Fisioterapia per la “gobba” (ipercifosi dorsale)
come trattarla

di | 26/04/2019

Fisioterapia per la “gobba”

Esercizi per correggere l’ipercifosi dorsale

Fisioterapia per la gobba

             Fisioterapia per la “gobba”

In questo articolo parleremo di come la fisioterapia per la “gobba” possa essere utile per risolvere problemi di ipercifosi dorsale.

La “gobba” che in ambito medico viene definita ipercifosi dorsale è una curvatura troppo accentuata della parte superiore della spina dorsale. Per essere precisi,  tale curvatura è sviluppata in senso antero-posteriore e con concavità anteriore.

Un accenno di cifosi è presente in tutte le schiene perché si tratta di una curvatura fisiologica dorsale della colonna vertebrale.

I problemi nascono quando l’angolo della cifosi diventa eccessivo.

Sopra i  45° si è di fronte ad una ipercifosi, dorso curvo, che viene volgarmente definita “gobba”. Tale tipo di malformazione fa parte dei dismorfismi o deformità sagittali del rachide.

Quali sono i fattori di rischio?

  • Cattiva postura (si parla allora di cifosi posturale): nello specifico la postura errata può determinare un allungamento anomalo di muscoli e legamenti atti a supportare le vertebre toraciche, con conseguente problema di concavità eccessiva nella sezione toracica. É frequente nei giovani, che spesso hanno una postura cadente.
  • Cifosi di Scheuermann (osteocondrosi). Questa cifosi giovanile insorge a seguito di un anomalia nello sviluppo delle vertebre che diventano triangolari coniche, anziché cilindriche rettangolari.
  • Anomalia congenita nello sviluppo della colonna vertebrale del feto (cifosi congenita). Di solito si tratta della fusione di una o più vertebre insieme in fase prenatale.
  • Invecchiamento: con l’età la colonna subisce molte modificazioni morfologiche. La cifosi in questo caso è quasi sempre presente, in forma più o meno grave.
  • Trauma e infortunio a carico della schiena.
  • Tono muscolare debole.
  • Lassità legamentosa

Altre cause del disturbo possono essere:

  • Osteoporosi, data la maggiore debolezza delle ossa;
  • Spondilosi, che deforma i dischi intervertebrali;
  • Spina bifida, un’anomalia di sviluppo delle ossa;
  • Malattia di Paget, che porta all’indebolimento e al rimodellamento osseo;
  • Neurofibromatosi, una malattia genetica a carico del sistema nervoso anche della zona dorsale;
  • Distrofia muscolare, che interessa i muscoli anche della zona dorsale;
  • Tubercolosi.
  • Tumore della colonna vertebrale.

In altri casi invece si tratta di una patologia acquisita, dipendente spesso da altre patologie più gravi, che hanno come effetto collaterale anche la comparsa della cifosi. Parliamo di malattie come il rachitismo,  le lesioni ossee vertebrali o addirittura i tumori. Ma anche l’osteoporosi può causare notevoli danni, in quanto l’indebolimento delle ossa può aumentare lo schiacciamento vertebrale e la conseguente cifosi. In alcuni casi sono i farmaci antitumorali a indebolire il tessuto osseo, con conseguenze simili a quelle dell’osteoporosi.

Al di là delle notevoli conseguenze negative dal punto di vista estetico, la cifosi provoca spesso dei dolorosi mal di schiena, oltre a poter provocare problematiche ai nervi, ai tessuti e addirittura ai polmoni.

La diagnosi per l’ipercifosi dorsale

Per scoprire la presenza di un’eventuale ipercifosi, lo specialista utilizza spesso questi strumenti:

  • Risonanza magnetica: necessaria per verificare la presenza di patologie più gravi (tumori o infezioni)
  • Radiografia: indispensabile per valutare il grado di curvatura della spina dorsale e la gravità dei danni subiti dalle vertebre.
  • Tac: utile per vedere con chiarezza le immagini della cifosi da più angolature.

Fisioterapia per la “gobba”Come prevenire l’ipercifosi

Poiché tale patologia deriva spesso da altre malattie, per prevenire la cifosi si dovrà innanzitutto prestare attenzione all’osteoporosi, che della cifosi è spesso la “malattia sorella”: cercate quindi di mantenere un’alimentazione equilibrata e completa e di condurre uno stile di vita salutare.

Come tutti sanno: la cifosi può essere provocata anche da posizioni errate, ad esempio durante la seduta.

Per gli studenti:

  • Quando vi apprestate a passare molte ore sui libri di scuola, ricordate sempre di sedere con la schiena ben diritta, aderente il più possibile allo schienale.
  • Cercate di studiare in una stanza ben illuminata, in modo da evitare di chinarvi sul libro per leggere meglio.
  • Ogni mezz’ora alzatevi dalla sedia ed effettuate cinque minuti di stretching o una breve camminata in giardino o nei corridoi della biblioteca. Una postura sbagliata è la principale alleata della cifosi!

Tale considerazione è valida per tutti coloro che passano molte ore di fronte ai libri od allo schermo di un computer.

