FISIOTERAPIA PER INCONTINENZA MASCHILE
La fisioterapia per incontinenza maschile è l'alleata dell'uomo per questo fastidioso disturbo

di | 28/05/2019

FISIOTERAPIA PER INCONTINENZA MASCHILE

La fisioterapia per incontinenza maschile è una utile risorsa utilizzabile per la limitazione o risoluzione di un problema importante che non ha solo risvolti funzionali, ma incide su vari aspetti della vita di un uomo.

fisioterapia per incontinenza maschile

Fisioterapia per incontinenza maschile: una risorsa per aiutare nel controllo delle perdite urinarie.

L’incontinenza urinaria maschile rappresenta un problema che, a una certa età, si presenta in misura consistente. Anche in seguito a interventi chirurgici si possono verificare conseguenze sul sistema urinario tali da affliggere l’uomo influenzandolo, talvolta, in modo importante.

Si tratta di una problematica di cui non si parla a sufficienza sebbene sia una condizione che porta a un disagio psicologico, sociale e igienico importante.

L’incontinenza maschile rappresenta un problema che influisce sulla vita quotidiana, a livello della attività lavorative, nelle nostre abitudini, negli ambiti della socialità e nella espressione della sessualità.

La fisioterapia per incontinenza maschile offre delle possibilità di ridurre questo problema con esercizi di rieducazione muscolare che possono essere eseguiti anche a domicilio e limitare il disturbo in modo estremamente considerevole.

Quali sono le cause d’incontinenza?

Tra le cause che possono determinare la perdita di urina, in alcuni momenti particolari della giornata o svolgendo particolari attività, si può includere:

  • alterazione del volume della prostata
  • postumi d’intervento chirurgico prostatico
  • invecchiamento
  • sovrappeso
  • infezioni o traumi a livello del sistema urinario
  • malattie neurologiche
  • malattie degenerative
  • diabete
  • uso di alcuni farmaci
  • sindromi della vescica iperattiva

Come prima cosa quindi è importante riferirsi al medico in modo affinché venga individuata la causa e posta una diagnosi precisa della nostra condizione.

La nostra intenzione non è di entrare nel dettaglio di ciascuna di queste condizioni, la maggior parte delle quali possono essere affrontate con il proprio medico di famiglia o con lo specialista di riferimento, ma ci proponiamo di offrire una panoramica degli strumenti che la fisioterapia per incontinenza maschile può disporre per aiutare i pazienti affetti da questo disturbo.

Come abbiamo visto da questo breve elenco, le cause dell’incontinenza possono essere varie.

Alcune sono di pertinenza maggiormente medico chirurgica, altre sono dovute al normale incedere dell’età che determina una condizione di controllo muscolare minore rispetto a quando si era più giovani.

In ciascuno di questi casi una fisioterapia per incontinenza maschile, mirata e personalizzata, con l’ausilio di strumenti e metodiche adatte per ciascuno, può dare un valido sostegno nella riabilitazione di questo disturbo.

Vediamo però quali caratteristiche può avere questa condizione.

Quali sono i sintomi

La perdita delle urine nell’uomo può avere delle caratteristiche diverse e presentarsi in modi differenti sia per espressione, sia per quantità del contenuto vescicale perso. Si può arrivare a perdere l’intero contenuto vescicale oppure avere perdite di poche gocce in particolari occasioni.

I tipi di manifestazione con i quali si può esprimere il disturbo possono essere dovute a perdite da

  • sforzo
  • urgenza
  • gocciolamento

Le perdite da sforzo

Per sforzo si intende una condizione per cui viene richiesto un aumento della contrazione muscolare in generale, ma in particolare a livello della zona toracica e addominale con conseguente incremento della pressione che grava sulla parete muscolare del pavimento pelvico.

Gli esempi possono essere vari: dopo un colpo di tosse, a seguito di una risata, un cambio di postura o uno sforzo effettuato nella vita quotidiana come il sollevamento di un peso, o ad esempio l’esecuzione di un lavoro di giardinaggio.

L’urgenza minzionale

La minzione imperiosa, detta anche urgenza minzionale, è la condizione per cui non si è in grado di trattenere l’urina una volta che si avverte lo stimolo. La condizione può essere tale per cui non si riesce ad arrivare in una toilette, sebbene vicina.

Le perdite per gocciolamento

È una condizione per cui avviene la perdita di piccole gocce di urina in seguito alla minzione.

