FISIOTERAPIA PER MALATI DI ICTUS
Strategie di trattamento per i malati di ictus

di | 01/10/2019

Come approcciare con la fisioterapia per malati di ictus…

FISIOTERAPIA PER MALATI DI ICTUS

Il termine ictus (letteralmente “colpo”), definito anche stroke, indica una perdita della funzione cerebrale causata da un insufficiente apporto di sangue e di ossigeno in un’area dell’organo cerebrale. Può essere ischemico o emorragico. Se ischemico, è dovuto ad un restringimento o una completa chiusura dei vasi sanguigni. Può essere causato da un trombo o da un’embolia, oppure può anche presentarsi come attacco ischemico transitorio (TIA), ovvero un’ischemia transitoria i cui sintomi correlati non sono permanenti, ma si esauriscono poco dopo.

La sede della patologia non è in realtà l’area cerebrale, ma è il cuore e la circolazione.

Infatti, il trombo, che è un coagulo, si viene a formare proprio all’interno dei vasi sanguigni e può diventare embolo se si stacca ed entra nel circolo sanguigno, andando a fermarsi a livello cerebrale. L’ictus emorragico, invece, si deve ad una emorragia cerebrale. Può presentarsi a causa dell’ipertensione arteriosa, di un trauma, di una malformazione congenita o di un anemia, ovvero una dilatazione patologica permanente di un vaso sanguigno. La diagnosi viene effettuata anche tramite degli esami strumentali, solitamente una TAC che mostra dettagliatamente la parte encefalica o una risonanza, che anch’essa permette di visualizzare il tessuto danneggiato. 

fisioterapia per malati di ictus

Fattori di rischio 

I principali fattori di rischio dell’ictus sono:

  • Ipertensione arteriosa
  • Fumo
  • Abuso di alcool e droghe
  • Alcune patologie come cardiopatie o diabete 

Epidemiologia dell’ictus

Sono colpiti maggiormente gli uomini rispetto alle donne e persone abitanti nei paesi sviluppati, dove i fattori di rischio sopra elencati sono più diffusi e dove è presente una più alta aspettativa di vita. Infatti, l’ictus colpisce maggiormente la popolazione anziana.

In Italia l’incidenza dell’ictus è molto alta e la patologia è la terza causa di morte dopo cardiopatie e cancro e anche una delle maggiori cause di disabilità e invalidità.

Diversi studi hanno dimostrato che anche alcune etnie sono più predisposte di altre a sviluppare l’ictus. Ad esempio gli africani e i caraibici lo sono in quanto sono più diffusi tra queste popolazioni alcuni fattori di rischio come diabete e cardiopatie.

Tra tutte le persone affette da ictus, da un quinto ad un terzo decede o subito o entro 6 mesi, un terzo invece rimane menomato. Un terzo dei malati, invece, si ristabilisce completamente. Ciò dipende, oltre che dalle tempistiche di intervento e dalla gravità della situazione, anche dalla fisioterapia post ictus.

L’ictus ischemico è la forma più frequente di ictus ed avviene circa nel 80% dei casi. 

Sintomi

La sintomatologia dell’ictus è varia e dipende dall’area colpita, dall’entità della lesione o dalla vastità del danno e anche ai tempi di soccorso. E’ infatti essenziale la tempestività d’intervento. Un intervento immediato potrebbe anche portare ad una completa remissione dei sintomi. Più tempo passa tra l’evento scatenante e i soccorsi, meno sangue viene trasportato al cervello e il tessuto cerebrale comincia a morire per l’assenza di ossigeno e nutrienti. 

Si può avere solamente un senso di formicolio ad un arto, oppure l’ictus può portare ad una disabilità permanente, dovuta alla paralisi di metà del corpo, opposta al lato della lesione. In alcuni casi, come anticipato, se la situazione non viene presa in tempo si può arrivare a situazioni di coma o morte. Ecco un elenco dei possibili sintomi:

  • Difficoltà motorie e deficit di sensibilità
  • Paralisi di viso e arti su un lato del corpo destra o sinistra. Si può verificare osservando se la persona non sia in grado di sollevare il braccio affetto. Un altro segno particolare è quello dell’incapacità di sorridere. Bisogna valutare l’angolo della bocca dal lato affetto che di solito è rivolto verso il basso in caso di ictus
  • La paralisi motoria può essere una paralisi semi totale o totale. In questo caso, quindi, si tratta di emi-paresi se è una paralisi parziale e di emi-plegia se e una paralisi totale. Puoi consultare l’articolo sulla fisioterapia per l’emiparesi qui
  • Difficoltà nel cammino con rischio improvviso di caduta
  • Improvvisa difficoltà dal punto di vista del linguaggio, che può coinvolgere sia l’elaborazione e l’articolazione della parola sia nella comprensione. Per denominare le difficoltà di linguaggio e di deglutizione si parla di problemi di disfagia e afasia
  • Possibile deficit della vista 
  • Deficit neurologici con presenza di mal di testa o perdita di coscienza 
  • Possibili turbe del comportamento, che dipendono anche dalla sede di lesione oltre che dell’edema cerebrale 
  • Deficit funzionali conseguenti ai deficit precedenti, che portano quindi all’incapacità  di effettuare le attività di vita quotidiana

Trattamento fisioterapico:

Il trattamento indicato in primis per i malati di ictus è quello di fisioterapia per il recupero motorio. Per afasia e disfagia il professionista di riferimento è il logopedista. Per il trattamento dei deficit cognitivi si deve ricorrere all’intervento medico e neuropsicologico. 

