FISIOTERAPIA PER IL NERVO VAGO
Come approcciare a questo nervo con la fisioterapia

di | 13/07/2019

Come approcciare al nervo vago, decimo nervo cranico, con la fisioterapia

FISIOTERAPIA PER IL NERVO VAGO

L’approccio fisioterapico

In questo articolo parleremo di quanto e come sia utile la fisioterapia in rapporto al nervo vago. Iniziamo a descrivere meglio questo nervo e quali patologie lo interessano…

Fisioterapia per il nervo vago:

Di che tipo di nervo stiamo parlando?

Il nervo vago  è il decimo dei dodici paia di nervi cranici  che partono dal tronco encefalico. Il nervo vago parte dal midollo allungato e si porta, attraverso il foro giugulare, verso il basso nel torace e nell’addome. I 2 nervi vaghi destro e sinistro sono tra i più importanti del corpo nonché i più lunghi ed i più ramificati tra i nervi cranici. Il nervo vago è il principale rappresentante delle fibre nervose che compongono il sistema nervoso parasimpatico.

Il sistema nervoso parasimpatico adempie a svariate funzioni: stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l‘immagazzinamento dell’energia.
Questo tipo di sistema controlla tutti quei momenti di routine e le attività tranquille del vivere quotidiano.
La sollecitazione del sistema nervoso parasimpatico può comportare:

  • Il restringimento della pupilla
  • L’aumento delle secrezioni digestive
  • La diminuzione della frequenza cardiaca
  • La contrazione dei muscoli bronchiali
  • Il rilassamento dello sfintere vescicale
  • La dilatazione dei vasi sanguigni presenti sui muscoli scheletrici.Da un confronto tra il sistema parasimpatico e quello simpatico, si può notare immediatamente che quest’ultimo svolge un’attività diametralmente opposta al primo, in quanto ha funzioni stimolanti, eccitanti e contraenti (del resto presiede al sistema di adattamento noto come “attacco e fuga”).

Fisioterapia per il nervo vago: 

Che cosa innerva il vago?

Fisioterapia per il nervo vago

Foto che riassume il tragitto del nervo vago, con quello che innerva.

Nel suo decorso verso l’addome, stabilisce numerose innervazioni con diversi organi:

  • Condotto uditivo esterno
  • Trachea
  • Cuore
  • Stomaco
  • Polmoni
  • Fegato
  • Stomaco
  • Intestino
  • Organi genitali

Problematiche articolari, risolvibili con la fisioterapia, che influiscono sul nervo vago:

Fisioterapia per il nervo vago

Passaggio del nervo vago e problematica vertebrale che necessita di mobilizzazione fisioterapica o osteopatica.

Le sofferenze di tipo articolare, in particolar modo a livello cervicale, possono portare a sintomi neurologici tutte espressioni dell’irritazione e della compressione dei tronchi nervosi che escono dal midollo spinale, tra una vertebra e l’altra. Uscendo il vago dal midollo allungato, attraversando il collo e il torace, raggiunge l’addome e invia rami alla maggior parte degli organi del corpo umano (la laringe e la faringe, la trachea, i polmoni, il cuore e buona parte dell’apparato digerente). L’azione del nervo vago è di liberare una sostanza particolare chiamata acetilcolina che determina il restringimento dei bronchi e il rallentamento della frequenza cardiaca. Inoltre stimola la produzione dell’acido gastrico, l’attività della colecisti e la peristalsi, cioè i movimenti compiuti dallo stomaco e dall’intestino durante la digestione.

Quando la funzionalità del nervo vago viene in qualche modo compromessa dalla presenza di un processo degenerativo articolare, come per esempio l’artrosi cervicale, può determinarsi una serie di sintomi che coinvolgono tutti i principali organi del corpo e che sembrano avere poco a che fare con una malattia delle articolazioni quale l’artrosi. In questo caso gioca un ruolo veramente fondamentale una buona analisi iniziale fatta da un bravo fisioterapista, per poter impostare un percorso di fisioterapia, in collaborazione con altre figure mediche, il più personalizzato possibile, in linea con le problematiche manifestate dal paziente.

