FISIOTERAPIA PER FRATTURA ROTULA
Nella frattura della rotula la fisioterapia va iniziata il prima possibile con i migliori mezzi per la riabilitazione

di | 15/04/2019

FISIOTERAPIA PER FRATTURA ROTULA

La fisioterapia per frattura rotula viene fatta nella sfortunata eventualità per cui vi siate procurati un trauma diretto sulla zona interessata.

 

fisioterapia per frattura rotulea

Immagine rappresentativa di una condizione possibile del ginocchio nella fisioterapia per frattura rotula.

Sembra una banalità dire una cosa del genere, ma in effetti la frattura della rotula è una eventualità che si verifica quasi esclusivamente in seguito a un trauma diretto. Infatti, la rotula è la zona del ginocchio più esposta verso l’esterno.

Delle tre ossa che formano il ginocchio, che sono la tibia, il femore e la rotula, quest’ultima è facilmente e direttamente palpabile anche dai non esperti. Nelle cadute dalle scale, l’impatto è diretto. Negli incidenti automobilistici la sua frattura è dovuta all’urto che ha sul cruscotto nella parte interna dell’auto.

I tipi di frattura

Sono diversi i tipi di trauma che provocano lesioni a quest’osso. La fisioterapia per frattura rotula si deve adattare alle varie situazioni.

Si riconoscono delle lesioni:

  • trasversali, per le quali la rima di frattura si presenta orizzontale,
  • comminute, che presentano più frammenti a raggera – come se avessimo dato una martellata a un vetro,
  • longitudinali, che presentano una frattura verticale. Queste sono molto più rare.

Per quanto riguarda invece la distanza fra i frammenti, la frattura si definisce composta laddove i margini fratturati si presentano separati di  1 o 2 millimetri, oppure sono a contatto. Si definiscono invece scomposte se  i frammenti ossei si trovano a una distanza maggiore di 3 millimetri.

Per finire possiamo avere una lesione cutanea oppure la presenza di gonfiore o un versamento all’interno della articolazione.

Tutto ciò ci fa comprendere che la condizione di base su cui avviene un intervento chirurgico e dunque la fisioterapia per frattura rotula, può essere molto diversa. Quindi può presentare gradi diversi di gravità e di compromissione.

La fisioterapia per frattura rotula deve inoltre tenere conto di un altro fattore che può aggravare il quadro. Può succedere che oltre alla rotula si siano lesionati anche alcuni legamenti del ginocchio.

 Di solito si tratta dei legamenti crociati.

 

Cosa succede quando ci fratturiamo la rotula?

fisioterapia per frattura rotulea: dolore intorno al ginocchio caratterizzante la frattura

Dolore al ginocchio molto intenso in caso di fisioterapia per frattura rotula

Il primo segno è l’impossibilità rimanere in piedi associato a un dolore vivo al tentativo di estendere il ginocchio.

La visita clinica medica concluderà la diagnosi di una frattura attraverso una radiografia.

Il dolore nel tentativo di muovere la gamba è dovuto a una condizione precisa.

Alla rotula infatti si attacca un muscolo molto importante: il QUADRICIPITE.

Questo muscolo fa parte del comparto estensore della ginocchio. Si attacca fortemente alla rotula sia superiormente, sia inferiormente.

Sopra la rotula c’è un tendine che raggruppa i quattro ventri del muscolo QUADRICIPITE. In basso, lo stesso tendine prosegue e s’inserisce sulla tibia. La contrazione di questo muscolo tende a portarla in alto mentre nello stesso tempo però è mantenuta nella sua posizione dal tendine sottostante.

In caso di frattura ogni contrazione tende a divaricare in margini ossei. Ecco la ragione per cui il tentativo di estensione del ginocchio provoca un immediato e vivo dolore.

Cosa si fa dopo una fattura.

In base alla diagnosi del medico ortopedico si possono profilare più soluzioni. Si può intervenire chirurgicamente oppure optare per un intervento conservativo. Questo prevede l’uso di un apparecchio gessato tale da tenere a contatto i margini della rotula e farla saldare in modo spontaneo.

Prima di addentrarci nel protocollo riabilitativo della fisioterapia per frattura rotula, apriamo una piccola parentesi e cerchiamo di capire qual è la funzione di quest’osso. Questo ci aiuterà meglio a comprendere qual sono le accortezze che un fisioterapista deve porre in essere durante l’intervento riabilitativo. 

A cosa serve la rotula?

La rotula si trova “immersa” nelle spessore del tendine quadricipitale. Rispetto all’articolazione del ginocchio, tra la tibia e il femore, è rialzata e ha la possibilità di scivolare sul piano sottostante. Questo movimento di scivolamento avviene grazie all’interposizione di un corpo adiposo, chiamato corpo di Hoffa.

È collegata alla articolazione tramite dei legamenti che agiscono come delle alette di sostegno. Si chiamano infatti legamenti alari.

Durante la flesso estensione del ginocchio, la rotula agisce come un meccanismo che aumenta il braccio di leva permettendo che la contrazione muscolare sia molto più efficace. Nel caso non ci fosse, la contrazione del muscolo dovrebbe essere molto più vigorosa e avrebbe degli effetti assai minori.

La rotula presenta una grande mobilità.

Noi stessi ce ne possiamo accorgere quando proviamo a muovere la rotula a ginocchio disteso e rilassato. Abbiamo la sensazione che sia come una barca sull’acqua fissata da quattro ormeggi che le lasciano una mobilità in tutte le direzioni.

Questa sua caratteristica è tale per cui le contrazioni muscolari possono essere ammortizzate e modulate. 

La sue principale funzioni sono quelle di:

  • anteriorizzare il tendine del quadricipite, per avere un maggiore braccio di leva,
  • aumentare l’area di contatto tra il quadricipite e il femore
  • distribuire le forze muscolari in modo più dinamico durante la contrazione muscolare.

Quindi la funzione di questo osso è molto importante nella fisioterapia per frattura rotula.

Abbiamo fatto queste premesse perché sono importanti al fine di capire meglio quali siano le attenzioni che è necessario mettere nella fisioterapia per frattura rotula. Ci aiuterà a comprendere meglio anche alcuni concetti che in seguito approfondiremo.

entriamo nel vivo della riabilitazione…

La fisioterapia  per frattura rotula

fisioterapia per frattura rotulea: tutore rigido rimobivibile

La prima fase della fisioterapia per frattura rotula è l’immobilizzazione. Può essere in gesso o con una contenzione più leggera.

La prima fase d’immobilizzazione

La collaborazione con il medico ortopedico è di fondamentale importanza per la bona riuscita del processo riabilitativo. La sinergia tra il paziente il fisioterapista e il medico permettono gli esiti  migliori del’intervento riabilitativo.

Infatti, in alcuni casi, indicati dal medico ortopedico, la fisioterapia per frattura rotula può iniziare anche  in fase di contenzione gessata.

In questa fase si possono proporre due tipi di esercizi:

  • mobilizzazione passiva
  • esercizi a catena cinetica aperta

di che cosa si tratta?

La mobilizzazione passiva è una tecnica che viene eseguita direttamente dall’operatore. Ha come obiettivo di mantenere l’ampiezza articolare. Può essere eseguita in vari modi con finalità diverse a seconda che si voglia lavorare maggiormente sulla componente articolare e capsulare, oppure sul comparto muscolare.

Il medico fornirà le indicazioni sulla tipologia di manovre possibili. Il fisioterapista proporrà l’esercizio giusto in base alla persona e la situazione.

Gli esercizi a catena cinetica aperta consistono invece in movimenti attivi, cioè svolti in modo autonomo dal paziente.

L’obiettivo è mantenere il tono nei muscoli su cui già possiamo lavorare.

Si definiscono a catena cinetica aperta quei particolari esercizi eseguiti in una situazione tale per cui il segmento distale del corpo non è vincolato e si muove liberamente nello spazio.

Hanno la caratteristica di muovere un solo segmento articolare interessando i modo esclusivo il  muscolo agonista.

Si può iniziare dunque già da subito a lavorare con il reclutamento di tutta la muscolatura dei glutei e degli ischio crurali.

Quando è possibile e prescritto, nello stesso tempo si possono proporre degli esercizi di reclutamento del muscolo quadricipite.

Lo scopo di questi esercizi è di limitare la formazione di ADERENZE nel corso del normale processo di guarigione.

 Si può anche iniziare a  deambulare con l’ausilio di due stampelle canadesi rispettando i limiti e la tolleranza di ciascuna persona.

 

Dopo circa tre settimane si toglile il gesso

Il proseguimento della fisioterapia per frattura rotula continua al fine di rendere il paziente indipendente nella mobilità dell’arto inferiore fino a una sua completa autonomia.

Gli obiettivi da perseguire sono:

  • il ripristino della mobilità
  • la ripresa della articolarità,
  • la riduzione dell’edema,
  • la riduzione del dolore
  • la ripresa della propriocettività

Durante la terza settimana circa si toglie l’apparecchio gessato che viene sostituito da un tutore articolato. Dalla quarta settimana si può iniziare un programma di potenziamento della muscolatura sia a catena cinetica aperta, sia chiusa.

È anche il momento d’iniziare a effettuare una cauta mobilizzazione della rotula.

Questa manualità consiste in una serie di manovre dirette dell’operatore che hanno come finalità la ripresa dei movimenti di scorrimento. Come abbiamo visto in precedenza, la mobilità rotulea consente al ginocchio di piegarsi e di svolgere al meglio la sua funzione nella flesso estensione della gamba.

Viene effettuata inizialmente a gamba distesa, con arto rilassato, in modo da escludere la tensione muscolare del quadricipite che ne limiterebbe lo scivolamento. Possono essere utili delle preliminari azioni di massaggio al quadricipite. Questo rende la manovra molto più delicata ed efficace e ha anche la funzione di riprendere possesso della sensazione della gamba che, dopo una contenzione e un’immobilizzazione lunga, può trarre giovamento da una ripresa della circolazione locale.

Si fa scorrere la rotula lateralmente e dal basso verso l’alto. In accordo con la tollerabilità del paziente si inizia a trattare direttamente la parte lesionata.

Si possono inserire movimenti sempre più specifici di potenziamento della muscolatura che prevedono l’inserimento di esercizi da catena cinetica chiusa e di propriocettività.

Gli esercizi a catena cinetica chiusa sono eseguiti in modo tale per cui il segmento distale – quindi il più distante – rimane a contatto con la superficie di appoggio. La differenza con quelli descritti in precedenza risiede nella possibilità di coinvolgere altri gruppi muscolari nella esecuzione del movimento.

In questo caso la stabilizzazione interna della articolazione è molto stimolata insieme al controllo della postura e all’incremento delle capacità propriocettive.

Il movimento non coinvolge esclusivamente il segmento interessato, ma avviene in sinergia con altre articolazioni vicine e con l’utilizzo simultaneo di più gruppi muscolari.

Cos’è la propriocettività?

La propriocettività è la nostra capacità di percepire e riconoscere la posizione delle parti del corpo e la condizione di contrazione dei muscoli, senza il supporto della vista. È la consapevolezza con la quale eseguiamo i movimenti. È importante per la destrezza, il controllo e l’esecuzione fine dei gesti quotidiani.

fisioterapia per frattura rotulea: esercizio di ginnastica posturale

La propriocettività è la capacita di percepire il corpo senza l’uso della vista. Nella fisioterapia per frattura rotula è una componente fondamentale.

Pensiamo alla abilità di movimento di un pianista e al controllo e consapevolezza della posizione delle dita e della forza che esercita ogni momento su ciascun tasto per eseguire una sonata. È la stessa qualità e consapevolezza corporea necessaria al saltatore in alto, durante la corsa, lo stacco da terra e il salto per il superamento dell’asta.

Maggiore è la nostra consapevolezza e precisione esecutiva del movimento, maggiore è la sicurezza e la prontezza nella sua esecuzione.

È una capacità che deve essere allenata nella maniera corretta perché ci permette di sapere automaticamente, quindi senza doverci pensare, come reagire alle normali sollecitazioni ambientali. Pensate che fatica sarebbe fare una passeggiata in spiaggia se, a ciascun passo, dovessimo pensare a ogni minimo dettaglio dell’appoggio dei nostri piedi, all’estensione del ginocchio e dell’anca per non cadere per terra!

Faremmo come i bambini piccoli ai loro primi passi e non potremmo fare nient’altro.

È una competenza alla base della nostra qualità di vita.

La fisioterapia impiega vari strumenti per facilitare, sviluppare e incrementare la propriocettività del ginocchio operato.

La gamba può essere gonfia e pesante.

Per quanto riguarda L’EDEMA e il ripristino della CIRCOLAZIONE, la fisioterapia per frattura rotula ha a disposizione degli strumenti operativi efficaci.

  • il kinesiotaping
  • il linfodrenaggio

Il kinesiontaping è una tecnica che utilizza particolari cerotti con caratteristiche simili alla pelle che sono in grado di favorire lo scollamento dei tessuti in maniera fisiologica e naturale. Possono essere applicati in tutte le zone del corpo.

Nel caso di fisioterapia per frattura rotula vi sono delle applicazioni dirette sulla cicatrice rotulea e sulle zone della coscia e della gamba. Favoriscono la circolazione, l’ossigenazione e il drenaggio linfatico. La sensazione, a seguito della loro applicazione, è di sollievo e di alleggerimento dell’arto.

La riabilitazione e gli esercizi che vengono proposti diventano così più agevoli.

Si possono cambiare e rinnovare nel corso dei giorni in modo seguano le esigenze funzionali del singolo caso. 

Anche il linfodrenaggio,in casi di esiti d’intervento chirurgico, può essere utile a drenare la gamba e a permettere che la fisioterapia sia effettuata con maggiore facilità e minore stanchezza. Dopo una immobilizzazione di media durata la pompa muscolare, che è uno dei fattori principali di azione sulla circolazione linfatica, può portare al rallentamento del circolo.

linfodrenaggio

Fisioterapia per frattura rotulea: Il linfodrenaggio è un trattamento manuale che facilita la circolazione linfatica in caso di fisioterapia per frattura rotula.

