FISIOTERAPIA PER OSSO SACRO
La fisioterapia per osso sacro tratta il dolore al bacino e alla pelvi

di | 03/07/2019

FISIOTERAPIA PER OSSO SACRO

La fisioterapia per osso sacro si occupa di tutte le affezioni dolorose del bacino e della pelvi.

fisioterapia per osso sacro

Fisioterapia per osso sacro.

Introduzione

Affrontare il discorso sulla fisioterapia per osso sacro non è semplice.

Va tenuto conto infatti della particolarità di quest’osso e di come un dolore a livello del sacro possa essere correlato a diverse cause, per le quali è spesso necessario fare riferimento non solo al fisioterapista, ma anche al medico specialista. Possiamo facilmente pensare, infatti, alle correlazioni che possono esserci con gli organi interni, oppure con malattie reumatiche e degenerative.

L’elenco sulle cause del dolore a livello del sacro e del bacino potrebbe essere ancora molto lungo e in questo ambito dispersivo. Appare chiaro quanto sia importante avere una diagnosi specifica per la quale dobbiamo fare sempre riferimento al medico specialista.

Il nostro obiettivo è però parlare della fisioterapia per osso sacro e quindi limitiamo il discorso a ciò che è di nostra pertinenza. 

Anche il fisioterapista nella sua valutazione può avere il sospetto che il dolore che gli riportate non sia di esclusiva pertinenza riabilitativa: sarà sua professionalità indicare un approfondimento da un medico nel caso in cui lo rilevi attraverso la presenza di test indicatori.

Per affrontare l’argomento, quindi, faremo una breve introduzione sulla anatomia di questo osso e, in seguito, vedremo un po’ più nel dettaglio gli aspetti della fisioterapia per osso sacro che possono essere utili.

In caso i dubbi, comunque, facciamo sempre riferimento al medico di base che ci potrà consigliare il modo migliore per approfondire la diagnosi. È la stessa cosa che, oltretutto, fa un bravo fisioterapista qualora non riesca a essere di aiuto sufficiente a un paziente con i suoi strumenti

Una visione generale dell’osso sacro

L’osso sacro si trova a livello del bacino. È facilmente palpabile al termine della colonna lombare e termina all’incirca a metà della piega glutea posteriore. È un osso che ha delle connessioni articolari importanti.

Si articola infatti con il coccige inferiormente, le ossa iliache lateralmente e la quinta vertebra lombare superiormente.

Ognuna di queste articolazioni ha la sua caratteristica che adesso vederemo, ed ha un sistema di supporto muscolo legamentoso proprio.

La sua posizione è strategica nel mantenimento della postura e della stazione eretta. Si trova infatti in una posizione intermedia tra le forza che derivano dalla parte inferiore, e sono di pertinenza dell’appoggio plantare, e il carico superiore, che arriva dal tronco dalla cervicale e dal cranio.

Se a livello di uno di questi distretti troviamo un’alterazione sia patologica (come può essere a titolo di esempio una artrosi conclamata del ginocchio, oppure una frattura del piede) sia funzionale (come la posizione mantenuta per tutta la giornata di lavoro che impone una torsione del tronco in posizione seduta: pensiamo ad esempio a un impiegato che ha il terminale del computer a lato della scrivania) l’osso sacro sarà sollecitato in modo più o meno diretto.

Quindi, quando consideriamo la fisioterapia per osso sacro dobbiamo tenere in considerazione questi aspetti di tipo anatomico:

  • Legamenti
  • Muscoli
  • Passaggio lombo sacrale
  • Articolazione sacro iliaca
  • Articolazione sacro coccigea

Dobbiamo porre attenzione a tutte quelle alterazioni posturali in grado di determinare una posizione in tensione protratta nel tempo di questa zona, che possa alterare la normale fisiologia di movimento di questo osso.

  • Alterazioni posturali
  • Abitudini di vita
  • Traumi diretti  come a esempio  delle cadute 
  • Parto
  • Interventi chirurgici
  • Tensioni muscolari

Vedremo in questo ambito quali possono essere gli strumenti della fisioterapia per osso sacro a disposizione della riabilitazione e come possono essere utilizzati per risolvere delle condizioni di dolore a livello del bacino.

Esistono, come possiamo bene immaginare, delle condizioni mediche che determinano un interessamento diretto dell’osso sacro che devono essere diagnosticate dal medico competente in materia: che può essere il fisiatra, oppure l’ortopedico.

