FISIOTERAPIA PER PARALISI DI BELL
Cos'è e come affrontare questa patologia

di | 03/07/2019

Come approcciare la paralisi di Bell con la fisioterapia? Scoprilo in questo articolo…

FISIOTERAPIA PER LA PARALISI DI BELL

Cosa può fare la fisioterapia per questa patologia?

In questo articolo andremmo ad analizzare in cosa consiste la fisioterapia per la paralisi di Bell.Iniziamo a capire in cosa consiste questo tipo di patologia.

Fisioterapia per la paralisi di Bell

Di che patologia stiamo parlando?

La Paralisi di Bell (o paresi facciale) consiste in un danno reversibile oppure permanente a carico del nervo facciale.

fisioterapia per la paralisi di Bell

Fisioterapia per la paralisi di Bell: sintomi e deformazione facciale transitoria o permanente causata dalla patologia

Brevi cenni di anatomia del Nervo Facciale

Il nervo facciale, costituisce il VII paio di nervi cranici ed è considerato un nervo misto che quindi agisce sia come nervo motorio che come nervo sensitivo; esso infatti  comprende due distinti nervi:

Il nervo facciale che contiene fibre motrici somatiche per l’innervazione dei muscoli mimici.

Il nervo intermedio, che comprende fibre sensitive somatiche e viscerali che si portano ai 2/3 anteriori della lingua e a una ristretta area del padiglione auricolare, e fibre parasimpatiche pregangliari per le ghiandole lacrimali, per le ghiandole salivari sottomandibolare e sottolinguale e per le ghiandole della mucosa del naso e del palato. 

Origina anteriormente al peduncolo cerebellare, a livello dell’estremità caudale del ponte, attraversa il meato acustico interno ed entra nel canale facciale, dove si trova il ganglio genicolato. All’uscita dal canale facciale, a livello della parotide si divide in diverse diramazioni che raggiungono il cuoio capelluto, il padiglione auricolare, il volto, il platisma, il muscolo stiloioideo e il ventre posteriore del muscolo digastrico.

Fisioterapia per la paralisi di Bell: Cause

La causa più frequente della paralisi facciale è quella virale, anche se questa patologia può comparire in seguito a interventi chirurgici  oppure a seguito di un trauma. La Paralisi di Bell si manifesta con un’alterata motilità dei muscoli del volto che il paziente non riesce più a controllare. La fase più acuta si manifesta entro 48 ore dall’inizio dell’episodio. L’impossibilità di controllare i muscoli facciali modifica significativamente l’aspetto del viso, a riposo e, ancor più, durante i movimenti della sua muscolatura. In genere è coinvolta solo una metà del viso, quella innervata dal nervo colpito; i maggiori problemi funzionali sono a carico di:

  • Occhio: le palpebre perdono la loro capacità di chiudersi per via riflessa al fine di lubrificare la congiuntiva: ne consegue una sofferenza dell’occhio per insufficiente lubrificazione. In alcuni casi si può andare incontro a ulcere e infezioni oculari.
  • Naso: in seguito alla paralisi del facciale, il naso subisce il collasso dell’ala con conseguente difficoltà respiratoria legata alla chiusura della valvola nasale, soprattutto durante la fase inspiratoria.
  • Capacità fonatoria: articolare la parola risulta compromessa per la perdita di tono dei muscoli delle guance; in particolare risulta difficile la pronuncia delle lettere cosiddette labiali “p” e “b”.

La perdita di tono dei muscoli facciali rende spesso difficoltosa la masticazione e, nelle forme più severe, anche il contenimento della saliva, con conseguente scolo dalla bocca. La zona del volto colpita da paresi facciale appare flaccida e priva di espressione.

L’alterazione estetica è vissuta sempre con grande disagio dai pazienti, che vedono rovinato il loro aspetto e spesso si presentano con una mano a coprire la metà della faccia colpita, per nascondere la deformità; frequentemente evitano di sorridere, perché questo altera in modo grottesco il loro volto.

Poiché il danno è fondamentalmente dovuto alla perdita di funzione di alcune fibre motorie del nervo facciale, la fisioterapia attuata per la paresi facciale punta a potenziare quello che è rimasto integro della rete neuromuscolare, soprattutto nella parte inferiore del volto.

Terapie e fisioterapia per la Paralisi di Bell

Per fortuna la maggior parte dei casi di Paralisi di Bell si risolvono da soli. In alcuni casi si ha un regresso della patologia anche dopo soli dieci giorni dalla sua insorgenza e senza che sia stato intrapreso alcun trattamento. In altri casi la patologia si risolve in poche settimane o mesi.

I casi gravi, in cui il recupero è assente o parziale, necessitano di trattamento, possibilmente in tempi rapidi. Tra i rimedi attuabili vi sono l’assunzione di corticosteroidi o il ricorso a massaggi, fisioterapia o interventi chirurgici.

In questo articolo ci concentreremo di più su quello che è l’aspetto fisioterapico elencando alcuni esempi di esercizi utili da fare in autonomia.

Terapia Riabilitativa fisioterapica

Nel periodo di paralisi completa, sono da evitare inutili esercizi che non possono portare alla contrazione muscoli paralizzati e stimolano invece il lato sano aumentando lo squilibrio tra i due lati.

In fase di recupero è fondamentale un corretto uso della muscolatura che ricomincia a muoversi.
E’ necessaria quindi una valutazione riabilitativa e una educazione al movimento.

