FISIOTERAPIA PER OSTEOMOTIA: CONSIGLI UTILI
Come affrontare il percorso riabilitativo

di | 26/08/2019

Cosa c’è da sapere sulla fisioterapia per osteotomia…

FISIOTERAPIA PER L’OSTEOTOMIA

Consigli ed esercizi utili

In questo articolo parleremo dell’importanza della fisioterapia per l’osteotomia, ma cosa intendiamo per osteotomia?

Osteotomia è il nome di un intervento chirurgico che prevede l’interruzione della continuità di un segmento osseo, con l’obbiettivo di accorciarlo, allungarlo o modificarne la forma.

Perché si esegue l’osteotomia?

L’osteotomia risolve problemi che interessano diverse ossa e articolazioni.

  • Ginocchio: in caso di rotula disallineata o danneggiata dall’artrite, l’osteotomia al ginocchio recide la tibia o il femore al fine di rimuovere la pressione dall’articolazione del ginocchio danneggiata.
  • Anca: la cavità dell’anca viene rimodellata per allinearla meglio alla sfera dell’articolazione.
  • Mandibola: l’osteotomia mandibolare è in grado di riposizionare una mandibola disallineata.
  • Mento: l’osteotomia è in grado assottigliare un mento particolarmente squadrato e, il più delle volte, viene eseguita da chirurghi plastici.
  • Alluci: viene rimosso un segmento osseo per impedire all’alluce di ostacolare le altre dita dei piedi.

Osteotomia del ginocchio

Fisioterapia per l'osteotomia

Fisioterapia per l’osteotomia: un esempio di ginocchio varo e valgo, questa problematica può essere risolta col l’osteotomia

L’osteotomia del ginocchio è comunemente usata per riallineare i danni artritici che interessano un solo lato del ginocchio.

L’obiettivo dell’operazione è di ridistribuire il peso corporeo, diminuendolo sul sito danneggiato e favorendo il lato opposto dell’articolazione, dove la cartilagine è ancora in buona salute. Il chirurgo esegue questa procedura rimuovendo un cuneo (segmento osseo) da sotto l’epifisi della tibia, consentendole di interagire correttamente con il femore. Spesso questa correzione necessita anche il proporzionale accorciamento del perone.
Per intenderci, lo spazio lasciato dal prelievo del cuneo è simile a quello rimanente sui cardini di una porta in apertura.

L’osteotomia viene utilizzata anche come trattamento alternativo alla sostituzione totale del ginocchio nei pazienti artritici più giovani. Poiché le ginocchia protesiche possono divenire inadeguate col passare del tempo, una procedura di osteotomia può consentire a queste persone di continuare a utilizzare il proprio ginocchio sulla parte sana, rimandando l’impianto anche di dieci anni.

FISIOTERAPIA PER L’OSTEOTOMIA DEL GINOCCHIO:

Riabilitazione e prevenzione conservativa

Una caduta o una torsione alla gamba durante i primi due mesi dopo l’intervento chirurgico possono compromettere la guarigione. I pazienti devono essere estremamente cauti durante tutte le attività, anche nella camminata, fino alla completa guarigione.
Dopo la riabilitazione del ginocchio, inizia la prevenzione della degenerazione sulla superficie sana del ginocchio. Questa prevede di rallentare l’avanzamento e la diffusione della malattia.

Pare che l’esercizio fisico motorio, in particolare quello aerobico cardiovascolare, costituisca un metodo efficace per prevenire l’avanzamento dell’osteoartrite. L’attività leggera e quotidiana è molto più efficace rispetto a quella discontinua ed occasionale.
È particolarmente importante evitare qualsiasi grave lesione al ginocchio, come la rottura dei legamenti o le fratture ossee, in quanto l’artrite può complicarne la guarigione. Dovrebbero essere evitati gli sport caratterizzati da stress ripetitivi (ad esempio la corsa di fondo) e dal contatto fisico (rugby, calcio ecc).
Poiché l’osteoartrite è multifattoriale e può essere correlata a fattori genetici, non esiste una tattica di prevenzione universale. Le raccomandazioni generali includono:

  • Mantenere una leggera flessione delle ginocchia per diminuire la pressione durante la posizione eretta.
  • Evita tutte le attività che provocano dolore e che durano più di un’ora.
  • Eseguire una serie controllata di attività e movimenti che non stressano eccessivamente il ginocchio.
  • Evitare di sovraccaricare le articolazioni interessate durante le attività quotidiane e atletiche.
  • Rinforzare leggermente i muscoli delle cosce e delle gambe per proteggere le ossa e la cartilagine nelle ginocchia.
  • Praticare esercizio fisico idoneo che, oltre a mantenere la salute delle ginocchia, promuove la perdita di peso riducendo il carico su di esse.

Fisioterapia per l’osteotomia coxo-femorale

Dopo questo trattamento, il paziente sportivo può tornare alle proprie attività: per il nuoto e la bicicletta è sufficiente un mese, mentre per la corsa tre mesi; per altri sport da contatto come il calcio o le arti marziali è necessario aspettare dai quattro ai sei mesi dall’intervento eseguito.

Il paziente dovrà eseguire esercizi molto banali a casa, obbligatori nelle prime tre/quattro settimane post intervento anche per evitare l’insorgere di aderenze. Dopo quattro settimane dall’intervento il paziente può rientrare in palestra. Nuoto e bicicletta possono essere iniziati già dopo trenta giorni ma non consigliamo sport da contatto per i portatori di protesi; questo in quanto con la nostra tecnica è possibile tornare a qualunque attività ma esistono sport consigliati e sport generalmente controindicati come, appunto, quelli da contatto.

Le successive settimane il paziente dovrà continuare solo con esercizi di bonificazione, come ad esempio:

  • ALLUNGAMENTO MUSCOLARE DEL QUADRICIPITE: Mettere un piede in avanti e mantenere l’altro ben appoggiato al suolo, tallone compreso, gamba tesa.
    Flettere il ginocchio, mantenendo l’altra gamba ben tesa. Mantenere  la posizione per diversi secondi (da 6 a 10) e interrompere quando diventa troppo doloroso.
  • FLESSIONE DELL’ANCA: Seduti, un piede appoggiato su una piccola altezza (sgabello, dei libri), inclinare il busto in avanti (mantieni la schiena dritta), questa posizione va mantenuta per diversi secondi (da 6 a 10) e ripetere per 5 volte.
  • RINFORZO DEL GLUTEO: Sdraiati, gambe flesse, sollevare il bacino senza incurvare la schiena (allontanare i talloni dalle natiche in caso di crampi o dolori alle ginocchia) Mantenere la posizione per diversi secondi (da 6 a 10) e ripetere per 5 volte.

Osteotomia della mascella-mandibola

L’osteotomia alla mascella-mandibola viene eseguita per riallineare la mandibola o la mascella al resto del cranio. Può risultare indispensabile a correggere le mal occlusioni di tipo scheletrico, ovvero le discrepanze nella posizione dei denti che non possono essere corrette da semplici movimenti ortodontici e riallineamenti delle articolazioni temporomandibolari, o per correggere le deformità del viso come la retrognazia mandibolare.

Questo intervento è caratterizzato da una scarsa cicatrizzazione e tutta la procedura avviene all’interno della bocca. Possono essere indossati degli apparecchi ortodontici prima e dopo l’operazione, al fine di riallineare i denti adattandoli alla nuova posizione della mascella/mandibola.

Per quanto riguarda la fisioterapia per l’osteotomia mascellare-mandibolare, risulta molto utile per il paziente sottoporsi a terapia manuali

Il fisioterapista potrà eseguire delle manovre specifiche nella bocca e nei muscoli fuori la bocca per individuare le varie contratture muscolari e lavorare per distendere e riequilibrare le eventuali deviazioni. In questi casi il fisioterapista si può avvalere di Tens, oppure di Laserterapia con lo scopo di sfiammare, decontrarre magari un trigger point, e facilitare il lavoro di riequilibrio.

Osteotomia del mento

L’osteotomia del mento è utilizzata per correggere un mento verticalmente corto. Invece di installare un impianto esterno al vertice dell’osso per allungarne il profilo, si può scegliere un approccio alternativo, tagliando un lembo dello stesso e posizionandolo in avanti o in altre direzioni. Questo sistema può anche essere utilizzato per una semplice riduzione.
Le osteotomie del mento vengono eseguite attraverso un’incisione all’interno della bocca. Sono tecnicamente più difficili rispetto all’impianto e scatenano più gonfiore. Inoltre, provocano la perdita temporanea della sensibilità del labbro inferiore e del mento, che ricompaiono solo dopo alcune settimane o alcuni mesi.

Anche in questo caso per quello che riguarda la fisioterapia per l’osteotomia del mento è consigliato sottoporsi a terapie manuali.

Fisioterapia per l’osteotomia alluce

Fisioterapia per l'osteotomia

Fisioterapia per l’osteotomia: alluce valgo corretto attraverso l’osteotomia

In caso ci si fosse sottoposti all’intervento, potrà essere utile seguire dei consigli per i primi giorni, quindi l’esecuzione di esercizi per riprendere la normale funzionalità del piede e delle articolazioni coinvolte.

In linea del tutto generale, si possono innanzitutto seguire delle indicazioni di buon senso, per evitare di sforzare troppo il piede coinvolto a poche ore dall’intervento:

  • Non poggiare il piede a terra per 12-24 ore o, comunque, sempre nelle tempistiche fornite dallo specialista;
  • Già dal giorno successivo, si potrà tentare di mantenere la posizione eretta: per farlo, verranno consigliati degli appositi supporti per proteggere le articolazioni;
  • Avvalersi del supporto delle stampelle per il primo periodo, di durata variabile a seconda del soggetto, per assicurare stabilità al corpo, evitare cadute non volute e non sovraccaricare il piede.

Si dovrà quindi seguire il calendario di medicamenti previsti dall’ortopedico, dal controllo della ferita alla rimozione di punti e altri supporti chirurgici utilizzati, quindi indossare le speciali calzature che verranno consigliate. Terminata questa fase, variabile dai 30 ai 45 giorni, si preferiscano sempre scarpe morbide con imbottiture protettive delle dita, che non costringano il piede in movimenti innaturali.

Sebbene il recupero sia fortemente individuale, normalmente si può tornare all’attività fisica non estremamente impegnativa (nuoto, passeggiate a passo sostenuto, stretching, yoga e quant’altro) dopo 60-90 giorni.

Per quanto riguarda la fisioterapia per l’osteotomia all’alluce sarà certamente consigliato camminare secondo le tempistiche previste, meglio se a piedi nudi o su un fondo sabbioso come la spiaggia, così come esercitarsi con la bilancia propriocettiva per recuperare il perfetto equilibrio. Sulla ginnastica da condurre a casa, ogni percorso di guarigione è a se stante e si basa sull’ opinione dell’esperto. In linea generale, rimangono comunque validi gli allenamenti visti in fase pre-operatoria:

  • Pallina: in posizione eretta, si sfrutta una pallina morbida, da posizionare sotto la pianta del piede. Si muove quindi delicatamente l’arco, per percepire l’appoggio della pallina prima su tallone, poi su arco del piede e infine sulle falangi. In questo modo, si aiuterà a ritrovare la giusta sensibilità e si effettuerà una blanda sollecitazione passiva;
  • Muro: da supini, si alzano le gambe poggiando i piedi ben saldi su un muro. Si sollevano quindi leggermente partendo dal tallone, evitando di premere sulle falangi, si mantiene la posizione per un paio di secondi e si torna in quella di partenza. In questo modo, si stimolerà il naturale movimento delle articolazioni senza però sovraccaricarle con il peso del corpo;
  • Mano: da seduti, con le gambe rilassate e lievemente piegate, si muove in molto dolce con la mano l’alluce, sia verso il basso che verso l’alto, senza estendere eccessivamente e fermandosi in caso di dolore. L’esercizio passivo è utile per aiutare l’arto a ritrovare la sua naturale funzionalità.

Alternative all’osteotomia

Spesso l’osteotomia rappresenta un’alternativa a procedure chirurgiche più complesse, come la protesi dell’anca e del ginocchio, che sono operazioni impegnative con tempi di convalescenza molto lunghi e che spesso richiedono anche degli interventi di revisione. Per poter prendere una decisione in merito al trattamento è fondamentale discutere delle opzioni disponibili con il proprio specialista.

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Dott. Fabio Marino

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