Ecco i sintomi imputabili al nervo vago:

  • NAUSEA: E’ un disturbo tipico connesso alla degenerazione artrosica della cervicale che colpisce spesso al mattino, appena svegli, e sembra più frequente durante i cambi di stagione, quando i disturbi come l’artrosi si fanno più frequenti e incalzanti. Non è connesso all’ assunzione di cibo, anzi, in questi casi l’appetito non viene compromesso. Si associa spesso a salivazione abbondante (il vago stimola la produzione di saliva) e a un senso di oppressione alla nuca e alle orbite intorno agli occhi (perioculari).
  • ACIDITÀ DI STOMACO: Bruciori di stomaco e rigurgiti acidi sono spesso associati alla nausea e dipendono dall’aumento della produzione di acido gastrico da parte del vago.
  • ROSSORI IN VISO: Sono quasi sempre connessi alla sensazione di nausea e vengono originati dalla stimolazione del nervo vago causata da una compressione delle vertebre e delle articolazioni a livello cervicale
  • CRAMPI: I crampi del cardias (la cosiddetta bocca dello stomaco) e del piloro (l’apertura che mette in comunicazione lo stomaco con l’intestino tenue) sono da ricollegarsi all’aumentata attività del vago e anche della sua compromissione a livello cervicale.
  • TACHICARDIA: Il vago innerva il cuore e, se stimolato eccessivamente, può dar luogo a un aumento dei battiti che si traducono in una frequenza cardiaca superiore ai cento battiti al minuto.
  • DISTURBI DELLA DEGLUTIZIONE: Il fastidioso senso di “gola chiusa” deriva sempre dall’ infiammazione del vago che innerva organi come la faringe e la trachea. Questo disturbo, insieme ai ronzii auricolari, alle vertigini e ai dolori alla nuca, è indice della cosiddetta sindrome di Neri, Barrè e Lioeu (dal nome dei tre medici che per primi la identificarono) tipica nell’artrosi cervicale.

Fisioterapia per il nervo vago: 

Esercizi utili

Se hai sintomi che ti indicano un malfunzionamento del Nervo Vago, bisogna adottare una serie di strategie che andremmo ad illustrare…

Per una efficace fisioterapia del nervo vago bisogna cercare di lavorare su tutti i possibili fattori di rischio:

  • Alimentazione: A volte può essere utile migliorare la propria alimentazione per favorire le funzionalità vagali. In particolare, risulta essere d’aiuto migliorare al massimo le funzionalità di stomaco ed intestino con una alimentazione circadiana e anti infiammatoria.
  • Attività fisica specifica: Alcuni tipi di attività fisica aerobica, in particolare l’allenamento ad intervalli, hanno dimostrato un ottimo effetto sul medio termine, nella stimolazione dell’attività vagale.
  • Allenamento respiratorio: La respirazione è una delle tecniche più efficaci per regolarizzare il funzionamento del sistema nervoso autonomo.
  • Lavora sul tratto cervicale: Il lavoro sul tratto cervicale è il principale e più efficace metodo di riduzione dei sintomi legati al Nervo Vago. Per riabilitare il tratto cervicale nel migliore dei modi ti consiglio di eseguire questi esercizi: 

Passiamo ora a parlare dell’approccio fisioterapico al nervo vago, e lo facciamo partendo dalla respirazione diaframmatica. Dal titolo qui sotto, se vorrai, potrai collegarti direttamente all’articolo specifico sulla respirazione diaframmatica.

“La respirazione diaframmatica

La base della fisioterapia per il nervo vago è la respirazione! Se non hai una buona respirazione, i tuoi muscoli cervicali rimarranno sempre troppo contratti. Più la tua respirazione è alta e superficiale, più utilizzi i muscoli cervicali per respirare (causandone un sovraccarico).

