FISIOTERAPIA PER TALLONITE: Cosa fare!?
Nella fisioterapia per tallonite vengono usate tecniche e macchinari adatti alla cura del dolore e per la ripresa della funzionalità.

di | 05/06/2019

FISIOTERAPIA PER TALLONITE

tallonite

Fisioterapia per tallonite. Il dolore è localizzato alla base del piede.

La fisioterapia per tallonite, o tallodinia, si occupa del dolore a livello della parte posteriore del piede. Le cause che possono provocarlo sono molte come i mezzi del terapista per farne fronte.

Iniziamo con il descrivere brevemente quello che è la tallonite.

Probabilmente se qualcuno l’ha già avuta o se è nella condizione di averla avuta, saprà esattamente che si tratta di un dolore a livello del tallone, nella parte inferiore del piede, proprio dove avviene per primo l’appoggio durante il cammino.

È un dolore trafittivo, estremamente dolente e invalidante sebbene si tratti di una parte piccola del corpo. Può essere presente sia monolateralmente, sia bilateralmente.

È una sensazione dolorosa che si accentua specialmente nel momento del carico, cioè dell’appoggio del piede.

Quali sono le cause

Per capire l’origine del disturbo vediamo brevemente quali possono essere le condizioni per causarlo.

Sono molte e come sempre la necessità di una giusta diagnosi è indispensabile per poter programmare una terapia adeguata e mirata al problema principale.

Il medico di riferimento per questa condizione è lo specialista in ortopedia che potrà trovare la causa della tallonite in questi ambiti:

  • postura errata
  • calzature inadeguate (i tacchi molto alti per le signore ad esempio)
  • borsite
  • entesite 
  • tendinopatia inserzionale
  • fratture
  • fascite plantare
  • spina calcaneare (anche se può essere presente in una grande percentuale di persone anche senza che si associ una sintomatologia dolorosa)
  • sovrappeso (sopra i 40 anni maschi sono i più colpiti)
  • piede cavo
  • reumatismi
  • malattie dismetaboliche (ad esempio la gotta a causa dell’aumento di acido urico che provoca dolorose infiammazioni a livello articolare)
  • sovraccarico da sport
  • arto più corto (che costringe a un appoggio squilibrato sul piede)

Oltre alla valutazione si effettueranno anche degli esami strumentali dove il medico riterrà di dovere approfondire la diagnosi clinica, in modo da poter impostare una fisioterapia per tallonite adeguata. Gli esami che possono rendersi necessari sono una radiografia, una risonanza magnetica o una ecografia.

Il medico saprà valutare la situazione e prescrivere questi o altri ulteriori esami a seconda del caso.

Fasi della tallonite

Orientativamente possiamo identificare due momenti all’interno della fisioterapia per tallonite. È importante distinguere la fase acuta da quella successiva perché l’approccio terapeutico risulta molto diverso.

Come sempre il fisioterapista saprà commisurare la terapia in base alle esigenze e all’evoluzione dei sintomi e dei segni clinici del paziente.

Per semplicità di discorso, e per aiutare il paziente a capire meglio quali possono essere gli strumenti a disposizione e i momenti giusti per metterli in atto, dividiamo in due momenti la fase riabilitativa.

Fase acuta

In questa fase il problema maggiore del paziente è il DOLORE. La tallonite si può manifestare in modo immediato, come presentarsi in maniera più graduale. 

Il momento della sintomatologia acuta è inconfondibile. Il dolore è tale per cui il paziente non riesce ad appoggiare il piede a terra.

Oltre al dolore si possono avere, in modi più o meno evidenti, altri segni quali l’arrossamento della zona, l’edema (quindi il gonfiore) e l’aumento della temperatura a livello locale.

Insieme al dolore e alla impossibilità di camminare abbiamo quindi i segni principali della infiammazione acuta.

In questo momento la fisioterapia per tallonite ha gli strumenti che consentono di diminuire il dolore e l’infiammazione. Per prima cosa va posto in essere un protocollo R.I.C.E.

È un acronimo che descrive, in inglese, quelle che sono le strategie da mettere in atto per la risoluzione del problema.

R: REST che significa RIPOSO. È la prima strategia da mettere in atto ed è anche quella che, in un caso di dolore acuto e invalidante, viene adottata spontaneamente. La sua funzione è quella di evitare di traumatizzare ulteriormente una parte che sta già accusando i postumi di una infiammazione acuta.

I: ICE che in inglese significa GHIACCIO. Questa indicazione è data per il momento immediatamente successivo al trauma. Quindi, se la vostra tallonite è comparsa dopo un evento specifico, come un gesto sportivo o una caduta diretta sul tallone, questa modalità di trattamento offre un immediato beneficio ed è la pratica migliore da adottare.

C: COMPRESSIONE. Il mantenimento della fasciatura sulla zona, con un bendaggio di tipo compressivo, va mantenuto per un po’ di tempo e va cambiato a intervalli regolari. Di solito il consiglio è di tenerlo per uno o due giorni a seconda della sintomatologia e dei segni infiammatori.

E: ELEVAZIONE DEL’ARTO in modo da favorire la circolazione e il drenaggio del piede.

Questo protocollo applicato alla caviglia dolente per tallodinia è di grande aiuto nelle fasi immediatamente iniziali della sintomatologia che possono durare un paio di giorni.

Una volta passati questi giorni, nel caso la sintomatologia non fosse passata o notevolmente regredita, il consulto medico e d’obbligo.

Fisioterapia per tallonite in fase acuta

Con estrema cautela e professionalità, passati i primi giorni di dolore acuto e protocollo REST, la terapia riabilitativa può iniziare con delle tecniche  diverse.

Vediamole:

  • massoterapia 
  • mobilizzazione delicata piede gamba
  • taping neuromuscolare
  • trattamento fasciale
  • mobilizzazione attiva 
  • mobilizzazione articolare piede

Massoterapia fascia plantare

Si può effettuare un delicato massaggio di sfioramento e frizione sulla fascia plantare o sulle zone della gamba leggermente distanti dalla zona di dolore acuto.

Il significato di questa modalità terapeutica è di favorire un rilassamento della muscolatura che si inserisce sulla zona dolente, in modo da ridurre i fattori di tensione e di infiammazione a livello locale.

Vanno proposti in modo delicato e solo se danno un beneficio che non è esclusivamente immediato, ma perdura nel tempo.

Mobilizzazione delicata piede gamba

Per lo stesso obiettivo si aggiungono delle mobilizzazioni articolari delicate alla zona del piede in modo che le eventuali rigidità articolari presenti in distretti contigui alla zona dolorosa non incrementino lo stato di tensione.

Taping neuromuscolare

Il taping neuromuscolare è un presidio della fisioterapia per tallonite che ha la caratteristica di espletare la sua funzione attraverso la modalità della sua applicazione e senza l’uso di farmaci.

L’applicazione di un bendaggio utilizzando il taping neuromuscolare con una modalità drenante è possibile e consigliabile anche in una fase di dolore acuto. Non va applicato nella zona dolente in una prima fase, ma può essere utilizzato per favorire i processi di guarigione tramite l’applicazione nelle zone limitrofe alla infiammazione.

Il taping così svolge il suo effetto terapeutico favorendo il drenaggio in tutta la zona, ma senza influire con un aumento della infiammazione locale.

Trattamento fasciale

Quando è presente una infiammazione, l’aumento del drenaggio nella zona dolorosa e la diminuzione delle tensioni è un intervento che produce benessere e diminuzione dei tempi di guarigione.

Il trattamento fasciale può essere applicato da un fisioterapista esperto con modalità molto delicate che offrono subito al paziente una sensazione di leggerezza e riduzione dei sintomi. Aumentano lo scorrimento delle parti fasciali tra loro così da consentire ai processi di guarigione, propri del corpo, di essere più rapidi.

Mobilizzazione attiva del piede e delle dita

Si può, con gradualità, anche iniziare a proporre degli esercizi di mobilizzazione del piede e delle dita in modo selettivo. È una modalità che va usata con cautela senza anticipare i tempi.

Il rischio è di incrementare lo stato infiammatorio.

Fase della remissione dei sintomi

Questa è la fase della fisioterapia per tallonite maggiormente importante.

Se inizialmente il dolore è la condizione di maggiore disagio per il paziente, ora la situazione sintomatologica inizia gradualmente a diminuire, lasciando spazio all’utilizzo di modalità più specifiche di trattamento.

È il momento in cui anche il paziente necessita di fare esercizi, sia in palestra che a casa e si possono utilizzare in modo più mirato le terapie fisiche per migliorare la situazione.

Anche nella fase precedente è possibile adottare delle terapie fisiche per migliorare la situazione della sintomatologia. Queste vanno programmate con il medico in modo che siano commisurate alla situazione e alla diagnosi.

Infatti il dolore ha una funzione precisa che va rispettata: mettere in allerta il corpo e in una condizione di riposo per non aggravare una condizione presente.

