ricordare sempre a livello anatomico?

  • Partendo dall’apice, la colonna vertebrale è suddivisibile in 5 segmenti (o tratti): il segmento cervicale, il s. toracico, il s. lombare, il s. sacrale e il s. coccigeo;
  • La colonna vertebrale è composta da 33-34 ossa irregolari sovrapposte, chiamate vertebre, le quali sono separate tra di loro da una sottile struttura di fibrocartilagine denominata disco intervertebrale;
  • Delle 33-34 vertebre costituenti il rachide, 7 appartengono al tratto cervicale, 12 al tratto toracico, 5 al tratto lombare, 5 al tratto sacrale e 4/5 al tratto coccigeo;
  • Sebbene la loro anatomia specifica vari in relazione al tratto di colonna vertebrale considerato, tutte le vertebre presentano:
    • Un elemento di forma cuboide in posizione ventrale, chiamato corpo vertebrale;
    • Una formazione arcuata in posizione dorsale, denominato arco vertebrale;
    • Un foro compreso tra l’arco e il corpo, il cui nome è foro vertebrale;
    • Una prominenza al centro del bordo esterno dell’arco, chiamata processo spinoso;
    • Una prominenza per ogni lato esterno dell’arco vertebrale, denominata processo trasverso.

Fisioterapia per ernia del disco lombare:

Iniziamo col precisare che cos’è un’ernia?

L’ernia del disco può essere chiamata anche “ernia o prolasso discale”. Questa affezione consiste nella rottura di un disco vertebrale che, aprendosi, causa la fuoriuscita di materiale discale che va a comprimere i nervi della colonna vertebrale circostanti.

Per alcuni adulti, il dolore e i sintomi dovuti all’ernia discale sono problemi piuttosto comuni. La colonna vertebrale è formata da molteplici strutture anatomiche, tra cui muscoli, ossa, legamenti e articolazioni. Ogni struttura presenta delle terminazioni nervose in grado di rilevare il dolore quando insorge.

Il principale disturbo che si avverte in caso di ernia discale nella colonna vertebrale è un dolore acuto e tagliente. In alcuni casi, possono essersi verificati in precedenza episodi di dolore localizzato, che parte dalla colonna vertebrale e prosegue fino all’arto inferiore a cui è deputato il nervo coinvolto. L’insorgenza del dolore per via di un’ernia discale può verificarsi improvvisamente o può essere preceduta da una sensazione di rottura o di scatto a livello della colonna vertebrale.

Classificazione delle ernie

Sulla base della localizzazione anatomica dell’ernia è possibile distinguere ernie:

  • Mediane, poste lungo la linea mediana del midollo;
  • Paramediane, poste poco lateralmente rispetto alle precedenti;
  • Laterali, poste ancora più lateralmente;
  • Intraforaminali, se interessano il forame di coniugazione;
  • Extraforaminali, poste esternamente al forame di coniugazione.

Si parla di Bulging o protrusione discale quando l’anulus fibroso è ancora intatto sebbene ci possa essere un conflitto nervoso.

L’ernia vera e propria si determina in seguito alla fissurazione del disco.

Se il legamento longitudinale posteriore è integro, si parla di ernie contenute, altrimenti di ernie protruse. Invece, le ernie espulse o migrate sono ernie che hanno perso contatto col sito anatomico originario fino a migrazione a distanza.

Fisioterapia per ernia del disco lombare:

Epidemiologia e fattori di rischio

La prevalenza di ernia del disco lombare è maggiore nel sesso maschile e nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 40 anni e nei soggetti di età superiore ai 65 anni.

Alcune attività lavorative che richiedono la movimentazione e il sollevamento di pesi particolari espongono il soggetto a un maggior rischio di sviluppare la patologia.

I fattori di rischio più comuni in caso di ernia lombare sono:

  • Età

Si osserva una maggiore incidenza tra i 30 e i 40 anni e oltre i 65 anni.

Durante il corso della vita, il rachide è sottoposto a sollecitazioni continue. Col passare degli anni il disco intervertebrale si disidrata degenera, risultando meno efficiente nel neutralizzare le forze di carico, trazione, compressione.

Infine la comparsa di fissurazioni a livello dell’anulus fibroso rendono possibile l’erniazione del nucleo polposo anche in seguito a sforzi minori.

  • Sesso

L’ernia del disco lombare è più frequente in un soggetto maschile, probabilmente legato a una maggiore prevalenza nel sesso maschile di lavori manuali “pesanti”.

  • Altezza

I soggetti più alti sono esposti a rischio maggiore.

