FISIOTERAPIA PER TROCANTERITE
La fisioterapia per trocanterite è utile per risolvere il problema dell'infiammazione della borsa sierosa dell'anca.

di | 27/11/2019

Come approcciare la trocanterite con la fisioterapia? Scoprilo in questo articolo…

FISIOTERAPIA PER TROCANTERITE

Ecco dove si localizza il dolore nella fisioterapia per trocanterite

Ecco dove si localizza il dolore nella fisioterapia per trocanterite

La fisioterapia per trocanterite pone in essere una serie di modalità di trattamento sia strumentali che manuali per far fronte a un dolore che si localizza a livello della parte laterale della coscia.

Da dove arriva questo dolore? Qual è la porzione anatomica interessata? Qual è il processo patologico che sottostà al dolore localizzato a questo livello? Quali sono le cause che lo provocano? Quali terapie si possono adottare in questi casi?

Queste sono le domande che il paziente si pone quando è alla ricerca di fisioterapia per trocanterite.

In questo ambito cercheremo di rispondere a queste domande e di fare capire meglio di cosa si tratta quando si è affetti da una infiammazione di questo tipo.

Vedremo prima di tutto di quali strutture si parla e in che modo sono implicate dal processo patologico. Per fare questo abbiamo bisogno di capire un po’ meglio come è fatto un trocantere, dove si trova e a che cosa è collegato.

Per questo faremo una piccola parte introduttiva sulla anatomia della gamba che ci aiuterà a meglio comprendere in che modo si infiamma una borsa sierosa.

Si! Perché è questa è la struttura anatomica che viene ad essere intaccata da un processo infiammatorio quando ci si rivolge alla fisioterapia per trocanterite.

Abbiamo già avuto modo di parlare della riabilitazione e delle tecniche che si adottano in caso di borsite della spalla in un articolo ad essa dedicato. La situazione patologica è la stessa sebbene le implicazioni e le dinamiche provocative siano diverse.

Riprendiamo però il concetto in modo da averlo maggiormente sotto mano.

ANATOMIA DELLA GAMBA

Iniziamo quindi a capire di che cosa si tratta quando si parla della fisioterapia per trocanterite.

Per farlo abbiamo bisogno di comprendere a quale struttura anatomica facciamo riferimento e quindi non possiamo non fare riferimento a qualche concetto di anatomia.

Diamo delle indicazioni di massima. Non siamo nella condizione di dover dare delle indicazioni precise, né di fare un corso di anatomia completo. Per questo, ci sono i professionisti di riferimento a cui chiedere informazioni e il personale medico sanitario per approfondire ogni aspetto della condizione di salute che portiamo all’attenzione del professionista.

In questa sede è utile dare una comunque una visione d’insieme che ci aiuta a comprendere meglio i discorsi successivi in merito alla diagnosi e alle terapie che si pongono in essere.

 

La localizzaionedel dolore nell borsite trocanterica

La localizzaione del dolore nella borsite trocanterica.

Nella immagine sopra possiamo vedere bene dove si trova la BORSA TROCANTERICA.

L’osso del femore è situato a livello della coscia e si collega al bacino con la porzione della testa del femore. Si tratta di una porzione rotondeggiante che è ospitata da una cavità presente sulle ossa iliache. Questa articolazione permette alla gamba di fare tutti i movimenti che le sono propri e di mantenere il carico.

È quella porzione ossea che si sostituisce nella chirurgia ortopedica per inserire una protesi d’anca.

Il trocantere è quella porzione ossea sporgente al di sotto della testa del femore. Vedete che, sia internamente che esternamente, sono presenti due piccole sporgenze. Danno inserzione ai muscoli della gamba e sono chiamate piccolo e grande trocantere.

Il grande trocantere è quello esterno; facilmente si può palpare anche da personale non particolarmente addestrato ponendo le mani sui fianchi. Come se dovessimo metterle in tasca.

Quelle ossa che si sentono a questo livello sono i grandi trocanteri. Di solito si apprezzano in tutte le situazioni, anche nelle persone in sovrappeso.

Vedete che proprio al di sopra e a lato di questa porzione ossea vi è la presenza di un muscolo. Al disotto del quale è posta la borsa sierosa.

A cosa serve la borsa sierosa?

La borsa sierosa, che si è infiammata quando si ricorre alla fisioterapia per trocanterite, serve per permettere lo scorrimento senza attriti tra la porzione muscolare e quella ossea.

Dobbiamo immaginarla come un cuscinetto ammortizzatore che disperde le forze di compressione in un determinato distretto corporeo.

Quali sono le cause che determinano l’infiammazione della borsa sierosa posta a livello dell’anca?

Per quale motivo insorge un’infiammazione tale da dover ricorrere alla fisioterapia per trocanterite?

Le motivazioni possono essere tante:

  • Traumi diretti nella sede del fianco che vanno a interessare in modo diretto la borsa (come delle cadute ad esempio)
  • Movimenti ripetitivi mal eseguiti (non solo legati allo sport o alle abitudini lavorative, ma a volte anche presenti per una differenza di lunghezza degli arti inferiori)
  • Compressione eccessiva oppure prolungata sulla zona.
  • Conseguenze di interventi chirurgici pregressi
  • Condizioni mediche (ad esempio di tipo reumatico)
  • Cause infettive

Ci fermiamo qui. Il nostro ambito non è quello di determinare la causa della infiammazione. Per questo aspetto è il medico con cui si collabora che deve porre la diagnosi corretta.

Facciamo quindi sempre riferimento al medico che indichi la diagnosi corretta di una patologia che spesso può essere confusa con altre affezioni.

Come si fa la diagnosi di trocanterite?

Per porre la diagnosi di trocanterite il medico effettua una anamnesi, cioè raccoglie i dati salienti che il paziente porta all’osservazione e effettua un esame clinico per individuare la causa del dolore e escludere che siano presenti condizioni concomitanti.

Questo primo passo viene integrato con esami specifici, se il medico lo ritiene necessario, e con la prescrizione di esami strumentali per immagini (come ad esempio delle radiografie, la risonanza magnetica o un’ecografia).

Quali sono i sintomi che portano il paziente a richiedere una visita del medico e successivamente accedere alla fisioterapia per trocanterite?

I sintomi che il paziente accusa in caso di infiammazione alla borsa sierosa presente a livello della zona trocanterica dell’anca sono molto caratteristici.

Per primo c’è la presenza di dolore. È localizzato proprio nella zona del fianco. Può essere localizzato e circoscritto nella zona stessa, come può anche espandersi a livello dei muscoli glutei e coinvolgere la porzione della gamba fino al ginocchio.

È un dolore spesso presente anche a riposo nelle fasi più acute, ma il movimento lo accentua in modo importante, specialmente quando si effettuano dei movimenti che prevedono il reclutamento del muscolo sovrastante la borsa.

Non è necessario fare un esercizio specifico per il reclutamento del muscolo gluteo e tensore della fascia lata per sentire il dolore

Non è necessario fare un esercizio specifico per il reclutamento del muscolo gluteo e tensore della fascia lata per sentire il dolore.

Non è il caso di fare un esercizio apposta per sentirlo, come quello descritto nella figura.

Il più delle volte anche la semplice deambulazione può essere cause di dolore. Infatti a ogni passo che noi eseguiamo mettiamo in contrazione non solo i muscoli che ci fanno porre un piede davanti all’altro, ma anche quelli che ci permettono di stabilizzare il bacino.

È per questo motivo che un altro segno caratteristico di un paziente che giunge in studio per ricevere la fisioterapia per trocanterite è l‘impotenza funzionale. Si tratta quindi della difficoltà di eseguire delle funzioni più o meno complesse a livello della parte interessata.

In questo caso può essere la semplice deambulazione oppure il raggiungimento della posizione seduta o i cambi di postura.

Così anche salire o scendere le scale, svolgere una attività in casa che richieda la permanenza in posizione eretta per un tempo prolungato. In ogni caso anche quando il dolore non è presente in modo importante si ha sempre una sensazione di rigidità a livello della articolazione.

Un altro segno che può essere presente in modo più o meno evidente è il gonfiore della zona, associato all’arrossamento.

Insomma sono i tipici segni e sintomi di una infiammazione acuta o latente che emergono quando la situazione diventa più impegnativa da sostenere o quando ci sono delle condizioni di sovraccarico che la scatenano.

