FISIOTERAPIA PER ROTTURA DEL FEMORE
Mi sono rotto il femore , come posso ritornare in forma?

di | 29/05/2019

 

FISIOTERAPIA PER ROTTURA DEL FEMORE.

Fisioterapia per il femore rotto.

Come puoi vedere dall’ immagine il femore è l’ osso più lungo, voluminoso e resistente presente nei nostri arti inferiori.

Fisioterapia per rottura del femore:

se seguirai tutte le indicazioni, tornerai in perfetta forma, fidati !!!

Per te, che non sai cosa è e dove si trova il femore, farò un piccolo preambolo.

Il femore è l’osso più lungo e più resistente del nostro corpo e per questo è necessaria molta forza per romperlo; le fratture vanno trattate urgentemente e i tempi di guarigione sono molto lunghi, a secondo del tipo di frattura potrebbe esserci una perdita ematica imponente.

 

La rottura del femore è principalmente dovuta a:

traumi, scontri, oppure a rotazioni con vincoli

(per esempio gli scarponi da sci).

 

La maggior parte dei bambini si rompe il femore a causa di:

  • Una caduta
  • Un trauma (incidenti stradali, sport di contatto, torsioni e rotazioni)

Negli adulti  le cause più comuni sono:

  • Cadute dall’alto o anche da fermi; pratica di sport
  • Incidenti automobilistici o con motocicli

I casi più diffusi di rottura del femore, però, si presentano tra gli anziani per i quali anche una lieve caduta può essere molto pericolosa a causa della fragilità ossea  e per la presenza di osteoporosi.

Quando l’ età avanza, la rottura del femore rappresenta un evento grave, infatti, il 50% delle persone dopo essersi rotta il femore perde l’autosufficienza (parzialmente o totalmente).

Il femore si può rompere in modo differente a seconda dei fattori che intervengono.

La rottura del femore può essere:

  • Composta, quando l’ allineamento osseo rimane invariato;
  • Scomposta se il naturale allineamento subisce delle modificazioni;
  • Esposta se uno o più frammenti ossei fuoriescono dalla pelle, lacerando la muscolatura e la cute.

Può inoltre avere una, due o più porzioni di frattura e potrà essere classificata in base alla sua origine:

  • Traumatica o patologica;
  • Diretta o indiretta (in base al meccanismo);
  • Trasversale, obliqua, spiroide o longitudinale;
  • Completa o incompleta;
  • Stabile o instabile.

SINTOMATOLOGIA

I sintomi della rottura del femore solitamente comprendono: un dolore intenso che si irradia verso  il ginocchio, l’ inguine e la caviglia, incapacità di muovere la gamba, di stare in piedi e di caricare il peso  sull’arto, gonfiore e lividi a livello dell’anca e un leggero accorciamento dell’arto.

Se non curata tempestivamente, il femore rotto può portare a complicanza gravi come infezioni, danni alle strutture nervose, e deformità ossea. Nei casi più gravi potremmo incorrere nella “sindrome compartimentale“, una patologia rara che si presenta con una compressione eccessiva di muscoli, vasi sanguigni e nervi, che non permettendo il corretto apporto di sangue e ossigeno porta ad una necrosi con conseguente perdita dell’ arto.

Gli esami clinici per confermare che il femore sia rotto sono la radiografia, la TAC e la risonanza magnetica.

Nella maggior parte dei casi un femore rotto richiede un trattamento chirurgico e guarigione completa può richiede molto tempo, fino a sei mesi nei casi più gravi, anche se il paziente potrà camminare prima; di norma solo ai bambini piccoli viene posizionato il gesso, ma anche in questi casi il trattamento dipende dal tipo di rottura.

Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico viene effettuato entro 24-48 ore, nell’ attesa dell’ intervento l’ arto verrà messo in trazione.

Per fissare il femore rotto si potranno usare dei fissaggi interni o esterni, alle volte i fissaggi esterni  si applicano se il paziente  deve aspettare qualche giorno prima del trattamento chirurgico.

Per la gestione del dolore post intervento il medico potrebbe prescrivere dei:

farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS)

rilassanti muscolari

oppiacei.

Abbiamo già scritto che un femore rotto, può impiegare anche 6 mesi per guarire,in caso di frattura esposta anche di più; fortunatamente con i fissaggi di ultima generazione sarà possibile appoggiare l’ arto già dal primo giorno dopo l’ intervento.

Come ben sappiamo ogni intervento chirurgico può portare delle complicanze, nel nostro caso potrebbero essere:

  • Dolore all’anca o al ginocchio se il femore non è stato allineato correttamente e una gamba può diventare più corta dell’altra Oppure ruotata in maniera patologica.
  • Danno periferico, il femore rotto potrebbe lesionare muscoli, tendini, legamenti, vasi sanguigni e nervi.
  • Complicazioni chirurgiche, come infezioni e coaguli di sangue (trombi).

L’importanza della fisioterapia post rottura del femore

Qualsiasi sia il punto in cui il femore si è rotto la fisioterapia è fondamentale.

