FISIOTERAPIA PER IL PAVIMENTO PELVICO
Pavimento pelvico: spesso sottovalutato, ma che necessita di particolari attenzioni...

di | 19/07/2019

FISIOTERAPIA PER IL PAVIMENTO PELVICO

FISIOTERAPIA PER IL PAVIMENTO PELVICO

Fisioterapia per il pavimento pelvico

Davvero sappiamo che cosa è il pavimento pelvico?

Per parlare di fisioterapia per il pavimento pelvico, dobbiamo prima aver chiaro dove si trova, da che muscoli è composto e a che cosa serve.

La regione del pavimento pelvico è fondamentale per il benessere e la salute di ogni donna; è una zona a forma di rombo che va dalla sinfisi pubica al coccige e i suoi muscoli sostengono:

l’uretra, la vescica,la vagina, l’ano e il retto.

Sede degli organi responsabili della defecazione e della minzione, sede degli organi sessuali è facilmente comprensibile come i molti tabù e pudori “sociali” abbiano reso questa zona, già di per se nascosta, ancora più invisibile.

Non solo la società, ma anche la medicina, fino a pochi anni fa non dava l’ importanza che merita a questa particolare zona; argomenti che oggi sono di dominio pubblico come la episiotomia, il prolasso, l’incontinenza femminile, la rieducazione perianale, fino a pochi anni fa erano riservati ad ambiente medico e anche li se ne parlava poco.

Per questo motivo tengo in particolar modo a questo argomento e sono convinta che questo argomento debba essere affrontato e approfondito non solo da chi ha bisogno di conoscere meglio il tema, ma anche da chi lavora nell’ ambito del benessere.

E’ fondamentale che ogni donna sia in grado di capire l’ importanza di questa zona corporea e come attivarne la muscolatura nella quotidianità; un colpo di tosse, sollevare delle borse, fare addominali sono tutte sollecitazioni per il pavimento pelvico e sapere come gestire queste situazioni è di fondamentale importanza.

Come prima cosa voglio darvi qualche nozione più specifica sul pavimento pelvico.

Il pavimento pelvico umano pur essendo più robusto, rispetto a quello di qualsiasi altro mammifero, è sottoposto maggiormente alle sollecitazioni dei visceri e alle variazioni endo-addominali; ma deve anche lasciar passare i tratti terminali dell’ apparato digerente, genitale e uropoietico.

La necessità di essere forte ma, di essere anche un varco sono decisamente contrastanti, così come sono contrastanti la complessità di questa parte corporea e la poca conoscenza delle sue molteplici funzionalità.

Purtroppo per sopperire a tutta questa disinformazione, non possiamo far altro che divulgare quante più nozioni possibili, nella maggior parte dei casi, infatti, le donne si accorgono di questa parte del corpo quando già è presente un problema: 

  • La ridotta capacità di provare piacere durante un rapporto sessuale;
  • Le lacerazioni da parto, dovute ad un perineo poco pronto;
  • L’ incontinenza post-partum;
  • Il prolasso.

Oggi esistono diversi approcci terapeutici a queste problematiche, in questo articolo cercherò di darvi quanti più consigli possibili per una fisioterapia efficace per il pavimento pelvico.

Gli approcci più efficaci sono la Chinesiterapia, gli esercizi di Kegel,  l’Elettrostimolazione ed infine il Biofeedback; vedremo più da vicino ognuna di queste terapie in modo da poter valutare quale sia la più funzionale per le diverse problematiche.

La Chinesiterapia

Il suo nome deriva

dal greco Kinésis che significa movimento

e

Thérapia che significa cura,

ovvero:

la cura attraverso il movimento. 

In questo caso attraverso alcuni movimenti di contrazione e rilassamento del pavimento pelvico si andrà a prendere coscienza dell’ esistenza della muscolatura pelvica e di conseguenza a rafforzarla e renderla più tonica.

Gli esercizi di Kegel

Questi esercizi prendono il loro nome dal ginecologo Americano Kegel che li ideo.

Il loro scopo è quello di migliorare il tono della muscolatura pelvica; come abbiamo già detto in precedenza alcuni fattori quali: l’ obesità, la menopausa, il sollevamento di carichi importanti possono rendere la muscolatura della pelvi, debole.

Ovviamente questa condizione può causare tutta una serie di problematiche di cui abbiamo già accennato.

Questi esercizi possono essere svolti ovunque e senza che nessuno se ne accorga e proprio questa è una delle sue peculiarità.

Vediamo ora come si eseguono:

  1. La prima cosa da fare è quella di svuotare completamente la vescica;
  2. Si comincia con una contrazione della muscolatura pelvica per circa 5″ ( una volta imparata la tecnica, la contrazione può durare anche 10″);
  3. Rilasciare la muscolatura in 5″ , o meglio nello stesso tempo che abbiamo mantenuto la contrazione;
  4. Durante l’ esecuzione non bisogna coinvolgere nessun altro muscolo. ( All’ inizio è molto probabile che la tendenza sia quella di coinvolgere la muscolatura glutea e la muscolatura addominale, l’ obbiettivo è quello di non utilizzarla).
  5. Ripetere questo esercizio per 10 volte 2 o 3 volte al giorno.

