FISIOTERAPIA PER LE VERTIGINI
Davvero esiste una fisioterapia specifica per le vertigini?

di | 08/07/2019

Quale fisioterapia può essere idonea in caso di vertigini?

FISIOTERAPIA PER LE VERTIGINI

Fisioterapia per le vertigini

Ma le vertigini cosa sono ?
Sono alterazioni del sistema di equilibrio del corpo.

Fisioterapia per le vertigini:  esiste davvero un piano terapeutico per curare o gestire meglio i disturbi legati alle vertigini?

Si, esiste ed è anche molto efficace se seguito con costanza e con attenzione!

Prima di addentrarci nei meandri della fisioterapia per le vertigini, vediamo cosa sono le vertigini e quali sono le cause scatenanti di questo sintomo.

Eh si, perché le vertigini sono un ‘ alterazione del sistema di equilibrio del corpo, sono un sintomo di qualcosa che non funziona e che ci da l’ impressione che tutto in torno a noi stia girando, ruotando.

In effetti il verbo latino ” verto “, da cui la parola vertigini, significa : ruotare su se stessi, girare

QUALI SONO LE CAUSE DELLE VERTIGINI?

Le vertigini possono insorgere per delle problematiche legate all’ encefalo (più precisamente al cervelletto e al tronco encefalico), e legate ad un apparato, quello vestibolare; nello specifico se sono legate all’ encefalo sono dette:

“vertigini centrali” ,

mentre se sono legate all’ organo dell’ equilibrio sono definite:

“vertigini periferiche”

Fisioterapia per le vertigini

Vista interna dell’ apparato vestibolare. Un problema a questo apparato potrebbe essere causa di vertigini.

 

Le cause più comuni di vertigini periferiche sono dovute a:

VPPB: ovvero vertigine parossistica posizionale benigna è certamente la causa più comune; questa patologia porta alla formazione di cristalli di carbonato di calcio nei canali  semicircolari dell’ apparato vestibolare, che secondo studi scientifici sarebbero la causa delle vertigini.

La labirintite: cioè l’ infiammazione di tutti i canali semicircolari dell’ apparato vestibolare, questa infiammazione porta il labirinto ad inviare dei segnali non corretti al cervello.

La neuronite vestibolare: in parole povere un’ infiammazione dei nervi che collegano il labirinto all’ encefalo; anche in questo caso l’ infiammazione, questa volta dei nervi, porterà all’ invio di segnali scorretti all’ encefalo.

La sindrome di Ménierè: nell’ orecchio interno si accumula troppa endolinfa che è il liquido che permette la trasmissione delle informazioni dell’ apparato vestibolare allo encefalo.

L’ assunzione di alcuni tipi di medicinali: effetto collaterale.

Le cause più comuni delle vertigini centrali, invece possono essere:

L’ emicrania: mal di testa circoscritti ad un lato del capo.

La sclerosi multipla: malattia invalidante che si sviluppa a causa della degradazione delle cellule nervose.

I tumori al cervello: con sede nel cervelletto che ha il compito di coordinare i movimenti.

Episodi di Ictus e TIA: ictus ovvero la mancanza di afflusso sanguigno con conseguente morte di una parte dell’ encefalo. Tia, mancanza momentanea di afflusso sanguigno nell’ encefalo, in pratica un  Ictus transitorio.

Assunzione di medicinali: effetto collaterale.

A questo punto vediamo come viene effettuata la diagnosi

Normalmente, quando ci si trova di fronte ad una persona affetta da vertigini, il medico farà una serie di domande volte a capire segnali importanti che gli permetteranno di comprendere da che tipo di vertigine è affetto il paziente, per poi passare ad un esame obbiettivo ed eventualmente ad esami clinici.

Le domande più frequenti saranno sui sintomi associati, sulla prima comparsa delle vertigini, quanto sono frequenti e quanto durano gli episodi e se ci sono movimenti e situazioni che peggiorano i sintomi.

Un’ altra situazione su cui indagherà il medico sarà: quanto sono invalidanti gli episodi.

Il passo seguente sarà quello di fare un esame obbiettivo e di prescrivere alcuni esami diagnostici quali:

Test audiometrici;

Test posturografico;

Esami per la valutazione del nistagmo;

TAC o RMN.

Il trattamento delle vertigini varia a seconda della natura scatenante

Facciamo qualche esempio:

per la labirintite, non ci sono cure particolari a parte il riposo, a meno che l’ infezione non sia di natura batterica e quindi si necessitano dei particolari antibiotici.

In alcuni casi sarà necessaria una riabilitazione vestibolare: terapia finalizzata alla cura dei disturbi dell’ equilibrio, può essere effettuata da sdraiati, da seduti o in piedi; il suo obbiettivo primario è quello di portare l’ individuo a migliorare come sta in piedi, come cammina e a recuperare la stabilità dello sguardo durante i movimenti della testa.  

Facciamo qualche esempio:

da posizione supina, girarsi velocemente verso destra e ritornare in posizione; eseguire lo stesso movimento a sinistra.

Sempre da posizione supina, girarsi velocemente in posizione prona e ritornare in posizione di partenza.