La durata e il tipo di fisioterapia per rottura del femore saranno differenti e correlate ad un numero di variabili infinito, che includeranno l’età del paziente e le sue condizioni prima dell’infortunio.

Il primo obiettivo della fisioterapia per rottura del femore è rendere autonomo il paziente: riprendendo le principali attività quotidiane, come vestirsi o provvedere alla propria igiene personale dopo di che si passerà a migliorare il tono muscolare e la capacità di mettere peso sull’arto infortunato.

Le fasi della fisioterapia:

già dal giorno dopo l’ intervento, sarà importante svolgere degli esercizi di respirazione, utilizzare un bendaggio elastico-compressivo e cercare di cambiare posizione per quanto possibile per evitare problemi dovuti all’ immobilità;

la prima fase ha il compito di recuperare l’articolarità, attraverso degli esercizi mirati e dei movimenti di auto-mobilizzazione;

per la seconda fase ci dovremo concentrare sul rinforzo del tono muscolare di: quadricipite, adduttori, glutei, flessori dell’anca, polpacci e muscoli del “core”

( muscolatura che va da sotto lo sterno fino al pavimento pelvico);

dopo aver recuperato le forze, il paziente si dovrà concentrare sul recupero dei normali schemi motori e sulla rieducazione del movimento; questa terza ed ultima fase si potrà fare a distanza, ovvero, a casa. 

Ma andiamo per gradi:

di norma,dopo una settimana dall’ intervento, si può cominciare la fisioterapia che si occuperà di tutti e due gli arti e del bacino che avrà come obbiettivo quello di esercitare l’inclinazione e la rotazione del tronco come anche la risalita del bacino; questo ci servirà per riprendere a deambulare con l’ utilizzo delle stampelle o del girello.

Gli esercizi di riabilitazione assistita includeranno:

  • Il potenziamento muscolare  
  • Lo stretching
  • L’ incremento della coordinazione 
  • La mobilità articolare e posturale
  • Passaggi dalla posizione seduta a quella eretta e viceversa.
  • Tecar e magneto terapia

Di seguito alcuni esercizi che potrete fare una volta tornati a casa:

Sdraiati su un piano rigido a pancia in su cercare di piegare il più possibile la gamba senza sollevare il tallone dal pavimento.

Tornare in posizione di partenza.

Ripetere per 10 volte.

 

 

Sdraiati a pancia in su su un piano rigido con l’ arto operato piegato.

Sollevare l’ arto portando il ginocchio il più possibile verso il petto.

Tornare in posizione di partenza.

Ripetere per 10 volte.

 

Sdraiati a pancia in su con un cuscino sotto il ginocchio della gamba operata.

Schiacciare il cuscino con la gamba.

Tenere schiacciato per 3″.

Ritornare in posizione di partenza.

Sdraiati su un piano rigido con una gamba piegata e l’ altra tesa.

Portare l’arto teso verso fuori, strisciando sul pavimento.

Tornare nella posizione di partenza.

Ripetere per 10 volte.

 

Sdraiati a pancia in su con tutte e due le gambe piegate.

Sollevare il bacino il più possibile senza inarcare la schiena.

Tornare in posizione di partenza.

Ripetere per 10 volte.

 

Sdraiati su un fianco con un cuscino tra le gambe.Sollevare l’ arto e tornare in posizione di partenza.

Ripetere per 10 volte.

Sdraiati a pancia in giù con un cuscino sotto la pancia a livello delle anche

Stringere i glutei

Mantenere la posizione per 3″

Lasciare andare i muscoli

Ripetere per 10 volte

 

Sdraiati a pancia in giù con un cuscino sotto la pancia a livello delle anche

Sollevare un arto

Tenere la posizione per 3″

Ritornare in posizione

Ripetere per 10 volte

 

Sdraiati a pancia in giù.

Portare il tallone verso il gluteo.

Ritornare in posizione di partenza.

Ripetere per 10 volte.

 

Seduti su una sedia.

Distendere una gamba staccando il piede dal pavimento.

Tenere la posizione per 3″.

Ripetere per 10 volte.

 

Fisioterapia domestica post frattura del femore: Consigli pratici da seguire a casa

Una volta tornati a casa, bisognerà utilizzare dei piccoli accorgimenti per rendere il recupero, meno traumatico ed evitare di peggiorare la ripresa.

Come prima cosa ci si dovrà dotare di un rialzo per utilizzare il water ( sopratutto in presenza di protesi d’anca), così come di un doccino da utilizzare per l’ igiene intima senza doversi sedere sul bidet, almeno per i primi mesi.

Durante il movimento sarà importante porre l’ attenzione alle posizioni che si assumono ed ai movimenti che si eseguono ( sopratutto in presenza di fissatori esterni e protesi d’ anca ).

L’ utilizzo della Cyclette con la sella alta insieme ad una dieta ricca di proteine, calcio e viatmine D e E  sono degli ottimi alleati della fisioterapia per il femore rotto.

Non dimentichiamoci che dovremo recuperare tono muscolare, elasticità e mobilità mentre non dovremo assolutamente mettere peso.

 

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Dott. Fabio Marino

Autore: Sabrina Giola

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