Non ci addentriamo quindi nell’area medica e ci occuperemo solo delle affezioni funzionali di questo distretto.

Il fisioterapista, nell’affrontare questo dolore, ha a disposizione degli strumenti di valutazione propri che sono in grado di individuare quando c’è la necessità di rivolgersi a un consulto più specializzato. A volte infatti le condizioni dolorose a livello sacrale sono indice di un problema diverso che va indagato in modo approfondito in altro ambito.

Iniziamo quindi a vedere brevemente quali sono le componenti di cui abbiamo prima accennato, per poi passare ad approfondire quelli che sono gli strumenti operativi propri della fisioterapia.

Fisioterapia per osso sacro: un po’ di anatomia

Brevemente vediamo alcuni aspetti anatomici che ci consentiranno poi di capire meglio quali siano i molteplici aspetti di cui un terapista debba tenere conto.

Articolazione sacro iliaca

Una delle articolazioni principali del sacro è quella che lo lega delle ossa iliache.

Si tratta di un’articolazione la cui mobilità e importanza è molto dibattuta. Nella nostra esperienza di terapisti vediamo spesso che il suo trattamento diretto determina una netta riduzione della sintomatologia riferita dal paziente e per noi non c’è dubbio che conservi una mobilità propria.

Quindi, come tutte le articolazioni del nostro corpo, può essere soggetta a restrizioni che, qualora presenti, provocano tensioni alle strutture vicine.

Le tecniche per mobilizzare l’osso sacro in relazione alle iliache sono varie. Sono a discrezione del terapista e vengono eseguite in relazione alla possibilità operativa e alle caratteristiche del paziente.

Passaggio lombo sacrale

Il sacro comunque si articola anche con l’ultima vertebra della colonna lombare.

Di solito la troviamo scritta nei referti medici come L5. È una abbreviazione che significa che si tratta della ultima vertebra lombare: “L” sta per “Lombare” e il numero 5 indica che, nel conteggio dall’alto in basso della colonna, questo segmento si trova al quinto posto, che è l’ultimo nella zona della schiena.

La fisioterapia per osso sacro attribuisce al passaggio lombo sacrale un’importanza fondamentale. È una zona spesso interessata dalla presenza di protrusioni discali, ha la funzione di “snodo” tra le parte vertebrale della colonna e l’inizio del bacino.

Sono presenti due articolazioni che danno delle indicazioni specifiche di restrizione nella mobilità qualora testate.

Articolazione sacro coccigea

L’ultimo osso articolato direttamente con il sacro è il coccige.

È un’articolazione la cui importanza si può facilmente intuire se si pensa alle partorienti; inoltre partecipa in modo passivo anche durante la defecazione. Il passaggio del feto a livello del canale vaginale mobilizza il coccige in estensione e permette un ampliamento del canale del parto.

L’escursione articolare, quindi, non è così ridotta come si possa immaginare. C’è inoltre da considerare anche il suo legame con i muscoli del pavimento pelvico a cui offre inserzione.

Tutte le articolazioni possono andare incontro a restrizioni di mobilità. La fisioterapia per osso sacro dispone di tecniche specifiche per ognuna di esse.

I legamenti

L’apparato legamentoso legato all’osso sacro è molto imponente.

Nella sua fisiologia, il sacro effettua dei movimenti di flessione e estensione. In termini tecnici vengono definiti nutazione, quando il sacro fa il movimento simile a quello di piegarsi in avanti e contronutazione quando si considera il movimento contrario.

Ebbene, il “freno” di questi movimenti è proprio dovuto alla presenza dei legamenti.

Inoltre sono presenti anche potenti legamenti di collegamento con le ultime due vertebre lombari: la quarta e la quinta.

Una tensione al loro livello può influire sulla mobilità non solo del sacro, ma anche della porzione lombare inferiore con le ripercussioni dolorose anche distanti, ad esempio lungo la gamba.

I muscoli

I muscoli da valutare e trattare in modo diretto quando un paziente giunge all’osservazione per fisioterapia per osso sacro sono:

  • Ileopsoas
  • Glutei
  • Piriforme
  • Lombari
  • ITP (ischio tibio peroneali)
  • Muscoli del pavimento pelvico
  • Muscoli della colonna vertebrale

Per ciascuno ci sono delle posizioni e della manovre proprie di valutazione.

La presenza di dolore, o di trigger point indica la necessità di un trattamento specifico.

Il dolore all’osso sacro

Come abbiamo detto precedentemente, ci occupiamo della sintomatologia dell’osso sacro riferita a condizioni di tipo funzionale tralasciando le patologie che sono di pertinenza medica che, a vario titolo, possono dare una dolore a livello del bacino e del sacro.

Per queste ci riferiamo sempre al medico.

Ci teniamo infatti a ricordare che la collaborazione tra le figure sanitarie nella presa in carico di un paziente è sempre la strategia vincente nell’affrontare qualsiasi situazione.

Ogni professionista ha la sua specifica competenza e la può mettere a frutto nella maniera più efficace solo comprendendo le cause di una condizione dolorosa, al fine di poter mettere in atto tutte le condotte terapeutiche più idonee per la risoluzione, laddove sia possibile, oppure la riduzione del problema.

Inoltre, teniamo a dire che, ad oggi, sono molti gli approcci proposti che sollevano dei dubbi sulla loro reale possibilità terapeutica. Affidatevi sempre al personale sanitario di vostra fiducia che vi aiuti a trovare soluzioni scientificamente credibili e accreditate.

Quali sono quindi le condizioni di cui ci occupiamo? Vediamole.

Alterazioni posturali

Tutte le cause che determinano un’alterazione posturale hanno delle ripercussioni sul bacino.

La fisioterapia per osso sacro deve tenere conto delle possibili relazioni con le funzioni che determinano la correttezza nel mantenimento della nostra posizione.

A volte, ciò che determina una deviazione dalla corretta stazione eretta è un semplice atteggiamento muscolare, mentre in altri casi si devono andare a ricercare le cause in funzionamenti alterati di sistemi funzionali quali la vista, l’ appoggio podalico o l’apparato stomatognatico (quindi la corretta occlusione dentale).

L’individuazione della presenza di condizioni del genere deve essere sottoposta a un approfondimento diagnostico che permetta di stabilire quali sono le ripercussioni sul sacro e in che modo si possano affrontare dal punto di vista medico e riabilitativo.

Abitudini di vita

Se consideriamo una normale giornata lavorativa capiamo perfettamente quanto possa influire sulla posizione del sacro e quanto possa essere sollecitato.

abitudini di vita e posizioni mantenute

Abitudini di vita e posizioni mantenute. Non siamo sempre seduti nel modo corretto.

Non si può cambiare il proprio lavoro, ma sicuramente si possono modificare delle abitudini qualora siano causa di dolore. La fisioterapia per osso sacro considera anche la condizione ergonomica nella valutazione del dolore del bacino.

Cause traumatiche

Una delle cause di maggiore incidenza nei riguardi del dolore all’osso sacro è il traumatismo diretto.

Può derivare da una attività sportiva (il rugby, il calcio, il pattinaggio su ghiaccio, l’hockey, e comunque tutti gli sport dove è possibile che ci sia un impatto da caduta a terra), da un incidente stradale, o semplicemente da cadute accidentali.

Queste ultime spesso sono la causa di dolori forti e persistenti. Infatti la persona che cade in modo accidentale non è mai pronta all’impatto e, a differenza delle cadute durante un’attività specifica come uno sport, l’attenzione e la reattività è molto scarsa.

Di conseguenza anche la protezione è minore rispetto all’impatto a terra.

Non c’è quindi bisogno che il trauma sia particolarmente importante per arrecare una sintomatologia anche persistente.

Evidentemente, se la fisioterapia per osso sacro viene fatta a una persona che ha una certa età e con la concomitanza di fragilità ossea, i danni che possono derivare da una caduta sono anche molto invalidanti.

È inoltre da considerare la possibilità che il trauma diretto sull’osso sacro determini dei traumatismi in successione sulla colonna vertebrale che, anche per via indiretta, possono influire sulla sintomatologia locale e sulla zona lombare.

Sono i cosiddetti insaccamenti delle vertebre.

Di solito il dolore diminuisce gradualmente, se si tratta solo di un traumatismo semplice, ma è importante non sottovalutare la situazione e farsi visitare da un medico nel caso in cui il dolore non passi, oppure tenda a incrementare.

In ogni caso la fisioterapia per dolore al sacro in questi frangenti, appena successivi al trauma, consiglia il riposo e lo sgravo funzionale, attraverso l’uso di ciambelle o posizioni antalgiche.

