FISIOTERAPIA PER ORECCHIO: COSA FARE
Consigli utili in caso di disturbi all'orecchio

di | 21/10/2019

Fisioterapia per l’orecchio…cosa c’è da sapere e cosa si può fare!

FISIOTERAPIA PER L’ORECCHIO

Come la fisioterapia può aiutate

In questo articolo parleremo dell’importanza della fisioterapia per l’orecchio…ma quando questa branca della medicina può essere utile?

L’orecchio è l’organo dell’udito ma contiene anche l’apparato vestibolare, preposto alla percezione del movimento e dell’equilibrio spaziale del corpo; è formato da tre parti: orecchio esterno, orecchio medio e orecchio interno.

Orecchio esterno: comprende il padiglione auricolare, cartilagineo, in cui si apre il condotto uditivo esterno, lungo 2-3 cm, che termina a livello della membrana timpanica.

L’orecchio medio:  Nell’orecchio medio si trova la catena degli ossicini (martello, incudine e staffa), deputata alla trasmissione dello stimolo sonoro dalla membrana timpanica fino all’orecchio interno. L’orecchio medio è anche in comunicazione con la cavità nasale tramite la tromba di Eustachio.

Orecchio interno: è formato da una serie di canalicoli all’interno della rocca petrosa dell’osso temporale, che nel loro insieme prendono il nome di labirinto osseo. All’interno del labirinto osseo si trova la coclea, da cui origina il nervo acustico. La coclea ha la forma di un guscio di chiocciola, il cui lume viene diviso in due canali paralleli: la scala vestibolare, che termina nella finestra ovale, e la scala timpanica, che termina nella finestra rotonda. Le due scale sono divise dalla membrana basilare, sede dell’organo del Corti.

Fisioterapia per l'orecchio: Anatomia

Fisioterapia per l’orecchio: Anatomia

Funzione uditiva

Quando le onde sonore percorrono il canale uditivo esterno, comprimono le molecole d’aria in esso presenti, esercitando di conseguenza una pressione sulla membrana del timpano, che si incurva verso l’interno. Questo movimento mette in moto la catena degli ossicini, che trasmettono l’energia meccanica dalla membrana timpanica alla finestra ovale. L’onda di pressione del segnale sonoro si trasmette poi alla coclea, provocando la flessione della membrana basilare. Questo movimento fa vibrare le cellule ciliate dell’organo del Corti e genera un “potenziale di ricezione” che prosegue lungo le fibre efferenti fino al nervo acustico, che lo trasporta al cervello.

Funzione vestibolare

La funzione vestibolare sovrintende alla percezione della posizione del capo e del corpo, alla regolazione del tono di alcuni muscoli e al controllo dell’equilibrio statico e dinamico del corpo. All’interno del labirinto osseo si trova anche l’apparato vestibolare, formato da tre canali semicircolari pieni di liquido (endolinfa) e da due rigonfiamenti alla base dei tre canali, contenenti cellule ciliate. Quando la testa si muove, l’endolinfa, per inerzia, tende a non spostarsi immediatamente, per cui le ciglia delle cellule ciliate vengono spinte contro la colonna di liquido relativamente ferma, e si flettono, dando origine al potenziale di ricezione.

La percezione della posizione del corpo rispetto alla forza di gravità è invece svolta dall’utricolo e dal sacculo, due concamerazioni poste sotto i tre canali, contenenti ciascuno grappoli di cellule ciliate inglobate in una massa gelatinosa.  Le ciglia si flettono secondo l’orientamento della testa.

Disturbi vestibolari 

Il capogiro è la principale motivazione che spinge le persone ad andare dal medico. Una delle difficoltà nella gestione di questi pazienti, è che il termine “capogiro” viene usato per descrivere una varietà di sensazioni, dalla vertigine, alla mancanza di equilibrio, alla sensazione di testa leggera.
La gestione di pazienti con disturbi vestibolari è un problema di notevole portata. Il capogiro e la mancanza di equilibrio costituiscono una percentuale dal 5 al 10% delle visite mediche e affliggono circa il 40% delle persone di età superiore ai 40 anni.
Il capogiro può essere dovuto ad una miriade di cause incluse patologie vestibolari, interazione con farmaci, ipotensione ortostatica, ansia, perdita della sensibilità alle estremità inferiori, blocchi cervicali o addirittura problemi respiratori.

Cause

Identificare capogiri dovuti a patologie vestibolari non è sempre facile. Sebbene la vertigine sia a volte considerata come segno di deficit vestibolari, alcuni pazienti possono anche avere gravi disfunzioni vestibolari senza vertigine. Inoltre, anche se è possibile valutare il buono stato del sistema vestibolare misurando il riflesso oculo-vestibolare, questa misurazione stima soltanto la funzione dei canali orizzontali e non di quelli verticali o degli otoliti. Ciò significa che alcune persone possono soffrire di disturbi vestibolari che non siamo in grado di misurare. Anche i tentativi di isolare la funzione del sistema vestibolo spinale hanno avuto un successo limitato. Sebbene i pazienti con deficit vestibolare possano avere difficoltà a mantenere l’equilibrio quando gli indizi visivi e somatosensoriali vengono alterati, anche i pazienti con disturbi non vestibolari dell’equilibrio hanno analoghe difficoltà.
Le cause principali possono essere così riassunte:
  • Malattia di Meniere o Sindromi Menieriformi
  • Vertigine posizionale parossistica benigna
  • Labirintiti
  • Traumi
  • Artrosi cervicale
  • Sindromi ansiose
  • Malattie neurologiche
  • Allergie
Le ricerche hanno fatto molto nell’identificazione delle cause di disturbi vestibolari, ma alcuni casi possono essere ancora oggi di difficile attribuzione.

