FISIOTERAPIA PER LA CAVIGLIA
La fisioterapia per caviglia non è solo per la distorsione, ma anche per i dolori al piede

di | 31/05/2019

FISIOTERAPIA PER LA CAVIGLIA

La fisioterapia per caviglia usa mezzi molto validi per la cura del dolore, del movimento e delle alterazioni posturali conseguenti a una condizione presente a questo livello.

 

fisioterapia per caviglia

La fisioterapia per la caviglia aiuta non solo il dolore ma anche il mantenimento della giusta postura

Il piede è il nostro primo contatto con il suolo. Ci permette di ballare, di andare a fare una passeggiata in spiaggia, di giocare a pallone, di guidare la macchina per andare a fare al spesa o andare al lavoro.

Quando abbiamo un paio di scarpe nuove o non della nostra esatta misura capiamo subito quali possono essere le conseguenze di una camminata non confortevole e di quanto ci costi il dovere tenere delle calzature scomode.

Insomma, il piede è una parte del corpo che non possiamo mai dimenticare e della quale non ci rendiamo sufficientemente conto fino a che non fa male o ha qualche problema.

Solo in quel momento ci rendiamo conto della sua importanza e non vediamo l’ora che la condizione di benessere torni come prima… per poi dimenticarcelo di nuovo.

La salute è questo del resto.
La condizione di benessere non la si considera mai sufficientemente se non quando la si perde.

Se dunque abbiamo la necessità di rivolgerci a un professionista della fisioterapia per caviglia possiamo avere bisogno di capire meglio di cosa si tratta, di quali cause possono essere implicate nel dolore a questo livello e di come risolvere il problema nella maniera più efficace.

In questa sede ci occupiamo del dolore in generale alla caviglia. Della distorsione di tale articolazione abbiamo già parlato in un blog precedente al quale rimandiamo per informazione.

Infatti la caviglia può anche riportare una sintomatologia dolorosa pur in assenza di traumi diretti o infortuni sportivi.

Vedremo quindi quali sono le componenti che collegano la caviglia al resto del corpo e come consideriamo la riabilitazione quando giunge in studio un paziente che necessita di fisioterapia per caviglia.

Andiamo allora a vedere un po’ più nel dettaglio quali aspetti è necessario considerare e per questo facciamo un piccolo passo indietro. Prima di vedere come intervenire vediamo come è fatta la caviglia e come si muove.

Anatomia del piede

Quando si parla della fisioterapia per caviglia ci si deve intendere in merito a quale parte del piede si fa riferimento.

Nel gergo abituale, la caviglia è una zona abbastanza generica, ma nella riabilitazione si intende una parte specifica: quella che unisce la gamba al piede.

Si tratta dell’articolazione tibio tarsica o talo crurale.

È un’articolazione a troclea formata dalla unione di tre ossa. Le due superiori sono la tibia e la fibula. Formano il tetto a semisfera sotto il quale si articola l’osso astragalico.

Se facciamo scivolare il dito sulla cresta tibiale della gamba fino al piede, la prima zona che troviamo dopo la verticale della tibia sulla parte centrale del piede è l’astragalo.

Quello è anche il punto principale in cui, se abbiamo bisogno di fisioterapia per caviglia, il terapista andrà a valutare l’eventuale presenza i segni clinici.

Fisiologia del movimento

Andiamo a scoprire come si muove l’articolazione perché si tratta di una mobilità complessa che si esprime in tutti i parametri dello spazio.

In effetti è una zona che deve assolvere sia la funzione di mantenimento e distribuzione del carico, sia una funzione di mobilità importante poter far fronte a tutte le asperità del terreno con le quali giornalmente si trova in contatto.

La sua mobilità principale è dunque quella di flessione e estensione. Il passo ne è una espressione di facile visualizzazione.

Sono però presenti anche dei movimenti di inversione e eversione.

Sono quelli che vediamo quando le persone ansiose, ad esempio, continuano a muovere il piede tenendolo accavallato. Si tratta del portare la punta del piede a destra e a sinistra nei vari gradi di flessione.

La tipica storta alla caviglia avviene proprio perché questo movimento supera i parametri consentiti dalla stabilità articolare e determina la messa in tensione dei legamenti di sostegno, il più delle vote nella parte esterna del piede.

C’è da premettere che quando si parla del piede è difficile distinguere una sola articolazione e un solo segmento. Si tratta infatti di una zona particolarmente importante che ha varie influenze ed è a sua volta molto influenzata anche da altri distretti.