Fisioterapia per la “gobba”: Quale sport è adatto a chi soffre di cifosi?

Purtroppo per chi ama la palestra ci sono brutte notizie, mi spiace informarvi che il sollevamento di manubri e bilancieri non si sposa bene con i problemi alla colonna vertebrale.

Fisioterapia per la gobba

Fisioterapia per la “gobba”

Anche il kayak e la canoa non sono sport molto adatti, in quanto rischiano di accentuare la vostra problematica.

Se amate l’acqua potreste dedicarvi al nuoto, ma solo allo stile “dorso”, in quanto lo stile libero e la rana possono peggiorare la vostra condizione.

Anche gli sport di squadra, come pallavolo, calcio, pallacanestro potrebbero essere poco indicati, sebbene meno degli sport citati in precedenza.

Recenti studi hanno dimostrato che Pilates (oppure lo Yoga) sono molto utile per le problematiche di ipercifosi. Entrambe le attività hanno infatti numerosissimi esercizi ed alcuni di essi potrebbero essere particolarmente adatti a chi soffre di cifosi. Ovviamente è sconsigliato farsi seguire da una persona competente: non basterà quindi acquistare un libro fotografico che illustra gli esercizi più famosi, in quanto, se eseguiti male, potrebbero peggiorare la vostra condizione anziché migliorarla. Sarà quindi indispensabile iscriversi ad un corso e, prima di iniziare, informare l’insegnate della vostra problematica, in modo che possa consigliarvi gli esercizi più adatti e non proporvi assolutamente quelli che potrebbero peggiorare l’ipercifosi.

Un esercizio che è sempre consigliato, anche se non si tratta di un vero e proprio sport, è lo stretching, ossia l’allungamento muscolare. Si tratta di un vero toccasana per la vostra schiena che migliorerà il tono muscolare e, al tempo stesso, rafforzerà i muscoli addominali e dorsali, che a loro volta controlleranno al meglio la vostra postura.

Concludendo, l’ ipercifosi è sicuramente una patologia fastidiosa, ma con l’aiuto di uno specialista e di un buon insegnante di ginnastica postulare, potrete condurre una vita equilibrata, praticare uno sport rilassante e, un passo alla volta, migliorare la qualità della vostra vita.

Ecco alcuni esercizi di fisioterapia per la “gobba”

Andiamo a vedere quali sono gli esercizi che si possono effettuare con tranquillità anche a casa.

Sono esercizi da cui si può prendere spunto, come detto in precedenza per curare questa patologia è meglio affidarsi alle mani di una persona competente.

Detto questo ecco alcuni esercizi da cui prendere spunto:

  • Alzarsi in piedi, con le gambe leggermente divaricate e piegate. Da questa posizione si scende gradatamente fino ad appoggiare i palmi delle mani a terra. Occorre prestare attenzione a non incurvare la schiena ed evitare di sollevare i talloni. La posizione va mantenuta per un minuto e poi si torna alla posizione iniziale. L’esercizio va ripetuto per dieci volte.

  • In seguito posizionarsi a carponi con le braccia parallele alle spalle. Le gambe che devono formare un angolo di novanta gradi. A questo punto incurvare la schiena, inizialmente verso l’alto poi verso il basso mantenendo la posizione per trenta secondi. Ripetere l’esercizio per dieci volte.

  • Poi mettersi seduti a terra con i glutei che toccano le piante dei piedi. Scivolare a terra fino ad appoggiare la testa tenendo le braccia rilassate lungo i fianchi. A questo punto alzare il bacino ed inarcare la schiena fino a formare un arco, rimanendo in questa posizione per circa un minuto.

  • Per quanto concerne gli addominali. Occorre sdraiarsi supini e alzare le gambe che devono restare diritte e con i piedi a martello. In seguito sollevare le spalle, mantenendole sciolte e dritte. Rimanere in questa posizione facendo contrarre gli addominali e contando fino a cinquanta. Ripetere l’esercizio per cinque volte.

  • Collo e spalle: seduti per terra a gambe incrociate, schiena diritta e spalle sciolte. Si prende un elastico, si portano le braccia sopra alla testa e si tira l’elastico con ambedue le mani per trenta secondi. Ripetere l’esercizio per dieci volte.

  • Rinforzo delle spalle: mettersi in ginocchio con la testa che tocca il suolo. Le braccia devono essere messe dietro il busto distese con le mani unite. A questo punto portare le braccia verso l’altro molto lentamente e rimanere in questa posizione per circa cinque secondi. Ripetere quattro volte.

  • Cervicale, ruotare la testa mantenendo il mento alto. Fermarsi quando il mento è in linea con le spalle. Mentre si svolge l’esercizio le spalle devono rimanere rilassate e la schiena diritta. Dopodiché piegare la testa verso la spalla, quasi fino a toccare l’orecchio. Ripetere per dieci volte.

Se vuoi ricevere più dettagli a riguardo la fisioterapia per la “gobba”, o per ricevere una consulenza scrivimi cliccando QUI

Dott. Fabio Marino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *