FISIOTERAPIA PER LA SPALLA: Prevenzione e Trattamento
TRATTAMENTO INSTABILITÀ DELLA SPALLA NEL SOGGETTO SPORTIVO, DA SPORT OVER-HEAD

di | 01/04/2019

FISIOTERAPIA PER LA SPALLA

L’instabilità della spalla nello sportivo compare nel momento in cui il rapporto gleno-omerale è sfavorevole e gli allenamenti non sono”ben dosati”

La fisioterapia per la spalla trova spazio anche in casi di instabilità della stessa, che deriva da un disequilibrio fra muscoli, tendini e legamenti. Il significato di “rapporto gleno-omerale” è suggerito dal termine stesso; la spalla è costituita da quella porzione dell’omero ossia l’osso del braccio che si inserisce all’interno di una cavità definita glenoidea. La cavità glenoidea non è un termine esistente a caso, ma è la porzione posta all’angolo-laterale della scapola, che funge da “rifugio” per la testa dell’omero. Il contatto fra le due ossa rappresentano l’articolazione.

Fisioterapia per la spalla: Omero-cavità glenoidea

Nella foto è evidente come la testa dell’omero ha come sito di inserzione una cavità glenoidea della scapola

         L’articolazione gleno-omerale ha legamenti lassi che favoriscono una mobilità articolare,  ma che la rendono al tempo stesso più propensa a lussarsi.

         I legamenti interessati sono :

        -gleno omerale inferiore

        -gleno omerale medio

        -gleno-omerale superiore

 

 

I fattori di rischio all’instabilità della spalla sono :

  • LASSITÀ LEGAMENTOSA
  • IPERMOBILITÀ DELLA SPALLA
  • PRECEDENTE LUSSAZIONE DELLA SPALLA
  • LUSSAZIONE PARZIALE O SUBLUSSAZIONE
  • PROBLEMATICHE DI CARATTERE ANATOMICO DOVUTE AD ESEMPIO AD UNA GLENA TROPPO PICCOLA PER FAVORIRE L’INSERIMENTO DELLA TESTA OMERALE

CAUSE:

Solitamente la diagnosi ad un’instabilità della spalla è una lussazione. Una lussazione non è altro che una perdita dei rapporti articolari in cui l’omero fuoriesce dalla cavità glenoidea.

L’omero, l’osso della spalla, non è allora così solido da potersi mantenere da solo all’interno della cavità glenoidea della scapola?!

A proteggere la testa dell’omero esistono una serie di legamenti e di muscoli, che stabilizzano la spalla. Possiamo tirare un respiro di sollievo allora?

La risposta è : dipende!

Proseguendo possiamo affermare che, la stabilità della spalla, accertandosi che essa non abbia patologie in corso, dura finché non ci siano traumi, derivati dall’energia del movimento compiuto con la spalla.

La causa che scatena il trauma è una violenta rotazione esterna ed un’elevazione in abduzione della spalla. 

Pallamano

Nell’immagine è evidente un’extrarotazione, elevazione in abduzione della spalla

Nello specifico, questo trauma è tipico degli sport definiti OVER-HEAD, come il basket, la pallamano, la pallavolo, il tennis, le arti marziali, lancio del peso o il nuoto. I movimenti di circonduzione energica sono infatti  spesso potenti in termini di forza e velocità. Nelle fasi esplosive conta l’aspetto neuromuscolare.

Prevenzione: 

Avviene durante gli allenamenti. Dosare un allenamento è anche sapere che dopo una fase di costruzione muscolare, deve essere programmata una fase di attivazione di coordinazione  delle fibre muscolari. Nelle pianificazioni degli allenamenti non devono mai mancare fasi di riduzione del carico o dell’intensità di allenamento! Inoltre quando si fa stretching, il muscolo deve essere allungato ma non co-contratto ulteriormente. In caso negativo si aggravano i sintomi di dolore muscolare e il tendine si irrita.

A seconda della frequenza del gesto da over-head, i casi sono i seguenti:

  • Ispessimento tendineo ed infiammazione dello stesso
  • Infiammazione del legamento sovraspinoso
  • Lesione cuffia dei rotatori
Diagnosi:

Nella fase post-operazionale , il soggetto colpito da instabilità di spalla da eccessivo uso del gesto sportivo di circonduzione energica, adopera un tutore in abduzione di 30° .

Il ritorno allo sport avviene se l’angolo di movimento e la forza muscolare sono prossimi alla normalità.

Trattamento:

1)Il trattamento di fisioterapia per la spalla solitamente non è standard, però vi sono sicuramente queste fasi iniziali quali la mobilizzazione passiva o auto-assistita del braccio ed una mobilizzazione attiva dello stesso.

2)Vi è la fase di recupero dell’elevazione passiva anteriore della spalla.

3) L’idrochinesiterapia è vantaggiosa, poichè lo stile di nuoto come ad esempio la rana, le rotazioni esterne o le flesso-estensioni delle braccia, riprodotte in modo più semplice, vanno a simulare il gesto sportivo da overhead  dosando la forza da parte dell’atleta in fase di recupero.

4) Recupero dell’oscillazione delle braccia nel cammino, con esercizi pendolari per la spalla, disegnando dei cerchi verso il pavimento da una posizione di flessione anteriore del busto

5)Rinforzo dei muscoli rotatori esterni ed interni con l’utilizzo degli elastici, con rotazioni  esterne del braccio. Il gomito rimane a contatto con il busto ed è piegato a 90°! In questa fase di rieduca la testa dell’omero a stabilizzarsi nella cavità glenoidea.

6) Potenziamento muscolare del  piccolo e grande rotondo e grande pettorale, deltoide anteriore, deltoide posteriore, in associazione ad un chinesiologo o preparatore fisico.

Es: alzate posteriori , alzate laterali, esercizio del rematore.

 

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Dott.Fabio Marino

 

Autrice: Laura Santomieri 

 

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