Fisioterapia per gambe
Fisioterapia per gambe: anatomia, infortuni più frequenti e trattamenti

di | 14/07/2019

Fisioterapia per gambe

Fisioterapia per gambe: cosa sono le gambe e quali sono le loro importanti funzioni?

La gamba è una regione anatomica del corpo umano che costituisce un segmento dell’arto inferiore. Essa rappresenta la porzione compresa fra il ginocchio e la caviglia.

Le funzioni delle gambe sono molteplici, elenchiamo qui le principali:

  1. Sostenere il peso del corpo;
  2. Permettere all’uomo di eseguire il passo.
fisioterapia per gambe: camminare

Fisioterapie per gambe

 

Arto inferiore: L’anatomia della gamba

Struttura ossea

L’osso più voluminoso e importante della gamba è la tibia, situato in posizione mediale. La sua faccia antero-mediale non dà inserzioni a legamenti o muscoli, per cui è facilmente palpabile. Essa è anche facilmente reperibile a livello della sua epifisi prossimale, impegnata nell’articolazione del ginocchio, in cui accoglie i condili del femore. La tibia è facile da reperire anche nella regione della caviglia, specialmente per quanto riguarda il malleolo mediale.

La fibula è il secondo osso della gamba: più sottile e corta, non partecipa all’articolazione del ginocchio, ma solo a quella della caviglia, dove la sua epifisi distale, il malleolo laterale, sporge visibilmente.

Le due ossa sono unite da una robusta membrana interossea tesa fra margine laterale della tibia e margine mediale della fibula.

Struttura muscolare

La muscolatura della gamba è racchiusa nella fascia crurale, che è una continuazione della fascia lata, presente nella coscia.

Essa è divisa in tre logge:

  • Anteriore: essa contiene quattro muscoli che partecipano all’estensione delle dita e nella flessione (dorsale) del piede;
  • Laterale o dei peronei, deboli estensori specializzati piuttosto nel movimento di eversione o pronazione del piede stesso;
  • Posteriore: la più voluminosa ed evidente, la cui zona superficiale costituisce il cosiddetto polpaccio. Il tricipite della sura è il muscolo più rappresentativo di quest’area, un forte e evidente estensore del piede diviso in tre capi: i due gemelli, più esterni, ed il soleo, capo più interno e profondo. Un setto trasversale profondo separa questa zona da un insieme di muscoli più profondi, attivi nella flessione delle dita, più che nell’estensione (o flessione plantare) a livello della caviglia.

Fisioterapia per gambe: quali sono i traumi più frequenti?

Le gambe, come abbiamo detto in precedenza ci permettono di svolgere due principali compiti della vita: sorreggere il peso del nostro corpo e camminare. Esse sono perciò soggette a diversi traumi da sovraccarico e non.

I soggetti che mettono più a rischio la struttura delle gambe e le articolazioni connesse ad esse, ovvero ginocchio e caviglia, sono:

  1. Sportivi che utilizzano principalmente gli arti inferiori. Gli sport che espongono a maggiori traumi in questo senso sono: il calcio, la corsa, il basket, la pallavolo etc..
Fisioterapia per gambe: il calcio

Fisioterapia per gambe: sport

  1. Lavoratori che passano molte ore in piedi o che sovraccaricano molto gli arti inferiori.

Quali sono i traumi più frequenti?

Distorsione di ginocchio

Per distorsione si intende l’insieme delle lesioni capsulo-legamentose prodotte da una sollecitazione che tende a modificare i reciproci rapporti dei capi articolari. Sono lesioni frequentissime negli sportivi.

Le distorsioni del ginocchio avvengono frequentemente e si verificano a causa (traumi da sport, da lavoro etc.),che sollecitano l’articolazione al di là dei limiti fisiologici del movimento articolare determinando una vera e propria instabilità articolare. Inoltre il loro trattamento tradivo o inadeguato può dar esito ad una grave instabilità cronica del ginocchio.
I meccanismi traumatici più frequenti in grado di provocare distorsioni del ginocchio sono il valgismo e rotazione esterna e il varismo e rotazione interna.