La prima fase del dolore deve essere curata con mezzi medico farmaceutici, con mezzi fisici e con il riposo funzionale

Trovandoci quindi in presenza di sintomi acuti di tipo infiammatorio la cosa migliore che possiamo fare per diminuire il dolore, e permettere quindi che si riduca la fase infiammatoria, è di adoperare le indicazioni che il medico ci prescrive e mettere in atto il protocollo RICE.

  • RIPOSO
  • ICE
  • COMPRESSION
  • ELEVATION

È un acronimo che sa a indicare la necessità di Riposo, Ice, ossia l’apposizione di ghiaccio sulla parte, la compressione della parte in caso di gonfiore, e lo sgravio dalla forza di gravità.

Diventa anche importante limitare il carico articolare e muscolare, specialmente se siamo in presenza di una forma acuta e siamo nelle prime fasi di un evento traumatico. Non sempre è ragionevolmente possibile interrompere le attività della vita quotidiana in toto.

Aiutiamoci allora con qualche stratagemma per diminuire il carico funzionale durante i movimenti che necessariamente dobbiamo fare. Magari con l’utilizzo di un sostegno alla deambulazione.

La fisioterapia per trocanterite come può intervenire per curare questa infiammazione?

I mezzi a disposizione della riabilitazione per i casi d’infiammazione alla borsa trocanterica sono molti.

Ne indichiamo alcuni che possano essere utili per rendersi conto delle possibilità operative della fisioterapia. Ogni paziente sappiamo che è un caso a sé stante e quindi il parere del medico e del terapista che segue la persona è indispensabile. Anche perché sappiamo che ci sono delle fasi differenti dell’infiammazione e che queste possono e devono essere trattate in modo differenziato a seconda del momento.

Quindi prendiamo le informazioni presenti in questo blog come indicazioni che vanno poi confermate e viste sula caso specifico e personale. Fate quindi sempre riferimento al personale sanitario di vostra fiducia per risolvere il problema nel modo migliore possibile.

Vediamo alcuni mezzi della fisioterapia per trocanterite che il terapista può porre in essere.

La terapia strumentale

La terapia strumentale è sicuramente una delle tecniche che maggiormente può aiutare il paziente a risolvere il suo problema.

Si tratta di una terapia erogata da macchinari in grado di fornire un’energia esterna attraverso dei manipoli o delle fasce. Ogni volta l’energia erogata è diversa ed ha la caratteristica di provocare una risposta biologica nei tessuti laddove è praticata.

Vediamo alcuni tra gli strumenti maggiormente efficaci in questi casi.

Le onde d’urto

Si tratta dell’erogazione di onde acustiche in grado di stimolare direttamente il tessuto infiammato attraverso un segnale che ha una frequenza che varia dai 16 HZ a 20 MHz.

È un dispositivo medico sanitario che necessita l’indicazione terapeutica del medico. Il macchinario si imposta in modo da regolare la profondità di penetrazione delle onde. In questo modo si può essere molto selettivi sul tessuto da trattare.

Gli ultrasuoni

Anche questa terapia si basa sull’erogazione di frequenze che hanno la possibilità di avere delle ripercussioni sui tessuti corporei.

Si tratta di frequenze che vanno da 1 a 3 MHz.

Hanno la possibilità di diminuire il dolore e la infiammazione promuovendo la guarigione del tessuto infiammato.

La laserterapia

È una terapia che adotta delle frequenze luminose molo alte.

La luce ha la caratteristica di poter provocare delle risposte antinfiammatorie e anti edemigene sui tessuti.

In alcuni casi la prescrizione della terapia a base di laser ha un effetto molto efficace sulla risoluzione del problema infiammatorio a livello delle borse sierose.

La tecarterapia

La tecarterapia è di sicura efficacia in questi casi.

Si basa sull’erogazione di radiofrequenze che, attraverso dei processi terapeutici protocollati, ha la possibilità di influire in senso curativo sulle affezioni corporee di vario tipo.

La tecar usa il principio fisico del condensatore. Crea un campo magnetico all’interno del corpo che produce un movimento di cariche.

La sua funzione curativa nel caso di applicazione nella fisioterapia per trocanterite ha degli effetti immediati che persistono nel lungo periodo.

Fisioterapia per trocanterite: la terapia manuale 

La terapia manuale nella trocanterite si basa su un principio: è necessario ridurre al minimo le componenti stressanti a livello della zona che è vittima di una infiammazione.

Si dovranno quindi prendere in considerazione tutti gli aspetti che possono rilevarsi in relazione con la sintomatologia e, attraverso una valutazione funzionale, adottare le manualità di detensione e liberazione opportune.

Nel caso della fisioterapia per trocanterite bisogna prendere in considerazione i muscoli della gamba e del bacino in prima istanza. Non ci addentriamo nel discorso in modo specifico, ma sappiamo che le tensioni muscolari che si organizzano a questo livello hanno una diretta relazione con la possibilità d’incrementare e mantenere l’infiammazione a questo livello.

Una tensione mantenuta, ad esempio, al muscolo tensore della fascia lata, che si pone proprio superiormente alla borsa sierosa, può essere la causa di un dolore mantenuto proprio a questo livello. Però questo muscolo non è svincolato dagli altri della gamba, del bacino, della colonna lombo sacrale e del ginocchio.

Qualsiasi interferenza in questi distretti può portare ad una ripercussione sul trocantere.

Pensiamo a un disassamento del bacino con una postura sempre in lateralità e un tipo di deambulazione che provoca un “ancheggiamento” continuo.

Questa è certo una condizione che può favorire l’insorgenza di un dolore a livello del trocantere e che, nel caso sia presente già un’infiammazione acuta, deve essere considerato nella riabilitazione del paziente.

È una condizione che qualora non venga corretta può portare a una risoluzione molto tardiva della sintomatologia e della infiammazione.

In egual misura ci possono essere delle condizioni di blocco o di scarsa mobilità a livello della colonna lombare oppure del bacino considerato nelle sue componenti della zona iliaca, sacrale e pubica.

Laddove fosse presente una situazione del genere, la mobilità posta in essere durante le normali attività di vita crea delle tensioni costanti di tipo compensatorio a livello della zona.

Anche questo livello il terapista deve fare una valutazione con test specifici e un trattamento relativo è per diminuire le condizioni di tipo articolare o fasciale che interferiscono sul fianco.

Gli esercizi da fare in caso di infiammazione della borsa sierosa trocanterica

Nella fisioterapia per trocanterite una parte essenziale è data agli esercizi. Sia quelli che si fanno con la guida del terapista, sia quelli che è utile dare da fare a casa.

La infiammazione della borsa sierosa dell’anca, infatti, non è una condizione passa in poco tempo e ha bisogno di essere monitorata.

Gli esercizi da fare a casa sono un indispensabile ausilio terapeutico che viene fornito al paziente come strumento individuale da utilizzare durante la giornata.

La parte più importante è data dagli esercizi di stretching.

esercizio di stretching per il quadricipite

Esercizio di stretching per il quadricipite.

Abbiamo visto che tutta la gamba è coinvolta nell’affezione infiammatoria della borsa. A volte, addirittura, il dolore può espandersi oltre la zona immediatamente adiacente la borsa trocanterica.

Abbiamo altresì visto che la tensione muscolare e l’atteggiamento posturale del paziente influiscono sulla sintomatologia.

Sono tutti aspetti da considerare nella fisioterapia per trocanterite.

Esercizi che vanno a lavorare sulla porzione laterale della gamba si devono abbinare a uno stretching di tutta la parte interna adduttoria.

I muscoli infatti agiscono sempre in coppia. Vanno equilibrati nelle tensioni e nella forza laddove si influenzano vicendevolmente. Quindi, se la parte laterale è vittima di tensioni che comprimono la zona infiammata è necessario adottare delle tecniche di rilasciamento e detensione e rinforzare invece la parte opposta.

Nello stesso modo se invece la zona laterale è indebolita e non consente una deambulazione corretta, con un continuo atteggiamento di “caduta” del bacino, diventa necessario fare il lavoro opposta. Rinforzare la parte laterale e detendere quella adduttoria.

Lo stesso ragionamento deve essere fatto per la parte estensoria e flessoria della gamba.

Tutte le componenti muscolari devono essere equilibrate e allenate in modo da aumentarne la propriocettività.

Questo è necessario non solo per fare in modo di creare le condizioni di guarigione, ma anche per evitare delle recidive nel momento in cui la fase acuta è risolta.

Per ulteriori informazioni riguardanti la Fisioterapia per trocanterite o per prenotare una valutazione fisioterapia in un Centro Kinesis Sport puoi scrivermi da QUI

Dott. Fabio Marino

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