FISIOTERAPIA GINOCCHIO OPERATO
Le operazioni più frequenti a carico del ginocchio e successiva fase riabilitativa

di | 18/08/2019

Cosa c’è da sapere sulla fisioterapia da fare per un ginocchio operato? Scoprilo in questo articolo!

FISIOTERAPIA PER GINOCCHIO OPERATO

Prima di entrare nel dettaglio dell’argomento, rivediamo un attimo insieme accenni di anatomia dell’articolazione ginocchio:

A livello osseo il ginocchio è costituito da:

  • Femore: è l’osso della gamba, situato nella coscia, che costituisce anche parte dell’anca e del ginocchio. È l’osso più lungo, voluminoso e resistente del corpo.
  • Tibia: è un osso voluminoso posto nella parte inferiore della gamba. Il femore si poggia su di essa
  • Perone: è un osso lungo e sottile della gamba, situato parallelamente e lateralmente alla tibia, con cui si articola alle estremità superiore e inferiore. Punto di collegamento per i muscoli ed il legamento collaterale laterale.
  • Rotula o patella: è situata nella parte anteriore dell’articolazione del ginocchio, davanti al femore e alla tibia. Quando il ginocchio si muove, la rotula scivola all’interno di una scanalatura (gola intercondiloidea).

Legamenti del ginocchio:

I legamenti principali che collegano le ossa della coscia alla gamba sono quattro. Sono fasci di fibre molto resistenti che rendono stabile l’articolazione, regolano ed impediscono il movimento eccessivo.

Legamento Crociato Anteriore (LCA) e Legamento Crociato Posteriore (LCP).

I crociati sono i due legamenti principali alloggiati all’interno dell’articolazione del ginocchio e sono fondamentali per la stabilità in senso anteroposteriore del ginocchio. Questi due legamenti assomigliano a dei corti e robusti cordoni fibrosi che si incrociano ad “X”, fissando femore e tibia.

Legamento Collaterale Mediale (LCM) e Legamento Collaterale Laterale (LCL).

I legamenti collaterali sono legamenti situati ai lati del ginocchio. Nel compartimento esterno è posto il legamento collaterale laterale (LCL), mentre nella parte interna il Legamento Collaterale Mediale (LCM). I due legamenti collaterali assicurano stabilità al ginocchio in senso medio-laterale.

Muscoli e tendini

Due ampi fasci di muscoli attraversano l’articolazione del ginocchio per farlo muovere.

  • Quadricipite : costituito da quattro capi (retto anteriore e vasto mediale, laterale e intermedio), nella regione anteriore della coscia. Originano dal bacino e dal femore e si fondono poi in un tendine comune, che si inserisce sulla rotula e sulla tibia. La sua contrazione fa estendere la gamba e flettere la coscia.
  • Bicipite : situato nella regione posteriore della coscia, lavora insieme al semitendinoso e al gracile per far flettere il ginocchio.
  • Semitendinoso Il muscolo semitendinoso è un muscolo superficiale situato nella parte postero mediale della coscia. E’ carnoso nella sua parte superiore e tendineo in quella inferiore. Origina dalla tuberosità ischiatica con un tendine comune al capo lungo del bicipite femorale e termina sul lato mediale della tibia. Distalmente unisce il suo tendine anteriormente con quello del sartorio e lateralmente con quello del gracile, costituendo la zampa d’oca superficiale.
  • Semimembranoso : Il muscolo semimembranoso è costituito nel suo terzo superiore da una larga lamina tendinea. E’ posto in profondità rispetto al muscolo semitendinoso ed origina dalla tuberosità ischiatica ( lateralmente e prossimalmente all’origine del bicipite femorale e del semitendinoso). Il semimembranoso è un muscolo biarticolare che con la sua azione flette e intraruota la gamba, estende, intraruota e adduce la coscia. 
I tendini sono strutture connettivali fibrose, che fissano il muscolo alle ossa. I legamenti invece fissano due ossa tra di loro. I quattro ventri muscolari che formano il quadricipite si fondono per formare il tendine quadricipitale. Questo tendine avvolge la rotula, proseguendo come tendine rotuleo per fissare il muscolo alla tibia.

Cartilagine

Ci sono due tipi di cartilagini all’interno del ginocchio:

  • Cartilagine articolare : ricopre le estremità delle ossa e ha due funzioni, ridurre l’attrito e l’usura delle superfici dell’osso e distribuire i carichi trasmessi all’articolazione.
  • Menisco : in ciascun ginocchio ci sono due menischi. Sono dischi cartilaginei a forma di semiluna interposti tra il femore e la tibia. La loro funzione è ammortizzare colpi e urti, proteggendo così la cartilagine del ginocchio, ridurre l’attrito e conseguente usura dei capi articolari, distribuire in modo più uniforme il carico applicato all’articolazione.
Anatomia del ginocchio

Anatomia del ginocchio vista su modellino anatomico: nella foto si possono apprezzare il femore, tibia e perone, i due menischi, il legamento collaterale mediale e quello laterale e il legamento crociato posteriore

Fisioterapia per ginocchio operato

Perché è importante avere un ginocchio sano il più a lungo possibile?

Quella del ginocchio è un’articolazione complessa che deve essere in grado di assicurare un mobilità in carico sempre capace di fare fronte alle imperfezioni continue del terreno.

Inoltre deve offrire ampia mobilità per l’esecuzione dei movimenti di tutti giorni e una grande forza e stabilità per la pratica degli sport più diversi: dalla danza classica, al calcio, al rugby.

Già questa premessa fa comprendere in effetti che il ginocchio deve essere una articolazione estremamente versatile. Deve sopportare il peso del corpo per tutto il giorno e nello stesso tempo assicurare una mobilità che si esercita anche con estrema grazia e precisione.

Principali patologie del ginocchio che potrebbero sfociare nella necessità di una operazione:

E’ interessante parlare di alcune delle patologie del ginocchio che più spesso sono causa di dolore e conseguente operazione.

Ne vediamo quindi brevemente alcune, accompagnate dalla spiegazione dell’intervento chirurgico e della fisioterapia per ginocchio operato.

Lesioni e rotture del menisco di ginocchio:

Le lesioni o rotture del menisco possono verificarsi quando uno o entrambi i menischi, a causa di un movimento sbagliato o per uno sbilanciamento del soggetto, rimangono intrappolati tra il femore e la tibia.

Questo capita spesso durante i movimenti combinati di flessione e rotazione tipici delle distorsioni, ma anche in seguito ad un banale movimento. Inoltre, nelle persone più anziane, può accadere per degenerazione della cartilagine e perdita di elasticità. I sintomi possono essere:

  • Da un fastidio leggero a un dolore acuto e localizzato nella parte anteriore del ginocchio;
  • Dolore sordo che si riacutizza in certi movimenti;
  • Impossibilità di appoggiare l’arto;
  • Gonfiore di diverso grado, importanza e localizzazione.

Intervento chirurgico per la rottura del menisco

La meniscectomia prevede l’asportazione totale o parziale del menisco lesionato. A tal proposito il chirurgo cercherà di risparmiare il più possibile l’integrità meniscale in quanto il rischio di alterazioni degenerative a carico del ginocchio è direttamente proporzionale alla quantità di menisco asportato.

FISIOTERAPIA PER GINOCCHIO OPERATO AL MENISCO

Il percorso di fisioterapia per ginocchio operato al menisco ha come obbiettivi principali il riacquisto della completa mobilità e funzionalità del ginocchio.

La riabilitazione dopo lesione meniscale è più rapida se la parte di menisco lesionata viene rimossa chirurgicamente. In questo caso il paziente è solitamente in grado di camminare già dopo uno o due giorni dall’intervento e può ritornare alle normali attività dopo qualche settimana (2-6 settimane in rapporto all’entità e alla localizzazione della lesione).

Il percorso riabilitativo è invece più lungo se il menisco viene riparato chirurgicamente (intervento di suturazione). In questo caso si dovrà camminare con l’ausilio delle stampelle per quattro settimane ed un completo ritorno all’attività sportiva sarà possibile soltanto dopo quattro/sei mesi.

Il protocollo di riabilitazione dopo intervento di suturazione del menisco, pur ponendosi gli stessi obiettivi, è molto più lento del precedente. Grossomodo le esercitazioni previste sono simili, ma molto più caute e posticipate dal periodo iniziale di immobilità forzata. Il recupero completo avverrà in questo caso soltanto dopo tre/quattro mesi dall’intervento.

Subito dopo l’intervento al paziente viene applicato uno speciale tutore per il ginocchio che lo può bloccare in posizione estesa o concedere piccoli movimenti controllati.

Il giorno successivo all’intervento delle stampelle vengono messe a disposizione del paziente per camminare. Altre volte la deambulazione in carico viene consentita sin dal primo giorno dopo l’operazione, a condizione che il ginocchio venga bloccato in estensione dal tutore.

