FISIOTERAPIA PER LA VESTIBOLITE DELL’ORECCHIO
Cosa fare in caso di vestibolite.

di | 07/11/2019

Scopri in questo articolo cosa fare in caso di vestibolite all’orecchio…

FISIOTERAPIA PER LA VESTIBOLITE DELL’ORECCHIO

Consigli utili su come affrontare questa problematica

In questo articolo parleremo di quanto possa essere utile la fisioterapia per la vestibolite, ma cosa intendiamo per vestibolite?

La vestibolite è  un’infiammazione della parte interna dell’orecchio, che in genere causa manifestazioni sintomatologiche come vertigini, con la presenza anche di nausea o vomito. Tutto questo accade perché l’orecchio infiammato manda segnali contrastanti al cervello. Quest’ultimo reagisce in maniera confusa in relazione alla postura della testa.

Vestibolite e postura

Nell’orecchio interno troviamo il labirinto, esso è costituito da terminazioni nervose che sono composte da tre canali semicircolari disposti su tre piani perpendicolari, uno orizzontale e due verticali, che si occupano di rilevare i movimenti rotatori dell’organismo, e dagli otoliti, che rilevano il movimento lineare.

Al loro interno si trova l’endolinfa, un liquido che si muove nei canali in concomitanza con gli spostamenti del capo. A seconda dei movimenti, il liquido stimola più o meno le ciglia di migliaia di cellule, le quali generano così impulsi che vengono trasmessi al cervello.

Il cervello umano combina le informazioni visive e sensoriali che riceve da questa parte dell’orecchio, in modo da poter correggere eventuali errori e garantire il corretto equilibrio. Quando il labirinto è in salute, fornisce all’occhio le informazioni relative al movimento della testa: è grazie a queste informazioni che possiamo mettere a fuoco gli oggetti anche in movimento.

Fisioterapia per la vestibolite

Fisioterapia per la vestibolite: l’orecchio è in stretta relazione con la postura

Sintomi della vestibolite

La vestibolite può manifestarsi con un singolo attacco isolato di vertigini gravi, della durata di 7-10 giorni, sebbene successivamente molti soggetti presentino ulteriori attacchi di vertigini più lievi per molte settimane. Il primo attacco di vertigini di solito è il più grave. Le vertigini sono una falsa sensazione che le persone o l’ambiente circostante o entrambi si stiano muovendo o stiano ruotando. La maggior parte delle persone descrive questa sensazione spiacevole come “capogiri”, sebbene usi lo stesso termine anche per altre sensazioni, come lo stordimento.

Le vertigini possono essere accompagnate da nausea, vomito e nistagmo (lo scatto rapido degli occhi in una direzione alternato a un lento ritorno alla posizione originale). Le vertigini sono gravi all’inizio e si riducono gradualmente nel corso di vari giorni, con una mancanza di equilibrio residua che perdura vari mesi. I pazienti non presentano tinnito (ronzio nelle orecchie) e di solito l’udito non è interessato.

Cause della vestibolite

Le cause della vestibolite possono essere sia virali che batteriche. Fra i virus più comuni ci sono: il rinovirus, lo stesso che causa il raffreddore, ma anche il virus del morbillo, della parotite, dell’herpes e della mononucleosi. Più raramente la causa scatenante è batterica, condizione che tuttavia sembra interessare maggiormente la popolazione pediatrica e peraltro in forma piuttosto grave. Fra i batteri responsabili dell’infiammazione ci possono essere lo Streptococco o lo Stafilococco.

Una componente che entra in gioco nell’infiammazione del labirinto è lo stress: quando diventa cronico è in grado di indebolire il sistema immunitario, poiché innesca una risposta eccessiva, come quando ci troviamo in pericolo. I livelli ormonali si impennano, l’organismo secerne maggiori quantità di adrenalina e noradrenalina insieme al cortisolo, detto anche ormone dello stress. Si tratta di una condizione che, a lungo andare, indebolisce l’organismo, tanto che si è più inclini a sviluppare disturbi di salute e malattie.
Anche l’infiammazione dell’orecchio medio può essere causata da un indebolimento del sistema immunitario dato appunto dallo stress cronico. Con minori difese, l’organismo lascia una porta aperta a virus e batteri, che causano infezione all’orecchio; in questo caso si parla di labirintite da stress.

Fisioterapia per la vestibolite dell’orecchio

Di solito vengono prescritti una serie di farmaci (anche steroidei in compresse), in modo da ridurre il più rapidamente possibile l’infiammazione. Se il problema non passa subito, si deve far riferimento ad uno specialista dell’orecchio, che può raccomandare un trattamento chiamato terapia di riabilitazione vestibolare (fisioterapia per la vestibolite dell’orecchio), utile soprattutto per risolvere il problema delle vertigini e della mancanza di equilibrio.

La fisioterapia per la vestibolite dell’orecchio  è utile in caso di disturbi dell’equilibrio causati da malattie dell’orecchio interno, da problematiche della colonna vertebrale e del sistema muscolo-scheletrico, da disturbi della vista e da mal di testa.

A queste patologie si associano, in percentuale molto minore, disturbi della circolazione cerebrale e patologie neurologiche specifiche.

Il trattamento riabilitativo, che utilizza strategie adattive, sostitutive e di abitudine, comprende una serie di esercizi di riequilibrio e di movimento corporeo, mirati al caso specifico, finalizzati a migliorare il controllo della postura e ad attenuare il sintomo di instabilità o di vertigini.

L’obiettivo della Fisioterapia per la vestibolite dell’orecchio non è, infatti, la guarigione da una patologia, ma il ripristino delle funzioni alterate.