Anche nel caso di una fase acuta la possibilità di utilizzo della terapia fisica è possibile, ma va valutata caso per caso insieme al medico specialista. Non sempre è un bene togliere immediatamente il dolore.

Parliamo quindi della fisioterapia per tallonite in questa fase e presentiamo le terapie di supporto utilizzabili.

Fisioterapia

Come abbiamo detto, è sempre più possibile proporre ESERCIZI ATTIVI che vadano a lavorare in modo diretto sulla parte interessata del tallone.

In questa fase il rischio di peggiorare la situazione, incrementando lo stato infiammatorio e quindi rallentando il tempo della guarigione, è molto minore.

Ci sono alcuni esercizi che possono essere consigliati anche da eseguire autonomamente a domicilio ed è indispensabile la collaborazione e la costanza del paziente.

Ne descriviamo alcuni nel caso in cui servissero nell’immediato. In ogni caso, se siete affetti da questo disturbo, è consigliabile evitare il fai da te e rivolgersi a un tecnico di fisioterapia per tallonite.

Alcuni esercizi da fare a casa

Ci mettiamo in piedi, preferibilmente davanti a uno specchio in modo da controllare i movimenti del piede e mantenere una postura corretta durante l’esecuzione.

Proviamo a sollevare gli alluci contemporaneamente per una decina di volte. Facciamo il movimento in modo preciso e non troppo veloce, prima con tutti e due i piedi contemporaneamente poi alternandoli.

In fisioterapia per tallonite si intende un dolore generico al tallone. Può capitare che la causa sia una tensione del muscolo proprio dell’alluce. In questo caso, un esercizio come questo è indicato in modo diretto per affrontare il problema.

Per coinvolgere questa zona della muscolatura possiamo provare a eseguire anche una flessione dell’alluce come per volerlo portare sotto la pianta del piede. Prima lo facciamo solo con il primo dito poi passiamo a fare lo stesso esercizio di flessione plantare coinvolgendo tutte le dita.

Mettiamo un tovagliolo di carta per terra, oppure una penna e cerchiamo di afferrarla con le dita dei piedi.

Facciamo gli esercizi per una decina di volte consecutivamente. Dopo una breve pausa li ripetiamo in serie da 2 o tre volte.

Si possono coinvolgere anche altri muscoli del piede. All’inizio sembra strano e impossibile differenziare in modo così selettivo i movimenti, ma è sicuramente possibile e dopo le prime delusioni anche voi riuscirete a farlo.

Sempre in posizione eretta e il piede bene appoggiato a terra, allarghiamo il quinto dito verso l’esterno.

Passiamo poi a esercizi che coinvolgono il piede in modo più generale.

Si possono portare i piedi all’interno e all’esterno mantenendoli appoggiati a terra. Se lo facessimo con le mani dovremmo portare il palmo in su e in giù mantenendo il gomito appoggiato al tavolo. Proviamo a fare la stessa cosa con i pedi in posizione eretta.

Facciamo esercizi portando il piede sul tallone e poi sulla punta senza mantenere la posizione, ma solo raggiungendola. Anche questi in serie da 10 per 2 o 3 volte.

Ci sono anche dei semplici esercizi di stretching della parte posteriore della gamba che si possono eseguire mettendo la punta del piede su un piccolo gradino e lasciando che il peso del corpo cada in modo da stirare la parte posteriore.

Teniamo la posizione per una ventina di secondi e rilasciamo lentamente.

Possiamo fare anche un automassaggio della zona plantare. È facile.

Si usa una pallina da tennis posta sotto la pianta del piede e la si porta in avanti e in dietro; oppure si disegnano dei cerchi per terra come se la pallina fosse una sfera di inchiostro e volessimo fare un disegno sul pavimento.

In ogni caso, ricordiamoci che se eseguendo gli esercizi la sintomatologia dovesse acutizzarsi, oppure se dovesse peggiorare la situazione in qualche modo, di non esitare a contattare la persona di fiducia che si occupa di fisioterapia per tallonite.

Dobbiamo essere sicuri di fare nel modo giusto gli esercizi adeguati per quel momento.

Terapia manuale nella fisioterapia per tallonite

Il fisioterapista esperto nella cura del dolore al tallone ha a disposizione delle tecniche in grado di aiutare il paziente a stare meglio.

Non sempre la sola fisioterapia riesce a risolvere la situazione. La causa può essere molto diversa e non solo di pertinenza fisioterapica. A volte è necessario ricorrere all’uso di solette o di plantari per cui il parere del medico specialista in ortopedia diventa indispensabile e risolutivo.