Le distorsioni possono essere di:

  • : semplice distensione o distrazione di alcuni fasci dei legamenti interessati;
  • II°: lacerazione legamentosa parziale;
  • III°: lacerazione legamentosa totale.

È molto importante la distinzione tra lesioni:

  • Periferiche (capsula, legamenti collaterali, etc.)
  • Centrali (legamenti crociati) associate o meno a lesioni periferiche. Queste ultime sono le più gravi perché compromettono maggiormente la stabilità del ginocchio.
    In molti casi di lesioni capsulo-legamentose del ginocchio può esserci l’associazione di lesioni dei menischi.
    La sintomatologia si basa su un dolore improvviso conseguente ad un trauma e , spesso sensazione di “crack” e nei casi più gravi il paziente riferisce la sensazione di “ginocchio andato fuori posto”.

Si può rilevare:

  • Impotenza funzionale più o meno accentuata;
  • Tumefazione del ginocchio;
  • Ballottamento rotuleo;
  • Impossibilità di estensione completa;
  • Dolore spontaneo diffuso e intenso (in alcuni casi può essere assente per via dell’interruzione delle vie sensitive afferenti);
  • Instabilità articolare;
  • Dolore alla pressione.

Distorsione di caviglia

La distorsione di caviglia è un trauma molto frequente nella pratica sportiva, ma anche nelle attività quotidiane come camminare o scendere da un marciapiede.

Essa è determinata generalmente da un trauma indiretto che sollecita l’articolazione tibio-tarsica della caviglia provocando il momentaneo allontanamento dei capi articolari.

Meccanismo traumatico frequente è la distorsione con movimento di inversione della caviglia, in cui il piede ruota verso l’interno, con un movimento associato di flessione plantare. Questo tipo di distorsione causa una lesione delle strutture capsulo-legamentose del compartimento esterno o laterale di gravità variabile.

Sono possibili anche lesioni dei legamenti del compartimento mediale della caviglia, conseguenza di un forte trauma in eversione, che nella maggior parte dei casi sono legati ad una frattura peroneale e richiedono trattamento chirurgico.

Come nella distorsione di ginocchio la sintomatologia, in base al grado di distorsione varierà. E’ molto frequente in questi casi la tumefazione, il dolore al carico e alla palpazione e l’instabilità dell’articolazione.

Fisioterapia per gambe in caso di distorsione di ginocchio o caviglia

Il protocollo di fisioterapia per gambe in caso di distorsione di ginocchio o di caviglia si basa nella fase iniziale sul protocollo P.R.I.C.E. Riposo e deambulazione con stampelle, senza sforzare l’arto in oggetto, ghiaccio per 20 minuti circa, a seconda che si voglia ottenere un’azione analgesica o favorire la riduzione dell’ematoma. Tutto ciò attraverso vasocostrizione indotta a freddo, compressione elastica, sollevamento dell’arto. Questo protocollo va effettuato in fase acuta, che può durare fino a 4 giorni circa.

Fisioterapia per gambe associata a rieducazione funzionale nella fase subacuta, che può andare dal secondo al quinto giorno circa. Massaggio eseguito con cautela, kinesio tape drenante, esercizi passivi e esercizi in acqua.

Dopo una decina di giorni viene incoraggiato il carico, con il sostegno di un bendaggio funzionale o di un tutore semirigido da mantenere durante la deambulazione.

Quando il carico diventa indolore e libero, si iniziano gli esercizi attivi e contro resistenza, associati a ginnastica in acqua e propriocettiva.

Fisioterapia per caviglia: propriocezione

Tavoletta propriocettiva

Una volta che l’atleta è in grado di camminare anche a passo spedito e senza dolore, inizia l’ultima fase della fisioterapia per gambe definita “riadattamento all’attività sportiva”. Essa consiste nell’affidare lo sportivo al preparatore atletico che, attraverso una serie di esercitazioni, porterà il soggetto a riprendere con gradualità la specifica disciplina praticata.