Sono infatti da attivare i muscoli che progressivamente recupero evitando la comparsa delle sincinesie post-paralitiche che costituiscono il problema più grave nei casi di recupero parziale e incompleto.
Le sincinesie post-paralitiche sono considerate l’espressione di una rigenerazione del nervo, anarchica, aberrante, per cui alcuni rami del nervo quando ripara “sbagliano i muscoli bersaglio” non arrivando solo a quelli originariamente innervati, ma innervandone anche altri vicini. Per cui più muscoli saranno re-innervati da rami originariamente destinati a innervare uno solo di essi. Consistono nella perdita della selettività della contrazione muscolare e nella comparsa di attivazione involontaria simultanea in distretti facciali diversi per cui la mimica risulta alterata dalla presenza di contrazioni involontarie non controllate e di spasmi in alcuni i muscoli della faccia.

Il trattamento riabilitativo propone esercizi personalizzati analitici, rivolti all’attivazione di singoli muscoli e di movimenti localizzati che la persona impara e ripete a casa.

Fisioterapia per la paralisi di Bell: Esercizi utili

Gli esercizi che andremo ad elencare vanno eseguiti sempre davanti a uno specchio per valutarne la corretta riuscita.
Si consiglia di eseguirli mantenendo un corretto allineamento corporeo: schiena dritta, spalle simmetriche, testa che guarda in avanti.  Ogni esercizio proposto è accompagnato dalla descrizione dell’espressione tipicamente associata all’uso di quei muscoli.

1. Rilassamento: Seduti, oppure in piedi davanti a uno specchio, controllate l’allineamento del vostro corpo. Inspirate profondamente e lentamente dal naso, in modo da espandere il torace, quindi espirate lentamente attraverso la bocca svuotando completamente i polmoni.

Eseguite questo esercizio per tre minuti.

2. Elevare le sopracciglia: come in un’espressione di sorpresa o paura.

3. Avvicinare le sopracciglia: come per esprimere cruccio o dubbio.

4. Chiudere l’occhio con forza: nell’eseguire questo esercizio dovete far formare rughe che si irradiano dall’angolo laterale delle palpebre.

5. Chiudere l’occhio dolcemente come nell’atto di ammiccare.

6. Sollevare e portare in fuori il labbro superiore come per mostrare le gengive.

7. Tirare in alto le porzioni laterali delle narici formando rughe trasversali alla radice del naso.

8. Dilatare le narici.

9. Abbassare la punta del naso restringendo le narici.
10. Sollevare la cute del mento. Successivamente il labbro inferiore protrude in avanti come nell’espressione del dubbio.

11. Spostare in basso e lateralmente il labbro inferiore e l’angolo della bocca mettendo in tensione la cute del collo.

12. Portare in avanti le labbra come per dare un bacio.

13. Portare le labbra indietro come per fare un sorriso.

14. Chiudere le labbra e portarle a destra e sinistra alternativamente.

15. Sorridere da un solo lato per volta

16. Spostare in basso gli angoli della bocca

17. Comprimere le guance contro i molari tirando l’angolo della bocca indietro come per suonare la tromba.

18. Sorridere senza mostrare i denti.

19. Comprimere con il labbro superiore contro l’arcata superiore dei denti.

Dopo la dimissione…

Tutti gli esercizi suggeriti dal sioterapista dovranno essere eseguiti 2 volte al giorno tutti i giorni con regolarità per 2 mesi, nel caso non avvenga una completa ripresa invitiamo a contattare un centro di riabilitazione per eseguire il trattamento supportati da un fisioterapista. È consigliabile inoltre eseguire in concomitanza alla riabilitazione un trattamento di elettrostimolazione specifica per i muscoli colpiti.

Fisioterapia per la paralisi di Bell: Altri tipi di trattamento

Per rendere più efficace la fisioterapia per la paralisi di Bell sono molto utili anche queste semplici terapie:

  • Fonti di calore: Durante la seduta può essere di aiuto una esposizione a calore da infrarosso, per vascolarizzare la zona, e aiutare quindi gli scambi cellulari e facilitare l’arrivo dell’impulso nervoso. Nella fase in cui si possono avere ipertonie o sincinesie, può aiutare nella preparazione rilasciando la muscolatura e preparando allo stiramento dei muscoli.
  • Terapia manuale: Può essere di aiuto il massaggio, per tonificare la muscolatura, oltre a ridurre l’eventuale edema, sopratutto nelle paresi facciale traumatiche. Il fisioterapista può effettuare una valutazione anche del cavo orale, per tentare di individuare eventuali trigger point, che inibiscono la contrazione muscolare.
  • Agopuntura: Questa tecnica prevede l’inserimento di aghi sottili in punti specifici della cute. Ciò permette la stimolazione dei muscoli e dei nervi facciali per alleviare il dolore e gli altri sintomi della malattia. Attenzione: Questo tipo di terapia deve essere effettuata da un medico.
fisioterapia per la paralisi di Bell

Fisioterapia per la paralisi di Bell: agopuntura che deve eseguire obbligatoriamente un medico specializzato

I limiti. Questi sono quelli tipici di una patologia neurologica. Anche con i mezzi diagnostici più avanzati non possiamo sapere quanto è rimasto indenne ma ipofunzionante, quanto è irrimediabilmente perso, quanto di ciò che è ipofunzionante può essere ripreso sotto il controllo volontario. Da qui l’incertezza dell’entità del guadagno, soprattutto nei cronici. Infine si tratta di recuperi di vie nervose danneggiate che dovranno compensare quelle definitivamente mancanti. Quindi il trattamento, anche ripetendo i cicli potrà arrivare, nei suoi risultati, fino ad un certo punto e non oltre. Questo punto può essere scoperto solo procedendo nella terapia.

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Dott. Fabio Marino

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