FISIOTERAPIA PER IL DITO A SCATTO
Solo dopo il trattamento chirurgico o anche prima ?

di | 07/05/2019

FISIOTERAPIA PER DITO LUSSATO

FISIOTERAPIA PER IL DITO A SCATTO

Fisioterapia per il dito a scatto.

Il dito a scatto, detto anche tenosinovite stenosante, è un disturbo in cui una delle dita delle mani rimane piegata, per poi raddrizzarsi con un brusco scatto.

La fisioterapia per il dito a scatto è necessaria sia per i pazienti costretti a intervenire chirurgicamente, sia in quelli che invece non necessitano di tale intervento terapeutico, proprio per le caratteristiche di questa patologia; infatti il dito a scatto, detto anche tenosinovite stenosante, è un disturbo in cui una delle dita delle mani rimane  piegata, per poi raddrizzarsi con un brusco scatto. 

Questa patologia è data da un restringimento della guaina sinoviale che ricopre il tendine del dito colpito. 
Il dito a scatto si manifesta con più frequenza nella mano dominante e nella maggior parte dei casi le dita colpite sono il pollice, il medio o l’anulare; può danneggiare uno o  più dita e interessare una o entrambe le mani.

Le persone più colpite sono quelle costrette ad eseguire azioni di presa in modo continuativo, per motivi di lavoro o per hobby.

Fisioterapia per il dito a scatto.

Le persone più colpite da questa patologia sono quelle che per motivi di lavoro o passione devono tenere la presa.

Come abbiamo anticipato poche righe sopra, la prima causa che causa questa patologia è un restringimento della guaina che circonda il tendine del dito interessato. I tendini sono rivestiti da una membrana protettiva che a sua volta è circondata dalla tenosinovia, la quale rilascia un liquido lubrificante, che permette al tendine di scorrere senza attriti nella sua membrana, mentre il dito si piega e si stende.

Se la tenosinovia s’infiamma spesso o  rimane infiammata per lungo tempo lo spazio, all’ interno del rivestimento del tendine, può diventare stretto e costringere lo stesso;
nel momento in cui i tendini flessori delle dita non scivolano costringono il dito a rimanere bloccato in posizione piegata, prima di estendersi con uno scatto.
La presenza di gonfiore della sinovia aumenta la difficoltà nell’ estendere il dito, quindi si dovrà compiere una trazione forzata che provocherà lo scatto e un dolore fortissimo. Questa situazione irrita e fa gonfiare i tendini coinvolti, se questo stato persiste nel tempo potrebbero formarsi cicatrici, ispessimenti (fibrosi) o noduli. 

SEGNI E SINTOMI DEL DITO A SCATTO

 possono essere più o meno gravi e si presentano con:

  • Gonfiore o rigidità del dito (soprattutto al mattino),
  • Sensazione di scatto o schiocco al compimento del movimento di flesso-estensione o mentre si afferra un oggetto,
  • Presenza di un nodulo alla base del dito,
  • Dolore localizzato sul palmo della mano,
  • Dito che si blocca in flessione che si raddrizza improvvisamente oppure che non riesce ad estendersi completamente.

FATTORI DI RISCHIO

 che rendono più facile l’insorgenza del dito a scatto sono:

  • Microtraumi alla mano.
  • Movimenti di presa ripetuti
  • Malattie concomitanti: pazienti affetti da artrite reumatoide, diabete, ipotiroidismo e alcune infezioni sembra siano essere più soggetti a soffrire di dito a scatto.
  • Sesso: il disturbo è più comune nelle donne.

DIAGNOSI

E’ sostanzialmente clinica: il medico può diagnosticare il dito a scatto eseguendo un esame fisico che consente di riconoscere le zone dolenti, verificare la mobilità chiedendo al paziente di chiudere e aprire la mano, inoltre palpando il palmo della mano, tra il metacarpo e la falange rilevando la presenza di  noduli.

Il trattamento terapeutico e fisioterapico varia a seconda della gravità e dal tempo della comparsa del disturbo.

Trattamento per Sintomi lievi o poco frequenti

  • Fisioterapia per il dito a scatto

    In alcuni casi l’ utilizzo del tutore è di grande sollievo, perché costringe al riposo l’ articolazione coinvolta.

    Steccatura: si prescrivere al paziente di indossare un tutore che lo aiuterà a mantenere il dito in posizione estesa, per circa sei settimane. L’immobilizzazione consente di riposare l’articolazione coinvolta ed impedisce di chiudere a pugno la mano durante la notte.

  • Esercizi per le dita: che aiutino a mantenere la mobilità articolare del dito.
  • Evitare i movimenti manuali ripetuti: per almeno tre o quattro settimane evitare le attività che richiedono movimenti di presa, la chiusura delle dita a pugno o l’uso di macchinari che vibrano.
  • Compiere esercizi defaticanti:  per le mani e di rotazione per il polso.
  • Fisioterapia per il dito a scatto.

    La terapia manuale sia passiva che attiva è consigliata per alleviare gli stati infiammatori e per defaticare l’ articolazione.

    Massaggiare il dito colpito può apportare benessere e contribuire ad alleviare il dolore.

Trattamento per i casi più gravi

Fisioterapia per il dito a scatto.

Nei casi più gravi il trattamento chirurgico è l’ unica soluzione!

  • Somministrazione di farmaci antinfiammatori e in caso il disturbo non si risolva, si passerà all’intervento chirurgico.

 FISIOTERAPIA PER IL DITO A SCATTO

Il primo approccio fisioterapico sarà quello di utilizzare  Ultrasuoni, Laser ad alta potenza e Tecarterapia applicata in modalità capacitiva, se non dovesse dare degli esiti bisognerà ricorre a stimoli biologici differenti sostituendo gli ultrasuoni e la laser terapia con l’ipertermia, un macchinario  adatto a patologie tendinee croniche (che persistono da più di tre settimane).

In una seconda fase si andranno ad utilizzare tecniche di terapia manuale come le mobilizzazioni in trazione, il massaggio e il trattamento dei trigger point che hanno lo scopo di diminuire la rigidità dei tessuti e di di recuperare il  movimento.

In terza battuta si proporranno degli esercizi, per completare il recupero del movimento, come per esempio :

l’ apertura e la chiusura del pugno, l’apertura forzata della mano e delle dita, flesso estensione delle dita e del polso, l’ estensione forzata delle dita.

Fisioterapia per il dito a scatto.

Alcuni esempi di esercizi che si possono fare per recuperare il movimento delle dita.

La fisioterapia per il dito a scatto sopra descritta potrà essere eseguita sia prima che dopo l’ intervento chirurgico; prima per lenire il più possibile il dolore e dopo per ritornare al più presto a svolgere le attività quotidiane.

Nel caso in cui l’ intervento chirurgico, non fosse contemplato nel piano terapeutico, la fisioterapia per il dito a scatto si potrà eseguire non appena il medico lo riterrà opportuno.

Se vuoi ricevere più dettagli sulla fisioterapia per il dito a scatto o per prenotare un colloquio gratuito scrivimi cliccando QUI

Dott. Fabio Marino

Autrice: Sabrina Giola 

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