Lesione muscolare

l meccanismo traumatico che provoca una lesione muscolare è generalmente un’improvvisa e veloce contrazione muscolare. Questa generalmente avviene in quegli sport in cui sopratutto gli arti vengono sollecitati improvvisamente come il body building, il calcio (sopratutto le ripartenze o le improvvise decelerazioni), la corsa, la pallavolo etc. Certamente ad essere colpiti da questo tipo di infortunio possono essere anche persone normali. Un esempio è chi non allenato si accinge a movimentare carichi pesanti provocandosi lesioni muscolari o un strappo muscolare.

Dal punto di vista anatomico la lesione muscolare può coinvolgere da poche fibre muscolari a molte fibre muscolari fino all’interruzione totale del muscolo.

Generalmente una lesione viene misurata in gradi in base alla quantità di fibre coinvolte, e all’estensione del danno riscontrato.

  • Primo grado: in questo stadio assistiamo ad una lesione muscolare di alcune fibre, di solito meno del 5% del totale. Come sintomi si avverte dolore nella zona vittima, ma non vi è impotenza funzionale ne ematoma, il soggetto avverte un dolore solo durante la contrazione o nel reclutamento di quelle fibre muscolari interessate. Questo genere di lesione passa da sola, nel giro di una settimana circa, senza necessità di ulteriori terapie o fisioterapia per gambe. Non necessita di ulteriori controlli al temrine del periodo di riposo che va però rispettato per evitare di incorrere in infortuni più seri.
  • Secondo Grado: In questo stadio si assiste ad una distrazione muscolare di molte fibre muscolari, con dolore elevato durante la contrazione, ma ancora senza impotenza funzionale nel reclutamento del muscolo interessato. Questa condizione è molto pericolosa in quanto il dolore se sopportato durante la gara porta l’atleta a terminare la partita o l’allenamento, rischiando  di fatto un aggravamento della problematica in quanto non è esclusa una lesione più grave. In questa condizione il dolore aumenta nei giorni successivi, e caratteristica è la comparsa di un ematoma, sintomo anche dello stravaso vascolare. Questo grado necessita di approfondimenti diagnostici approfondire per stabilire la reale entità e fornire i tempi di recupero.
  • Terzo grado: È lo stadio peggiore, in quanto lo strappo muscolare ha coinvolto definitivamente tutte le fibre muscolari, determinando come sintomo una impotenza funzionale, ematoma, e fortissimo dolore.  Va posta attenzione in quanto necessita di trattamenti specifici e di un attento iter medico al fine di limitare al massimo i danni funzionali che quasi sempre sono presenti a distanza, e che non possono essere recuperati completamente.

Fisioterapia per gambe in caso di lesione muscolare

In caso di lesione muscolare è fondamentale interrompere l’attività sportiva e qualsiasi tipo di carico eccessivo. Rimane quindi importante fermarsi immediatamente, e applicare del ghiaccio sulla zona interessata. Se l’area coinvolge l’arto inferiore, si mette l’arto in scarico, per le prime 24-36 ore, per limitare al massimo il danno ematico.

Si procede quindi ad un bendaggio compressivo, e si procede quanto prima con un controllo ecografico per valutare l’entità della lesione.

Durante il periodo di recupero, velocizza il processo riparativo applicazione di Tecarterapia, Laserterapia e Kinesio taping. E’ inoltre fondamentale, prima del ritorno ad attività fisica che coinvolga il muscolo in oggetto, una buona fisioterapia per gambe che comprenda:

  • Rieducazione funzionale;
  •  Stretching;
  • Recupero del gesto atletico.

 

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Dott. Fabio Marino

Autrice: Cristina Faccin

PROPRIOCEZIONE PER DISTORSIONE DI CAVIGLIA

FISIOTERAPIA PER ARTROSI

RIABILITAZIONE DEL GINOCCHIO CON CINGHIA

 

 

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