  • Peso corporeo

I soggetti in sovrappeso o obesi sottopongono la colonna vertebrale a un carico maggiore.

  • Attività lavorative, sportive e traumi

Attività che espongano al sollevamento o movimentazione di carichi, sport ad alto impatto, traumi, colpi di frusta costituiscono un rischio.

  • Abitudini posturali scorrette

Il mantenimento di una postura errata può condurre a un sovraccarico di alcuni segmenti della colonna.

  • Poca attività fisica

La muscolatura del tronco è importante nella stabilizzazione del rachide.

Fisioterapia per ernia lombare:

Come diagnosticarla?

La presenza di ernia lombare viene diagnosticata da una figura medica sulla base dell’esame clinico, volto alla ricerca di segni e sintomi specifici, e confermato mediante l’esecuzione di eventuali esami radiologici. Nello specifico gli specialisti cui rivolgersi sono il Fisiatria e l’Ortopedico.

Le patologie in diagnosi differenziale includono malattie infiammatorie, infettive, sistemiche, neoplastiche. La risonanza magnetica nucleare (RMN) è la metodica d’elezione per lo studio del rachide e dei tessuti molli. La TAC con mdc può essere utile per tipizzare lesioni in diagnosi differenziale.  Test elettrofisiologici (elettromiografia) non sono eseguiti di routine, ma possono documentare la presenza di “sofferenza” nervosa.

Fisioterapia per ernia lombare:

I trattamenti

L’ernia del disco intervertebrale ha in generale una buona prognosi. La maggior parte dei casi tendono alla guarigione spontanea, anche senza un trattamento specifico.

Anche i casi con dolore severo e invalidante sono trattati con successo in oltre il 95% dei casi con trattamento conservativo, ovvero senza ricorrere alla chirurgia.

L’intervento chirurgico è indicato in presenza di deficit neurologici gravi o ingravescenti (es. sindrome cauda equina) e sintomi presenti da oltre 6 settimane non responsivi a trattamento conservativo.

Il trattamento riabilitativo è fondamentale sia nel trattamento conservativo, che in quello post-chirurgico, ma anche nella prevenzione secondaria.

Educazione e Ginnastica Posturale per l’ernia

La patologia del rachide può essere prevenuta praticando un corretto stile di vita; questo deve includere attività fisica regolare, il mantenimento di posture corrette, in particolare evitando il sollevamento e la movimentazione di carichi.

Esercizi di ginnastica posturale per l'ernia lombare

Fisioterapia per ernia del disco lombare: ginnastica posturale

Riposo

Un periodo di riposo è indicato in fase acuta, cercando di evitare le posture e le attività che incrementano i sintomi.

Il riposo completo a letto è da evitare o da limitare al minor tempo possibile.

Terapia farmacologica

Su prescrizione medica è indicato il controllo dei sintomi mediante somministrazione di farmaci.

Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono in genere efficaci nel controllo del dolore e nella riduzione dell’infiammazione. A causa dei possibili effetti collaterali però, non dovrebbero essere impiegati per periodi prolungati.  Il Paracetamolo, anche in combinazione con oppiacei deboli, è una valida alternativa.

corticosteroidi sono potenti antinfiammatori e antiedemigeni, estremamente efficaci in fase acuta; infatti il loro utilizzo deve essere limitato a brevi periodi, soprattutto in soggetti ipertesi o diabetici.

Trattamento riabilitativo  e fisioterapia per l’ernia del disco lombare

Il trattamento riabilitativo è importante nel ripristino di una buona particolarità del rachide, di un adeguato trofismo e stenia muscolare.

Su prescrizione del fisiatra e sotto la guida del fisioterapista sono indicati esercizi di mobilizzazione attiva e passiva, rinforzo della muscolatura ipostenica del tronco e degli arti, allungamento della muscolatura accorciata, educazione posturale. Alcune terapie fisiche possono essere impiegate nel controllo della sintomatologia algica , come:

Altre tecniche, impiegabili soltanto dal medico sono la mesoterapia e l’ozonoterapia, entrambe dotate di buona efficacia.

Intervento chirurgico per ernia del disco

Il medico specialista di riferimento per la chirurgia dell’ernia del disco è il neurochirurgo.

In genere l’intervento trova indicazione nei casi in cui nel paziente è presente una persistenza dei sintomi di durata superiore alle 6 settimana, ma anche in presenza di gravi sintomi neurologici, invalidanti o ingravescenti.

Costituisce un’indicazione assoluta la sindrome della cauda equina.

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Dott. Fabio Marino

Co-autrice: Cristina Faccin

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