La gamba diventa leggermente più gonfia e aumenta il senso di pesantezza e di fatica nella esecuzione degli esercizi. La stazione eretta è mantenuta con più fatica e si ha la necessità di mettere l’arto in scarico appoggiandolo leggermente in alto durante la posizione seduta.

La fisioterapia d’elite nella riabilitazione post chirurgica

La fisioterapia per frattura rotula può avvalersi di ulteriori strumenti per affrontare al meglio la fase riabilitativa.

Ne segnaliamo due che a nostro avviso sono di enorme utilità e vanno inseriti nel contesto della riabilitazione post intervento:

  • l’elettrostimolazione
  • l’isocinetica

Elettrostimolazione

L’elettrostimolazione è un presidio terapeutico che nell’ambito della fisioterapia per frattura rotula risulta molto utile. Un muscolo infatti dopo un periodo d’immobilizzazione perde la capacità di contrarsi. Perde forza ed elasticità e il reclutamento delle fibre muscolari  risulta impegnativo, poco performante..

Sono stati effettuati degli studi che dimostrano come due settimane d’immobilità portino un muscolo a perdere circa il 30% del proprio volume.

Si possono utilizzare vari tipi di stimolazioni che i moderni apparecchi per la terapia fisica mettono a disposizione. Il fisioterapista saprà quale si addice meglio al vostro caso tra le varie opzioni disponibili.

Isocinetica

È un macchinario estremamente performante e, nell’ambito della fisioterapia per frattura rotula, può essere di grande aiuto per una riabilitazione completa e veloce, che tenga in considerazione al meglio il processo di recupero. Si tratta di un macchinario in grado di fornire delle condizioni tali per cui il rinforzo muscolare venga effettuato in modo ottimale in tutti i gradi di movimento.

Ha la possibilità di valutare la situazione muscolare in modo molto preciso e fornire  indici da utilizzare per effettuare un lavoro diretto sulle componenti deficitarie.

È una macchina estremamente moderna e performante in grado di dare ogni volta un grafico della contrazione muscolare e di ripetere la stessa contrazione con le medesime condizioni di base.

Questo rende possibile il monitoraggio dell riabilitazione, la ripetibilità dell’allenamento e il confronto dei dati nel tempo.

Isocinetica

Macchinario per trattamento d’Isocinetica usato in fisioterapia per frattura rotula

L’utilizzo della fisioterapia con macchinario isocinetico permette di diminuire i tempi, velocizzare e rendere più efficace la riabilitazione.

Per uno sportivo di livello è un presidio al quale non si può rinunciare.

Il funzionamento dettagliato della macchina lo abbiamo già descritto in precedenti articoli. Qui ci limitiamo a sottolineare alcune caratteristiche importanti per il nostro caso.

Proviamo a immaginare di sollevare un peso con il braccio da seduti, o di fare il muscolo come “braccio di ferro”. Immaginiamo di sollevare la gamba con una cavigliera da due chili portandola estesa da una posizione seduta.

Il movimento che eseguiamo  descrive una rotazione attorno a un punto fermo; nel caso della gamba il perno è proprio il ginocchio. Quando la gamba è completamente flessa a 90° non facciamo nessuno sforzo muscolare per sostenere la cavigliera. Anche quando la dovessimo estendere per sollevarla di pochi centimetri, la forza muscolare che ci viene richiesta è di lieve entità.

È la condizione tipica delle persone molto anziane.

Nel caso in cui venga richiesto loro di estendere la gamba dalla posizione seduta, il movimento risulta molto facile nei primi gradi, diventando sempre più difficile quando si va verso l’estensione completa.

La ragione risiede nel fatto che cambia la forza che noi dobbiamo sollevare man mano che la estensione aumenta.

Abbiamo fatto il tipico esempio di una riabilitazione fata con macchinari isotonici. Sono i classici macchinari da palestra la cui importanza non è messa in discussione, ma che hanno il limite di offrire una resistenza diversa a seconda dei gradi in cui viene eseguito il movimento.

Il meccanismo innovativo del macchinario isocinetico è invece la possibilità di offrire una resistenza sempre uguale, per tutti i gradi articolari di lavoro. 

Si può individuare, attraverso la interpretazione di un grafico computerizzato, in quali gradi di movimento la forza si sviluppa in modo minore. Si possono individuare  degli archi di movimento che hanno maggiore necessità di un trattamento specifico.

Sono tutti elementi che permettono un progetto terapeutico raffinato, personalizzato e sempre rispondente alle reali necessità funzionali della persona.

 

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Dott. Fabio Marino

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