Sintomi

  • Vertigine
  • Giramento di testa
  • Difficoltà a camminare
  • Camminata atassica (barcollamenti come chi è in stato di ebbrezza)
Possono presentarsi poi sintomi accessori come:
  • Nausea
  • Vomito
  • Tachicardia
  • Sudorazione
  • Offuscamento della vista
  • Mal di testa
  • Parestesie agli arti

Fisioterapia per l’orecchio 

La fisioterapia per l’orecchio non fa altro che lavorare sulla riabilitazione vestibolare, attraverso esercizi specifici, permette di ristabilire una corretta interazione tra i diversi sistemi che governano l’equilibrio e di far sì che, dove esista un problema, esso possa essere compensato potenziando l’azione degli altri sistemi. (visione, sistema vestibolare e sistema propriocettivo). Il suo obiettivo è quello di adattare le funzioni alterate alla “nuova situazione” determinata dalla malattia.

In cosa consiste la fisioterapia per l’orecchio?

Sulla base della diagnosi medica e a seguito di un’accurata valutazione funzionale del fisioterapista, vengono impostati programmi rieducativi al fine di allenare una corretta interazione tra vista, movimenti della testa, movimenti del corpo nello spazio e variazioni posturali. Gli esercizi possono essere svolti da stesi, da seduti, in piedi, in movimento e con difficoltà crescente.

Se le problematiche della colonna, cervicali e dell’articolazione temporo-mandibolare sono fattori contribuenti o scatenanti ci si concentra anche su di essi affrontandoli con specifici trattamenti manuali o strumentali. Infine, in casi selezionati, si può richiedere il contributo dell’ortottista o dello gnatologo.

Esercizi di fisioterapia per l’orecchio

Le tecniche riabilitative sono finalizzate alla rieducazione dell’oculomotilità, al controllo posturale e della marcia. Si tratta di semplici esercizi di riequilibrio e movimento corporeo, che andranno eseguiti quotidianamente per almeno 20 minuti. Essi devono interessare tutti i sistemi che possono essere coinvolti per stimolare così un compenso centrale.

Ecco una serie di esercizi che possono rivelarsi utili nella fisioterapia per l’orecchio:

Esercizi per il sistema vestibolare

Dalla posizione supina girarsi rapidamente :

  • A destra e tornare in posizione di partenza:
  • A sinistra e tornare in posizione di partenza:
  • Girarsi rapidamente  in posizione prona e tornare in posizione di partenza

È possibile eseguire questo esercizio anche a occhi chiusi.

Dalla posizione seduta:

  • Ruotare la testa a destra e sinistra
  • Piegare la testa avanti e indietro

In piedi:

  • Torsione del tronco, ruotando prima la testa, poi le spalle e infine il tronco

Può essere utile svolgere questi esercizi dapprima lentamente poi più velocemente.

Per abituare il sistema vestibolare a movimenti bruschi:

  • Da supino mettersi velocemente seduto
  • Da seduto lasciarsi cadere in posizione supina
  • Dalla posizione supina girarsi sul fianco sinistro per poi ruotare e passare sul fianco destro
  • In piedi girarsi a destra e poi a sinistra

Movimenti oculari

  • Dalla posizione seduta muovere gli occhi da destra a sinistra e dall’alto al basso o compiere delle rotazioni
  • Fissare un punto alla distanza di circa tre metri e ruotare il capo a destra e sinistra senza perdere di vista quel punto
  • Osservare un dito posto alla massima distanza e mantenerlo a fuoco mano a mano che lo avviciniamo

Esercizi per il controllo dell’equilibrio statico

  • Cercare di rimanere fermi vicino a una parete senza toccarla a occhi aperti e poi chiusi per almeno 20 secondi
  • Cercare di rimanere in equilibrio tenendo un piede avanti e uno dietro
  • Rimanere in equilibrio su un solo piede

Esercizi per il controllo dell’equilibrio dinamico

  • Marciare sul posto prima a occhi aperti poi chiusi
  • Marciare in un corridoio muovendo il capo in varie direzioni
  • Sedersi su una sedia e alzarsi più volte prima a occhi aperti poi a occhi chiusi
  • Camminare sulla punta dei piedi
  • Camminare su una linea tracciata a terra

I problemi di equilibrio, le vertigini e l’alterata stabilità rappresentano disagi frequenti. Poiché il mantenimento dell’equilibrio del corpo nello spazio è regolato dalla complessa e fine interazione di varie strutture, praticando esercizi che interessano tutti i sottoinsiemi è possibile migliorare la propria condizione.

Se ti è interessato l’articolo Fisioterapia per l’orecchio ti consigliamo di leggere anche: Fisioterapia per vertigini da cervicale

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Dott. Fabio Marino

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