I muscoli della caviglia

I movimenti della caviglia sono da imputare sia alla libertà di movimento delle articolazioni del piede e della gamba, sia alla possibilità di avere una contrazione muscolare equilibrata e priva di tensioni.

I muscoli che maggiormente interessano l’ambito della fisioterapia per caviglia li possiamo dividere in tre zone di pertinenza:

  • anteriore
  • posteriore
  • laterale

Li vediamo brevemente e senza entrare nello specifico di ognuno.

La loro descrizione dettagliata si può trovare in qualsiasi testo, oppure in altri siti internet di settore. Ora ci deve solo servire per capire meglio quali possono essere le implicazioni muscolare e articolari che incidono sula dolore e sulla mobilità della caviglia.

Come vedremo sono tante.

Muscoli della zona anteriore

Sono il tibiale anteriore e i flessori dorsali del piede.

Il principale muscolo di questa zona è il TIBIALE ANTERIORE. Ha il compito principale di dorsiflettere il piede anche se la sua funzione è anche di portarlo internamente e ruotarlo, volgendo la pianta verso l’alto.

Prende origine dalla tibia e della membrana che la collega con il perone. Passa poi sotto il retinacolo degli estensori e sopra l’articolazione tibio tarsica per inserirsi su alcune ossa specifiche del piede.

Appena a fianco e lateralmente a questo muscolo troviamo gli estensori delle dita dei piedi che anch’essi concorrono alla flessione dorsale del piede inserendosi su ciascun dito.

Anteriormente è presente anche il peroniero. È chiamato in questo modo perché la sua origine (ossia il suo punto di attacco) è a livello dell’osso peroneale.

Già da questa prima descrizione capiamo come i muscoli che tirano su il piede si attacchino a tre porzioni anatomiche diverse: la tibia, la membrana interossea, il perone… senza contare le ossa del piede specifiche.

Muscoli posteriori

Sono il gastrocnemio, il soleo e il tibiale posteriore i flessori plantari del piede.

Questo distretto è quello maggiormente conosciuto per la presenza del muscolo cosiddetto del polpaccio che è ben visibile e la cui conoscenza è abbastanza diffusa.

In termine tecnico si chiama gastrocnemio o muscolo gemello. È formato da due ventri muscolari considerevoli che partono dalla zona inferiore del ginocchio per poi unirsi in un tendine molto robusto che termina a livello del calcagno.

È il tendine d’Achille.

Non è però il solo muscolo in questa regione. Molto importante, specialmente per il ruolo nella statica che ha, è la presenza del muscolo SOLEO.

Si tratta di un muscolo posteriore posto in profondità rispetto ai gemelli e si inserisce sia sulla tibia che sul perone superiormente.

Quindi, a livello dei muscoli posteriori, abbiamo anche un collegamento diretto con il ginocchio.

Muscoli laterali

Tra questi muscoli si devono prendere in considerazione i MUSCOLI PERONIERI, in particolar modo il peroniero lungo e quello breve.

Sono detti così per la loro inserzione sul perone. Passano poi dietro al malleolo laterale per inserirsi sul piede.

La loro azione è principalmente quella di ruotare all’esterno il piede.

Ogni volta che il piede si flette sulla tibio tarsica effettua quindi anche una mobilità in inversione o eversione a seconda dei bisogni del passo.

Obiettivi della valutazione

Solo per dare una idea di massima abbiamo visto come la sola componente muscolare abbia molte relazioni. Prima di effettuare qualsiasi trattamento è però necessario fare una valutazione della condizione presente anche a altri livelli.

La fisioterapia per caviglia valuta le seguenti condizioni:

  • mobilità
  • forza
  • stabilità
  • localizzazione e caratteristiche del dolore

In base alle condizioni che vengono rilevate si imposta il piano di trattamento con il fine di riportare la caviglia e il piede in generale alla sua funzione fisiologica.

Cause di dolore

Il dolore alla caviglia può avere molte origini.

La prima che viene in mente è la distorsione alla caviglia perché sicuramente una volta nella vita ci sarà capitata. Ve ne sono però molte altre:

  • ortopedica
  • posturale
  • traumatica
  • neurologica
  • sportiva

La diagnosi precisa è quindi indispensabile per poter calibrare la riabilitazione in modo preciso.