Si verifica per il non completo svuotamento della vescica durante la minzione che causa un accumulo dell’urina nell’uretra, il condotto che dalla vescia porta l’urina all’esterno.

Prima però di addentrarci nell’ambito della fisioterapia per incontinenza maschile cerchiamo di fare un po’ più di chiarezza in merito alle componenti anatomiche che sono proprie di questa zona.

Capire meglio e visualizzare quali possono essere le zone sulle quali possiamo lavorare con la rieducazione ci può mettere in una condizione di maggiore consapevolezza degli obiettivi da raggiungere e di come fare a farlo.

Il pavimento pelvico, il perineo e i muscoli della vescica

Proviamo a immaginare l’apparato urinario come costituito da un contenitore di acqua formato da una sacca rotonda collegata a un tubicino. Come le ampolle d’acqua che si vedono in campeggio appese ai rami degli alberi con la disponibilità di acqua offerta da un rubinetto a metà del tubicino.

Il nostro sistema urinario, in modo molto semplice, lo possiamo paragonare a questo esempio.

L’urina si deposita dentro l’ampolla che è la vescica. Il tubicino è l’uretra che la trasporta fino all’orifizio ureterale esterno da dove esce.

È l’equivalente del termine del tubo da campeggio della nostra borraccia sotto il quale poniamo il bicchiere per riempirlo.

I meccanismi di regolazione di questo sistema sono complessi e non è nostro compito dettagliarli in questo ambito. Diciamo solo che la fisioterapia per incontinenza maschile può intervenire su una parte del meccanismo di controllo dell’uscita dell’urina a livello di un rubinetto esterno.

La forma della vescica e dell’uretere

In questa visione molto schematica possiamo vedere come i muscoli del pavimento pelvico possano influire sul “restringimento” dell’uretra fungendo da rubinetto ausiliario per la fuoriuscita dell’urina.

In realtà non si tratta di un solo muscolo, ma di una serie di fasci muscolari che fanno da pavimento alla parte inferiore dell’addome.

Li possiamo vedere più nel dettaglio nella foto che segue.

Muscoli e ossa del pavimento pelvico.

Quali sono i muscoli che compongono il pavimento pelvico?

I tre muscoli principali che compongono il pavimento pelvico sono:

  • pubo coccigeo
  • ischio coccigeo
  • ileo coccigeo

Insieme formano il muscolo elevatore dell’ano.

Al di sotto del pavimento pelvico c’è il perineo: una zona che va dall’ano agli organi genitali. Anche questa ha dei muscoli di pertinenza che sono principalmente sfintere anale esterno e lo sfintere ureterale.

In più è presente uno strato fasciale superiore e inferiore e due arcate tendinee.

Quali ossa formano il bacino?

Le ossa che formano il bacino sono il sacro il coccige e le due ossa iliache.

Insieme formano la cintura pelvica che è l’apparato di sostegno del pavimento pelvico.

Il sacro si collega alle ossa iliache attraverso due articolazioni chiamate sacro iliache. A esso si collega inferiormente il coccige.

Anteriormente le due ossa iliache si uniscono in una articolazione chiamata pube.

Tutte queste parti articolari sono dotate di una mobilità reciproca che permette l’esecuzione dei movimenti della pelvi in modo equilibrato. Determina in parte anche la contrazione e la tensione dei muscoli che a essa si attaccano.

A volte si tende a credere che la mobilità di queste articolazioni sia minima o addirittura inesistente, ma basta pensare alle modificazioni che si hanno in una donna nel momento del parto che si capisce meglio quale possa essere la possibilità di movimento reciproco della cintura pelvica.

Nell’uomo la mobilità di questa zona non è così come per le donne sebbene sia presente e importante.

Il mantenimento della mobilità reciproca di queste articolazioni e il detensionamento delle fasce a esse collegate fa parte della manualità e degli obiettivi della fisioterapia per incontinenza maschile.

Come funzione al minzione?

Il funzionamento della minzione è molto complesso.  diciamo quindi solo una cosa che ci è utile.

La vescica ha un ruolo nella contenzione e immagazzinamento ed emissione delle urine attraverso il canale ureterale. Queste fasi di riempimento e di svuotamento sono sotto il controllo dell volontà tramite delle informazioni che giungono dal sistema nervoso centrale.

Il soggetto percepisce il riempimento della vescica e può controllarlo volontariamente permettendole di continuare a riempirsi mantenendo lo sfintere esterno contratto. 