Ecco quindi come eseguire una buona respirazione diaframmatica:

  1. Sdraiati a pancia in su e piega le gambe. metti un supporto sotto la testa se necessario
  2. Appoggia le mani al torace: ti serviranno per sentire se lo stai muovendo (non deve muoversi il torace ma la pancia)
  3. Poggia un libro sulla pancia, ti servirà a “sentire” il movimento
  4. Inspira lentamente dal naso: mentre inspiri, cerca di gonfiare la pancia come se fosse un palloncino. Se stai eseguendo l’esercizio correttamente, sentirai il libro sulla pancia alzarsi, e non avvertirai alcun movimento del torace sotto le mani
  5. Espira dalla bocca, svuotando completamente la pancia
  6. Ripeti: cerca di fare respirazioni lente e sempre più profonde. Attenzione: se cerchi di fare una respirazione più profonda, sentirai entrare in gioco il torace. Se senti che il torace entra in gioco, comincia l’espirazione.
  7. Di giorno in giorno, cerca di fare respirazioni sempre più profonde senza coinvolgere il torace

Ripeti questo esercizio tutti i giorni per un minimo di 4-5 minuti, fino a che non padroneggi bene la respirazione diaframmatica.

1) L’allungamento del collo

Ecco come fare un corretto allungamento del collo.

  • Sdraiati a pancia in su e piega le gambe
  • Posiziona le braccia lungo i fianchi
  • Se necessario, metti un supporto sopra la testa: non deve essere inarcata nè il tuo mento deve essere “schiacciato” sul collo
  • Inspira lentamente dal naso (con respirazione diaframmatica)
  • Comincia la espirazione A BOCCA APERTA
  • Durante la espirazione, e mantenendo la BOCCA APERTA, porta indietro il mento, come se volessi “crescere” in altezza
  • Esegui il movimento senza staccare la testa dal pavimento o dal supporto
  • Inspira e rilassa. Non preoccuparti se ti sembra di fare pochissimo movimento: il range è effettivamente minimo ed è giusto così.

Ripeti l’esercizio almeno 30 volte.

2) Allungamento del trapezio con pallina

Se c’è un muscolo che va in difficoltà nelle sindromi cervicali, questo è senza dubbio il trapezio.

L’esercizio che ti mostro è molto utile per rilassare questo muscolo:

  • sdraiati a pancia in su, con le gambe piegate ed un supporto sotto la testa se necessario
  • impugna in una mano una pallina da tennis, o qualcosa di simile che scivoli facilmente
  • inspira lentamente dal naso, utilizzando la respirazione diaframmatica
  • comincia la espirazione
  • mantenendo il braccio BEN DRITTO, fai scorrere la pallina verso il basso, fino a quando non avverti tensione nella parte alta della spalla
  • quando sarai alla fine del movimento, ti verrà spontaneo inclinare la testa da un lato. Non farlo: fermati quando cominci a sentire che la testa si sta muovendo
  • ripeti 10 volte e poi cambia lato

Ripeti l’esercizio almeno 20 volte per lato.

3) Allungamento combinato

Ti consiglio di eseguire questo esercizio dopo aver preso un po’ di confidenza con gli altri tre, altrimenti rischi di non riuscire a farlo correttamente.

Esercizio:

  • Siediti su uno sgabello contro il muro
  • Inclina la testa verso la spalla fino a che non senti una tensione lieve
  • Analogamente all’esercizio precedente, tieni il braccio ben dritto lungo il fianco e fai scorrere verso il basso la pallina: la tensione del trapezio aumenterà ulteriormente
  • Mantenendo la testa inclinata, rilassa leggermente il braccio durante la inspirazione. Ripeti 10 volte e poi cambia lato. Esegui 3 cicli per lato

Tempi e ripetizioni

Per tutti i tipi di esercizi sono indicati il numero di ripetizioni.

Tutto il mini-protocollo non dovrebbe assorbirti più di mezz’ora.

Puoi fare:

  • Tutti gli esercizi tutti i giorni
  • 2 esercizi in un giorno e due in un’altro 

Se vuoi ricevere più dettagli a riguardo della fisioterapia per il nervo vago, o se vuoi prenotare un colloquio gratuito con un fisioterapista specializzato in  fisioterapia per il vago, in uno dei Centri Kinesis Sport, puoi scrivermi direttamente da QUI

Dott. Fabio Marino

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