Il dolore alla caviglia però può essere presente anche in condizioni nelle quali non si riscontra una causa precisa e non si riesce a individuare un fattore scatenante.

In questo contesto prendiamo in considerazione il dolore alla caviglia di tipo spontaneo o non legato a degli eventi particolari e in assenza di malattie neurologiche che possano indurre una alterazione del cammino che si ripercuote a livello del piede.

Certo è importante fare una diagnosi adeguata per impostare un trattamento il più efficace possibile e per questo è sempre necessario fare riferimento al medico specialista in tutte le condizioni laddove la sintomatologia riportata dia dei dubbi sulla natura del dolore.

Oltretutto, nell’ambito della fisioterapia per caviglia vanno considerati tutti gli aspetti di cui abbiamo accennato prima.

Dobbiamo per forza semplificare l’argomento ora. Se avete comunque qualsiasi dubbio non esitate a chiedere al fisioterapista di vostra fiducia che vi saprà fornire indicazioni specifiche sul vostro problema.

Considerazioni generali: non solo la caviglia

Quando ci addentriamo nel discorso relativo al dolore alla caviglia dobbiamo prendere in considerazione il piede nella sua interezza e inserirlo in un contesto posturale. La caviglia è solo una delle prime articolazioni che viene reclutata nel cammino. Le altre sono:

  • il ginocchio
  • l’anca
  • il bacino
  • tutta la colonna

La fisioterapia per caviglia

Abbiamo già affrontato in un altro articolo la riabilitazione specifica per la distorsione di caviglia, alla quale vi riportiamo per avere informazioni. Non è solo il trauma diretto però che però causare dei dolori o delle difficoltà di movimento a questo livello.

Di questo aspetto ci occupiamo nello specifico.

Definiamo quali possono esse gli obiettivi del trattamento in generale per la caviglia.

  • recupero della mobilità in tutti i distretti articolari
  • recupero della forza muscolare
  • controllo e propriocezione
  • riduzione dolore e edema

Vediamo allora quali sono gli strumenti terapeutici da utilizzare.

Strumenti manuali

Tra gli strumenti manuali che la fisioterapia per caviglia ha a disposizione per il trattamento del dolore ci sono:

  • mobilizzazione
  • stretching muscolare
  • taping neuro muscolare
  • bendaggio funzionale 
  • massoterapia
  • rieducazione posturale

Vediamole nello specifico.

Mobilizzazione articolare

Se consideriamo la caviglia non possiamo non prendere in considerazione anche tutte le articolazioni che sono vicino e che concorrono a un buon funzionamento di tutto il piede.

Infatti nel piede ci sono 26 ossa che si articolano in modo vario tra di loro.

Ognuna delle articolazioni che congiungono le ossa ha una mobilità propria. Seppur minima, consente all’intero complesso del piede di “srotolare” durante l’appoggio nella deambulazione, impedendo che ci siano delle zone dove il carico si manifesti in modo eccessivo.

La fisioterapia per caviglia si deve occupare di valutare se la mobilità reciproca di queste articolazioni sia preservata e di mobilizzare le parti in restrizione di mobilità.

Stretching muscolare

Oltre alla parte articolare dobbiamo considerare i muscoli.

Come abbiamo visto i muscoli che arrivano al piede trovano la loro inserzione a livello della gamba, del ginocchio, della tibia o del perone. Questo significa che le alterazioni muscolari possono derivare anche da questi distretti che vanno controllati e vanno trattati.

I muscoli poi devono essere privi di tensioni in modo che non ci siano dei movimenti obbligati del piede e della caviglia in relazione ad aspetti come contratture o fibrosi muscolo tendinee.

Taping neuro muscolare

Un valido ausilio per il dolore piede nella fisioterapia per caviglia è l’uso del taping neuro muscolare.

Dove c’è il dolore molto spesso è presente una infiammazione che nel tempo ha creato una condizione di stasi. Il taping è una metodica che fa uso di un cerotto non medicato la cui applicazione, fatta da personale tecnico esperto, favorisce il drenaggio linfatico e il ripristino di una più equilibrata tensione muscolare.

È un valido aiuto nell’ambito della fisioterapia perché consente di avere la possibilità di mantenere e supportare il lavoro manuale effettuato da fisioterapista anche durante la giornata.

Infatti, a ogni movimento spontaneo della persona, il tape svolge la sua azione. Può essere diversa a seconda delle esigenze e in base alla condizione del paziente e alla problematica riporta.