La terapia farmacologica dipende dal tipo di evento, quindi è differente in base al tipo di ictus, ischemico o emorragico. In caso di ischemia, i farmaci utilizzati sono degli anticoagulanti e degli antitrombotici, invece, in caso di ictus emorragico, il trattamento farmacologico è esattamente l’opposto, con l’utilizzo di farmaci coagulanti.

Può essere necessario un intervento chirurgico, per esempio in caso di occlusione dei vasi sanguigni da rimuovere, oppure se si renda necessario effettuare una riparazione di un’arteria malformata o di un aneurisma.

Riabilitazione e Fisioterapia per malati di ictus 

La fisioterapia per i malati di ictus è un passaggio obbligato ed è fondamentale per poter ritornare a una vita quanto più possibile indipendente. Non si potrà ottenere il recupero totale in tutti i casi. Infatti, la patologia è reversibile al 100% solo in alcuni casi, in base alla gravità e all’entità del danno oltre che all’intervento di fisioterapia. Il recupero nei pazienti con ictus è seguito da un team multidisciplinare di medici, come neurologo, fisiatra e psichiatra e tecnici come fisioterapista, logopedista e psicologo.

Ogni percorso riabilitativo è personalizzato in base al paziente.
A seconda dei deficit presenti, potrà essere svolta la fisioterapia, la logopedia, la terapia occupazionale, affiancate a consulti psicologici e dietistici.

La terapia medico-infermieristica si basa sulla cura dello stato di salute generale ed il trattamento della malattia che ha portato all’ictus, per esempio una cardiopatia, e sull’educazione al paziente per cercare di eliminare gli eventuali fattori di rischio.

Il trattamento assistenziale si occupa invece di aiutare il soggetto allo svolgimento delle attività di vita quotidiana. Il trattamento di logopedia ha l’obiettivo di migliorare disturbi del linguaggio e dell’articolazione delle parole. Le sedute neuropsicologiche hanno l’obiettivo di cercare di migliorare i disturbi della memoria. 

Il trattamento psichiatrico o psicologico viene effettuato in caso di necessità. Può anche essere utile una consulenza dietetica in modo da liberare la dieta in modo da avere una dieta equilibrata anche se la persona magari effettua meno movimento di prima.
La fisioterapia per i malati di ictus ha come obiettivo principale il il raggiungimento della maggiore autonomia possibile del soggetto.

La fisioterapia per i malati di ictus comincia direttamente in ospedale, dopo il ricovero. Dopo un primo periodo nella struttura ospedaliera, può essere necessario un ulteriore passaggio in una clinica di riabilitazione specializzata, oppure potrebbe essere attuata anche ambulatorialmente, in base al caso specifico. Nei casi più gravi, il periodo di ricovero presso ospedale e centri riabilitativi sarà sicuramente più lungo. Affinché la fisioterapia sia efficace, è necessario anche il supporto di familiari, caregivers, assistenti ma anche dalla motivazione del paziente stesso. 

Gli obiettivi della riabilitazione sono, nello specifico:
  • Recupero dell’efficienza motoria e della parola
  • Recupero della fiducia in sé del soggetto
  • Se possibile un recupero cognitivo totale o parziale
  • Adeguare lo stile di vita di modo da poter ridurre le conseguenze negative all’ictus anche dal punto di vista sociale per esempio cercando di ridurre le barriere architettoniche
  • Utilizzare degli ausili che permettono anche la deambulazione all’esterno o il trasporto tramite carrozzine
  • Utilizzare degli ausili che consentono di effettuare delle attività di vita quotidiana altrimenti impossibili 

Solitamente le sedute procedono fino alla constatazione di aver raggiunto il maggior grado di indipendenza possibile. La durata del percorso di fisioterapia per ictus dura da qualche settimana nei casi lievi, fino anche a un anno intero, più eventuale mantenimento negli anni successivi.

La fisioterapia per i malati di ictus si occupa della ripresa del movimento tramite:

  • Esercizi di mobilizzazione passiva e attivo assistita per il miglioramento della mobilità
  • Rinforzo muscolare
  • Esercizi di coordinazione
  • Training dell’equilibrio
  • Recupero della stazione eretta
  • Ri-apprendimento dei passaggi posturali (movimenti nel letto, alzarsi in posizione seduta, verticalizzazione)
  • Training del passo per migliorare la deambulazione
  • Apprendimento dell’utilizzo dei ausili, in particolare per il cammino
  • Imparare strategie nuove per effettuare i movimenti utilizzando anche dei compensi
  • Migliorare la sensibilità e la percezione imparando discriminare delle superfici diverse (ruvide, lisce) oppure percepire il caldo e il freddo
  • Esercizi di propriocezione per percepire la presenza dell’arto affetto nello spazio
  • Reimparare l’attività della vita di tutti i giorni con adattamenti

Il trattamento di terapia occupazionale può essere incluso nella fisioterapia o effettuato da un operatore specifico. Si occupa del ri-apprendimento delle attività di vita quotidiana come vestirsi, mangiare o qualsiasi attività svolta a casa.

Se vuoi ricevere più dettagli riguardo alla fisioterapia per i malati di ictus o per prenotare una valutazione fisioterapica in uno dei Centri Kinesis Sport, scrivimi cliccando QUI.

Dott. Fabio Marino

Co-autrice: Dott.ssa Ft Dalila De Blasio

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