FISIOTERAPIA PER NERVO ULNARE

di | 11/06/2019

Fisioterapia per nervo ulnare

Fisioterapia per nervo ulnare

Se fate fatica a stringere la mano oppure avete un dolore più o meno intenso a livello del palmo laterale del palmo, con presenza magari di una sensibilità alterata al mignolo, è possibile che abbiate bisogno di fisioterapia per nervo ulnare.

fisioterapia per nervo ulnare

fisioterapia per nervo ulnare. Le ultime due dita dolenti e presentano formicolii.

Introduzione

Dopo la compressione nervosa all’interno del tunnel carpale, la compressione del nervo ulnare nel canale cubitale è la seconda neuropatia in termini di frequenza. Spesso questa avviene a livello del passaggio del gomito dove il nervo appare più superficiale.

Non è la sola condizione funzionale che però può portare il paziente a cercare un tecnico di fisioterapia per nervo ulnare. Può esserci però anche un interessamento del nervo a livello del polso.

È importante non confondere la sintomatologia con una affezione cervicale, oppure con patologie diverse. Quindi per prima cosa occorre fare una diagnosi precisa della nostra condizione sintomatologica per impostare una terapia adeguata e personalizzata.

Ci sono situazioni più importanti dove la condizione del nervo deve essere affrontata a livello chirurgico. A questo punto sarà il medico che ha eseguito l’intervento che prescriverà la fisioterapia nei modi e nei tempi necessari.

Vedremo quindi come affrontare la situazione sia a seguito di un disturbo funzionale che dopo un intervento chirurgico.

Segni e sintomi

In base alla gravità della compromissione i sintomi variano.

Da un semplice dolore con presenza di sensazione di intorpidimento, parestesie e lieve debolezza muscolare, alla impossibilità di poter dormire la notte per un dolore acuto, paralisi e insensibilità nel territorio di innervazione.

Diagnosi

La diagnosi della lesione del nervo ulnare è fatta dal medico competente, attraverso un esame clinico accurato e l’eventuale prescrizione di esami strumentali di approfondimento diagnostico. Come tutte le condizioni patologiche, anche questa affezione si può confondere con altre patologie.

Solo un medico specialista esperto della materia può con certezza definire e classificare l’origine del dolore.

In quest’ambito diamo delle indicazioni attraverso le quali possiamo diventare più consapevoli della condizione in cui ci troviamo quando accediamo al servizio di fisioterapia per nervo ulnare.

Iniziamo a farci un’idea. I nervi li dobbiamo immaginare come dei tronchi di albero, al temine dei quali nascono dei frutti. Se un frutto non cresce bene o presenta delle malattie e marcisce, il contadino guarda tutto il ramo terminale e quelli sempre più vicini al tronco per capire da dove parte il danno che non consente alla frutta di crescere bene.

Il medico e il fisioterapista fanno all’incirca la stessa cosa.

Se abbiamo una sintomatologia in una zona, questa può essere determinata da una condizione presente a vari livelli.

Infatti le cause di un interessamento del nervo ulnare possono essere:

  • Compressione
  • Paralisi
  • Frattura
  • Lussazione del polso
  • Frattura del gomito
  • Artrosi
  • Artrite
  • Malattie metaboliche

È necessario individuare le cause nel modo corretto.

Procedure mediche

La medicina offre molte possibilità di intervento: dalla chirurgia, alle infiltrazioni, alla terapia farmacologica e ortesica. Il loro utilizzo dipende dalla gravità.

Nel caso in cui la sintomatologia sia grave ed evolutiva vi è la necessità di un intervento medico chirurgico. Nei casi in cui i segni e i sintomi del disturbo siano in una fase iniziale o non tale da essere valutata chirurgicamente, la fisioterapia per nervo ulnare può offrire un contributo sostanziale al benessere della persona e al recupero delle funzioni motorie e sensitive.

Facciamo comunque sempre riferimento al medico specialista e ricordiamo che una terapia vincente è sempre dovuta alla collaborazione tra i professionisti, ognuno dei quali adotta le proprie competenze e strumenti per curare il paziente.

Fisioterapia per nervo ulnare

Prima di addentrarci nella fisioterapia vediamo di capire meglio l’anatomia di questo nervo.

Il nervo è deputato alla condizione degli impulsi nervosi che possono essere sensitivi, cioè apportare una sensazione tattile, oppure motori e quindi favorire il movimento di una certa zona che al nervo è collegata.

Anatomia del nervo ulnare

Il nervo lo dobbiamo immaginare come un filo elettrico simile a quelli di casa.

Porta la corrente nelle varie parti dell’abitazione e serve a fare funzionare il motore della lavatrice (e quindi a fare funzionare bene i muscoli del nostro corpo), come ad accendere la luce in camera o farci vedere la televisione (quindi permettere di avere dei dati sensoriali).

Così i nervi portano dati sensoriali: le sensazioni tattili, dolorifiche e sensitive della mano, e dati motori.

Quando vogliamo intenzionalmente chiudere la mano per afferrare un oggetto, il comando parte dal cervello, arriva al filo elettrico del nostro nervo che lo trasporta fino al muscolo il quale si contrae.

Ogni nervo ha una componente sensoriale e una motoria di pertinenza.

È fatto, come abbiamo detto in modo simile a un ramo di un albero. Parte dal plesso brachiale nella zona cervicale biforcandosi in modo complesso per arrivare alla parte anteriore della spalla e decorrere lungo il braccio. Diventa un nervo autonomo circa a livello della spalla.

Il primo punto di passaggio importante è a livello della zona posteriore del gomito in un canale chiamato la doccia epitrocleo olecranica.

Il nome è difficile, ma è una delle zone che in fisioterapia per nervo ulnare verrà testata direttamente.

Poi discende nell’avambraccio passando al di sotto di una fascia per finire in un canale apposito a livello del polso. Questa zona è molto importante perché ci possono essere condizioni di compressione che simulano una lesione nervosa.

Zona sensoriale

La parte della mano la cui sensibilità è di diretta pertinenza del nervo ulnare è la zona del palmo e del dorso: parte dall’inizio del polso e coinvolge tutto il mignolo e parte dell’anulare.

Zona motoria

Descriviamo solo alcuni gruppi di muscoli innervati dall’ulnare, per non essere noiosi e per capire nell’immediato quello che ci serve.

  • Ci sono i muscoli del mignolo: il muscolo abduttore, opponente, flessore breve del 5° dito
  • I muscoli del pollice: adduttore e flessore breve del 1° dito
  • Il flessore profondo delle dita
  • Il muscolo flessore ulnare del carpo, che flette e adduce la mano
  • I muscoli lombricali e palmari: i cosiddetti muscoli intrinseci della mano

Già da questa breve descrizione capiamo quanto la mano possa essere influenzata da una lesione del nervo ulnare.

Test di valutazione

Come facciamo per valutare la condizione del nervo?

Vediamo alcuni test da eseguire in ambito fisioterapico.

La diagnosi precisa spetta al medico ortopedico, come abbiamo già detto, ma l’esecuzione di test provocativi aiuta nella comprensione delle cause del dolore e al monitoraggio della evoluzione della terapia in corso.

Test muscolari

Esistono test muscolari specifici che determinano l’interessamento nervoso a livello del nervo ulnare.

Vediamoli brevemente.

Il segno del cartoncino

È un segno che si evidenzia attraverso la richiesta da parte del terapista di stringere o trattenere tra l’indice e il medio un cartoncino. Come per una sigaretta, il paziente cerca di trattenere la carta mentre l’esaminatore la sfila.

Un’impossibilità o limitazione in questo gesto evidenzia una debolezza dei muscoli intrinseci della mano: gli interossei innervati dall’ulnare.

Test di flessione delle dita

Si richiede al paziente una flessione delle dita con la mano appoggiata a una superficie orizzontale e mantenuta ferma dall’operatore.

Se è presente un interessamento del nervo ulnare si vedranno delle difficoltà più o meno severe nella flessione delle ultime due dita.

Manovra di Tinel sul gomito internamente

Una percussione a livello del gomito nella zona del passaggio del nervo porta alla esacerbazione della sintomatologia.

Test di iperflessione del gomito

Anche questo test può aumentare una sintomatologia clinica nel territorio della mano.

Manovra di compressione diretta sul nervo

Si può eseguire a livello del gomito o del polso per differenziare la partenza della sintomatologia.

Il test provocativo del dolore a livello ulnare del polso si esegue facendo una pressione diretta sulla zona del dorso della mano, corrispondente al punto di passaggio del nervo.