Durante le sedute è richiesta una collaborazione attiva e consapevole del paziente poiché coinvolge meccanismi cerebrali di apprendimento, memorizzazione e riprogrammazione di funzioni complesse.

Qui di seguito elencheremo alcuni esercizi utilizzati spesso nella fisioterapia per la vestibolite dell’orecchio:

Primo esercizio:

Posizione iniziale: seduto, prendere un oggetto in mano (penna, orologio, ecc.), stendere il gomito e mettere l’oggetto davanti agli occhi, fissarlo, spostare l’oggetto a destra e sinistra, mantenendo lo sguardo su esso.
Non muovere la testa.

Ripetere 20-30 volte.

Secondo esercizio:

Posizione iniziale: seduto, guardare avanti, spostare lo sguardo sopra e sotto, iniziare lentamente, poi accelerare, non ruotare la testa.

Ripetere 30 volte.

Terzo esercizio:

Posizione iniziale: in piedi, prendere un oggetto in mano, stendere il gomito e mettere l’oggetto davanti agli occhi, guardarlo, spostare l’oggetto in alto destra e poi in basso a sinistra, in diagonale.
Non distogliere mai lo sguardo.
La testa deve rimanere ferma.

Ripetere 20-30 volte.

Quarto esercizio:

Posizione iniziale: in piedi, prendere in mano un oggetto e portarlo davanti al viso ad una distanza pari alla lunghezza del braccio, guardare l’oggetto durante tutta la durata dell’esercizio, spostare l’oggetto avanti e indietro,

Ripetere 20 volte.

Quinto esercizio:

Posizione iniziale: seduto, prendere un oggetto con ogni mano (in alternativa usare i pollici), stendere i gomiti e tenendo gli oggetti a circa 40 cm alla testa, uno di fianco all’altro (ma non vicini), fissarli durante tutta la durata dell’esercizio, spostare lo sguardo da un oggetto all’altro. Guardare ogni oggetto per un secondo.
Non ruotare la testa.

Ripetere 30 volte.

Sesto esercizio:

Posizione del paziente: Seduto, ruotare la testa da una parte all’altra. Iniziare lentamente e poi accelerare. Dopo, fare un movimento su e giù con la testa come per dire “Si” e “No”. La velocità del movimento aumenta progressivamente.

Ripetere 20 volte.

Settimo esercizio:
Questo esercizio è una variante del sesto.

Posizione del paziente: Seduto, ruotare la testa da una parte all’altra con gli occhi chiusi. Iniziare lentamente e poi accelerare. Dopo, fare un movimento in su e in giù con la testa. La velocità del movimento aumenta gradualmente.

Ripetere 30 volte.

Ottavo esercizio:

Guarda dritto e concentrati sul pollice all’altezza degli occhi di fronte a te, ruotare la testa da un lato all’altro, mantenendo lo sguardo sul pollice.
Gradualmente, aumentare la velocità del movimento della testa.
È fondamentale che la lettera rimanga a fuoco.

Poi muovere la testa su e giù per un paio di minuti.
Prima si fa in posizione seduta, poi si svolge l’esercizio in piedi.

Il ruolo dei farmaci

Dopo aver sottoposto il paziente ad una serie di accertamenti diagnostici, volti sia ad appurare la malattia, sia a rilevare l’elemento causale, il malato può essere trattato con farmaci specifici per abbattere il patogeno responsabile, per contrastare le vertigini (sintomo comune a tutte le forme di labirintite) e per allontanare gli effetti secondari, quali ansia, depressione.
Fondamentale è istruire il malati a seguire alcuni semplici consigli, ai fini di velocizzare la guarigione:

  • Evitare i movimenti bruschi, sin dai primi sintomi di vertigini
  • Durante gli attacchi di labirintite, rimanere fermi nella medesima posizione, senza scuotere o ruotare la testa
  • Evitare di leggere, anche dopo alcune ore dall’attacco di labirintite
  • Preferire stanze scarsamente illuminate, specie durante e dopo l’attacco di vertigini
  • Non guidare e non svolgere attività pericolose, soprattutto nei momenti che seguono la crisi di labirintite e nei soggetti a rischio

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la labirintite.

Farmaci antivirali ed antibatterici: indicati per allontanare il virus o il battere responsabile dell’infezione nel contesto della labirintite virale:

Farmaci per il controllo delle vertigini: La somministrazione di farmaci anticolinergici può contrastare gli effetti esercitati dall’acetilcolina, importantissimo neurotrasmettitore, il cui eccesso può provocare nausea e vomito.
Come abbiamo visto, le vertigini che accompagnano la labirintite possono causare ansia e vomito: a tal proposito, il paziente può assumere farmaci specifici che, pur non agendo minimamente sulla causa scatenante, possono migliorare la salute generale allontanando i sintomi secondari.

Farmaci ansiolitici e antidepressivi: il paziente affetto da labirintite lamenta spesso ansia e alterazione dell’umore; la somministrazione di questi principi attivi può migliorare le sue condizioni generali. Si raccomanda di non utilizzare questi farmaci per lunghi periodi, di non interrompere improvvisamente la terapia e di rispettare sempre le dosi prescritte dal medico.

È doveroso ricordare che la somministrazione di farmaci ansiolitici e modulatori dell’umore non è utile ai fini della guarigione della malattia, perché non agisce sulla causa scatenante; ad ogni modo, la somministrazione di questi farmaci migliora la qualità di vita del paziente ed aiuta a superare al meglio la labirintite.

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Dott. Fabio Marino

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