Fisioterapia per ernia L4-L5: i 3 trattamenti

di | Aprile 13, 2021

L’ernia L4-L5 del disco è conosciuta anche come “ernia o prolasso discale”. Consiste nella rottura di un disco intervertebrale che, aprendosi, causa la fuoriuscita di materiale discale che va a comprimere i nervi della colonna vertebrale circostanti.

L’ernia L4-L5 è localizzata a livello lombare, tra le vertebre L4 ed L5 ed è una delle più diffuse insieme all‘ernia L5-S1 perché il peso corporeo va a gravare sul tratto lombare, principalmente basso.

Prima di entrare nel merito dell’argomento iniziamo con la descrizione anatomica della colonna vertebrale così da poter meglio comprendere cos’è un’ernia lombare e come si può trattare.

Ernia L4-L5: anatomia della schiena

La colonna vertebrale è costituita da 33-34 ossa, chiamate vertebre, che si articolano l’una sull’altra. Dall’alto verso il basso, abbiamo 7 vertebre cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 4/5 coccigee. La connessione tra due vertebre adiacenti è data dal disco intervertebrale. Esso consente un movimento limitato tra le vertebre, a flessione e ad estensione nei piani coronale e sagittale e una relativa torsione.

Inoltre la colonna presenta quattro curve, chiamate rispettivamente: lordosi cervicale, cifosi dorsale, lordosi lombare e cifosi sacrale. La funzione di queste curve è quella di dissipare al meglio le forze compressive.

Quali sono i sintomi di un’ernia L4-L5?

I sintomi di un’ernia L4-L5 non sono legati al solo dolore alla schiena, anzi spesso il dolore alla schiena non si presenta e il soggetto riferisce sintomi come:

  • Dolore alla gamba, spesso fino al polpaccio;
  • Formicolio e bruciore persistente a gamba e polpaccio;
  • Dolore nella zona glutea;
  • Crampi muscolari e sensazione di cedimento;
  • Mancanza di forza nella gamba;
  • Aumento dei sintomi dolorosi e in alcune posizioni (spesso da seduti o quando si tossisce);

In presenza di questi sintomi il primo step è consultare un medico, che ci consiglierà esami specifici per rilevare la presenza o no di un’ernia, ovvero:

  • La risonanza magnetica;
  • L’elettromiografia, per determinare il grado della riduzione della velocità degli impulsi nervosi;

In presenza di ernia L4-L5 conclamata da un esame diagnostico è importante consultare un medico specialista, che, in base alla gravità della situazione, valuterà come intervenire.

In generale, sempre in base alla gravità del problema su un ernia lombare si potrebbe intervenire:

  • Chirurgicamente;
  • Tramite terapie farmacologiche;
  • Con la fisioterapia per ernia L4-L5;

Trattamenti fisioterapici per ernia L4-L5

Elettromedicali

La terapia tramite elettromedicali in caso di ernia L4-L5 non è volta a far scomparire il problema, ovvero l’ernia, bensì ad eliminare o perlomeno ridurre la sintomatologia. Le terapie più consigliate per un’ernia discale sono:

  1. Laserterapia localizzata tra i dischi in cui è presente l’ernia, nel nostro caso L4-L5. Il fine di questa terapia è quello di togliere infiammazione e dolore partendo dalla radice del nervo.
  2. Tecarterapia sia localizzata alla radice nervosa, quindi nel nostro caso nel tratto lombare L4-L5, sia diffusa nel decorso del nervo sciatico.

Esercizi posturali di fisioterapia per ernia L4-L5

La ginnastica posturale è un passo fondamentale per far stare bene chi soffre di ernia L4-L5. Essa deve essere seguita da un fisioterapista, almeno fino a quando il paziente non ha imparato in modo corretto gli esercizi da poter svolgere a casa.

Gli esercizi di cui parliamo si basano sull’allungamento dei fasci muscolari posteriori di schiena e gambe e sul rinforzo, principalmente di addominali e dorsali. Lo scopo della ginnastica posturale è il miglioramento della postura del paziente in tutte le situazioni: in piedi, da seduto, mentre raccoglie qualcosa da terra o mentre lavora, per cercare di non gravare ulteriormente sul tratto già danneggiato e per prevenire danni al resto della colonna vertebrale.

Consigli utili nella quotidianità

Chi soffre di ernia discale nella propria quotidianità deve mantenere gli esercizi posturali imparati con il fisioterapista e deve evitare sport come la corsa, che va a sollecitare in maniera negativa il rachide. Inoltre è fondamentale fare attenzione a non alzare carichi dal basso verso l’alto, mantenendo la schiena curvata. Questo tipo di movimento andrebbe eseguito a ginocchia flesse e con la schiena dritta.

Ogni caso è diverso ed è fondamentale farsi valutare da un buon specialista che possa indirizzare verso il percorso più adatto. Per chiarimenti o per ricevere un consulto contattaci!

Dott. Fabio Marino

Autrice: Cristina Faccin

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