Viene localizzato il pisiforme. È un osso della mano facilmente reperibile da chiunque ed è dotato di una grandissima mobilità. Guardando il palmo della mano e la zona dove avviene la flessione del polso, troviamo una o più linee cutanee trasversali.

La prima, quella verso la mano, termina nella zona del mignolo appena prima del pisiforme. È quel piccolo osso che sentite sporgente in direzione della mano.

Il nervo ulnare passa a pochi centimetri internamente rispetto a questo punto, in un canale apposito che si chiama canale di Guyon.

Una pressione diretta, mantenuta per qualche secondo in corrispondenza di questo punto, provoca sintomi quali dolore, parestesie e intorpidimento a livello del mignolo e parte del palmo della mano. È l’evidenza di un interessamento del nervo ulnare.

Strumenti della fisioterapia per nervo ulnare

Distinguiamo due ambiti di intervento della fisioterapia:

  • Rieducazione funzionale a seguiti di intervento chirurgico
  • Fisioterapia per interessamento nervo ulnare funzionale

Fisioterapia per interessamento nervo ulnare funzionale

Gli obiettivi della fisioterapia a questo livello sono destinati alla ripresa della funzione nervosa tramite l’uso di strumenti manuali, fisici e rieducativi.

Ci possono essere condizioni di compressione nervosa oppure altre in cui la lesione del nervo è parziale. Si tratta di sindromi per le quali non si prevede una procedura chirurgica e il trattamento conservativo è quello di elezione.

La fisioterapia per nervo ulnare è allora una strada percorribile che utilizza i seguenti strumenti:

  • Trattamento cervicale
  • Trattamento manuale tensioni braccio avambraccio
  • Fasciale al braccio e avambraccio
  • Mobilizzazione del sistema nervoso periferico
  • Taping neuromuscolare
  • Detensione legamenti e zone di passaggio
  • Rieducazione motoria e sensoriale
  • Correzione della postura
  • Correzione abitudini viziate
  • Terapia fisica: (laser, tens, ultrasuoni)

Il trattamento conservativo è la prima scelta nelle affezioni non gravi all’interno della fisioterapia per nervo ulnare. Si avvale di una serie di trattamenti sia locali sulla parte dolorosa, sia distanti sul percorso del nervo.

Infatti, qualsiasi interferenza nel percorso del nervo, o qualunque difficoltà di trasmissione dovuta a tensioni o compressione, può alterare la condizione nervosa e diminuire la soglia di manifestazione del dolore.

La MOBILIZZAZIONE CERVICALE offre la possibilità di agire a livello della zona di origine del plesso brachiale per favorire, tramite la mobilità e la detensione dei muscoli, la conduzione del nervo in modo fisiologico.

Il decorso del nervo poi attraversa anche la zona della spalla. Ci sono delle strutture anatomiche che possono andare in restrizione di mobilità a questo livello e nella zona del torace che influiscono in modo diretto sul pacchetto vasculo nervoso del braccio.

Vanno individuate e trattate nella maniera più opportuna.

Come abbiamo visto, anche il nervo, come tutte le strutture del corpo, passa all’interno delle FASCE del braccio e dell’avambraccio. Un trattamento specifico, con manovre delicate manuali, può alleviare le tensioni e favorire la conduzione del nervo in modo più efficace.

Ci sono poi delle tecniche specifiche che utilizzano movimenti studiati in modo da mobilizzare il sistema nervoso periferico. In caso di intrappolamento o tensione a livello dei punti di passaggio del nervo, queste manovre possono essere di grande aiuto.

Nelle zone di passaggio del nervo si possono applicare tecniche locali manuale per alleggerire la tensione dei legamenti.

Anche l’applicazione di taping neuromuscolare aiuta. Si tratta di individuare la modalità corretta di applicazione e l’eventuale beneficio locale o distale che si può offrire con questa terapia. È una modalità che si avvale della applicazione di cerotti non medicati che svolgono la loro azione durante tutta la giornata e la fanno attraverso il movimento.

Si tratta di un ottimo ausilio all’interno del programma di fisioterapia per nervo ulnare.

La correzione della postura e delle abitudini viziate, come ad esempio quelle lavorative, nelle quali la zona di appoggio del gomito o del polso sono continue, è importantissima. Era il problema dei molatori di una volta.