Valutiamo comunque sempre la necessità di un APPROFONDIMENTO DIAGNOSTICO per verificare l’assenza di fratture e l’eventuale compromissione di altri distretti, come il coccige e la schiena.

Parto

Durante il parto le ossa iliache si allargano, il sacro si porta in dietro e il coccige si estende. 

Può accadere che residuino delle tensioni dolorose a livello del bacino per la permanenza di limitazioni di mobilità alle articolazioni, oppure per tensioni legamentose.

È quindi importante fare una valutazione di fisioterapia per osso sacro quando, a seguito di una gravidanza permanga un dolore a livello sacrale che non ha delle correlazioni con cause mediche.

Interventi chirurgici

La chirurgia a livello del bacino può influire sulle tensioni sacrali attraverso il collegamento con le fasce e i legamenti.

Se ci sono delle cicatrici che hanno residuato delle aderenze dolorose il terapista può trattarle manualmente attraverso manovre che facilitano lo scorrimento dei tessuti tra loro.

Si tratta di manovre che possono essere eseguite in modi molto diversi a seconda della loro posizione e della abilità del terapista. In ogni caso, se la valutazione di una cicatrice indica la presenza di aderenze e queste sono legate in modo diretto alla sintomatologia sacrale, è necessario trattarle.

Tutte le manovre che si fanno sono esterne e non implicano manualità invasive, le quali sono di esclusiva pertinenza del medico qualora ne ravvisi la necessità.

Tensioni muscolari

Contratture muscolari possono interessare in modo diretto il dolore al sacro.

I glutei e il piriforme hanno una inserzione proprio sul sacro. Anche però dei muscoli che non direttamente si inseriscono sull’osso possono dare una sintomatologia riferita.

nel trattamento del sacro vanno considerati i muscoli della colonna lombare

Nel trattamento del sacro vanno considerati anche i muscoli della colonna lombare.

La fisioterapia per osso sacro valuta la presenza di tensioni e le tratta con modalità che possono essere varie. Ci sono massaggi di vario tipo che possono agire a profondità variabile e coinvolgere  la parte inserzionale, tendinea, oppure indirizzarsi sul ventre muscolare.

Taping neuromuscolare

Si tratta di una tecnica recente che  adotta l’uso di bande elastiche non medicate.

materiale per taping neuromuscolare

Materiale per taping neuromuscolare

Si possono applicare sui muscoli e sulle zone dolorose in modo da provocare un effetto decompressivo sulla porzione dolorosa, così da favorire la riduzione del dolore. La continuità del loro effetto durante tutta la durata della permanenza del cerotto, assicura un trattamento nel tempo.

Esercizi di ginnastica

Come ultimo aspetto, diamo conto dell’importanza della ginnastica. Può essere proposta una ginnastica propriocettiva oppure una ginnastica posturale.

Il terapista, in base alla situazione, valuta l’opportunità di utilizzare queste due tecniche in modo separato, oppure di adottare delle procedure terapeutiche che prevedano l’utilizzo di entrambe.

In linea generale la ginnastica propriocettiva è composta da una serie di esercizi che hanno la finalità di aumentare il controllo del bacino e del tronco, di rinforzare i muscoli considerando anche l’aspetto del controllo e dell’equilibrio.

La propriocettività infatti è la capacità del nostro corpo di percepire e controllare automaticamente la posizione e di servirsi di questa capacità nel normale svolgersi della vita quotidiana.

Possono essere proposti esercizi di vario tipo con differenti attrezzature: esistono le fitball, le palle mediche, il theraband, le tavolette propriocettive, sistemi di controllo su superfici a consistenza variabile. In base quindi alle esigenze del trattamento di fisioterapia per osso sacro che il terapista individua, possono essere consigliati e programmati esercizi estremamente specifici sulla zona del bacino.

esempio di attrezzatura per la ginnastica propriocettiva

Esempio di attrezzatura per la ginnastica propriocettiva.

La rieducazione posturale invece ha un approccio diverso e permette di attuare un controllo posturale a tutti i livelli della colonna, privilegiando la zona in cui c’è la maggiore necessità di controllo.

È una ginnastica che si avvale di posizione mantenute appositamente studiate e personalizzare sul paziente, in cui il terapista propone delle sequenze di contrazioni e decontrazioni in relazione con la sincronizzazione respiratoria.

La proposta degli esercizi da eseguire varia molto in base alla possibilità di ogni persona.

 

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Dott. Fabio Marino

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