FISIOTERAPIA PER GONALGIA
Fisioterapia per gonalgia: anatomia del ginocchio, significato di Gonalgia e trattamenti fisioterapici

di | 04/08/2019

Cosa c’è da sapere a riguardo della fisioterapia per gonalgia di ginocchio? Scoprilo in questo articolo!

FISIOTERAPIA PER GONALGIA DI GINOCCHIO

Fisioterapia per gonalgia: descrizione dell’anatomia del ginocchio

Il ginocchio è la più grande e complessa articolazione del corpo. Il suo compito è dare mobilità e stabilità. I suo principali movimenti sono flesso-estensione, avvicinare e allontanare, e la rotazione della gamba sull’asse longitudinale.

La parte anteriore del ginocchio e la parte rotulea, mentre quella posteriore è detta “cavo popliteo”. Come tutte le articolazioni è composto da strutture ossee, muscolari, legamenti e cartilagini.

La struttura ossea è formata dall’epifisi distale del femore, dall’epifisi prossimale della tibia e dalla rotula. Le superfici articolari sono rappresentate dai condili femorali e dalle glenoidi tibiali, due superfici a curvatura molto complessa che permettono un movimento contemporaneo di rotolamento e strisciamento.

L’apparato capsulo legamentoso è costituito dalla capsula articolare, un manicotto fibroso che riveste l’articolazione, da due menischi, da due legamenti collaterali e da due legamenti crociati. Una membrana, detta sinoviale, riveste la superficie interna della capsula e secerne un liquido vischioso che lubrifica e nutre l’articolazione.

La stabilità dell’articolazione dipende non soltanto dall’integrità della capsula articolare e legamentosa (stabilizzazione passiva), ma anche dalla tensione delle strutture muscolo-tendinee che si inseriscono in prossimità dell’articolazione stessa (stabilizzazione attiva). Quelle dei muscoli vasti sono le più estese e ricoprono l’articolazione anteriormente, medialmente e lateralmente; sempre anteriormente si trova anche il tensore della fascia lata. Posteriormente il ginocchio è coperto dall’ inserzione sui condili femorali del gastrocnemio.

Anatomia del ginocchio:

Ossa

  • Femore – è l’osso della gamba, situato nella coscia, che costituisce anche parte dell’anca e del ginocchio. È l’osso più lungo, voluminoso e resistente del corpo.
  • Tibia – è un osso voluminoso posto nella parte inferiore della gamba. Il femore si poggia su di essa
  • Perone – è un osso lungo e sottile della gamba, situato parallelamente e lateralmente alla tibia, con cui si articola alle estremità superiore e inferiore. Serve da punto di collegamento per i muscoli ed il legamento collaterale laterale.
  • Rotula o patella – è situata nella parte anteriore dell’articolazione del ginocchio, davanti al femore e alla tibia. Quando il ginocchio si muove, la rotula scivola all’interno di una scanalatura.

Legamenti del ginocchio

I legamenti principali che collegano le ossa della coscia alla gamba sono quattro. Sono fasci di fibre molto resistenti che rendono stabile l’articolazione, regolano ed impediscono il movimento eccessivo.

  • Legamento Crociato Anteriore (LCA) e Legamento Crociato Posteriore (LCP). I crociati sono i due legamenti principali alloggiati all’interno dell’articolazione del ginocchio e sono fondamentali per la stabilità in senso anteroposteriore (cioè sul piano sagittale) del ginocchio. Questi due legamenti assomigliano a dei corti e robusti cordoni fibrosi che si incrociano ad “X”, fissando femore e tibia.
  • Legamento Collaterale Mediale (LCM) e Legamento Collaterale Laterale (LCL). I legamenti collaterali sono legamenti situati ai lati del ginocchio. Nel compartimento esterno è posto il legamento collaterale laterale (LCL), mentre nella parte interna il Legamento Collaterale Mediale (LCM). I due legamenti collaterali assicurano stabilità al ginocchio in senso medio-laterale (cioè sul piano frontale).

Muscoli e tendini che costituiscono il ginocchio

Due fasci di muscoli attraversano l’articolazione del ginocchio per farlo muovere.