Nei giorni seguenti il tutore può essere rimosso, consentendo limitati movimenti di flessione del ginocchio in rapporto alla tollerabilità del movimento (45-60°). L’obiettivo di questi primi giorni sarà il rafforzamento del muscolo quadricipite. A tal proposito possono essere eseguiti esercizi a catena cinetica aperta e, successivamente, a catena cinetica chiusa (mezzo squat).

La riabilitazione del ginocchio può essere effettuata tranquillamente in acqua, ma soltanto dopo che le ferite cutanee si sono rimarginate (solitamente dopo 10-15 giorni).

Nella fase intermedia (2-4 settimane dopo l’operazione) il programma riabilitativo proseguirà aumentando l’intensità dell’esercitazioni. Verranno così introdotti esercizi contro resistenza (isotonici) per il rafforzamento dei muscoli della coscia (sia flessori che estensori) in relazione alla tollerabilità all’esercizio. Durante il mezzo squat si potranno raggiungere i 60° di flessione sempre in base al grado di recupero e alle sensazioni individuali.

In questa fase è inoltre importante migliorare la propriocezione dell’articolazione tramite lavori su pedana basculante in appoggio bipodalico.

Fisioterapia per gonalgia di ginocchio

Esempio di esercizio di propriocezione per l’articolazione di ginocchio, caviglia o anca.

Nella terza e ultima fase (4-8 settimane) il lavoro proseguirà con il rafforzamento isotonico ed isocinetico di tutto l’arto inferiore. Verranno introdotti esercizi di rinforzamento a catena cinetica chiusa di intensità progressivamente crescente come esercizi pliometrici, salti, balzi ecc.

 Lesione legamento crociato anteriore:

La lesione o rottura del legamento crociato anteriore (LCA) è molto frequente specie in chi pratica sport di alto impatto.

In questo caso il quadro clinico riporta solitamente:

  • Dolore intenso;
  • Gonfiore molto marcato che insorge rapidamente;
  •  Sensazione di cedimento;
  •  Limitazione della funzione.

Intervento chirurgico per legamento crociato

Attualmente il trattamento chirurgico è considerato la terapia d’elezione negli sportivi e nei giovani in genere. Grazie all’avvento delle tecniche artroscopiche, la ricostruzione del LCA è diventato un intervento molto frequente.

Il trattamento chirurgico per una lesione al crociato anteriore è la ricostruzione artroscopica con un innesto libero di tendine autologo (preso da sé stessi) o allograft da cadavere.

I trapianti che sono solitamente usati possono provenire:

  • Dal tendine dei muscoli semitendinoso-gracile
  • Oppure dal tendine rotuleo con annesse bratte ossee (rotulee e tibiali) per facilitarne la successiva fissazione e osteo-integrazione.

FISIOTERAPIA PER GINOCCHIO OPERATO AL LEGAMENTO CROCIATO

Successivamente all’intervento, la fisioterapia per il ginocchio operato al crociato anteriore si basa sul:

  • Guadagnare un buon range articolare già dai primi giorni post intervento (molto utile la mobilizzazione passiva, nei primi tempi, ma anche quella attiva assistita);
  • Recuperare la stenia muscolare, riportando l’arto operato alla condizione pre-intervento e riavvicinandolo a quello malato;
    Per il recupero della forza possono essere utilizzati strumenti diversi. Consiglio all’inizio di sfruttare attrezzi a corpo libero, per lavorare in catena cinetica chiusa, che sovraccarica di meno l’articolazione, e l’utilizzo di elastici;
  • Migliorare la coordinazione muscolare (sia intra-muscolare, quindi tra fibre diverse dello stesso muscolo, sia inter-muscolare, quindi tra muscoli diversi);
  • Recuperare la propiocezione per recuperare l’equilibrio sia statico che dinamico;
  • Aumentare la stabilità dell’articolazione (rispettare, in questo caso, i tempi di recupero canonici del post intervento, sia quelli personali del paziente).

 

Fisioterapia per ginocchio operato: potenziamento ischiocrurali in catena chiusa

Esempio di Esercizio di potenziamento post intervento al crociato anteriore / articolazione ginocchio. Seconda fase: ischiocrurali in catena cinetica chiusa

Se vuoi entrare nel dettaglio della fisioterapia per un ginocchio operato al legamento crociato anteriore ti consiglio di leggere questo articolo specifico.

Per maggiori informazioni sulla fisioterapia per ginocchio operato o se vuoi parlare con un fisioterapista in uno dei Centri Kinesis Sport, clicca

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Dott. Fabio Marino

Autrice: Cristina Faccin

 

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