Se pensiamo a una persona che per la maggior parte del tempo del lavoro scrive al computer, per esempio, possiamo immaginare come il continuo appoggio a livello del gomito e dei polsi sulla tastiera possa essere una fonte di irritazione continua.

Non è facile cambiare abitudini, ma in questi casi diventa necessario.

La terapia fisica è un ausilio da considerare in questi casi. Si possono utilizzare macchinari come la TENS, la tecarterapia o gli ultrasuoni per la diminuzione del dolore e il controllo dell’infiammazione.

Anche il laser può essere molto utile per la cura di questa condizione.

Fatevi consigliare dal fisioterapista e dal medico referente che avete di vostra fiducia. Sono terapie che vanno applicate in modo selettivo in base alla situazione.

Rieducazione funzionale a seguito di intervento chirurgico

Se la situazione è più grave, la necessità di un intervento chirurgico diventa la sola via percorribile a seguito della quale poi fare la fisioterapia per nervo ulnare.

Per questo aspetto, è di fondamentale importanza seguire le indicazioni del chirurgo ortopedico che ha eseguito l’intervento. Gli obiettivi della fisioterapia sono:

  • Ripresa funzione
  • Forza
  • Mobilità
  • Sensibilità
  • Trattamento cicatrice per evitare aderenze
  • Trattamento dell’edema

La prima fase della fisioterapia per nervo ulnare è l’IMMOBILIZZAZIONE. È necessario mantenerla per circa per tre settimane, tenendo l’arto sollevato e muovendo con frequenza le dita.

In questo periodo il medico ortopedico fornirà delle indicazioni precise da osservare fino a che la condizione chirurgica permette l’inizio della riabilitazione.

Anche in questo momento, però, la fisioterapia può fornire un aiuto favorendo il drenaggio e la circolazione a livello dell’arto interessato. Si può fare una applicazione di taping neuromuscolare a monte e a valle della sede chirurgica in modo da favorire il drenaggio nella zona d’intervento, senza andare a interferire direttamente con la parte operata, che deve essere mantenuta ferma, come il medico prescrive.

Appena è possibile iniziare la fisioterapia per nervo ulnare si incomincia con una mobilizzazione dell’arto e della mano. In base alle indicazioni del medico ortopedico ci saranno dei tempi dettati dall’intervento nei quali non si possono portare dei carichi pesanti e non si possono fare degli sforzi.

Di solito sono indicazioni che vengono date per circa 4 settimane dopo la chirurgia, ma possono variare a seconda del parere ortopedico. Per il primo periodo non è possibile eseguire una flessione completa del gomito.

Gradualmente si recupera la sensibilità e la mobilità con esercizi specifici. La riabilitazione completa, in questi casi, può variare nel tempo, ma dobbiamo considerare di arrivare fino a 4- 12 mesi dopo l’intervento operatorio per giungere al termine della fase riabilitativa.

La sensibilità può essere esercitata con esercizi di stimolazione esterocettiva e propriocettiva.

Inizialmente devono essere delicati e commisurati alla condizione del paziente. Sempre con maggiore facilità si procede alla proposta di esercizi più complessi e raffinati.

Anche il recupero della forza e della funzionalità della mano vanno esercitate con esercizi che fanno uso di materiale adatto alla situazione.

Si possono usare delle plastiline con consistenza diversa a seconda della funzione che si vuol sollecitare.

Ci sono dei presidi dedicati alla riabilitazione della mano e del braccio che, oltre a esercitare la forza, sono in grado di stimolare la percezione e il controllo propriocettivo dell’arto.

Una particolare attenzione va posta alla mobilità della mano in tutti i distretti coinvolti dalla lesione nervosa.

Le dita della mano, gli interossei palmari e la funzionalità del pollice vanno esercitati con costanza e attraverso esercizi che si adattano alla condizione del paziente e ne seguono i miglioramenti.

Il trattamento della cicatrice è un aspetto fondamentale della riabilitazione.

Anche questo può essere affrontato nelle modalità proprie della fisioterapia, sia con un approccio manuale, che con l’applicazione di taping neuromuscolare.

La correzione delle posture e delle abitudini ergonomiche va iniziata subito dopo l’intervento e deve diventare una abitudine per il paziente.

Il recupero della mobilità e della sensibilità si risolvono abitualmente dopo 6 mesi un anno dalla chirurgia. Non abbiate fretta.

 

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Dott. Fabio Marino

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