  • Quadricipite: costituito da quattro capi (retto anteriore e vasto mediale, laterale e intermedio), nella regione anteriore della coscia. Originano dal bacino e dal femore e si fondono poi in un tendine comune (chiamato tendine rotuleo), che avvolge la rotula e si inserisce sulla tibia. La sua contrazione fa estendere la gamba e flettere la coscia.
  • Bicipite femorale: situato nella regione posteriore della coscia, lavora insieme al semitendinoso e al semimembranoso per far flettere il ginocchio.

Tendini

Sono strutture connettivali fibrose, che fissano il muscolo alle ossa. I legamenti invece fissano due ossa tra di loro. I quattro muscoli che formano il quadricipite si fondono per formare il tendine quadricipitale. Questo tendine si unisce alla rotula, proseguendo come tendine rotuleo per fissare i muscoli alla tibia.

Cartilagine

Ci sono due tipi di cartilagini all’interno del ginocchio:

  • Cartilagine articolare : ricopre le estremità delle ossa, rendendole liscie e ha due funzioni, ridurre l’attrito e l’usura delle superfici dell’osso e distribuire i carichi trasmessi all’articolazione.
  • Menisco : in ciascun ginocchio ci sono due menischi. Sono dischi cartilaginei a forma di semiluna interposti tra il femore e la tibia. La loro funzione è ammortizzare colpi e urti, proteggendo così la cartilagine del ginocchio, ridurre l’attrito e conseguente usura dei capi articolari, distribuire in modo più uniforme il carico applicato all’articolazione.

Fisioterapia per gonalgia

SIGNIFICATO DEL TERMINE GONALGIA

Il termine “gonalgia” in gergo medico significa letteralmente “dolore al ginocchio”. La gonalgia quindi si può presentare su qualsiasi persona di qualsiasi età, perché le cause che la scatenano sono svariate.

L’articolazione del ginocchio, infatti, è complessa e delicata, quindi esposta al rischio di rotture e alterazioni della funzionalità. Ognuno degli elementi che la compongono, dai menischi ai legamenti, dalla rotula, alle cartilagini, può essere interessato da processi patologici, quali infiammazioni, artrosi e malattie sistemiche.
Oltre a sostenere il peso del corpo, il ginocchio deve compiere una serie di movimenti che mettono alla prova le strutture che ne costituiscono l’articolazione. Inoltre, questa zona è particolarmente esposta a lesioni traumatiche sportive e non, come distorsioni e fratture. In base alla causa scatenante, il trattamento della gonalgia può prevedere farmaci antinfiammatori, corticosteroidi (anche con infiltrazioni locali) e sostegno tramite la fisioterapia per gonalgia.

Il trattamento di fisioterapia per la gonalgia

Quando si presenta una gonalgia, è opportuno sottoporsi ad un’accurata visita dal proprio medico, che valuterà se è il caso di eseguire ulteriori approfondimenti strumentali specialistici.

In primo luogo, la diagnosi richiede una valutazione complessiva del paziente, con particolare riferimento all’anamnesi e all’esame obiettivo. Con la raccolta dei dati anamnestici, il medico potrà approfondire le caratteristiche, la sede e le attività a cui è associata la comparsa della gonalgia.

L’esame obiettivo valuterà poi le possibilità di movimento, controllando con apposite manovre l’integrità delle strutture del ginocchio. In linea generale, sintomi “meccanici” associati alla gonalgia, come il blocco articolare, suggeriscono una patologia articolare del ginocchio, mentre l’instabilità suggerisce la presenza di una lesione legamentosa o di una sublussazione della rotula. Il dolore che peggiora con il carico subito dopo un trauma suggerisce, invece, la presenza di una frattura.
In base al sospetto, il percorso diagnostico può prevedere una valutazione specialistica ortopedica, la quale può avvalersi di radiografie (Rx) del ginocchio, risonanza magnetica (RM) ed ecografia.

Gli approcci di fisioterapia per gonalgia possono essere diversi e dipendono da ciò che l’anamnesi e l’esame diagnostico hanno rilevato. Nel caso in cui la gonalgia sia associata ad un trauma, sono previsti riposo, cessazione delle attività di carico e immobilizzazione del ginocchio (ad esempio, con tutori rigidi). Inoltre, è possibile applicare localmente del ghiaccio ed elevare l’arto (protocollo P.R.I.C.E)
In qualche caso, la gonalgia può tratte beneficio dall’uso di ortesi di sostegno dell’arco plantare o di tutori che stabilizzano la rotula.

Fisioterapia per ginocchio: gonalgia, legamento crociato anteriore, protesi, menisco

Durante la riabilitazione l’utilizzo delle stampelle è fondamentale

La fisioterapia per gonalgia può prevedere inoltre, in baso alla tipologia del problema,l’utilizzo di elettromedicali, mobilizzazioni o rinforzo e stabilizzazione dell’articolazione del ginocchio.

Terapia strumentale: elettromedicali

Gli elettromedicali più utilizzati in caso di gonalgia sono la Tecarterapia e la Laserterapia, le quali andranno utilizzate in maniera differente in base al tipo di problematica presente nel ginocchio. L’obbiettivo finale dell’utilizzo di queste terapie è eliminare o ridurre di molto il dolore, togliere l’infiammazione e il versamento articolare, se presente.

Una volta raggiunto questo obbiettivo è possibile per il fisioterapista riportare il paziente ad una vita normale o rieducarlo al gesto atletico, nel caso di uno sportivo.

Mobilizzazioni articolari

Se vuoi leggere un articolo specifico sulle mobilizzazioni di ginocchio in osteopatia e massoterapia clicca QUI.

Il ruolo primario della mobilizzazione articolare è ristabilire la normale mobilità e facilitare la corretta biomeccanica delle strutture interessate, attraverso una reazione neurofisiologica e una reazione biomeccanica.

L’effetto neurofisiologico è basato sulla stimolazione dei meccanocettori e sull’inibizione dei nocicettori, ottenendo così una diminuzione dell’intensità del dolore; l’effetto biomeccanico è attuato, invece, grazie alla tensione dei tessuti periarticolari, con lo scopo di prevenire le complicanze dovute al trauma o all’immobilità.

Fisioterapia e riabilitazione per gonalgia di ginocchio

Immagine esemplificativa di una mobilizzazione articolare di ginocchio durante una fase della riabilitazione di ginocchio per gonalgia, legamento crociato anteriore, protesi o menisco

Al fine di ristabilire la normale meccanica e cinematica articolare, il lavoro delle mobilizzazioni articolari deve essere iniziato quanto prima, compatibilmente con le indicazioni; in base allo scopo prefissato, saranno adottate tecniche differenti.

È importante preparare la muscolatura alla mobilizzazione ed intervallare le manovre di recupero del range of movement con movimenti più “dolci” di rilassamento della muscolatura e di trazione articolare.

Gli esercizi devono essere eseguiti sui piani funzionali di movimento, insistendo nelle direzioni limitate e lavorando anche sui movimenti composti, secondo il recupero articolare desiderato.

Il terapista può ricorrere a mobilizzazioni attive assistitepassive o passive forzate a seconda delle necessità.

Rinforzo e stabilizzazione del ginocchio

Con rinforzo e stabilizzazione si intendono tutti quegli esercizi di fisioterapia per gonalgia che permettono il potenziamento muscolare e il recupero della stabilità articolare.

Per eseguire questi esercizi di fisioterapia per gonalgia, ci si può servire inizialmente di cavigliere, elastici o palle di spugna da stringere tra le gambe.

Potenziamento del vasto mediale post intervento al ginocchio: legamento crociato / menisco / gonalgia

Potenziamento vasto mediale per stabilizzazione articolazione ginocchio post intervento: legamento crociato, menisco o gonalgia. Post intervento crociato anteriore o menisco

Successivamente alla prima fase appena descritta è però molto importante l’esecuzione degli esercizi in carico. Con esercizi in carico si intendono tutti gli esercizi che sono svolti caricando il peso corporeo e terra; sono un esempio di questi gli squat, gli affondi e gli esercizi propriocettivi su pedane propriocettive, bozu o tappeti instabili come quello descritto nell’immagine riportata sotto.

Fisioterapia per gonalgia: esercizio di propriocezione

Esercizio di propriocezione per articolazione ginocchio.

Questa fase è fondamentale nel protocollo di fisioterapia per gonalgia e deve essere eseguita con precisione in base alla problematica, infatti alcuni esercizi sono indicati in presenza di determinate problematiche, ma altri no. Proprio per questo motivo è importante rivolgersi ad un buon fisioterapista che sappia cosa può consigliarci e cosa invece dobbiamo evitare.

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Dott. Fabio Marino

Autrice: Cristina Faccin

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