Quindi la una parte della fisioterapia prevede di considerare questi aspetti di percezione e controllo.

Fisioterapia per incontinenza maschile

Esiste una evidenza per cui la fisioterapia per incontinenza maschile sia una risorsa importante per il recupero del controllo della minzione.

Come abbiamo visto, un problema a questo livello può essere causato da diversi fattori.

Possiamo dividere le condizioni in cui ci troviamo in due grandi ambiti. Una condizione post intervento chirurgico e una in cui non c’è stata una chirurgia e il disturbo della minzione è dovuto ad altre cause.

Chiaramente la presenza o meno di disturbi neurologici, sia centrali che periferici, determina la riuscita o meno del trattamento e la possibilità da parte del fisioterpista di puntare obiettivi terapeutici diversi.

È importante quindi prendere in considerazione le indicazioni mediche che vengono fornite e lavorare sempre in sinergia con le figure sanitarie che si occupano in modo specialistico di queste condizioni.

Laddove debba essere necessario un intervento chirurgico che possa avere negli esiti anche un deficit della funzione urinaria, è bene iniziare la fisioterapia per incontinenza maschile prima della chirurgia in modo da in segnare al paziente a svolgere glie esercizi in una condizione di normalità sia muscolare che percettiva.

Obiettivi della fisioterapia per incontinenza maschile

Il trattamento deve essere personalizzato, progettato in relazione al tipo d’incontinenza che il paziente presenta e alle cause che l’hanno determinata, considerando quali siano le condizioni neurologiche e generali.

In linea di principio però gli obiettivi della fisioterapia sono:

  • rinforzo della muscolatura pelvica
  • mantenimento della mobilità della cintura pelvica
  • miglioramento della funzione minzionale
  • propriocettività della muscolatura
  • adozione di strategie nelle situazioni di rischio (come ad esempio un colpo di tose piegandosi o alzando si dalla sedia)

Tempi e modi della riabilitazione

Gli elementi da tenere in considerazione nella fisioterapia per incontinenza maschile devono seguire della precise indicazioni che vengono date a ciascuno in modo diverso e personalizzato. Sono importanti l’intensità, la durata e la selettività della contrazione e muscolare.

Gli esercizi vano eseguiti con costanza dopo averli imparati con il terapista e devono diventare parte di un’abitudine che il paziente deve mantenere a domicilio.

Infatti la quotidianità nella riabilitazione e nella esecuzione degli esercizi è fondamentale per una riuscita al meglio della terapia.

Esercizi preventivi pre intervento chirurgico

In attesa di un intervento di prostatectomia (ad esempio) ciascun paziente viene informato sulla condizione che si possono verificare in seguito alla chirurgia. È buona norma effettuare nelle settimane precedenti un  addestramento selettivo della muscolatura pelvica.

La finalità è propriocettiva: di riconoscimento, addestramento, allenamento muscolare in una fase di percezione ottimale e di assenza di dolore.

Esercizi di fisioterapia per incontinenza maschile post intervento

In seguito a una chirurgia che abbia influenzato la minzione è necessario valutare le condizioni generali del paziente in modo da poter calibrare l’intervento fisioterapico nella maniera più idonea. Ci possono essere delle situazioni in cui permangono delle condizioni disfunzionali a carico delle zone d’intervento chirurgico da trattare in modo diverso sempre con l’aiuto del medico referente.

La prima fase è la valutazione della persona.

Valutazione del paziente

Si considerano:

  • invasività dell’intervento
  • presenza della cicatrice
  • sensibilità locale
  • tempo di permanenza del catetere
  • presenza di edema

Di solito queste condizioni vengono trattate in ospedale con specifiche indicazioni sulle modalità da utilizzare per ogni singolo aspetto. È importante comunque valutarle perché possono essere presenti in modo lieve, ma tali da rendere ulteriormente difficoltosa la funzione. Vengono date anche delle indicazioni in merito degli esercizi da eseguire, ma vediamone alcuni  più da vicino.

Come sappiamo ogni condizione è diversa e ciascun esercizio deve essere fatto in modo personalizzato e adatto alla persona. Inoltre essendo degli esercizi specifici è importante che vengano eseguiti nel modo giusto sotto il controllo di un operatore che possa correggere eventuali errori di esecuzione già in una fase iniziale.

Indichiamo degli esercizi che lavorano sulla consapevolezza del pavimento pelvico e sul rinforzo della muscolatura.