La difficoltà di questi esercizi sta nel riconoscere il muscolo pubococcigeo:

un consiglio che vi posso dare è quello di interrompere il flusso di urina durante la minzione e poi riprenderlo.

Un altro modo per riconoscere una parte della muscolatura pelvica è quello di pensare alla sensazione che provate quando dovete trattenere la pipi e ricrearla durante l’ esecuzione.

In alcuni casi e solo sotto controllo medico è consigliato l’ utilizzo di alcuni attrezzi/dispositivi per coadiuvarne l’ efficacia.

Questi esercizi si sono rivelati utili non solo perché aumentano il flusso sanguigno nella muscolatura pelvica, ma anche per contrastare l’ incontinenza urinaria, per allenare il pavimento pelvico allo stress del parto, per il controllo dell’ eiaculazione nell’ uomo, per il mantenimento dell’ erezione e per aumentare la sensibilità femminile al piacere.  

L’ elettrostimolazione

Questo dispositivo viene consigliato quando è impossibile contrarre in modo volontario la muscolatura del perineo.

E’ una tecnica che prevede l’ utilizzo di elettrodi che rilasciano impulsi elettrici assolutamente non dolorosi che stimolano la contrazione della muscolatura in modo passivo.

Bio feedback

E’ un sistema che rileva quando avviene una contrazione muscolare e di evidenziare attraverso un suono o tracciando un grafico su un monitor.

Questo  sistema aiuta il paziente ed imparare un gesto motorio leggendo un informazione ” in Diretta ” :

il fatto di vedere o sentire attraverso un monitor quando avviene la contrazione aiuta il soggetto a riconoscerla e a ripeterla, più facilmente.

E’ una tecnica che viene utilizzata per imparare a percepire quei muscoli che non sono visibili e di cui difficilmente si percepisce il movimento, come quelli del pavimento pelvico, ma anche per imparare a coordinare la contrazione di gruppi muscolari o a rilassare i muscoli perennemente contratti.

Nello specifico, per la riabilitazione del pavimento pelvico:

gli elettrodi vengono posizionati sia internamente alla vagina che all’ ano sia esternamente sulla muscolatura glutea e addominale; questo tipo di posizionamento permette agli operatori di mostrare al paziente quanto la muscolatura esterna intervenga in modo preponderante, durante la contrazione, rispetto alla muscolatura pelvica.

Non solo, permette di registrare disfunzioni non percettibili oppure di fare delle valutazioni dinamiche (durante la deambulazione, oppure passando dalla posizione seduta alla posizione eretta), tramite un sistema blutooth direttamente collegato al pc del medico.

Questa terapia si compone di due fasi:

la prima chiamata Fase di Modificazione, è il periodo della terapia in cui si insegnano gli esercizi necessari alla singola persona, infatti se non svolti correttamente potrebbero peggiorare la situazione.

La seconda Fase Viene chiamata di Automatizzazione, ovvero:

insegnare ad utilizzare gli esercizi imparati, nel momento in cui si presenta il sintomo per cui si è iniziata la fisioterapia per il pavimento pelvico.

Facciamo un esempio:

in caso di incontinenza da sforzo, si insegna a contrarre la muscolatura prima di sollevare un peso, un colpo di tosse, uno sternuto, in modo che questa pratica diventi automatizzata, naturale.

La fisioterapia per il pavimento pelvico deve essere svolta in centri specializzati o da professionisti specializzati; ad oggi molti ospedali hanno aperto degli ambulatori che si occupano esclusivamente di fisioterapia per il pavimento pelvico.

Non affidatevi, al primo che capita, fate delle ricerche e scegliete personale qualificato.

Come vi ho detto prima, se la fisioterapia per il pavimento pelvico non è eseguita correttamente può peggiorare notevolmente la situazione; alle volte può anche causare dei danni irreversibili.

Ma i risultati ? In quanto tempo arrivano ?

Il pavimento pelvico è costituito da muscoli che si stancano molto facilmente, per cui le sedute di fisioterapia saranno composte da pochi esercizi, il più possibile specifici e dureranno poco.

Ma gli esercizi, invece, dovranno essere ripetute più volte durante la giornata e cosa importante dovranno essere svolti tutti i giorni.

Diciamo che più o meno in un mese dovremmo avere degli ottimi risultati, per alcune patologie potremmo avere una risoluzione completa.

Concludendo

Ogni patologia legata al pavimento pelvico, ha un impatto molto forte e negativo sulla qualità della vita di chi ne è colpito, quindi:

Non abbiate timore o vergogna di chiedere aiuto e di parlarne.

Si può stare meglio, anzi si può assolutamente stare bene!

Non vi accontentate di un terapeuta, cercate “il ” terapista.

 

Se ti interessano altri articoli sulla fisioterapia per il pavimento pelvico o per prenotare una valutazione fisioterapica in uno dei Centri Kinesis Sport, con la specialista del pavimento pelvico, scrivici da QUI.

Dott. Fabio Marino

Autore: Sabrina Giola

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