Bendaggio funzionale 

Nel caso in cui siano presenti condizioni che portano a dovere contenere l’articolazione per favorire un processo di guarigione più veloce, oppure per la presenza di piccole lesioni a livello dell’apparato di contenzione tendinea, possiamo fare uso del bendaggio funzionale.

È una applicazione di bande variamente elastiche fino ad arrivare a bendaggi anelastici. A seconda di come siano applicati, limitano l’articolarità della zona di applicazione in modo selettivo.

Massoterapia

La muscolatura del piede e della gamba è sempre sottoposta a un impegno funzionale durante tutta la giornata.

L’affaticamento del piede, della gamba e della coscia, specialmente per le persone che hanno un’attività lavorativa che sollecita sempre gli arti inferiori, può essere una condizione predisponente alla comparsa di dolore alla caviglia.

La stanchezza porta a effettuare il passo o mantenere la stazione eretta in modo a volte squilibrato per queste ragioni.

Il massaggio di scollamento e un impastamento muscolare a livello della muscolatura superficiale e profonda può aiutare a risolvere di molto il problema.

Rieducazione posturale

Come abbiamo visto la condizione del dolore al piede possiamo ricercarla anche nella scorretta postura che varia i carichi sulla parte inferiore del corpo.

Nella fisioterapia per caviglia, quindi, va considerato anche l’aspetto posturale, cioè la modalità con cui il piede appoggia quando siamo in piedi. Se il mantenimento della posizione eretta o l’esecuzione del passo avviene sempre con una modalità traumatica dovuta a uno squilibrio posturale, il dolore al piede ricomparirà se lo si tratta solo localmente.

La valutazione fisioterapica considererà anche aspetti più generali che possono influire sul piede.

Riabilitazione

Esistono degli esercizi che hanno delle finalità diverse e possono essere utilizzati nell’ambito della fisioterapia per caviglia. Li possiamo dividere in questo modo:

  • propriocettivi
  • rinforzo
  • stabilità 
  • prontezza
  • sostegno

La ginnastica propriocettiva

Gli esercizi di ginnastica propriocettiva hanno l’obiettivo di rendere il piede capace di affrontare tutte le situazioni di camino e di appoggio che gli sono proprie.

La propriocettività è la capacità automatica di correggere la posizione anche quando ci si trova nella condizione di appoggio imprevisto.

Se pensiamo a una camminata in montagna ci rendiamo conto della diversità di appoggio rispetto a quando andiamo in giro sul marciapiede sotto il portico di una città per andare a vedere le vetrine.

Ogni appoggio in un terreno accidentato è diverso da quello precedente.

La nostra capacità di stare in piedi e di continuare la passeggiata senza farci male a ogni passo è dovuta alla propriocettività che regola ogni volta l’appoggio. Senza che noi ce ne accorgiamo.

Questa è una capacità che deve essere considerata dalla fisioterapia per caviglia perché il suo deficit può essere fonte di distorsione e affaticamento eccessivo.

Gli esercizi di rinforzo

La muscolatura della coscia, della gamba e quella del piede deve essere in grado di supportare le attività della vita quotidiana di ciascuno.

Sia che si parli dello sportivo di alto livello, le cui prestazioni sono portate al massimo delle potenzialità, sia per l’anziano che ha difficoltà e incertezza nel cammino.

La fisioterapia è sempre personalizzata ed efficace se commisurata alle possibilità e alle potenzialità del paziente.

Il rinforzo muscolare selettivo o delle catene cinetiche degli arti inferiori è programmato e seguito da personale esperto in modo da rendere più forti i muscoli che hanno necessità di potenziamento. 

Isocinetica 

Un macchinario particolarmente utile al rinforzo sia della gamba sia del piede è l’isocinetica.

Ad oggi è considerata come un presidio particolarmente utile sia a livello sportivo che nell’ambito riabilitativo.

Le sue caratteristiche sono di poter potenziare i muscoli in tutte le condizioni e poter regolare l’attività e la programmazione del lavoro per ciascuno, in modo molto personalizzato e controllato.

Il rinforzo muscolare infatti non si può proporre a tutte le persone in modo uguale. 

Le caratteristiche del rinforzo del piede nella fisioterapia per caviglia devono quindi essere regolate in modo dettagliato, per poter avere effetti duraturi e offrire al paziente una riabilitazione di qualità.

 

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Dott. Fabio Marino

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