Consapevolezza del pavimento pelvico

Di solito non siamo così consapevoli di questa muscolatura.

Quindi la prima cosa da fare è iniziare a percepirla in maniera più idonea. Questo si può fare attraverso degli esercizi mirati.

A titolo di esempio si può partire da una posizione distesa a pancia in su. Le gambe sono piegate con i piedi appoggiati e leggermente divaricate. Le braccia sono comodamente distese lungo i fianchi.

Questa è la posizione di partenza per portare il bacino lentamente in alto mantenendo i piedi in appoggio e contraendo la muscolatura pelvica.

Si effettua con una coordinazione respiratoria in inspirazione, mantenendo la posizione per qualche secondo. In una successiva fase espiratoria si abbassa il bacino lentamente rilassando i muscoli.

Contrazione e decontrazione

In questi esercizi l’obiettivo principale è l’incremento del tono della muscolatura pelvica.

Questo implica la capacità di controllo della muscolatura ureterale senza l’attivazione concomitante dei muscoli agonisti e antagonisti della minzione.

Come in tutti i distretti corporei l’attuazione di un qualsiasi movimento è permessa da una contrazione sinergica e contestuale dei muscoli che di quella funzione hanno il controllo.

Per fare un esempio immaginiamo di sollevare una gamba come i militari durante il passo dell’oca.

Questo movimento è permesso perché la contrazione avviene su tutta la muscolatura anteriore della gamba per sollevarla. Nello stesso momento tutta la muscolatura posteriore deve essere disattiva.

Nel momento in cui si porta la gamba a terra accade il contrario. La muscolatura posteriore si attiva e quella anteriore  si rilascia in modo da permettere il movimento.

I muscoli che eseguono il movimento sono gli AGONISTI e quelli che fanno il movimento contrario vengono definiti ANTAGONISTI.

Anche per la funzione della minzione abbiamo dei muscoli che sono agonisti (quindi favoriscono lo svuotamento vescicale) e antagonisti (la cui contrazione tende ad aiutare a ritenere l’urina).

  • agonisti: addominali e diaframma
  • antagonisti: glutei e adduttori

Gli esercizi per il pavimento pelvico che si propongono nella fisioterapia per incontinenza maschile consistono nella ripetizione controllata di una serie di contrazioni e rilasciamento della muscolatura. Sono da eseguire con il terapista così da impararli correttamente per poi eseguirli a domicilio in modo indipendente e costante.

Facciamo anche qui un esempio.

È un esempio tratto dagli esercizi di Kegel: una serie di esercizi fisici ideati da un ginecologo per l’incontinenza urinaria che si possono utilizzare anche in caso di postumi d’intervento alla prostata, o d’incontinenza minzionale maschile.

Si effettuano delle contrazioni dei muscoli che circondano l’ano e l’uretere  mantenendo la contrazione per 5 secondi seguita da un rilasciamento di una decina di secondi.

Vengono fatte delle ripetizioni per circa dieci volte e quando si diventa maggiormente capaci di controllare e contrarre i muscoli si passa a contrazioni di durata maggiore, fino a una decina di secondi.

 Il recupero della funzione avviene in tempi diversi e non per tutti si raggiunge la piena funzionalità e controllo della minzione.

Nei pazienti operati con compromissione lieve, il recupero può avvenire in un paio di mesi. Nei pazienti dove la chirurgia è stata maggiormente invasiva è necessario pensare a un periodo più lungo, che non sempre riesce a risolvere completamente il problema, seppur migliorandolo in modo sensibile.

In ogni caso, in aiuto della fisioterapia per incontinenza maschile si possono utilizzare anche dei percorsi terapeutici aggiuntivi.

Terapie di associazione

  • biofeedback
  • elettrostomolazione

Il biofeedback consiste in una tecnica molto specifica che permette di visualizzare su uno schermo la contrazione della muscolatura pelvica attraverso un segnale luminoso. Permette al paziente di aumentare la consapevolezza e il controllo della muscolatura in modo poi da adattarlo alla vita quotidiana.

L’elettrostimolazione è una metodica che consiste nell’applicazione di stimoli elettrici per la stimolazione dei muscoli. Viene fatto uso di  una sonda anale e l’erogazione di un potenziale elettrico mirato tale da poter indurre una contrazione di muscoli interessati.

Sono delle possibilità della fisioterapia per incontinenza maschile che vanno prese in considerazione nei casi più importanti e con il supporto del medico competente.

 

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Dott. Fabio Marino

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