Da seduto ruotare il capo velocemente verso destra e ritornare in posizione di partenza.

Sempre da seduto piegare la testa prima avanti e poi in dietro.

In piedi ruotare velocemente prima il capo, poi le spalle e infine il busto, questo esercizio serve per abituare il sistema vestibolare a subire movimenti bruschi.

Per quanto riguarda la VPPB, invece:

la guarigione è correlata alla dissoluzione dei cristalli di carbonato di calcio, per cui bisogna solo aspettare che si sciolgano. Esistono, però,degli accorgimenti da utilizzare nella nostra routine quotidiana per coadiuvare  la guarigione; ve ne cito alcuni: alzarsi lentamente dal letto, cercare di non portare lo sguardo verso l’ alto, e poi andare da un professionista che vi farà eseguire delle manovre specifiche che hanno lo scopo di far si che i cristalli si posizionino in un punto dove non creano troppi problemi.

Per le vertigini derivanti dalla Sindrome di Ménierè la questione è un pochino più complicata:

il primo passo da fare è quello di assumere i farmaci che tengono a bada i sintomi collegati alla sindrome, così come per le vertigini; in secondo luogo si dovrà seguire una dieta iposodica.

I passi successivi saranno quelli di utilizzare degli apparecchi acustici per gli acufeni e la terapia del suono.

In ultimo, ma non per ultima si dovrà intraprendere un percorso di fisioterapia per le vertigini; alcuni degli esercizi che vi ho sopra descritto andranno bene anche per questo tipo di vertigini, del resto lo scopo della fisioterapia per le vertigini è sempre lo stesso re abituare il sistema vestibolare e gli occhi ai movimenti di rotazione, flessione ed estensione brusca del capo. 

Ma vediamo qualche altro esercizio fisioterapico che il terapista potrebbe farvi fare:

Sdraiati a pancia in su, sedersi il  più velocemente possibile e poi tornare in posizione supina. 

Sempre con partenza da posizione supina girarsi velocemente verso destra e poi verso sinistra.

In piedi, girarsi verso destra e poi verso sinistra.

Come vi dicevo poc’anzi, la fisioterapia per le vertigini, oltre ad occuparsi del sistema vestibolare, ha come obbiettivo quello recuperare l’ abitudine dei movimenti oculari; ed eccomi dunque ad illustrarvi qualche esercizio:

da seduti fare dei movimenti di rotazione degli occhi, prima suddividendo il movimento in destra, alto, sinistra basso e viceversa, poi unendo il movimento.

Un altro esercizio che potete fare è quello di fissare un punto a circa 3/4 metri di distanza e ruotare il capo a destra e sinistra senza perdere il contatto visivo con il punto scelto. 

Sempre stando seduti potete fissare un dito posto alla massima distanza, che potete raggiungere allungando il braccio, e continuare a fissarlo mentre lo avvicinate al viso.

Le vertigini centrali, invece…

verranno trattate, se necessario solo successivamente al trattamento delle patologie da cui derivano.

Diciamo che doveste necessitare di un trattamento fisioterapico per le vertigini centrali sarà uguale a quello per le vertigini periferiche, valgono quindi gli esercizi sopra descritti.

Vorrei solo aggiungere qualche consiglio per trattare il controllo dell’ equilibrio:

Sia quello statico che quello dinamico.

Cominciamo dagli esercizi per l’ equilibrio statico:

  • In piedi vicino ad una parete, cercare di rimanere immobili vicino alla stessa per una 20 di secondi;
  • Tentare di rimanere in equilibrio con un piede davanti all’ altro;
  • Cercare di rimanere in equilibrio su un piede solo.

Vediamo, invece, qualche esercizio per l’ equilibrio dinamico:

  • Marciare sul posto in primis con gli occhi aperti e poi con gli occhi chiusi;
  • Sedersi e alzarsi da una sedia prima con gli occhi aperti e poi con gli occhi chiusi;
  • Camminare sulla punta dei piedi;
  • Deambulare sui talloni;
  • Camminare voltandosi nelle varie direzioni.

Un consiglio che vi chiedo di seguire, almeno fino a quando non avrete superato la fase critica, è quella di eseguire gli esercizi di fisioterapia per le vertigini in presenza di un terapista o almeno di un’ altra persona. Non si sa mai quando un attacco potrebbe presentarsi!

L’ ultima cosa di cui vi voglio parlare prima di concludere è :

Cosa fare nel caso si presenti un attacco? 

Cercate di sdraiarvi in una stanza con poca illuminazione e che sia il più tranquilla possibile e aspettate che passi.

Voglio concludere questo mio, dicendovi che qualsiasi sia la causa delle vostre vertigini, più conducete una vita tranquilla, priva di ansie e preoccupazioni e meno gli attacchi si presenteranno; consapevole che avere una vita tranquilla al giorno d’oggi è un pensiero utopico, cercate di esserlo quanto più possibile.

 

Se vuoi ricevere altre informazioni sulla fisioterapia per  le vertigini o per  prenotare una valutazione fisioterapica in uno dei Centri Kinesis Sport, scrivici da QUI.

Dott. Fabio Marino

FISIOTERAPIA PER ROTTURA DEL FEMORE

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