La fisioterapia per tallonite usa i seguenti strumenti manuali:

  • stretching
  • massoterapia
  • mobilizzazione piede
  • postura
  • digitopressione

Lo stretching

Lo stretching che può fare il fisioterapista è molto più specifico e diversificato rispetto a quello che si può praticare in autonomia a domicilio.

I muscoli che possono essere interessati in modo diretto, o secondariamente a una tallonite, sono quelli anche quelli della gamba oltre a quelli del piede. Individuarli selettivamente e trattarli in modo diretto offre delle possibilità di miglioramento molto superiori rispetto a ciò che si può fare a casa da soli.

Massoterapia

Nella stessa misura la massoterapia può essere rivolta a distretti muscolari differenti che vengono coinvolti in modo sistematico nel dolore al tallone.

Se pensiamo alla posizione eretta mantenuta in modo da evitare il carico sulla zona dolorosa, possiamo immaginare come questa possa provocare tensioni secondarie tali da permanere e diventare loro stesse fonte di irritazione di rallentamento della guarigione.

Mobilizzazione articolare

Le articolazioni del piede son molte.

Basti pensare che le ossa che lo compongono sono 26. Ognuna di esse è articolata in modo complesso con le altre possiamo capire quanto sia importante per il tecnico che si occupa di fisioterapia pe tallonite effettuare una mobilizzazione selettiva di queste articolazioni in una condizione di dolore.

Ogni articolazione è preposta per svolgere una funzione attraverso la sua mobilità. Se una restrizione di movimento in una parte del piede è presente, tutto lo svolgimento del passo, e la contrazione muscolare che lo permette, sarà alterato e potrà andare a scaricarsi sul tallone e sul tendine d’Achille.

Digitopressione

In alcuni punti dolorosi possono essere presenti dei trigger point.

Sono delle zone particolarmente sensibili alla palpazione che irradiano il dolore non solo nella zona di localizzazione del punto, ma anche diffusamente secondo percorsi precisi. Si possono trattare manualmente in modo da far regredire la sintomatologia dolorosa attraverso delle manovre specifiche di digitopressione.

La postura

Infine è molto importante considerare al postura.

Come abbiamo già visto, l’appoggio del piede risente in modo diretto della posizione di tutto il corpo e della distribuzione dei carichi sulle gambe.

La fisioterapia per tallonite può effettuare delle analisi precise della condizione posturale attraverso macchinari specifici che rilevano le alterazioni della postura eretta e la distribuzione del peso del corpo a livello della pianta del piede.

In una condizione statica e durante lo svolgimento del passo.

Chiediamo al nostro fisioterapista quali possono essere gli esami strumentali indicati nella nostra condizione e in che misura ci possono aiutare a evidenziare l’eventuale compresenza di una causa posturale della tallonite.

Terapia fisica

Come ultima cosa diamo alcune informazione in merito alla terapia fisica che può essere consigliata nella fisioterapia per tallonite.

Tra i macchinari utilizzabili ci sono:

  • ionoforesi
  • ultrasuoni
  • tecarterapia

È indispensabile, nell’adozione di queste misure terapeutiche, avere il parere del medico, in modo particolare per l’uso della ionoforesi. Si tratta di una terapia che permette la somministrazione di un farmaco attraverso la pelle, tramite l’erogazione di una corrente continua tra due elettrodi.

I vantaggi della somministrazione farmacologica con la ionoforesi sono molti e vanno valutati dal medico. Nel caso ci sia la possibilità di eseguire questa terapia, si beneficia di una riduzione della sintomatologia diretta e immediata.

Anche gli ultrasuoni possono essere molto efficaci per la cura della tallonite. Il loro funzionamento è dovuto alla erogazione di energia sonora il cui effetto biologico sui tessuti è la diminuzione del dolore e la riduzione dello stato infiammatorio.

In ultimo, la tecarterapia è un macchinario molto sofisticato in grado di fare accumulare all’interno del corpo dell’energia in modo che possa essere utilizzata per incrementare i processi di guarigione.

In alcuni casi abbiamo anche la possibilità di veicolare, attraverso la cute, delle sostanze medicamentose. L’effetto della cura quindi può essere estremamente potenziato.

 

PER RICEVERE MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA FISIOTERAPIA PER TALLONITE CLICCA QUI

Dott. Fabio Marino

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE IL SEGUENTE ARTICOLO:

LA TECARTERAPIA FUNZIONA DAVVERO? COME SI REGOLA LA POTENZA DELLA TECAR

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *